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1,2,3…imparo da me. Progetto di potenziamento dell'intelligenza numerica nella scuola dell'infanzia

Studente: Nisato Marta
Titolo tesi: 1,2,3…imparo da me. Progetto di potenziamento dell'intelligenza numerica nella scuola dell'infanzia
Docente relatore: Prof. Miatto Enrico
Docente controrelatore: Prof. Girardi Davide
Presidente commissione di tesi: Prof. Benvenuti Loris
Data discussione tesi: 13 marzo 2018
Licenza Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Questa tesi si svolge a partire dall’interesse verso l’apprendimento della matematica e rispetto ai sentimenti che accompagnano gli studenti in tale materia. Di seguito viene presentato un progetto di potenziamento dell’intelligenza numerica all’interno della scuola dell’infanzia al fine di prevenire le future difficoltà degli alunni nella scuola primaria, avvicinando i bambini a questa materia con un atteggiamento positivo.
I principali approcci teorici di questo lavoro fanno riferimento all’ambito della psicologia dell’apprendimento, con particolare attenzione agli aspetti matematici. Tali studi hanno fornito la base per il progetto educativo presentato il quale, oltre agli obiettivi principali, si concentra sulla promozione delle alleanze educative e sulla relazione tra le attività di gioco e l’apprendimento.

This dissertation has its development starting from my interest on maths education, considering the feelings that are following students through such a subject. The following is an introduction of an empowering project about numeric intelligence inside children schooling in order to prevent forthcoming problems of scholars during the primary school by putting children in contact with this subject in a more positive manner.
The main theoretical methods of this work are referred to the field of Educational Psychology, focusing on a mathematical perspective. Such studies have provided the basis of the presented educational project that, in addition to the main goals, is focused on promoting educational alliances and on relationship between gaming and learning activities.

Le risorse partono da te: il patto educativo alla base del successo dell'inserimento scolastico degli alunni di origine straniera

Studente: Sanchez Vargas Maria del Pilar
Titolo tesi: Le risorse partono da te: il patto educativo alla base del successo dell'inserimento scolastico degli alunni di origine straniera
Docente relatore: Prof. Biagi Lorenzo
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Emilio Marco
Data discussione tesi: 13 marzo 2018
Laurea Magistrale in: Governance del welfare sociale

Una riflessione sull’importanza di “tessere” reti interistituzionali per sostenere le famiglie immigrate nella fase dell’inserimento dei propri figli neo arrivati a scuola.
La corresponsabilità educativa, insegnanti e genitori, con competenze, ruoli e diversi contesti di azione, che condividono le stesse finalità: l’educazione e l’istruzione in cui scuola e famiglia operano insieme per un progetto educativo comune dei loro figli e alunni.
L’importanza della responsabilizzazione e partecipazione attraverso uno strumento ad hoc permette all’adulto di svolgere il ruolo di facilitatore del processo di crescita, lavorando sul monitoraggio, l’affiancamento collaborativo, e la gestione dei problemi.
La mancanza dei legami affettivi e materiali con il paese d'origine costringono la famiglia immigrata a diventare una famiglia nucleare, modificando le pratiche di accudimento e di cura mettendo in discussione pratiche e riti educativi tramandati da generazione a generazione.
Per l’adolescente immigrato, superare del lutto migratorio consente di trovare un nuovo equilibrio interiore ed esteriore attraverso la mediazione tra paese d’accoglienza e paese d’origine. Lo sradicamento dalla propria terra d’origine si configura come un evento doloroso, in grado di lasciarlo momentaneamente in stallo.
L’importanza di ridare responsabilità agli adulti di riferimento dei bambini/ragazzi di origine straniera per lavorare insieme con l’obiettivo di rafforzare la loro autostima e far crescere le potenzialità all’interno delle famiglie.
Una riflessione che riporta alla base del benessere dei bambini/ragazzi a scuola il rapporto di fiducia e collaborazione tra famiglia e insegnanti. 

“The resources begin by you: the education agreement like success to become part of school for foreign schoolchildren”.
A reflection on the importance to make interistitutional network to support immigrant families during the first time at school for their children.
The educational responsibility between teachers and parents with different rules and action spaces but with the same finality: the education and the instruction work together through the school and the family to make a common educational project for their children and their schoolchildren.
The adult person, through the given responsibility and participation, can make easy the growth process, working on taking care, on staying together and on managing the problems.
When there aren’t love and real relationships with the place of origin the immigrant family become an unit family, changing their nursing and caring practices and leaving educational practices and rituals handed through the generations.
The immigrant teenager, when it passes the immigrant mourning, can find an interior and an external balance through the mediation between welcome country and origin country. The uprooting from origin country is a painful event, leaving the teenager in a temporary stand.
The importance of giving responsibility to foreign adult people, the reference point for their children, to work together for more respect for themselves and more power inside the families.
A reflection on the children wellness in the school, the trust and the cooperation between the families and the teachers.

Scuola ed educazione. Riflessioni sul ruolo educativo della scuola italiana nel contesto attuale

Studente: Tessaro Silvia
Titolo tesi: Scuola ed educazione. Riflessioni sul ruolo educativo della scuola italiana nel contesto attuale
Docente relatore: Prof. Balduzzi Emanuele
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Crocetta Christian
Data discussione tesi: 07 marzo 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La scuola viene spesso vissuta come un obbligo da adempiere per accedere, in seguito, al mondo del lavoro; pertanto è considerata molte volte meramente come dispensatrice di nozioni, informazioni da acquisire nel maggior numero possibile per essere in seguito maggiormente competitivi nel mondo del lavoro. La scuola, tuttavia, ha in sé delle potenzialità più significative: essendo obbligatoria ha il vantaggio di essere parte integrante della vita di tutti i bambini e i ragazzi e pertanto
ha la possibilità di incidere fortemente nella vita presente e futura di ognuno di loro. Per questo è fondamentale recuperare il discorso circa il valore e il compito della scuola, pensandola come comunità. In questo modo, infatti, è possibile mettere a frutto le potenzialità insite nella scuola in modo tale che diventi veramente significativa per la vita di ciascun bambino e ragazzo. La scuola potrà, quindi, aiutare ciascuno nel suo percorso di crescita individuale e umana affinché possa
essere un adulto capace di realizzare la sua vita e portare il suo contributo alla comunità sociale.

School is often seen as a necessary duty to enter the labour market. Therefore it is merely considered as a provider of fundamental concepts and information to be more competitive in the world of work. School, however, has much morpotential than this. Because of the fact that it is compulsory it is one of the most important parts of every child’s life. For that reason, it can strongly affect present and future life of all students. Therefore, it seems necessary to reflect on
the value and purpose of the school. If we try to represent school as a community, it will be possible to employ its potential and make it significant for all children. School will therefore be able to help each boy and girl in their individual and humane growth in order for them to become capable adults, able to contribute to the social community.

Ruolo dell’educatore nella presa in carico dei soggetti autistici. Quali sono le implicazioni personali e professionali con i soggetti autistici

Studente: Dal Gallo Stella
Titolo tesi: Ruolo dell’educatore nella presa in carico dei soggetti autistici. Quali sono le implicazioni personali e professionali con i soggetti autistici
Docente relatore: Prof. Blascovich Moreno
Docente controrelatore: Prof. Girardi Davide
Presidente commissione di tesi: Prof. Benvenuti Loris
Data discussione tesi: 07 marzo 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

L’argomento scelto verte attorno alle motivazioni che spingono un educatore a scegliere di lavorare con soggetti autistici, quali sono gli elementi caratterizzanti questa professione e cosa propongono della loro soggettività a livello personale e professionale. Inoltre ha lo scopo di avanzare interrogativi inerenti il ruolo dell’educatore e come egli viene supportato dall’équipe. Gli obbiettivi di questa tesi sono quelli di poter dar voce a coloro che scelgono di lavorare con l’autismo mediante l’educazione domiciliare e il lavoro in comunità, per sostenere l’importanza del ruolo dell’educatore in tutti i suoi aspetti, per fornire una sua visione olistica.
Il lavoro, è stato condotto attraverso un approfondimento bibliografico del settore, con il confronto con professionisti e la creazione di domande-stimolo per l’intervista che ha caratterizzato la fase di lavoro esperienziale, è articolato in quattro sezioni. Nella prima si inquadrano la storia, le teorie e le norme intorno al tema dell’autismo, nella seconda vengono delineate le caratteristiche dell’essere educatore e del lavoro d’équipe, nella terza viene approfondita la motivazione personale e professionale del lavoro dell’educatore attraverso la testimonianza di sei educatrici; la quarta, infine, tenta di manifestare l’importanza del ruolo dell’educatore in tutti i suoi punto di vista. In conclusione, grazie a questo lavoro è stato possibile mettere in luce le qualità e i rischi implicanti il ruolo dell’educatore e del lavoro d’équipe e fare un’analisi profonda e personale di tutti gli elementi che caratterizzano il lavoro educativo. 

The chosen topic focuses on the motivations that push an educator to work with autistic subjects, on the elements characterizing this profession and what they propose of their subjectivity on a personal and professional level. It also aims to advance questions about the role of the educator and how he is supported by the team. The objective of this thesis is three-fold: to give voice to those who choose to work with autism through home education and community work, to support the importance of the educator’s role in all its aspects and to provide his holistic vision.
This thesis, which is the result of an in-depth bibliographic analysis of the sector, a debate with professionals and the creation of questions-stimulus for the interview characterizing the phase of experiential work, is divided into four sections. The history, the theories and the norms around the theme of autism are framed in the first part, while the second one outlines the characteristics of team-work and of being an educator; the third section delve into the personal and professional motivation of the educator's work through the testimony of six educators; finally, the fourth part attempts to show the importance of the educator’s role from all his points of view. In conclusion, thanks to this work it was possible to highlight the qualities and risks involved in the role of the educator and of the team and to carry out a profound and personal analysis of all the elements that characterize the educational work.


Il ruolo genitoriale nella disabilità. Un approfondimento sulla Spina Bifida

Studente: Saugo Federica
Titolo tesi: Il ruolo genitoriale nella disabilità. Un approfondimento sulla Spina Bifida
Docente relatore: Prof. Blascovich Moreno
Docente controrelatore: Prof. Girardi Davide
Presidente commissione di tesi: Prof. Benvenuti Loris
Data discussione tesi: 07 marzo 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

L’elaborato affronta il tema del ruolo dei genitori all’interno del mondo della disabilità, con una riflessione sulla posizione che l’Educatore potrebbe e dovrebbe ricoprire all’interno della relazione educativa che si instaura tra lui, il genitore e la persona con disabilità. In particolare, viene svolto un approfondimento sulla Spina Bifida, una patologia che si può sviluppare nel feto durante la gestazione e che colpisce, in Italia, una gravidanza su 1300. Osservando la costante e attenta presenza dei genitori accanto alla vita del figlio, in ambito associativo ed extra-­associativo, ho riflettuto su quali esigenze questi potessero avere, quali fossero le loro richieste e le loro difficoltà. L’obiettivo principale del lavoro, pertanto, è quello di comprendere i bisogni dei genitori al fine di organizzare, migliorare e creare attività ad hoc per loro; inoltre, ho indagato se l’Educatore potesse avere una funzione di supporto e se potesse dare una risposta alle loro necessità. Inoltre, ho indicato alcuni esempi di buone pratiche in relazione al coinvolgimento dei genitori all’interno del mondo delle associazioni e delle strutture dedicate alle persone con disabilità. Per sviluppare gli argomenti sopra descritti ho svolto una ricerca bibliografica e sitografica, ho condotto alcune interviste, e ho redatto due questionari, poi compilati da genitori di persone disabili. Le risposte dei questionari sono state analizzate e riportate all’interno del lavoro. Tali ricerche hanno portato alla stesura di un elaborato che parte da una matrice teorica sulla disabilità e il ruolo dei genitori, passando per l’esposizione dei principali movimenti Spina Bifida presenti in Italia e la descrizione di progetti che coinvolgono soprattutto i genitori. Infine, è stata fatta una riflessione sul ruolo dell’Educatore: questa figura può fungere da sostegno ai genitori per il progetto di vita del figlio e come supporto nelle attività quotidiane?

This work deals with the parents of people with disabilities and provides insights on the role that the educator could and should have in his/her professional relationship with the person with disabilities and his/her parents. In particular, this thesis will regard Spina Bifida, a condition which can affect the baby during pregnancy. In Italy, about one pregnancy in every 1,300 pregnancies is affected by it. I have been able to observe the effects of the constant presence and attention of the parents, both as a volunteer and as an educator, and I have considered what needs, requests and challenges those parents might have. As a result, the main objective of this project has been to understand the needs of the parents, aiming to organize, improve and tailor ad hoc activities for them. Moreover, I have explored the potential of the educator in supporting those parents and fulfilling their needs. I also wanted to share the good practices in getting parents actively involved in the associations and institutions which are dedicated to people with disabilities. I have conducted bibliographical research, both online and offline, interviews and two questionnaires to explore my topic. As a result, my work begins with reviewing the literature on disability and the role of parents. It proceeds with examining the main Spina Bifida organizations in Italy and describing the projects through which they get parents involved. Finally, I have questioned the role of the educator: can this professional role assist the parents of people with disabilities as they support their child(ren) to achieve their life goals and perform their daily activities?

L'utilità sociale del welfare pubblico

Studente: Basso Annalisa
Titolo tesi: L'utilità sociale del welfare pubblico
Docente relatore: Prof. Antonini Giulio
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Crocetta Christian
Data discussione tesi: 07 marzo 2018
Laurea Magistrale in: Governance del welfare sociale 

La tesi proposta in questo elaborato mira ad analizzare e mettere in evidenza le caratteristiche assunte nell’attuale momento storico dal welfare, con l’ambizioso obiettivo di approfondire l’utilità sociale del welfare pubblico. Da sempre la Politica, lo Stato si è fatto attore delle azioni di welfare con obiettivi principalmente di ordine pubblico e di controllo, più che obiettivi di eguaglianza e medesime opportunità per tutti i cittadini, infatti se così fosse l’intero percorso scolastico, compresa l’università dovrebbe essere garantito per tutti, invece così non è. Come lo stesso sta accadendo anche per la salute, sempre più spesso ci si trova ad avere la necessità di interventi sanitari, che non sono garantiti dalla sanità pubblica. Abbiamo modo di mettere in luce questa specificità, di mettere in luce quanto sia necessaria una gestione/azione pubblica di welfare e non solo su pochi e sparuti ambiti, ma ad ampio raggio. Anche i recenti provvedimenti del governo, in particolare per il reddito d’inclusione, mirano a mettere le basi per diffondere politiche di uguaglianza, anche se tali provvedimenti, sia per la portata economica, che per le poche persone che raggiungono, non riusciranno a produrre grossi cambiamenti.
L’analisi evidenzia, purtroppo per la realtà italiana, la necessità di intervenire, come esprime nel proprio intervento il Presidente Mattarella, le cui parole sono illuminanti: I cambiamenti, tuttavia, vanno governati, per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità. L’autentica missione della politica consiste proprio nella capacita di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusto e sostenibile la nuova stagione che si apre. La cassetta degli attrezzi, per riuscire in questo lavoro è la nostra Costituzione, ci indica la responsabilità nei confronti della Repubblica e ci sollecita a riconoscere comunità di vita’. Intervenire nel contesto italiano deve avere come primo obiettivo quello di superare le caratteristiche tipiche del nostro welfare:
- Particolarismo;
- Cultura clientelare;
- Modello dualista di welfare;
- Trasferimento di reddito;
- Cultura familistica.
Questo scenario viene anche confermato dalle varie interviste fatte, sia a persone del settore, Dirigenti di Centri di Servizio, sia pubblici che privati, Dirigenti di Aziende ULSS, Amministratori, ecc., ma anche a persone comuni. Sono state raccolte circa 80 questionari, presentati a persone di diverse età, e ne è emerso che per quanto riguarda i tecnici esperti del settore, la risposta era vincolata alla posizione che occupavano. Per tale motivo l’indagine in un primo momento pensata per tecnici/esperti del settore, è stata allargata alle persone più diverse soprattutto i giovani, che risultano essere poco interessati alla parte economica, ma molto interessati alla parte gestionale, al contesto, a creare strutture, reti, relazioni. In sintesi sono propensi ad un sistema permetta al singolo di sentirsi tutelato, ed alla comunità di programmare per il proprio futuro.
Dall’indagine emerge una ipotesi di intervento che si è andata a strutturare nell’ultimo capitolo, che illustra una proposta di gestione del welfare pubblico che rappresenta anche un modello di utilità sociale. Tale proposta mira al cambio di paradigma e intende costruire un welfare concepito come ambito di sviluppo e crescita in grado di concorrere, al pari di altri asset territoriali, a determinare i fattori di sviluppo del territorio, anziché relegare le politiche sociali al rango di sostanziale costo per la collettività. Le politiche sociali, per andare oltre ad un ruolo meramente assistenziale ed emergenziale, devono necessariamente trovare forme di integrazione e raccordo con le politiche del lavoro, della formazione, dell'integrazione, dell'innovazione e dello sviluppo. È un percorso che ha costante bisogno di innovazioni, di cambiare come cambia la società, in primis perché le domande di aiuto non sono destinate a diminuire, ma anche perché le domande stesse sono sempre più diverse ed articolate. Non tenere conto di questi cambiamenti, di queste domande espresse, significa accettare anzi, favorire che la sofferenza diventi disperazione, abbandono, conflittualità, crisi di fiducia. E questo si collega alle prime pagine dell’elaborato dove troviamo che persone che non sono lasciate sole da parenti o amici, ma sono lasciate sole dalle istituzioni, e piuttosto che continuare ad essere un peso decidono di togliere il disturbo.

"The present paper aims to analyse and highlight the traits that welfare has acquired at the current historical point, with the ambitious purpose of examining in depth the social benefits of public welfare. Politics has always taken charge of pursuing welfare measures with objectives linked to public order and control, rather than to equality or equal opportunities for all citizens. Indeed, if it were like that, the entire schooling, including university, would be guaranteed for everybody, but this is not the case.
The same critical situation affects the national healthcare system: more and more often the citizens find themselves in need to undergo health interventions that are not covered by system. This unprecedented situation emphasises the urgent requirement of political welfare management, not just in a few minor fields, but with wide-ranging actions. Some of the government’s most recent actions lay the foundations for the making of equality policies, as it is the case with the so-called “inclusion income”; However, these political efforts will not be able to generate major changes, due to their scarce economic significance and to the exiguous number of people they affect. This paper highlights the need for intervention, especially in the Italian context, as suggested by the President Mattarella, in one of his recent speeches, whose words on this matter are enlightening: “Improvements


Il Pedagogista come coordinatore di servizi: ricerca empirica nella realtà della prima infanzia a Bologna

Studente: Perazzolo Gallo Giulia
Titolo tesi: Il Pedagogista come coordinatore di servizi: ricerca empirica nella realtà della prima infanzia a Bologna
Docente relatore: Prof.ssa Pileri Anna
Docente controrelatore: Prof. Girardi Davide
Presidente commissione di tesi: Prof. Benvenuti Loris
Data discussione tesi: 06 marzo 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il presente elaborato si propone di approfondire la figura del pedagogista intesa come coordinatore di servizi per la prima infanzia, offrendo, a seguito di un excursus storico-normativo sull’evoluzione professionale del pedagogista, uno studio di caso dell’Istituzione Educazione e Scuola (IES), sede del sistema di Coordinamento Pedagogico del Comune di Bologna. Una parte rilevante del lavoro di tesi è dedicata ad un percorso di ricerca volto ad indagare la percezione che i coordinatori pedagogici hanno del proprio ruolo, altresì quale percezione possono avere di loro le figure professionali con cui entrano in contatto. A tal fine, sono riportate ed analizzate 23 interviste qualitative semi-strutturate somministrate a pedagogisti e ad altre figure che lavorano in contatto con loro, nell’ambito dei servizi per la prima infanzia 0-6 anni. L’obiettivo di questo lavoro è di comprendere quale sia il ruolo del coordinatore pedagogico nei servizi integrati da molteplici punti di vista: dei coordinatori e di chi lavora con loro, e di come egli s’inserisca nel sistema strutturato del coordinamento comunale.
 
This thesis wants to focus on the position/figure of the pedagogist as coordinator of early-stage educational and scholastic services. The work is divided into three main parts: the first part, is related to the role of the teacher both from a historical and a normative/legislative point of view; the second part presents the case study of Bologna, particularly referring to IES, Institute of Education and School (Istituzione Educazione e Scuola), Educational Services headquarter of Bologna Municipality. The last part presents an analysis and a research aiming to investigate pedagogists’ perceptions of their role and other professionals’ perception of them in particular situations. For this purpose, twenty-three qualitative interviews are presented, these were adressed to pedagogists and to other professionals which work with them in “0-6 years old services” field. The aim of this work is to understand which might be the role of the pedagogist in these kind of integrated educational services both from pedagogists themselves and for other experts perspective, understanding how this figure is connected and included into municipality coordination.

 

Inclusione e partecipazione. Ripensare i processi sociali entro i contesti comunitari

Studente: Serafin Gianluca
Titolo tesi: Inclusione e partecipazione. Ripensare i processi sociali entro i contesti comunitari
Docente relatore: Prof. Emilio Marco
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Girardi Davide
Data discussione tesi: 06 marzo 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il presente elaborato si propone di analizzare il fenomeno dell’inclusione sociale con l’obiettivo di fornire alcune possibili precondizioni per favorire tale processo.
Si ritiene possibile una lettura di questo tema a partire dalla prospettiva “A.P.E.” (antropologia, pedagogia ed etica), acronimo elaborato da alcuni docenti di Pedagogia dello Iusve in seguito al confronto con le teorie di Charles Taylor e Alasdair MacIntyre.
Attraverso il confronto tra termini associati all’inclusione verrà proposta un’ipotesi di vocabolario e linguaggio da cui poter ripartire. In questo senso, il tema della comunità elaborato da C. Taylor è centrale in tutta l’analisi. Attraverso la dimensione comunitaria si ritiene infatti possibile favorire la partecipazione del singolo individuo alla vita sociale, economica, politica e culturale. L’altro tema chiave nell’analisi è il concetto di pratica elaborato da A. MacIntyre: essa si oppone al dissenso morale contemporaneo e consente alla comunità di esistere.
 
This study examines social inclusion with the aim of suggesting some preconditions that favor this process.
It proposes to look at the topic through the ‘A.P.E.’ (anthropology, pedagogy and ethics) perspective developed by the department of Pedagogy of the Iusve (VE) starting from theories of Charles Taylor and Alasdair MacIntyre.
Through an analysis of terms related to inclusion, a hypothetical language and lexicon is formulated for new foundations. Here, the concept of community as expressed by C. Taylor is central to the whole analysis. It is suggested, indeed, that the community may facilitate an individual’s participation to social, cultural, economic and political life. Another theme fundamental to the study is the concept of practice advanced by A MacIntyre: it opposes the contemporary moral dissent and allows the community to exist.

Il metodo Gentlecare

Studente: Gobbato Anna
Titolo tesi: Il metodo Gentlecare
Docente relatore: Prof. Tomasin Paolo
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Emilio Marco
Data discussione tesi: 12 gennaio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La patologia della demenza è sempre più diffusa nell’anziano ed è caratterizzata dalla perdita graduale e inarrestabile delle funzioni cerebrali che determina la progressiva scomparsa delle capacità di svolgere le attività quotidiane. Questa patologia è diventata uno dei principali problemi sanitari e sociali che coinvolge il paziente e la sua famiglia. L’obiettivo della mia tesi è quello di comprendere i bisogni della persona anziana e proporre degli interventi socio-assistenziali secondo il modello Gentlecare. Gentlecare è stato ideato dalla dott.ssa Moyra Jones alla fine degli anni Novanta in Canada. Tale metodo fornisce un’idea di assistenza, definita dalla stessa autrice protesica, in cui le tre componenti (persone, programmi e spazio fisico) lavorano in armonia per produrre un sostegno, o protesi, per la persona affetta da demenza. Tale modello è orientato nel preparare il personale assistenziale e i caregiver familiari alla cura della persona affetta da demenza, promuovendo un adattamento dell’ambiente fisico e sociale in cui la persona opera. L'interesse a questo metodo è iniziato attraverso la mia esperienza di tirocinio perché ho potuto comprendere il valore di questo approccio e inoltre è stato possibile osservare l’applicazione di questo metodo secondo un approccio di comunità nelle strutture per anziani. Queste ultime spesso risultano essere delle realtà segregative senza connessioni con la realtà locale. Si ritiene necessario quindi creare legami di solidarietà per incrementare e mantenere la socializzazione delle persone anziane che frequentano e/o vivono in queste realtà protette, evitare l’isolamento e favorire reti di solidarietà e reciprocità per una comunità protesica e sostenibile. 

The pathology of dementia is more widespread on elder people. Dementia is characterized by the gradual loss of brain functions and the gradual disappearance of the ability to perform daily activities. This pathology has become one of the main health and social problems that involve the patient and the his family. The propouse of my research is to understand the needs of the person assisted and propose planned assistance according with the Gentlecare model. Gentlecare was designed by Dr. Moyra Jones in the late 1990s in Canada. This method provides idea of assistance, defined by the author prosthetic. This approach there are three components: people, programs and physical space. Those elements work in harmony will produced a support for the person suffering from dementia. This model is oriented to train the care staff and the caregivers to lookafter the patients. Indeed promoting social and physical adaptation to the local enviroment. My personal interest of this method began during my working experience how is possible to apply this method whit a communities approach in the structures for the elderly. Often this place are segregative realities and where they don’t have connections with the local society. It is necessary to create bonds of solidarity to increase and maintain the socialization. Avoid isolation while promoting a sustainable networks for a prosthetic community.


La sostenibilità. Ragioni, visioni utopistiche e prospettive future

Studente: Malavolta Lorenzo
Titolo tesi: La sostenibilità. Ragioni, visioni utopistiche e prospettive future
Docente relatore: Prof. Biagi Lorenzo
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Emilio Marco
Data discussione tesi: 12 gennaio 2018
Laurea Magistrale in: Governance del welfare sociale

Questo lavoro di tesi si propone di indagare il tema della sostenibilità, come possibile soluzione alla crisi che stiamo vivendo. Le dimensioni ambientali, economiche e sociali sono stati negli ultimi anni oggetto di profondi cambiamenti a cui solo la multidimensionalità dell’approccio sostenibile può dare risposta. Il sistema economico, che noi stessi abbiamo creato, ha generato nuovi modelli di uomo, nuovi paradigmi di comportamento sociale che hanno dimenticato la natura relazionale, da cui è necessario ripartire. È necessario un cambiamento reale nel mondo.

This thesis aims to investigate the theme of sustainability as a possible solution to the crisis we are experiencing. The environmental, economic and social dimensions have been subject to some deep changes over the last few years, to which only the multidimensionality of a sustainable approach can respond. The economic system we made has created new models of man, new paradigms of social behavior, forgetting our relational nature, from which it is necessary to restart. There is a need for a real change in the contemporary world and in our peculiar socio-economic structure, a change that will lead to the development of a different and more open society, capable of respecting the home we live in.