Costruire orti: pratiche educative nell’infanzia per un welfare di comunità

Studente: Chiara Olivotto
Titolo tesiCostruire orti: pratiche educative nell’infanzia per un welfare di comunità
Docente relatore: Prof. Nadia Carestiato
Docente controrelatore: Prof. Andrea Pozzobon
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 15 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La nostra società contemporanea mai come oggi necessità di un cambio di paradigma. Gli individui, attenti solo al proprio interesse personale, devono tornare a dar valore e vita ai propri progetti di esistenza all’interno dei quali inserire l’altro, riappropriandosi delle relazioni sia con i propri simili (il genere umano) sia con tutto l’ecosistema terrestre. All’interno di un paradigma economico basato sull’individualismo e su una logica di consumo e scarto, l’uomo ha perso di vista se stesso e ciò che lo circonda avviando processi che sembrano arricchire, ma in realtà impoveriscono l’intero pianeta condannandolo al suo disfacimento. Le persone devono riacquisire i valori di fiducia, rispetto e aiuto, muovendosi all’interno di nuove dimensioni di ecologia e sostenibilità a garanzia di un mondo più sano e di una vita migliore. Si trova nell’educazione alla natura, impartita già dalla prima infanzia, la possibilità di svincolare questa condanna di annullamento del genere umano e del pianeta. La natura offre la possibilità di interagire riscoprendosi parte di grandi reti interconnesse tra loro. È all’interno di questa dimensione sistemica che le persone possono ridare valore alla propria esistenza all’interno della quale l’altro diventa dimensione essenziale alla sopravvivenza. L’educazione al pensiero sistemico può partire anche da semplici pratiche, come quella dell’orto fatta coi bimbi della Scuola dell’Infanzia. Nell’orto, lavorando insieme la terra, curando e osservando le piante che crescono e il piccolo mondo animale che ruota intorno ad esse, tutte queste dimensioni possono essere ritrovate, sperimentandole e facendole diventare pratiche generative di relazioni all’interno di dimensioni donative, collaborative e partecipi.

Our modern society has never needed such a paradigm shift as today. All individuals who only look out for their own interests should attach renewed importance and vitality to their life projects, involving others as well as restoring their relationships with both humankind and Earth’s entire ecosystem. Within an economic paradigm based on individualism and the logic of consumerism and waste, human beings have lost sight of their true self and of the environment around them, triggering processes that appear to be enriching but in fact they impoverish the whole planet and condemn it to decay. Confidence, respect and mutual support are values that people must reacquire, living in new dimensions of environmental awareness and sustainability towards a healthier world and a better life. Only if humanity learns how to respect nature since childhood will they manage not to be annihilated together with their planet. Nature gives the opportunity to interact as it belongs to large networks that are connected to each other. It is inside this systemic dimension that people may re-evaluate their existence, in which others will become essential to survival. Systemic thinking can also be taught starting with simple activities such as creating a vegetable garden with children at Nursery School. In the vegetable garden, preparing soil together, looking after the plants and observing them growing together with their small animal world, we can rediscover and experiment all these dimensions: they will foster relationships within donative, collaborative and participative behavioural dimensions.