Disabilità intellettiva e sessualità: una sfida aperta

Studente: Solidea Reginato
Titolo tesiDisabilità intellettiva e sessualità: una sfida aperta
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Enrico Miatto
Presidente commissione di tesi: Prof. Lorenzo Biagi
Data discussione tesi: 21 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Quando si parla di affettività, o in specifico, di sessualità di una persona disabile, emergono molti interrogativi e dubbi, accompagnati anche da pregiudizi e atteggiamenti di rifiuto oppure dalla tendenza di ignorare del tutto l’argomento. La tendenza generale è quella di ritenere che l’amore e quindi, la sessualità nel suo significato complessivo, possa avvenire solo fra persone con perfetta (o quasi) efficienza fisica e mentale. Gli studi e le ricerche sulla sessualità umana hanno ampiamente dimostrato il ruolo positivo della stessa nel quadro del funzionamento generale di ogni individuo. La percezione delle problematiche legate alla sessualità è naturalmente diversa a seconda del tipo di handicap (fisico, psichico, sensoriale), della causa e dell’età di insorgenza. Purtroppo le tematiche relative alla sfera affettivo-sessuale nelle persone disabili sono state poste all’attenzione generale con notevole ritardo rispetto ad altri temi come il lavoro, la scuola, la famiglia, le barriere architettoniche. Infatti, solo alla fine degli anni ‘70 si aprì il dibattito sull’affettività e sessualità delle persone con disabilità. Nella presente tesi, dopo una panoramica generale su alcune definizioni teoriche, si analizzerà il binomio sessualità/disabilità e relativi stereotipi e pregiudizi, esplorando una possibile proposta di soluzione: il tema dell’assistenza sessuale, nei suoi aspetti positivi e negativi. Si conclude con l’aspetto più rilevante: come poter aiutare ed educare le persone con disabilità intellettiva in una corretta ed adeguata gestione della loro sessualità e costruire comportamenti sessualmente funzionali e adattivi; come noi, educatori, e più in generale come i caregivers (familiari, operatori, amici,..), possano promuovere esperienze di educazione alla sessualità, per garantire loro benessere e auto gratificazione.

When we talk about affectivity, or about sexuality of a disabled person, many questions and doubts come out, followed by prejudices and rejection’s attitudes or the argument is totally ignored. The general trend is to think that love and sexuality, in its overall meaning, can exist just between people with perfect (or almost) physical and mental efficiency. Studies and researches about human sexuality have showed widely the positive role of it in the framework of the general functioning of each individual. The perception of issues related to sexuality is obviously different depending on the type of handicap (physical, mental, sensorial), on the cause and on the age of onset. Unfortunately the issues related to the affective-sexual sphere in disabled people have been brought to the general attention with considerable delay compared to other topics such as work, school, family, wheelchair accessibility. In fact, just at the end of the 70s the debate about disabled people’s affectivity and sexuality started. In this thesis, after a general overview of some theoretical definitions, the relationship between sexuality and disability and its stereotypes and prejudices will be analysed by exploring a possible proposal’s solution: the topic of sexuality assistance, in its positive and negative aspects. It ends with the most relevant aspect: how to help and educate people with disabilities in a correct and adequate management of their sexuality and to construct sexually functional and adaptive behaviours; as we, educators, and more generally as caregivers (family members, operators, friends..) can promote experiences of sexual education to ensure them well-being and self-gratification.