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La governance dell’Oratorio delle FMA in Triveneto: elementi che permettono di accompagnare i giovani alla realizzazione di scelte di vita

Studente: Chiara Niemiz
Titolo tesiLa governance dell’Oratorio delle FMA in Triveneto: elementi che permettono di accompagnare i giovani alla realizzazione di scelte di vita
Docente relatore: Prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 21 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Governance del welfare sociale

Il presente elaborato di ricerca ha l’obiettivo di presentare alcuni elementi che si ritiene potrebbero caratterizzare la governance degli Oratori delle Figlie di Maria Ausiliatrice per permettere, sostenere e promuovere dei percorsi di accompagnamento dei giovani verso la realizzazione di scelte fondanti per la loro vita. Per poter giungere a questo obiettivo, il percorso si è sviluppato a partire dalla presentazione di alcuni aspetti dell’attuale contesto socio-culturale e delle teorie antropologiche e pedagogiche rilevanti per l’ambito educativo, in modo particolare in contesto cristiano e salesiano. In seguito si è tentato un collegamento tra il tema dell’accompagnamento dei giovani e le relazioni educative che si possono instaurare in Oratorio con la teoria del Capability Approach. Dopo una parte di lavoro bibliografico e compilativo, si è svolto un lavoro di ricerca empirica prendendo in esame tre Oratori gestiti dalle FMA presenti in Triveneto. In conclusione si sono presentati gli elementi che la governance degli Oratori delle FMA potrebbe presentare rilevando come esse tocchi principalmente il tema delle relazioni e dell’informalità, della leadership distribuita e della governance condivisa, la divisione dei ruoli e la formazione che ogni ruolo richiede, l’ambiente dell’oratorio con le sue caratteristiche e le sue relazioni.

The present paper aims to present some elements that should characterize the governance of the Oratory of the Daughters of Mary Help of Christians (FMA) in order to allow, support and facilitate young people’s paths for the realization of choices relevant to their life. Arriving to this objective has been possible through, first of all, presenting some of the main aspects, characterizing the current social-cultural context and through the analysis of the anthropological and pedagogical theories, present in the field of education: a particular importance is given to the Cristian and the Salesian one. Secondly, a connection was made betweeen the theme of support to young people and of the educative relationship that can be established in the Oratory through the Capability Approach theory. After a first part of bibliographic and compilative work, an empirical research work was carried out in three Oratories managed by the FMA present in Triveneto. In conclusion, the elements that the governance of the FMA's Oratory should have been presented, noticing how they mainly concern themes of relationships and informality, the distributed leadership and shared governance, the division of roles and the training that each one requires, the oratory’s environment with its characteristics and its relations.

Educare i giovani alla ricerca di senso nella società complessa

StudenteArianna Dalla Paola
Titolo tesiEducare i giovani alla ricerca di senso nella società complessa
Docente relatore: Prof. Daniele Callini
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 21 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in:Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Con la tesi Educare i giovani alla ricerca di senso nella società complessa, si intende riscoprire la fecondità e l’urgenza di una pedagogia fenomenologico-esistenziale per rispondere ai vuoti di senso e al disorientamento giovanile e un approccio oltre che sistemico anche simbolico. La complessità in cui ci troviamo è come una ‘rete’, dove tutto si intreccia formando una trama che non si può ‘spiegare’, ma solo ‘raccontare’. Essa è caratterizzata da: interazioni, interdipendenze, velocità di cambiamento, imprevedibilità del futuro, insicurezza. Mentre la visione di uomo attuale è quella di un soggetto autonomo da tradizioni e religioni. Scompare la ‘società solida’, si affievoliscono i legami e le identità assumono spesso significato in base ai ruoli richiesti dal mercato. Tutto ciò rende difficile l’orientamento dei giovani. La ricerca ha messo in rilievo la necessità di un nuovo indirizzo e di una riprogettazione degli interventi educativi, che nelle diverse organizzazioni del sociale e più in generale nei luoghi deputati all’educazione, corre il pericolo di svuotarsi del suo significato etico-valoriale e del suo orizzonte di senso. L’educazione alla ricerca di senso è influenzata non di rado dalla latitanza di adulti, che sembrano aver perso il ruolo di ‘guida’ coerente e virtuoso. I giovani oggi sono alla ricerca di senso, ma abbandonati a se stessi, facilmente si costruiscono dei ‘surrogati’, e assumono forme diverse di comportamento a rischio. L’educazione perciò deve favorire la ricomposizione dei vissuti, dei legami, dei valori, riscoprendo azioni e progetti di espressività simbolica, linguistica e relazionale. È urgente riscoprire la bellezza di pratiche orientate, vicine ai linguaggi propri dei giovani ma non improvvisate. Una narrazione creativa, intelligente, formativa e progetti prosociali per raccontare e raccontarsi possono favorire il passaggio da un protagonismo narcisista ad un protagonismo esistenziale. È inoltre importante riscoprire il valore comunitario per affrontare insieme le enormi sfide della complessità presente e futura, perché i giovani da soli rischiano di adattarsi al vuoto di senso e di pensiero.

The purpose of the present dissertation, “Educating the youth towards self-identity in today’s complex society” aims to re-discover the vitality and the urgency of adopting a pedagogical phenomenologic-existential approach as an ansie to youth’s poor sense of direction and bewilderment, which is systemic as well as symbolic. The complex situation in which we live is like “a net” where everything is so intertwined as to defy any simple explanation, whereas it can only be told or narrated. It is characterized by interaction, interdependence, quick change, unpredictable future and uncertainty. On the contrary, modern man shows a tendency towards autonomy, free from traditions and religions. Traditional “solid society” tends to disappear; links and identities are meaningful only as far as they comply with roles in the market targets. All this prevents the youth from orienting themselves in their lives. This research outlines the necessity for a new orientation and adjustment in the educational system which, in most social organizations and educational environments in general, runs the risk of losing its ethic meaning and orientation towards human values. However, youth's education towards self-understanding and self-development in harmony with communal and social life, is often affected by adults' mistaken behaviour or even absence : in fact, they seem to have lost their role as reliable moral guides. Now-a-days young people look for proposals that make life more meaningful; once left alone, they easily turn to some surrogate for sense and behave in unpredictable risky ways. Therefore education should help reshape personal experiences, human relations and values, and implement strategies and challenges of symbolic, linguistic and relational expressions. It is very urgent to re-discover the importance of oriented, never improvised, good practices, based on youth’s linguistic sensibilità. The creative, competent, and formative narration of personal experiences and joining pro-social projects and talking about them, may help someone turn from being a narcissistic leader to a true leader. Moreover, it is importantl to re-discover community life to face the big challenges of present and future complexity together: if left alone, the young generation runs the risk of adapting itself to a life devoid of any meaning and purpose.

La valenza educativa dello sport inclusivo. L’esperienza del baskin: uno sport di tutti, per tutti

StudenteMartina De Toni
Titolo tesiLa valenza educativa dello sport inclusivo. L’esperienza del baskin: uno sport di tutti, per tutti
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof.ssa Luciana Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris Benvenuti
Data discussione tesi: 20 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Unire normalità e disabilità nel mondo della scuola, del lavoro e negli ambiti di vita comunitari è da tempo prerogativa della comunità internazionale, al fine di proseguire il cammino di civiltà avviato moltissimi anni fa, quando a dominare era un paradigma segregazionista, escludente.  L’inclusione rappresenta un traguardo ambizioso anche per l’ambito sportivo, poiché la sua stessa essenza richiede che non si tratti di un’esperienza episodica e circoscritta, quanto piuttosto di un modo nuovo di guardare al mondo, che sappia espandersi ad ogni contesto, fino al punto in cui non sia più necessario chiedersi se e dove l’inclusione si situi. Il contesto sportivo può rivelarsi teatro e, al tempo stesso, motore d’inclusione. Un’inclusione che, oltrepassando la logica meramente integrativa, vede protagoniste le persone normodotate accanto a quelle in condizione di disabilità, con ricadute significative sui singoli individui e sui contesti nella loro interezza. Il baskin, in tal senso, rappresenta la trasformazione di un ideale in un’utopia concreta.

Uniting normality and disability in the world of school, work and communities life is the prerogative of the international community, in order to continue the path of civilization which started many years ago, when to dominate was an segregationist and excluding paradigm. Inclusion is an ambitious goal also in the sporting field, since its essence requires that it isn’t an occasional and circumscribed experience, but rather is a new way of looking at the world, which can expand to any context, to the point where it is no longer necessary to wonder if and where inclusion is located. The sporting context can turn out to be theater and, at the same time, an engine of inclusion. An inclusion that, goes beyond the simple integrative logic, sees the protagonists as normal persons alongside those in the condition of disability, with significant repercussions on individuals and on contexts in their entirety. Baskin, in this sense, represents the transformation of an ideal into a concrete utopia.


Minori e autonomia personale. Buone pratiche per l’educatore che accompagna

Studente: Silvia Cucchetto
Titolo tesiMinori e autonomia personale. Buone pratiche per l’educatore che accompagna
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 20 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Riconoscendo la difficoltà di realizzare un’adeguata progettualità volta all’autonomia dei minori all’interno di alcuni contesti educativi, probabilmente a causa della crisi professionale che assale molti operatori e della tendenza a voler risolvere da soli i problemi a cui ci si trova di fronte, l’elaborato si propone di analizzare l’importante ruolo svolto dall’educatore in un’ottica di accompagnamento del minore, per favorire la costruzione di un’identità solida e la possibilità di intraprendere un percorso in autonomia. A partire da una riflessione personale in merito all’esperienza lavorativa, vengono individuate alcune criticità che l’educatore può incontrare trovandosi ad operare in contesti riconosciuti come difficili, riflettendo sullo sviluppo di autonomia intesa come costruzione del sé. Alla luce del valore attribuito al lavoro per progetti con i minori, ci si propone di riconsiderare la possibilità di progettare all’autonomia in contesti abilitanti attraverso la realizzazione di buone pratiche educative. A tale fine, partendo da una proposta progettuale verosimile, si è cercato di indirizzare la riflessione sulla possibilità di realizzare questo tipo di intervento in presenza di una professionalità condivisa e attraverso la costruzione di una comunità di pratica.

Acknowledging the complexity to achieve an adequate planning aimed at the autonomy of minors within some educational contexts, probably due to the professional crisis that afflicts many operators and the tendency to solve the problem that have to be faced, the project aims to analyze the important role played by the educator with a view to accompany the child, to encourage the construction of a solid identity and the possibility to undertake a journey independently. Starting from a personal reflection with regart to the work experience, there are some critical issues are identified the educator can meet by finding himself working in contexts recognized as difficult, reflecting on the development of autonomy, understood as construction of the self. In light of the value attributed to the work and projects with minors, it is proposed to reconsider the opportunity to design autonomy in enabling settings through the creation of good educational practice. To this end, starting from a plausible project proposal, it has been tried to direct the reflection on the possibility to carry out this kind of intervention in the presence of a shared professionalism and through the construction of a community of practice.

Costruire orti: pratiche educative nell’infanzia per un welfare di comunità

Studente: Chiara Olivotto
Titolo tesiCostruire orti: pratiche educative nell’infanzia per un welfare di comunità
Docente relatore: Prof. Nadia Carestiato
Docente controrelatore: Prof. Andrea Pozzobon
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 15 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La nostra società contemporanea mai come oggi necessità di un cambio di paradigma. Gli individui, attenti solo al proprio interesse personale, devono tornare a dar valore e vita ai propri progetti di esistenza all’interno dei quali inserire l’altro, riappropriandosi delle relazioni sia con i propri simili (il genere umano) sia con tutto l’ecosistema terrestre. All’interno di un paradigma economico basato sull’individualismo e su una logica di consumo e scarto, l’uomo ha perso di vista se stesso e ciò che lo circonda avviando processi che sembrano arricchire, ma in realtà impoveriscono l’intero pianeta condannandolo al suo disfacimento. Le persone devono riacquisire i valori di fiducia, rispetto e aiuto, muovendosi all’interno di nuove dimensioni di ecologia e sostenibilità a garanzia di un mondo più sano e di una vita migliore. Si trova nell’educazione alla natura, impartita già dalla prima infanzia, la possibilità di svincolare questa condanna di annullamento del genere umano e del pianeta. La natura offre la possibilità di interagire riscoprendosi parte di grandi reti interconnesse tra loro. È all’interno di questa dimensione sistemica che le persone possono ridare valore alla propria esistenza all’interno della quale l’altro diventa dimensione essenziale alla sopravvivenza. L’educazione al pensiero sistemico può partire anche da semplici pratiche, come quella dell’orto fatta coi bimbi della Scuola dell’Infanzia. Nell’orto, lavorando insieme la terra, curando e osservando le piante che crescono e il piccolo mondo animale che ruota intorno ad esse, tutte queste dimensioni possono essere ritrovate, sperimentandole e facendole diventare pratiche generative di relazioni all’interno di dimensioni donative, collaborative e partecipi.

Our modern society has never needed such a paradigm shift as today. All individuals who only look out for their own interests should attach renewed importance and vitality to their life projects, involving others as well as restoring their relationships with both humankind and Earth’s entire ecosystem. Within an economic paradigm based on individualism and the logic of consumerism and waste, human beings have lost sight of their true self and of the environment around them, triggering processes that appear to be enriching but in fact they impoverish the whole planet and condemn it to decay. Confidence, respect and mutual support are values that people must reacquire, living in new dimensions of environmental awareness and sustainability towards a healthier world and a better life. Only if humanity learns how to respect nature since childhood will they manage not to be annihilated together with their planet. Nature gives the opportunity to interact as it belongs to large networks that are connected to each other. It is inside this systemic dimension that people may re-evaluate their existence, in which others will become essential to survival. Systemic thinking can also be taught starting with simple activities such as creating a vegetable garden with children at Nursery School. In the vegetable garden, preparing soil together, looking after the plants and observing them growing together with their small animal world, we can rediscover and experiment all these dimensions: they will foster relationships within donative, collaborative and participative behavioural dimensions.

Il Cansiglio come common, riflessioni sull’altopiano attraverso i principi progettuali di Elinor Ostrom

Studente: Marina Rossi
Titolo tesi: Il Cansiglio come common, riflessioni sull’altopiano attraverso i principi progettuali di Elinor Ostrom
Docente relatore: Prof. Fabio Poles
Docente controrelatore: Prof. Nadia Carestiato
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 15 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Governance del welfare sociale

La presente tesi di laurea indaga in quali termini l’altopiano del Cansiglio possa essere considerato un common attraverso il confronto con i principi progettuali di Ostrom. Il fine è comprenderne la modalità di regolazione del territorio, chiarendo come le persone partecipano alla gestione di quello che considerano un “bene comune”. La ricognizione sul materiale disponibile e le interviste agli stakeholder dell’altopiano veneto dimostrano che il Cansiglio, pur avendo delle caratteristiche simili alle proprietà collettive studiate da Ostrom, non è un common nella accezione più pura (escludibilità, rivalità e autogoverno) in quanto, formalmente, è un bene demaniale pubblico. Infatti vi è una scarsa partecipazione dei concessionari alla scelta delle regole da seguire e alla possibilità di influenzare lo sviluppo economico dell’area. Allo stesso tempo, a questi ultimi si affianca una comunità di cittadini che sentono il Cansiglio parte della loro cultura e lo considerano un “bene comune”, partecipando alla sua cura anche attraverso manifestazioni volte ad evitare che non venga frammentato e privatizzato, perdendo la sua natura. Per permettere lo sviluppo sostenibile del Cansiglio e un maggior vantaggio per tutti, è necessario far collaborare gli stakeholder in modo da costruire attraverso tavoli territoriali una visione “comune”. A tal fine la tesi prevede una proposta di suggerimenti.

This thesis investigates in which terms the Cansiglio Plateau can be considered a common by comparing it with Ostrom's design principles. The aim is to understand the way in which the territory is regulated, clarifying how people participate in the management of what they consider a "common". The survey of the available material and the interviews with the stakeholders of the Venetian Plateau show that Cansiglio has similar characteristics to the common pool properties studied by Ostrom, but is not a common in the purest sense (exclusion, rivalry and self-government) because, formally, it is a public property. In fact, the concessionaires are scarcely involved in the choice of the rules to follow and in the economic development of the area. At the same time, there is a community of citizens who consider Cansiglio a "common" and part of their cultural identity. They take care of it in many ways, such as organising events aimed at preventing its fragmentation and privatisation, which would lead to a change in its nature. In order to allow the sustainable development of Cansiglio and a greater benefit for all of us, it is necessary to make the stakeholders collaborate joining a territorial task force and thus building a "common" vision. To this end, the thesis proposes some suggestions.

La pedagogia nell’esperienza della morte e del morire

Studente: Luca Pulze
Titolo tesiLa pedagogia nell’esperienza della morte e del morire
Docente relatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 15 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Governance del welfare sociale

La tesi, dopo aver delineato lo sviluppo storico e culturale della morte in Occidente e l’attuale condizione del morire, descrive l’esperienza della morte e del morire da un punto di vista pedagogico, in modo da fornire una base formativa ed educativa al vissuto fenomenologico del morente. 

The thesis, after outlininig the historical and cultural development of death in the West and the current condition of dying, describes the experience of death and dying from a pedagogical point of view in order to provide an educational and formative basis for the phenomenological experience of dying.

Le sfide educative nella scuola. Costruzione ed attuazione di un progetto di prevenzione educativa nella scuola secondaria di primo grado

Studente: Matteo Pasqual
Titolo tesiLe sfide educative nella scuola. Costruzione ed attuazione di un progetto di prevenzione educativa nella scuola secondaria di primo grado
Docente relatore: Prof. Loris Benvenuti
Docente controrelatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 15 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Governance del welfare sociale

Il presente elaborato, che vede la conclusione del percorso di studi, ha lo scopo di evidenziare un modello educativo coordinato tra l’istituzione scolastica e le famiglie dei ragazzi preadolescenti in un contesto culturale frammentato e complesso. La figura dell’educatore in classe con l’obiettivo di creare relazioni positive tra pari, formare in itinere gli insegnanti condividendo tempi e spazi della scuola in orari curriculari per tutta la durata dell’anno scolastico e la mediazione con le famiglie degli studenti, significa ricollocare al centro della didattica la funzione educativa. I risultati dopo anni di sperimentazioni in diversi contesti territoriali tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, testimoniano la necessità di “solidificare” queste relazioni liquide mettendo al centro la comunità educante, ovvero la responsabilità educativa di ciascuno degli adulti che intervengono nella crescita dei ragazzi a loro affidati. La tesi propone significati e parallelismi culturali che sanciscono una base di partenza divisa in dati di realtà e obiettivi a cui tendere per poi affondare le radici nella ricerca azione posta a conclusione del tutto.

This paper aims to highlight a coordinated educational model between school and the families of pre-adolescent boys in a difficult cultural area. Having an educator in class allows to re-set the educational process at the center of the teaching process. Indeed, an educator in class can help the kids to establish positive peer relationships and the teachers to learn some strategies in progress by sharing and staying with him. Moreover, he can act as a mediator with the students’ families. Years of studies and tests taken in different areas in Veneto and Friuli Venezia Giulia have shown the need to "solidify" the liquid bounds that are being established nowadays by focusing on the educating community. It must be made clear the educational responsibility of each of the adults involved in the growth of the young people to whom they are entrusted. This thesis proposes cultural meanings and parallels that establish a starting point which is made of data of reality and objectives to tend to, and it is based on an action research project which is presented at the end.

La supervisione, pedagogica. Gruppi, équipe, supervisioni; rielaborare per costruire.

Studente: Barbara Colombo
Titolo tesiLa supervisione, pedagogica. Gruppi, équipe, supervisioni; rielaborare per costruire.
Docente relatore: Prof. Moreno Blascovich
Docente controrelatore: Prof. Enrico Miatto
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 14 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Questo lavoro di tesi che riguarda l’efficienza della riunione d’équipe e della supervisione, nella dimensione individuale e di gruppo, si focalizza sull’importanza di tali strumenti come possibili modalità d’intervento per creare situazioni lavorative positive e proficue, in un’ottica anche costruttiva per affrontare e risolvere eventuali conflitti di lavoro. Grazie anche ad altri strumenti, tra cui lo psicodramma analitico, il gioco e la narrazione, c’è la possibilità da parte del soggetto, che sia educatore oppure operatore, di esternare stati emotivi, psicologici, comportamentali, paure che altrimenti resterebbero nascosti nella sua mente.Tali strumenti permettono, quindi, al soggetto coinvolto di rafforzare la propria identità e il proprio essere.

The aim of this thesis is to analize the importance of the efficiency of the équipe’s meeting and about its supervision viewed as possible way of intervention in which people can face and solve potential work disputes.There is the possibility that the subject – through instruments such as psycodrama, games and narrations – expresses different emotional, physical and behavioural conditions that would remain hidden in his mind.Therefore, these instruments allow the subject to strengthen his identity and his way of being.

Dal trauma costitutivo al trauma reale: atti necessari, interventi possibili

Studente: Alessia Danieli
Titolo tesiDal trauma costitutivo al trauma reale: atti necessari, interventi possibili
Docente relatore: Prof. Moreno Blascovich
Docente controrelatore: Prof. Enrico Miatto
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 14 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La Tesi di Laurea realizzata verte sul concetto di trauma in un costante parallelismo tra il mondo patologico e quello non patologico a esso legati.
Si decide di affrontare il suddetto argomento poiché vi è la forte volontà di fornire un aiuto concreto ai soggetti lettori in quanto talvolta risulta un tema oscuro e confuso, così come vi è il desiderio di fungere da sostegno ai professionisti del sociale nella pratica quotidiana. La motivazione di tale scelta si sottende inoltre nella propensione che sento verso realtà di vita multiproblematiche e in continuo mutamento: propensione sviluppatasi inizialmente grazie agli innumerevoli tirocini svolti in passato, successivamente coltivata con il sussidio di documentazioni scientifiche analizzate e studiate nel corso degli anni di studi. Nell’elaborato si vanno ad analizzare le tematiche sopra espresse principalmente in ottica psicoanalitica.
La trattazione della Tesi inizia pertanto con l’analisi delle differenti definizioni attribuite al trauma, proseguendo poi con l’excursus storico del concetto stesso. Ciò al fine di fornire una base chiara e comune di riflessione successiva.
Si decide, entro il capitolo secondo, di addentrarsi nelle patologie dovute al trauma quali l’Isteria, il Disturbo Post-Traumatico da Stress, l’Anoressia e gli attacchi di panico, proseguendo poi con le possibili modalità di elaborazione dell’evento traumatico, quali la sublimazione, la fissazione, la ripetizione e la negazione. Di seguito si analizzano alcuni eventi traumatici quali il trauma da catastrofe naturale, il trauma da guerra, il trauma da violenza sessuale e il trauma migratorio.
Per quanto concerne il capitolo terzo, viene affrontato il trauma in ottica non patologica bensì costitutiva, esplicitando pertanto le fasi dello sviluppo e i complessi familiari che rendono possibile, attraverso il verificarsi di “svariati traumi” nel corso dell’infanzia, la formazione e la costruzione del’Identità del soggetto. In conclusione, nel capitolo quarto, si desidera riportare, e successivamente analizzare, due interviste, svolte rispettivamente a Stoppa Francesco e a Zani Cristina, e la presentazione del Seminario tenuto da Gilli Patrizia, intitolato “Il trauma in Lacan”. Tale parte, interamente dedicata agli aspetti connessi all’agire professionale, in relazione all’interfacciarsi con soggetti traumatizzati, vuole fornire spunti di riflessione ai soggetti lettori, in un costante confronto tra quanto espresso dai diversi professionisti sopracitati. Si decide di dare voce alle tre figure sopra presentate in quanto si ritiene fondamentale il continuo raffronto e scambio con chi opera nel settore da svariati anni, valore esperienziale considerato aggiunto nella formazione personale. La Tesi in questione vuole pertanto fungere da voce chiarificatoria circa una tematica spesso tenuta volutamente nascosta da chi ne ha fatto l’esperienza in prima persona, o confusa nella parte contenutistica da coloro che si accingono allo studio della stessa o che desiderano approfondire l’argomento.

The present Dissertation deals with the concept of trauma in a constant parallel between the pathological and the non-pathological world linked to it.
We decided to tackle the above-mentioned topic because of our strong will to provide concrete help to the readers as it sometimes turns out to be an obscure and confusing theme, as well as of the wish to support social professionals in their daily practice.
The motivation for this choice is also implied in the propensity I feel for multi-problematic and constantly changing life situations: a propensity initially developed thanks to the countless internships carried out in the past and later cultivated with the aid of scientific documentation analysed and studied during my years of studies. In this Paper we analyse the above-mentioned themes mainly from a psychoanalytic point of view. Therefore, the Dissertation begins with the analysis of the different definitions attributed to trauma and then continues with the historical excursus on the concept itself in order to provide a clear and common basis for subsequent considerations. We decided, within the second chapter, to go deeper into the pathologies caused by trauma such as Hysteria, Post-Traumatic Stress Disorder, Anorexia and panic attacks, continuing then with the possible ways in which the traumatic event is elaborated, such as sublimation, obsession, repetition and negation. Later we analyse some traumatic events such as natural disaster trauma, war trauma, sexual violence trauma and migratory trauma. As far as the third chapter is concerned, trauma is dealt with in a non-pathological but constitutive perspective, thus explaining the Development Phases and Family Complexes which make possible, through the occurrence of “various traumas” during childhood, the formation and construction of the Identity of the subject. In conclusion, in the fourth chapter, we want to report, and then analyse, two interviews, done respectively to Stoppa Francesco and to Zani Cristina, and the presentation of the seminar held by Gilli Patrizia, entitled "Trauma in Lacan". This part, entirely devoted to the aspects related to professional action, in relation to interaction with traumatized subjects, wants to provide food for thought to the readers, in a constant comparison between what is expressed by the various professionals mentioned above. It was decided to give voice to the three figures presented above because it is considered essential to continuously compare and exchange with those who have worked in the sector for several years, an experiential value regarded as added in personal training. Therefore, this Dissertation wants to act as a clarifying voice about a subject matter often kept secretly hidden on purpose by those who have experienced it personally, or whose content has been confused by those who are preparing to study it or who want to examine the topic in depth.