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Focus sulle dinamiche intrafamiliari nei nuclei con un figlio con disturbo dello spettro autistico

Studente: Mistro Martina
Titolo tesi: Focus sulle dinamiche intrafamiliari nei nuclei con un figlio con disturbo dello spettro autistico
Docente relatore: Prof. Pozzobon Andrea
Docente controrelatore: Prof. Salerno Vincenzo
Presidente di tesi: Prof. Benvenuti Loris
Data discussione tesi: 22 marzo 2017
Licenza di laurea in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Indagare ciò che attraversa una famiglia dal momento in cui ottiene una diagnosi di autismo, permette di essere attenti ai sentimenti provati dai componenti dei familiari e ad offrire il giusto supporto per sviluppare la loro capacità di resilienza e ottenere la collaborazione che possa tradursi in un patto educativo efficace per la qualità del percorso di vita del figlio con disabilità. Solitamente gli interventi vengono effettuati sulla persona con disabilità tralasciando il contesto familiare in cui vive che è uno degli elementi che incide più profondamente nella vita di ciascun individuo. Ho cercato di indagare come ciascun componente del nucleo familiare vive la disabilità di uno dei suoi componenti per cercare di capire che tipo di percorso di supporto sia necessario per intervenire a migliorare la consapevolezza e l’accettazione della realtà di questi soggetti. Mi sono resa conto che un intervento educativo (di tipo cognitivo-comportamentale), solo a beneficio del soggetto con disturbo con lo spettro autistico sebbene sia utile e conduca a dei risultati, non basta, è necessario integrarlo con una presa in carico totale della famiglia, che a mio parere dovrebbe essere fatta attraverso il parent training, metodo molto efficace nel condurre i genitori ad una piena consapevolezza di sé stessi, dei propri vissuti e delle proprie potenzialità nel divenire protagonisti del percorso di crescita verso l’autonomia del proprio figlio, riprendendo in mano la propria vita e sviluppando il proprio empowerment rispetto alle difficoltà quotidiane e alle sfide della vita.

Enquiring into what happens to a family when it gets a diagnosis of autism, permits to pay attention on which feelings that the members of the nucleus have and give the possibility to offer them the support to envelope their resilience and to obtain the collaboration in an effective provided education; it will give quality to the disabled child’s life path. Educational interventions are usually operated only on disabled child, and this neglects the family background that is one of the elements which more influences each person’s life. I tried to investigate how each member of the family nucleus lives disability in one of other members, because I wanted to understand what kind of support is necessary to improve awareness and acceptance of the reality of disability. I realized that an educational intervention (cognitive behavioral) only for autistic child is useful but not enough; it is necessary to integrate it with a family total taking charge throughout the parent training: it is very effective method that drives parents to a full awareness of themselves, of their feelings and their potentialities to become protagonists of their son’s growth towards independence; in this way they can take hold of their lives and improve their empowerment facing daily problems and life challenges.

Promuovere inclusione nel nuovo welfare. Analisi e prospettive.

Studente: Samuele Campaner
Titolo tesi: Promuovere inclusione nel nuovo welfare. Analisi e prospettive.
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Salerno Vincenzo
Presidente di tesi: Prof. Benvenuti Loris
Data discussione tesi: 22 marzo 2017
Licenza di laurea in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il lavoro di tesi si svolge a partire dal desiderio di esporre il tema dell’inclusione sociale come promotore etico di identità e riconoscimento della persona. Si prenderanno in considerazione, diversi ambiti sociali nei quali è possibile riscontrare e sviluppare un lavoro educativo mirato al benessere della persona attraverso l’inclusione. In ultima analisi si presenterà una sintesi di alcune interviste poste a professionisti di ambiti diversi, per comprendere, attraverso il loro apporto, quanto un approccio inclusivo sia fondamentale per il bene della persona e della comunità. 

The thesis is done from a desire to expose the theme of social inclusion as an ethical developer of identity and recognition of the person. They will take into account, different social contexts in which it is possible to find and develop an educational work aimed at the welfare of the person through the inclusion. In the end, it will present a synthesis of interviews asked at various fields professionals, to understand, through their contribution, as an inclusive approach is fundamental for the benefit of the person and the community

Communico ergo sum. La Comunicazione Facilitata come strumento di inclusione.

Studente: Giulia Salvadori
Titolo tesi: Communico ergo sum. La Comunicazione Facilitata come strumento di inclusione.
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente di tesi: Prof. Salerno Vincenzo
Data discussione tesi: 22 marzo 2017
Licenza di laurea in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Oggi più che mai la capacità di comunicare e relazionarsi con il mondo e con gli altri è un fattore determinante per l’affermazione della persona. Communico ergo sum: comunico quindi esisto. L’esperienza diretta con varie situazioni di disabilità ha stimolato nella laureanda alcune domande relativamente agli effetti dell’incapacità per alcune persone di comunicare e relazionarsi con il mondo esterno. Cosa avviene quando sono presenti deficit che riducono sensibilmente tale capacità di comunicare in una persona? Quali e quante sono le potenzialità della persona che vengono ignorate a causa di tali deficit comunicativi? Partendo da questi presupposti questo lavoro di tesi analizza lo stato dell’arte nello sviluppo di tecniche che consentano alle persone con deficit comunicativi di comunicare, affermare il proprio io e poter essere inclusi nella società. In particolare viene approfondita la tecnica della Comunicazione Facilitata come strumento per superare le difficoltà di persone con deficit comunicativi verbali, o meglio vocali. Le esperienze professionali ed il tirocinio accademico, contemporanee alla ricerca e allo studio dei riferimenti bibliografici, hanno permesso di esplorare in prima persona le complessità e le potenzialità di tale tecnica.

Today, more than ever, the ability to communicate and interact with people and with the environment is a key factor for the realization of the person. Communico ergo sum: I communicate therefore I exist. Direct experience with various situations of disability has spurred in the graduate a few questions about how the inability to communicate and interact with the outside world is affecting some people and their inside world. What happens when there are deficits that significantly reduce the ability of a person to communicate? How many potentials of a person are ignored by their social environment due to such communication deficits? Starting from these questions this thesis analyzes the state of the art in the development of techniques that allow a person, with communication deficits, to communicate, to affirm one's self and, ultimately, to be included in the society. In particular, the thesis explores the usage of Facilitated Communication as a technique to overcome the difficulties of people with verbal communication deficits, or rather voice. The professional experience and the academic training, together with the research and the study of relevant references, have allowed the graduate to explore firsthand the complexity and the potential of this technique.

Disabilità e sviluppo psicosessuale: un binomio in attesa di riconoscimento

Studente: Martina Nonis
Titolo tesi: Disabilità e sviluppo psicosessuale: un binomio in attesa di riconoscimento
Docente relatore: Prof. Blascovich Moreno
Docente controrelatore: Prof. Salerno Vincenzo
Presidente di tesi: Prof. Benvenuti Loris 
Data discussione tesi: 15 marzo 2017
Licenza di laurea in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Lo sviluppo psicosessuale del disabile è una tematica molto delicata che tende a mettere in difficoltà genitori e operatori del sociale. Grazie allo sviluppo di questa tesi sarà possibile sottolineare i punti di forza raggiunti fino ad oggi ma anche le debolezze rimaste in sospeso rispetto al lavoro quotidiano che le famiglie e gli operatori si trovano ad affrontare. A partire dallo studio dello sviluppo psicosessuale proposto da Freud si approfondiranno le caratteristiche dello sviluppo psicosessuale del disabile. Ci si addentrerà nell’analisi della situazione socio culturale attuale, che offre una panoramica non del tutto positiva a cui gli uomini, per non essere esclusi, devono adattarsi. Di seguito verranno posti in evidenza i valori cardine alla base di un buon sviluppo psicosessuale del soggetto disabile dove la qualità della vita deve essere la meta auspicabile. Di seguito si analizzerà l’intervento messo in atto da famiglie ed operatori relativo alla sfera psicosessuale. In conclusione, attraverso un’intervista a quattro coordinatrici/ responsabili, si indagherà la sfera psicosessuale del disabile, come viene vissuta e affrontata nelle realtà educative del territorio. Gli intervistati ci delineeranno le caratteristiche del loro agire educativo affrontando anche il modo di viverlo e gestirlo nella relazione con i genitori.

The psychosexual development of people with disabilities is a highly critical issue which brings parents and healthcare workers in a difficult situation. This dissertation is going to underline the victories reached up to now but also the weaknesses still existing in everyday life for families and workers. First of all the attention is put on the study of psychosexual development investigated by Freud, after that are going to be examined the traits related to sexual field of people with disabilities. The analysis of the current social and cultural situation provides an overview not positive at all, but people have to accept it if they don’t want to be left out by the society. The key values, on which is based a proper psychosexual development of people with disabilities, are going to be underlined below. However, the main purpose is reaching an high level in quality of life. It is going to be analyzed also families and healthcare workers’ intervention related to the psychosexual field. Finally, through interviews with four coordinators in charge, it is going to be deepened the approach to the psychosexual area of people with disabilities in the educational realities of our territory. The interviewees are going to outline the characteristics of their educational acting and how they deal with parents.

L'inserimento socio-lavorativo nel disagio psichico in equilibrio tra innovazione e fragilità sociale

Studente: Elisa Da Riol
Titolo tesi: L'inserimento socio-lavorativo nel disagio psichico in equilibrio tra innovazione e fragilità sociale
Docente relatore: Prof. Baccichetto Alberto
Docente controrelatore: Prof. Salerno Vincenzo
Presidente di tesi: Prof. Benvenuti Loris 
Data discussione tesi: 15 marzo 2017
Licenza di laurea in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Gli specifici programmi che mirano all'integrazione sociale e lavorativa di persone con problemi di salute mentale rappresentano degli strumenti facilitatori del processo di promozione sociale e dell'esercizio del diritto di cittadinanza. Questi, infatti, incrementano le possibilità di sostentamento autonomo degli individui, ma sopratutto contribuiscono alla loro realizzazione personale attraverso lo sviluppo delle proprie competenze, la presa di coscienza dei limiti e la scoperta di nuove opportunità. L'inserimento socio-occupazionale di soggetti con problemi psichici deve però confrontarsi con le difficoltà derivate dallo stigma che storicamente ha determinato fenomeni di isolamento ed esclusione sociale. Tali motivi hanno condotto allo sviluppo di politiche mirate in modo specifico all'inserimento sociale e lavorativo dei soggetti svantaggiati, quali la legge sul collocamento obbligatorio, le Cooperative Sociali, i Servizi di Inserimento Lavorativo e i Tirocini formativi e di orientamento. Ad essi si affianca la sperimentazione di nuovi strumenti di inserimento socio-lavorativo, quali il modello di matrice americana Individual Placement and Support, sviluppato con l'obiettivo di dare risposta alle nuove esigenze manifestate dalle persone con malattia mentale. La realizzazione dei programmi di inserimento socio-lavorativo deve però sapersi integrare nel contesto sociale, culturale ed economico di riferimento, oggi in Italia caratterizzato da fenomeni di fragilità sociale, relazionale ed etica.

The specific programs that aim at social and work integration of people with mental health problems are the facilitator tools of the process of social promotion and of the exercise of citizenship rights. These programs increase the possibility of individuals’ self-sustenance, but above all contribute to their realization through the personal development of their individual skills, the awareness of their limits and the discovery of new opportunities. The social-occupational insertion of people with mental health problems, however, must face the difficulties derived from the stigma that historically determined isolation phenomena and social exclusion. These reasons led to the development of targeted policies aimed at social and working insertion of disadvantaged people, like the law on compulsory employment, the Social Cooperatives, the Business Integration Services and the job training and orientation. The experimentation of new tools of social and working insertion come abreast to them, like the individual American matrix model Individual Placement and Support, developed with the aim of give response to the new needs manifested from people with mental illness. Realization of social and working insertion programs must know itself to integrate with the social, cultural and economic context, characterized nowadays in Italy by social, relational and ethical fragility.

Autonomie e progetto di vita

Studente: Bertocco Elena
Titolo tesi: Autonomie e progetto di vita
Docente relatore: Prof. Miatto Enrico
Docente controrelatore: Prof. Benenuti Loris
Presidente di tesi: Prof. Salerno Vincenzo
Data discussione tesi: 14 marzo 2017
Licenza di laurea in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La prospettiva di vita delle persone con disabilità negli ultimi anni è notevolmente aumentata, emerge quindi la necessità di pensare ad un progetto di vita che includa anche l’età adulta del soggetto disabile.Strumenti di classificazione come l’ICF, che considerano l’individuo nella sua globalità, inserito nei contesti di vita principali e introducendo la distinzione tra capacità e performance, aiutano a pensare ad un progetto in prospettiva adulta. Progetto che deve partire fin dalla prima infanzia delle persone con disabilità, tenendo conto dei singoli aspetti che caratterizzano i livelli di qualità della vita, per cui è necessaria la presenza, nel territorio, di una rete di servizi che garantisca la continuità e l’adeguatezza degli interventi per le differenti esigenze e bisogni tipici delle diverse età della vita e supporti i genitori e la persona con disabilità stessa nel processo di accettazione dei propri limiti e risorse per l’acquisizione delle autonomie in vista di una vita più autonoma e indipendente possibile. Attraverso la raccolta di informazioni relative agli argomenti sopra indicati e al contributo di famiglie membri dell’Associazione Italiana X Fragile, vedremo l’ipotesi di un progetto che potrebbe promuovere la prospettiva adulta nel pensare il progetto di vita attraverso lo sviluppo delle autonomie.

The prospect of life of people with disabilities in recent years has significantly increased, and shows the need to think of a life plan that includes the adulthood of the disabled person. Classification tools such as the ICF, which consider the individual as a whole, placed in the main living contexts and introducing the distinction between capacity and performance, help to think of an adult perspective project. Project must start from early childhood of persons with disabilities, taking into account the individual aspects that characterize the levels of quality of life, so it is necessary to have a network of services in the territory, that guarantees the continuity and adequacy interventions for different needs and typical needs of various stages of life and supports the parents and the person with disability in the process of acceptance of one's limitations and resources for the acquisition of autonomy in view of a more autonomous and independent life as possible. By collecting information about the above mentioned topics and the contribution of members of the Associazione Italiana X Fragile, see the hypothesis of a project that could promote adult perspective in thinking the plan of life through the development of self-government.

La famiglia oltre la disabilità. Percorso di sostegno alle famiglie con figli con sindrome dell'X fragile.

Studente: Elisa Bertocco
Titolo tesi: La famiglia oltre la disabilità. Percorso di sostegno alle famiglie con figli con sindrome dell'X fragile.
Docente relatore: Prof. Miatto Enrico
Docente controrelatore: Prof. Salerno Vincenzo
Presidente di tesi: Prof. Benvenuti Loris
Data discussione tesi: 14 marzo 2017
Licenza di laurea in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La frammentarietà dei servizi socio-sanitari per la disabilità impedisce la costruzione di una rete di servizi, che consenta di dare una continuità di cura alle persone con disabilità e un sostegno alle loro famiglie. L’ICF è uno strumento che contribuisce a cambiare il concetto di disabilità, permettendo la creazione di un linguaggio comune tra i vari enti che erogano servizi educativi e riabilitativi, attuando progetti sperimentali a livello italiano e internazionale, apportando contributi alle ricerche sui processi di adattamento delle famiglie alla condizione di disabilità del figlio, investigando anche le attività delle associazioni di categoria, in modo specifico dell’Associazione Italiana Sindrome X Fragile. Grazie ai dati raccolti dalla ricerca bibliografica e dalle interviste condotte su alcune famiglie con figli con Sindrome dell’X fragile si è ipotizzato un progetto, “Sostenere in rete”, che ha lo scopo di creare un servizio di sostegno alle famiglie con figli disabili, che metta in rete tutti i servizi socio-sanitari presenti nel territorio, che parta dalle effettive esigenze delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

The fragmented nature of health and social services for the disability prevents the building of a network of services,that it possible to provide a continuum of care to persons with disabilities and support to their families. The ICF is a tool that helps to change the concept of disability, allowing the creation of a common language between the various institutions which provide educational and rehabilitation services, it has led to the creation of projects experimental projects in Italian and international level, that contributed to research on adaptation processes families to the child with disability, investigating the activities of trade associations, specifically the way the Associazione Italiana X Fragile. With the data collected from the literature search and interviews conducted on some families with children with Fragile X syndrome, i hypothesized a project, "Supportare in rete", which aims to create a support service to families with children with disability , which puts on the network all social and health services in the area, which starts from the actual needs of people with disabilities and their families.

Il ruolo educativo dell'autobiografia nella relazione di cura. Il contributo della Medicina Narrativa

Studente: Roberta Biasini
Titolo tesi: Il ruolo educativo dell'autobiografia nella relazione di cura. Il contributo della Medicina Narrativa
Docente relatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Docente controrelatore: Prof. Salerno Vincenzo
Presidente di tesi: Prof. Benvenuti Loris
Data discussione tesi: 14 marzo 2017
Licenza di laurea in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Quotidianamente tutti noi, indistintamente, ci troviamo a produrre e ad ascoltare narrazioni. Narrazioni di esperti (dal latino gnarus) che tessendo sapientemente una trama, trasmettono messaggi importanti, attribuiscono significato ad azioni, emozioni, comportamenti giocando con gli elementi e con se stessi come personaggi nel tempo e nell’immaginazione. La narrazione è comunemente vista quasi come un hobby, ma essa ha un immenso valore educativo, specie se nasce e/o tratta di esperienze vissute. E quale esperienza è più ricca di pàthos, di sentimento, di rielaborazione e di significato di una malattia? Quale valore pedagogico incarna la narrazione nell’esperienza della malattia? Partendo da uno spunto autobiografico, viene sostenuto, sensibilizzato e supportato da uno studio bibliografico il connubio tra il mondo educativo ed umanistico e quello -solo apparentemente lontano-medico e scientifico: paziente e professionista alleati in una relazione umana ed educativa che punta al benessere della persona avendone cura.

All of us indistinctly produce or listen to narration daily. Expert storytellers ( gnarus in latin) in weave wisely a plot, transmit significant messages, assign meaning to actions, emotions, behavior, playing with elements and using themselves as characters through time and imagination. Narration is commonly seen like an hobby, when it has also a huge educational value, especially if it deals with lived experiences. Which experience has more pathos, sentiment, rework and meaning than a disease? What pedagogical value has the narration in the illness experience? Starting from an autobiographical hint, and supported by a biographical study, it is sustained the marriage of the educational and humanistic world and the apparently far medical and scientifical world: patient and practitioner form an alliance in a human and educational relationship, which heads to personal wellbeing, having care of itself.

La comunità alloggio a riabilitazione estensiva

Studente: Arianna Zilio
Titolo tesi: La comunità alloggio a riabilitazione estensiva
Docente relatore: prof. Blascovich Moreno
Docente Controrelatore: prof. Loris Benvenuti
Presidente Commissione di Tesi: prof. Vincenzo Salerno
Laurea magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socio educativi
Data: 13/01/2017

Il presente lavoro di tesi si svolge a partire da esperienze professionali e di tirocinio presso strutture psichiatriche. Si argomenta questa tesi con riferimenti bibliografici, esperienze e riflessioni personali.
L’obiettivo è di conoscere e far conoscere la Comunità Alloggio a Riabilitazione Estensiva (C.A. EST).
Dopo la ricerca di quante e quali sono le C.A. EST in Veneto, si introducono le figure professionali presenti e gli interventi di riabilitazione socio-assistenziale, educativa, psicologica e psichiatrica svolti in esse.

This thesis is carried out from work experience and internship at psychiatric institutions. It is argued by references, experiences and personal reflections.
The goal is to know and make known the Housing Communities in Extensive Rehabilitation (C.A. EST).
After researching how many and what are the C.A. EST in Veneto, it is introduced the professionals available and the social welfare rehabilitation, educational, psychological and psychiatric interventions performed in it.

Il coordinatore pedagogico tessitore di pratiche relazionali

Studente: Laura Corazza
Titolo tesiIl coordinatore pedagogico tessitore di pratiche relazionali
Docente relatore: prof. Andrea Pozzobon
Docente Controrelatore: prof. Loris Benvenuti
Presidente Commissione di Tesi: prof. Vincenzo Salerno
Laurea magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socio educativi
Data: 12/01/2017

L’esperienza professionale di chi opera in ambito socio educativo è caratterizzata da un forte legame tra la teoria e la pratica, tra il sapere conoscitivo e l’esperienza concreta. Il coordinatore pedagogico ogni giorno attiva pratiche per generare legame sociale nella comunità. A partire da uno studio bibliografico sulle pratiche relazionali che generano cooperazione nell’équipe di lavoro, la verifica dell’ipotesi di tesi è fondata sull’analisi delle percezioni di un gruppo di coordinatori pedagogici del Friuli Venezia Giulia. 
Quali pratiche ciascun coordinatore è chiamato ad attivare e promuovere per generare cooperazione nel gruppo di lavoro e/o équipe? Il contributo ha cercato di rispondere a questa domanda attraverso una ricerca interdisciplinare sulla figura del coordinatore come tessitore di pratiche, cioè di relazioni tra le persone. La ricerca ha offerto l’opportunità di approfondire il senso e il significato che ciascun coordinatore pedagogico dà al proprio agire. 

The professional experience of people working in the social and educational care is characterized by a strong connection between theory and practice, between knowledge and experience. The pedagogical coordinator activates practices in order to stimulate the community’s social bond everyday. Starting from a bibliographic research on the relational practices that stimulate cooperation among the educative work team, the verification of the thesis’ hypothesis was then based on the perceptions’ analysis of a group of educative coordinators from Friuli Venezia Giulia. 
Which are the practices that an educative coordinator should activate and promote in oder to build cooperation among the educative work team? The thesis aimed to reply to this question through a interdisciplinary research on the coordinator figure seen as a “weaver of practice”, i.e. promoter of relationships between people.The research offered the opportunity to examine in analyze the sense and meaning that each pedagogical coordinator gives to his own actions.