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Un’équipe che vive: analisi e riflessioni su peculiarità, criticità e cambiamenti possibili

Studente: Valentina Basso
Titolo tesiUn’équipe che vive: analisi e riflessioni su peculiarità, criticità e cambiamenti possibili
Docente relatore: Prof. Moreno Blascovich
Docente controrelatore: Prof. Andrea Pozzobon
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 17 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inProgettazione e gestione degli interventi socioeducativi

L’équipe è uno strumento che troviamo all’interno del lavoro sociale e come tale deve essere curato in ogni sua dimensione. Fin troppo spesso vengono trascurate le dinamiche che intercorrono al suo interno, a discapito della qualità del servizio. Il gruppo di lavoro dovrebbe sottendere alla collaborazione, all’unione tra i membri, per raggiungere i medesimi obiettivi. Le criticità che possono sorgere tra i soggetti coinvolti sono molte, in quanto persone con la loro vita personale, con i propri bisogni e aspettative. L’obiettivo principale diventa il saper mediare tra i bisogni dei singoli individui e quelli del gruppo. Di questo si occuperà la figura del leader, che in un’ottica dialogante e accogliente sappia indirizzare verso un orizzonte di senso comune tutto il gruppo, cogliendo le peculiarità e le potenzialità di ognuno. Attraverso la somministrazione di un questionario alle équipe appartenenti a diversi ambiti di intervento e della stessa cooperativa, sono emerse quali siano le criticità comuni percepite da queste. In seguito, sono state proposte delle riflessioni per cercare di mantenere un’équipe sana e resiliente, in un’ottica di empowerment, lavorando sulla motivazione degli operatori e su una formazione che sottenda alla crescita dell’unione dell’équipe; tutto ciò senza dimenticare lo stretto legame che intercorre tra il gruppo di lavoro e le Istituzioni.

The team - referred in this document as équipe - is an instrument we find in social work and as such it must be cared for in all its dimensions. All too often dynamics that occur within it are neglected, to the detriment of final service quality. The working group should underlie the collaboration, the union between the members, to achieve the same objectives. The critical issues that may arise between the subjects involved are many, as people with their personal lives, with their own needs and expectations. The main objective becomes knowing how to mediate between the needs of individuals and those of the group. This will be dealt with by the leader, who in a dialoguing and welcoming way knows how to direct the whole group towards a horizon of common sense, grasping the peculiarities and potential of each team member. Through the administration of a questionnaire to the teams belonging to different areas of intervention and to the cooperative itself, the common critical issues perceived by both these groups emerged. Afterwards, reflections were proposed to try to keep a healthy and resilient team,working on empowerment, the operators’ motivation and on a specific training that would foster the growth of the team’s union; all this without forgetting the close link between the working group and the institutions.

 

Meditazione e organizzazioni sociali

StudenteCarlesso Alberto
Titolo tesiMeditazione e organizzazioni sociali
Docente relatore: Prof. Daniele Callini
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Lorenzo Biagi
Data discussione tesi: 13 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inGovernance del welfare sociale

Le pratiche meditative si sono sviluppate in secoli di storia ed in contesti storicogeografici variegati anche molto lontani tra loro; ciò ha comportato modifiche ed influenze su entrambi i versanti sviluppando modelli differenti. Ad oggi, con alcune rigidità più o meno marcate, le pratiche meditative stanno acquisendo spazi ed interessi in vari studi e discipline, apportando un contributo specifico e sostanziale. Da questi presupposti la tesi in questione cercherà di proporre un modello formativo in prospettiva pedagogica, atto a costituirsi come crescita personale e come orientamento di senso, all'interno delle realtà organizzative, in particolare di stampo socio-educativo e socio-assistenziale. Il progetto di stampo umanistico, si incentra rispetto a modelli formativi specificatamente individuati, e porrà l'accento su due ambiti intersecanti che si costituiranno come crescita etico-morale individuale ed organizzativa. I due ambiti di riferimento si articolano nella specifica pratica meditativa quale consapevolezza gruppale e individuale, la quale troverà la sua articolazione, attraverso lo sviluppo di una comunità di pratica, meditativa quanto di modello organizzativo. Tale processo si costituirà attraverso una maturazione etica e un agire morale, impattante sul sistema persona quanto sul sistema organizzativo.

Meditative practices have developed over centuries of history and in varied historical and geographical contexts, even very distant from each other; this led to changes and influences on both sides by developing different models. To date, with some more or less marked rigidity, meditation practices are acquiring spaces and interests in various studies and disciplines, making a specific and substantial contribution. From these assumptions, the thesis in question will try to propose a training model in a pedagogical perspective, capable of being constituted as personal growth and as an orientation of meaning, within the organizational realities, in particular of a socioeducational and socio-welfare nature. The humanistic project, focuses on specifically identified training models, and will focus on two intersecting areas that will be constituted as individual and organizational ethicalmoral growth. The two areas of reference are articulated in the specific meditative practice as group and individual awareness, which will find its articulation, through the development of a community of practice, meditative as well as an organizational model. This process will be established through ethical maturity and moral action, impacting on the person system as well as on the organizational system.

Na(e)rrare humanum est. La narrazione come strumento nella progettazione educativa con persone detenute.

Studente: Elisabetta Schievano
Titolo tesiNa(e)rrare humanum est. La narrazione come strumento nella progettazione educativa con persone detenute. Esperienze dalla Casa di Reclusione di Padova
Docente relatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Docente controrelatore: Prof. Daniele Callini
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 13 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inProgettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Cos’è la narrazione e perché educare a un pensiero di tipo narrativo? Perché si definisce l’essere umano come un animale sociale che racconta storie? Educare e progettare all’interno di un Istituto Penitenziario è solo un dovere Costituzionale o anche civile e sociale? Perché favorire processi narrativi all’interno degli interventi educativi con persone detenute? Questi sono solo alcuni degli interrogativi a cui si è cercato di dare risposta in questo lavoro di ricerca, nato dalle riflessioni emerse dalle esperienze vissute all’interno della Casa di Reclusione “Due Palazzi” di Padova e dall’ascolto e confronto con le storie di vita dei detenuti che abitano la realtà carceraria. Narrazione, Educazione e Giustizia sono, quindi, i concetti chiave che hanno accompagnato lo sviluppo di questo lavoro e che si presentano come i nodi di una stessa rete, fatta di idee, progetti, servizi e persone, che rivolgono uno sguardo di apertura volto a riportare all’interno della trama sociale un’istituzione quale è il carcere.

What is storytelling and why educate about narrative thinking? Why is human being defined as a social animal that tells stories? Is education and planning inside a penitentiary institution just a constitutional or even a civil and social duty? Why promote narrative processes within educational interventions with detainees? These are just some of the questions that have been tried to answer in this research work, born from the reflections that emerged from the experiences lived inside the “Due Palazzi” prison in Padua and from listening to the stories of life of detainees who live the prison reality. Narration, Education and Justice are, therefore, the key concepts that have accompanied the development of this work and that present themselves as the nodes of the same network, made up of ideas, projects, services and people, who turn an open look towards bring an institution such as prison back into the social fabric.



L’essenzialità della cura: la dimensione costitutiva e relazionale nella pratica quotidiana educativa con e per  gli adolescenti

Studente: Silvia Zanardo
Titolo tesiL’essenzialità della cura: la dimensione costitutiva e relazionale nella pratica quotidiana educativa con e per  gli adolescenti
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof.ssa Cinzia Bragagnolo
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris Benvenuti
Data discussione tesi: 10 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inProgettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Tale elaborato nasce da una ricerca sul concetto di cura che a partire dal suo significato ontologico e intimo della persona, percorre un viaggio di senso che affianca il sapere educativo all’interno di una logica relazionale. La relazione su cui si fonda l’educazione viene nutrita dalla pratica della cura con cui l’essere umano ha modo di poter vivere l’esperienza del “saper vivere” e del “saper essere” parte di un mondo in cui l’alterità è la condizione necessaria ed essenziale per poter realizzare una vita dignitosa. Si vuole esporre un percorso che connette il sapere educativo con la pedagogia della quotidianità come dimensione che offre plurime occasioni di incontro e di dialogo a favore di una relazione educativa autentica costruita e valorizzata dalla pratica della cura. Un agire educativo che si rivolge al mondo adolescenziale ponendo in analisi il panorama odierno nella sua complessità in cui è necessario elaborare una visione del mondo consapevole tale di un “saper agire” che mobilita e valorizza lo spazio sociale.

This work started from an investigation of the concept of “care” by its most intimate ethical meaning of the human who makes a peculiar journey of meaning. This is associated with the knowledge of education based on relations. The relation on which education is based, is supported by the practice of the care, with which the human can live the experience of “learning to live” and “learning to be” part of a world where the differences are the necessary condition for realise a decent life. This research exposes a route that connects the education with the pedagogy of life as a dimension that provides many meeting opportunities in favor of an authentic educational relationship created and developed by the practice of care. An educational action that addresses to the teenagers’s world, exploring the context in his totality when is necessary create a world conscious vision for promoting a social place featured by the “learn to doing”.

 

Utopia e educazione: riflessioni teoriche e pratiche professionali

Studente: Luca Neri
Titolo tesiUtopia e educazione: riflessioni teoriche e pratiche professionali
Docente relatore: Prof. Daniele Callini
Docente controrelatore: Prof. Marco Emilio
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Beatrice Saltarelli
Data discussione tesi: 25 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale inGovernance del welfare sociale

La parola “utopia” è portatrice di una sua ambiguità e polisemia. Questa problematicità semantica è ravvisabile già nell’utilizzo che ne fa Tommaso Moro nella nota opera omonima del 1516 in cui il neologismo appare per la prima volta. L’isola di Utopia è un luogo che seppur inesistente rappresenta la terra della felicità. La narrazione utopica è inoltre un’U – cronia, in quanto sospende la storia. Non serve di conseguenza tentare di fornire una collocazione spaziale o temporale a questa realtà. Tuttavia, lo stesso Moro al termine della sua descrizione di un mondo migliore, chiamato nei secoli che seguiranno a rappresentare un modello che ispirerà i miti di riforma delle società vessate dall’ingiustizia e dalle disuguaglianze, confessa, al termine del proprio percorso meditativo, una serie di dubbi e perplessità sulla reale possibilità di attuare questo lucente futuro di redenzione del mondo. Nella società complessa in cui viviamo l’utopia sembra aver preso le sembianze della nozione stessa di libertà. Non più però dalla millenaria prospettiva cristiana, dominante per secoli nella società occidentale, ma nel senso neoliberista del perseguimento dei propri desideri e bisogni sul piano della mera utilità. Questa metamorfosi culturale è profondamente fondata sulla cosiddetta civiltà tecnologica, la quale sta sempre più orientando l’interesse dall’economia a questioni inerenti all’etica e alla politica, in alcuni casi totalmente nuove, quale la tematica ambientale. Viene così dato sempre più risalto al precario equilibrio fra le risorse naturali presenti e la popolazione mondiale in costante aumento. Si ravvisa così l’esigenza di utilizzare in modo parsimonioso le risorse disponibili con l’intento di tutelare la salute e la crescita economica, rendendo possibile il conseguimento di un’elevata qualità della vita al maggior numero di persone possibile. Seguendo la prospettiva di Bauman, come abbiamo accennato in precedenza, nei tempi che stiamo vivendo si dovrebbe parlare più che di utopia di retrotopia intesa come ritorno alla sicurezza del grembo materno. Ciò che lo stesso Bauman definisce il “ritorno al sé” visto come quel ritorno alla condizione tribale che consente di fuggire dal senso di solitudine che ammorba gli individui nell’era della post liberazione. Oggi proprio come avviene nel contesto aziendale, ha preso sempre più spazio nel contesto educativo l’idea del cosiddetto lifelong learning ovvero di una formazione continua per rendere l’individuo sempre aggiornato e in linea con le esigenze del mondo del lavoro. La capacità delle organizzazioni attive nel sociale dovrà quindi essere quella di saper apprendere per poter proiettare la propria azione verso un’utopia in grado di realizzare un progresso. 

The word “utopia” is the bearer of its ambiguity and polysemy. This semantic problem is already recognizable in the use that Thomas More made of the word “utopia” in the 1516’s homonymous opera in which this concept appears for the first time. The “Utopia Island” is a place that, even though it is not something real, it wants to represent the land of happiness. Furthermore, the so called “utopian narration” is also known as a “U-cronia” narration, as it suspends the story. Consequently, there is no need to attempt to provide a spatial or temporal location for this reality although even More, at the end of his description of a better world that will be taken throughout the centuries as a model that will inspire reforms of societies plagued by injustice and inequalities, confesses a series of doubts and perplexities on the real possibility of having this bright future of redemption of the world. In the complex society in which we live, utopia seems to have taken the form of freedom. Utopia seen as freedom: no longer from the mile art Christian perspective, dominant for centuries in Western society, but in the neoliberal sense of the pursuit of one’s own desires and needs on the level of mere utility. This cultural metamorphosis is deeply based on the so-called “technological civilization”, which is increasingly shifting its interest from the economy issue to ethical and political issues (such as the environmental issue). Thus, the precarious balance between the natural resources in the territories and the world’s population is increasingly emphasized. There is therefore a need to use, in a sparingly way, available resources trying to protect health and economic growth, making it possible to achieve a high quality of life for as many people as possible. Following Bauman’s perspective, in the times we are living we should speak more of “retrotopia” rather than a utopia, looking at “retrotopia” as a kind of return to the safety of the maternal womb. That is what Baumann himself defines as “the return to the self”, seen it as the return to the tribal condition that allows to escape from the sense of loneliness that infects people in the post-liberation era. Which is recognizable nowadays, with the idea of the “lifelong learning” that is to say “continuous training to keep the individual up to date and that goes along with the needs of the working world. Active organization in the social field must therefore be able. 

La solidarietà tra generazioni a partire da bambini e anziani esempi di progetti intergenerazionali

StudenteDaniela Stetcu Rodica 
Titolo tesi: La solidarietà tra generazioni a partire da bambini e anziani esempi di progetti intergenerazionali
Docente relatore: Prof. Giulio Antonini
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 22 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale inProgettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il presente lavoro di tesi è stato pensato come percorso di riscoperta della reciprocità tra generazioni a partire da bambini e anziani in una società separatista che necessita di affermare la cultura dell’intergenerazionalità. Attraverso un iniziale excursus teorico si intende sondare la situazione politico-sociale in merito a tale argomento e mettere in luce l’importanza dell’incontro tra generazioni a favore di apprendimenti reciproci tra anziani e bambini in età prescolare. In secondo luogo, l’obiettivo è quello di dimostrare, grazie al supporto di esempi concreti di interventi intergenerazionali e loro modalità, la valenza educativa e i benefici apportati dal dialogo e dall’interazione tra bambini e anziani. 

The present work was designed as a journey of rediscover reciprocity between generations starting from children and the elderly in a separatist society that needs to affirm the culture of intergenerationality. Through an initial theoretical excursus it is intended to probe the political and social situation regarding this topic and to highlight the importance of the encounter between generations in favor of mutual learning between elderly and preschool children. Secondly, the objective is to demonstrate, thanks to the support of concrete examples of intergenerational interventions and their modalities, the educational value and the benefits brought by the dialogue and interaction between children and the elderly. 

Da spazi di tutela a territori di autonomia: geografia reticolare al servizio dei minori. Nuovi orizzonti per i care leavers

Studente: Lia Furlanetto
Titolo tesiDa spazi di tutela a territori di autonomia: geografia reticolare al servizio dei minori. Nuovi orizzonti per i care leavers
Docente relatore: Prof. Giulio Antonini
Docente controrelatore: Prof. Christian Crocetta
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris Benvenuti
Data discussione tesi: 22 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale inProgettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il presente lavoro di tesi offre una riflessione sulla vita dei minori fuori famiglia per decreto di un Tribunale e scruta l’orizzonte di un futuro possibile di quei giovani in difficoltà che, cresciuti nell’accoglienza, diventano care leavers. Si intende focalizzare l’attenzione sulla cessione di quote di tutela a favore di quote di rischio nella transizione verso l’autonomia e la vita adulta in generale. In questo percorso in-out care, si palesa un gap tra le opportunità di cui usufruiscono minori da una parte e neomaggiorenni dall’altra, da colmare con l’attivazione delle risorse del territorio e la convocazione dei soggetti sociali fondamentale in un’ottica di rete. Tale trattazione teorica prende vita nel racconto dell’esperienza concreta dei progetti attivati dalla Società Cooperativa Sociale “Il Portico”. 

The present thesis work offers a reflection on the life of underage people outside family by decree of a Court and looks for the horizon of a possible future of those young people in difficulty who, growing up in hospitality, become care leavers. The intention is to focus on the transfer of protection quotas in favor of risk shares in the transition towards autonomy and adult life in general. In this in-out care path, a gap is revealed between the opportunities enjoyed by minors on the one hand and adults on the other, to be filled by activating the territory's resources and convocating a fundamental social figure in a network point of view. The theoretical treatment comes to life in the narration of the concrete experience of the activated projects by the Social Cooperative Society "Il Portico". 

Il Bilancio Sociale come strumento, processo, luogo e momento di narrazione per una Organizzazione a Movente Ideale. Il caso della Cooperativa Sociale I PIOSI

Studente: Sara Baroni
Titolo tesiIl Bilancio Sociale come strumento, processo, luogo e momento di narrazione per una Organizzazione a Movente Ideale. Il caso della Cooperativa Sociale I PIOSI
Docente relatore: Prof. Fabio Poles
Docente controrelatore: Prof. Andrea Pozzobon
Presidente commissione di tesi: Prof. Lorenzo Biagi
Data discussione tesi: 21 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale inGovernance del welfare sociale

Bilancio Sociale, Organizzazioni a Movente Ideale e Responsabilità, sono i tre temi focus di questo percorso di ricerca, affrontati all’interno delle recenti riforme normative e le sfide di un contesto socio-economico-culturale-politico, locale e globale, in evoluzione e in forte crisi. L’obiettivo di questa ricerca è indagare il ruolo e le potenzialità intrinseche del bilancio sociale, per ricercare i suoi altri volti, argomentare dei buoni motivi per redigerlo e capire come progettarlo. Si parte dall’ipotesi che il bilancio sociale non è solo uno strumento di accountability da redigere per obbligo, ma può essere molto di più. Si argomenta così il bilancio sociale come un processo di costruzione di senso condiviso, un’opportunità “su misura” per Organizzazioni a Movente Ideale (OMI), profit e non profit, come un luogo di riflessione per far emergere il loro ruolo “iniziatore” di una nuova stagione imprenditoriale e “ri-educatore” di reciprocità per un’economia ed un mercato più civili, quindi come un momento di narrazione. La ricerca si articola in quattro Parti. Nella prima parte si ricostruisce il paradigma della Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), con una metodologia di approfondimento bibliografico di settore e lo studio di fonti scientifiche, focalizzando la prospettiva relazionale dell’Economia Civile e la teoria delle OMI. Nella seconda parte si argomenta il bilancio sociale come strumento, analizzando criticamente lo Standard GBS 2013 ed approfondendo i sensi e i significati del bilancio sociale come processo, luogo e momento, appunto. La terza parte è dedicata alla narrazione di un caso pratico di redazione di un bilancio sociale: il Bilancio Sociale 2018 della Cooperativa Sociale I PIOSI. Nella quarta parte si conclude con una proposta originale integrativa di 24 principi di redazione per futuri bilanci sociali “su misura” per OMI.

Social Report, Social Values-Based Organisations and Responsibilities, are the three main themes of this research, they are addressed within the recent regulatory reforms and the challenges of a local and global social-economic-cultural-political context, that is evolving and in severe crisis. The aim of this research is to investigate the role and intrinsic potentials of the social report, to search for his other faces, argue good reasons to draft it and understand how it should be designed. It is assumed that the social report is not just an accountability tool to be drawn up by obligation, it can be much more. The social report is thus argued as a process of building a shared sense, as a "tailored" opportunity for Social Values-Based Organisations (OMI), profit and non profit. As thus bring out their "initiator" role of a new business season and "re-educator" of reciprocity for a more civilised economy and market, then as a moment of storytelling. The research is divided into four Parts. In the first part, the Corporate Social Responsibility (CSR) paradigm is reconstructed with a methodology of in-depth bibliography in the field and the study of scientific sources, deepening the relational perspective of the Civil Economy and the theory of OMI. In the second one, the social report is argued as a tool, by critically analysing the GBS 2013 Standard and deepening the senses and meanings of the social report as a process, place and moment, exactly. The third one is dedicated for the narration of a practical case of drafting a social report: I PIOSI Social Cooperative’s Social Report 2018. The fourth part concludes with an original supplementary proposal of 24 drafting principles for future "tailored" social reports for OMI.

La costruzione di un ponte verso il futuro: l’importanza del cambiamento all’interno di un’ equipe educativa per migliorare l’efficacia degli interventi

StudenteGiulia De Piccoli 
Titolo tesiLa costruzione di un ponte verso il futuro: l’importanza del cambiamento all’interno di un'equipe educativa per migliorare l’efficacia degli interventi
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof. Alberto Baccichetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 15 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale inProgettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il presente elaborato si propone di analizzare le caratteristiche di un’équipe educativa che possa definirsi efficace. Fin da subito ha assunto estrema rilevanza all’interno di questa analisi la figura dell’educatore di cui sono stati delineati il profilo, la formazione e la legislazione. Elemento importante è stato l’analisi della parola «équipe» e la sua distinzione da altre sfaccettature fuorvianti del termine come quelle di gruppo, team, riunione. Si è quindi esplorato il tema della dimensione gruppale all’interno dell’équipe, chiarendone aspetti e caratteristiche che rendono il gruppo un insieme di persone in interazione che si configura come un’ azione reciproca, con un valore di legame che ne determina il senso di appartenenza e la valenza psicologica. In seguito si è approfondito l’importanza del valore dell’empowerment individuale e di gruppo per accrescere le modalità di condivisione, partecipazione e coinvolgimento dei membri del gruppo. Sono stati analizzate attraverso una ricerca partecipata, le aree di lavoro dell’équipe di una comunità per minori, dapprima in maniera descrittiva e, successivamente, mediante una lettura interpretativa dei risultati emersi dal questionario somministrato ai membri dell’équipe. I risultati hanno mostrato le criticità e le forze del gruppo di lavoro e le aree d’intervento per cambiamenti futuri, al fine di migliorare l’operato con l’utenza. 

This composition analyses the characteristics of an efficacios educational «équipe». Since the beginning of the analysis the educator has played an extremely essential role. Some of the most fundamental themes which have been considered are the profile, the formation and the legislation of the educator. The expression «équipe» is not referred to terms like «group», «team», «nor meating», but like people who interact and who feel to be unified psychologically. The main value which must exist in a functional «équipe» is the empowerment which has to be individual but also common. This factor increases the scaring the partipation and the involvement between all the member of the group. The work areas of an «équipe» of a comunity for minor have been analysed through a backed research. At first they have been esamined in a descriptive why and then through an interpretative lecture of the results from the questionnaire which has been developed by all the members of the équipe. This results have shoved the weak and the strong points of the work team and also the intervention areas for future changes whose goal is to improve the actions with the users.

Giovani di origine straniera e mercato del lavoro: una questione aperta

StudenteYaima Caridad Urrutia
Titolo tesiGiovani di origine straniera e mercato del lavoro: una questione aperta
Docente relatore: Prof. Davide Girardi
Docente controrelatore: Prof. Giulio Antonini
Presidente commissione di tesi: Prof. Daniele Calllini
Data discussione tesi: 15 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Questo lavoro di tesi vuole analizzare il rapporto esistente tra i giovani stranieri di seconda generazione ed il mercato del lavoro, quali sono le loro aspettative e le difficoltà che incontrano nel momento i cui terminano il percorso di studi e si approcciano per entrare nel mondo lavorativo, quali sono le problematiche che devono affrontare per raggiungere la completa integrazione socioeconomica. La condizione lavorativa, occupato o disoccupato, ma ancor di più la professione svolta, caratterizzano fortemente l’appartenenza sociale.  Osservare, dunque, quale sia la professione svolta dagli immigrati residenti in Italia consente di fotografare, oltre alla dimensione quantitativa del fenomeno, quale sia la collocazione sociale di tali soggetti. 

This job of thesis wants to analyze the existing relationship between second-generation  young foreigners and the employment market, which are the expectations and difficulties  they encounter when they finish their studies and approach to enter the world of work, which are the issues they have to face to reach the complete social economic integration.  Not only the working Status, employed or unemployed, but even more the occupation,  strongly characterize the social affiliation  Observing, therefore, what is the profession carried out by immigrants resident in Italy,  allows us to photograph, besides the quantitative dimension of the phenomenon, what is the social position of these subjects.