Il ruolo dell’educatore nella presa in carico del minore tra la situazione di pregiudizio e la maggior età

Studente: Gaia Ramanzin
Titolo tesi Il ruolo dell’educatore nella presa in carico del minore tra la situazione di pregiudizio e la maggior età
Docente relatore: Prof. Giulio Antonini
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 22 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Il compimento della maggiore età rappresenta un importante rito di passaggio all'interno della società in cui viviamo. Esso è sancito da vari eventi quali la possibilità di esprimere il proprio voto alle elezioni e di prendere la patente, ma soprattutto è al raggiungimento dei 18 anni che una persona viene considerata capace di agire ed unicamente responsabile di sé e delle proprie azioni (“Capacità di agire”, Art.2 del Codice Civile). Tale passaggio risulta ancora più significativo qualora il soggetto sia un ragazzo in situazione di pregiudizio, seguito dai servizi sociali preposti alla protezione ed alla cura del minore. La maggiore età sancirà la fine della presa in carico ed il neomaggiorenne dovrà riuscire a ridefinire il suo progetto di vita in maniera autonoma, senza l'aiuto del servizio. Questo lavoro, dunque, si propone di analizzare il ruolo dell'educatore nella presa in carico del minore tra la situazione di pregiudizio e la maggiore età. Come può l'educatore sostenere il ragazzo nell'implementare le sue capacità di responsabilizzazione e di autonomia? Per rispondere a tale domanda, verrà innanzitutto descritto il Servizio di Protezione e Tutela del Minore e le figure professionali che vi lavorano. Dopo una breve disanima delle funzioni dello psicologo e dell'assistente sociale, particolare risalto verrà dato al ruolo dell'educatore. Con l'aiuto di due casi esplicativi verranno sottolineati alcuni aspetti significativi del passaggio alla maggiore età con conseguente conclusione della presa in carico. Si definiranno, innanzitutto, i concetti di responsabilità, riflessività ed autonomia, generalmente riferiti alle persone maggiorenni. Si descriverà, poi, l'importanza, emersa in tale lavoro, delle famiglie affidatarie e delle reti solidali che vi ruotano attorno come luogo elettivo per la sperimentazione di affetti, regole e limiti. In seguito, l'attenzione verrà posta sul ruolo dei tirocini, formativi e lavorativi, come occasione per il giovane adulto di provarsi e di muovere i primi passi verso l'autonomia. Verranno, infine, analizzate alcune criticità emerse e si proveranno a suggerire alcune ipotesi alternative di intervento, sempre sulla base dei casi precedentemente descritti.

The coming of majority is an important rite of passage in the society in which we live. It is enshrined in various events such as the opportunity to cast the vote in the elections and get the license, but mostly it is the achievement of 18 years that a person is considered capable of acting and solely responsible for themselves and their actions ( "Capacity to act ", Art.2 of the Civil Code). This transition is even more significant if the subject is a guy in the situation of injury, followed by social services responsible for the protection and care of the child. The majority spell the end of the intake and the new-adult will be able to redefine his life independently, without the help of the service. This work, therefore, is to analyze the role of the educator in charge of the minor between the situation of prejudice and age. How can the educator support the boy in implementing his capacity and empowerment of autonomy? To answer this question, we will first describe the Protection Service and Protection of Minors, and the professionals who work there. After a brief close examination of the functions of the psychologist and social worker, special emphasis will be given to the educator's role. With the help of two explanatory cases some significant aspects of the passage to the higher age with consequent conclusion of the takeover will be underlined. We will define, firstly, the concepts of responsibility, reflexivity and autonomy, generally referred to adults. We will describe, then, the importance, emerged in this work, of foster families and solidarity networks that revolve around the place as an elective for the testing of suffering, rules and limits. Later, the attention will be on the role of training and employment apprenticeships as an opportunity for young adults to try on and take the first steps towards autonomy. We will finally analyze some problems emerged and we will try to suggest some alternative hypotheses of intervention, always on the basis of the previously described cases.