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Minori e autonomia personale. Buone pratiche per l’educatore che accompagna

Studente: Silvia Cucchetto
Titolo tesiMinori e autonomia personale. Buone pratiche per l’educatore che accompagna
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 20 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Riconoscendo la difficoltà di realizzare un’adeguata progettualità volta all’autonomia dei minori all’interno di alcuni contesti educativi, probabilmente a causa della crisi professionale che assale molti operatori e della tendenza a voler risolvere da soli i problemi a cui ci si trova di fronte, l’elaborato si propone di analizzare l’importante ruolo svolto dall’educatore in un’ottica di accompagnamento del minore, per favorire la costruzione di un’identità solida e la possibilità di intraprendere un percorso in autonomia. A partire da una riflessione personale in merito all’esperienza lavorativa, vengono individuate alcune criticità che l’educatore può incontrare trovandosi ad operare in contesti riconosciuti come difficili, riflettendo sullo sviluppo di autonomia intesa come costruzione del sé. Alla luce del valore attribuito al lavoro per progetti con i minori, ci si propone di riconsiderare la possibilità di progettare all’autonomia in contesti abilitanti attraverso la realizzazione di buone pratiche educative. A tale fine, partendo da una proposta progettuale verosimile, si è cercato di indirizzare la riflessione sulla possibilità di realizzare questo tipo di intervento in presenza di una professionalità condivisa e attraverso la costruzione di una comunità di pratica.

Acknowledging the complexity to achieve an adequate planning aimed at the autonomy of minors within some educational contexts, probably due to the professional crisis that afflicts many operators and the tendency to solve the problem that have to be faced, the project aims to analyze the important role played by the educator with a view to accompany the child, to encourage the construction of a solid identity and the possibility to undertake a journey independently. Starting from a personal reflection with regart to the work experience, there are some critical issues are identified the educator can meet by finding himself working in contexts recognized as difficult, reflecting on the development of autonomy, understood as construction of the self. In light of the value attributed to the work and projects with minors, it is proposed to reconsider the opportunity to design autonomy in enabling settings through the creation of good educational practice. To this end, starting from a plausible project proposal, it has been tried to direct the reflection on the possibility to carry out this kind of intervention in the presence of a shared professionalism and through the construction of a community of practice.

Costruire orti: pratiche educative nell’infanzia per un welfare di comunità

Studente: Chiara Olivotto
Titolo tesiCostruire orti: pratiche educative nell’infanzia per un welfare di comunità
Docente relatore: Prof. Nadia Carestiato
Docente controrelatore: Prof. Andrea Pozzobon
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 15 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La nostra società contemporanea mai come oggi necessità di un cambio di paradigma. Gli individui, attenti solo al proprio interesse personale, devono tornare a dar valore e vita ai propri progetti di esistenza all’interno dei quali inserire l’altro, riappropriandosi delle relazioni sia con i propri simili (il genere umano) sia con tutto l’ecosistema terrestre. All’interno di un paradigma economico basato sull’individualismo e su una logica di consumo e scarto, l’uomo ha perso di vista se stesso e ciò che lo circonda avviando processi che sembrano arricchire, ma in realtà impoveriscono l’intero pianeta condannandolo al suo disfacimento. Le persone devono riacquisire i valori di fiducia, rispetto e aiuto, muovendosi all’interno di nuove dimensioni di ecologia e sostenibilità a garanzia di un mondo più sano e di una vita migliore. Si trova nell’educazione alla natura, impartita già dalla prima infanzia, la possibilità di svincolare questa condanna di annullamento del genere umano e del pianeta. La natura offre la possibilità di interagire riscoprendosi parte di grandi reti interconnesse tra loro. È all’interno di questa dimensione sistemica che le persone possono ridare valore alla propria esistenza all’interno della quale l’altro diventa dimensione essenziale alla sopravvivenza. L’educazione al pensiero sistemico può partire anche da semplici pratiche, come quella dell’orto fatta coi bimbi della Scuola dell’Infanzia. Nell’orto, lavorando insieme la terra, curando e osservando le piante che crescono e il piccolo mondo animale che ruota intorno ad esse, tutte queste dimensioni possono essere ritrovate, sperimentandole e facendole diventare pratiche generative di relazioni all’interno di dimensioni donative, collaborative e partecipi.

Our modern society has never needed such a paradigm shift as today. All individuals who only look out for their own interests should attach renewed importance and vitality to their life projects, involving others as well as restoring their relationships with both humankind and Earth’s entire ecosystem. Within an economic paradigm based on individualism and the logic of consumerism and waste, human beings have lost sight of their true self and of the environment around them, triggering processes that appear to be enriching but in fact they impoverish the whole planet and condemn it to decay. Confidence, respect and mutual support are values that people must reacquire, living in new dimensions of environmental awareness and sustainability towards a healthier world and a better life. Only if humanity learns how to respect nature since childhood will they manage not to be annihilated together with their planet. Nature gives the opportunity to interact as it belongs to large networks that are connected to each other. It is inside this systemic dimension that people may re-evaluate their existence, in which others will become essential to survival. Systemic thinking can also be taught starting with simple activities such as creating a vegetable garden with children at Nursery School. In the vegetable garden, preparing soil together, looking after the plants and observing them growing together with their small animal world, we can rediscover and experiment all these dimensions: they will foster relationships within donative, collaborative and participative behavioural dimensions.

Il Cansiglio come common, riflessioni sull’altopiano attraverso i principi progettuali di Elinor Ostrom

Studente: Marina Rossi
Titolo tesi: Il Cansiglio come common, riflessioni sull’altopiano attraverso i principi progettuali di Elinor Ostrom
Docente relatore: Prof. Fabio Poles
Docente controrelatore: Prof. Nadia Carestiato
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 15 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Governance del welfare sociale

La presente tesi di laurea indaga in quali termini l’altopiano del Cansiglio possa essere considerato un common attraverso il confronto con i principi progettuali di Ostrom. Il fine è comprenderne la modalità di regolazione del territorio, chiarendo come le persone partecipano alla gestione di quello che considerano un “bene comune”. La ricognizione sul materiale disponibile e le interviste agli stakeholder dell’altopiano veneto dimostrano che il Cansiglio, pur avendo delle caratteristiche simili alle proprietà collettive studiate da Ostrom, non è un common nella accezione più pura (escludibilità, rivalità e autogoverno) in quanto, formalmente, è un bene demaniale pubblico. Infatti vi è una scarsa partecipazione dei concessionari alla scelta delle regole da seguire e alla possibilità di influenzare lo sviluppo economico dell’area. Allo stesso tempo, a questi ultimi si affianca una comunità di cittadini che sentono il Cansiglio parte della loro cultura e lo considerano un “bene comune”, partecipando alla sua cura anche attraverso manifestazioni volte ad evitare che non venga frammentato e privatizzato, perdendo la sua natura. Per permettere lo sviluppo sostenibile del Cansiglio e un maggior vantaggio per tutti, è necessario far collaborare gli stakeholder in modo da costruire attraverso tavoli territoriali una visione “comune”. A tal fine la tesi prevede una proposta di suggerimenti.

This thesis investigates in which terms the Cansiglio Plateau can be considered a common by comparing it with Ostrom's design principles. The aim is to understand the way in which the territory is regulated, clarifying how people participate in the management of what they consider a "common". The survey of the available material and the interviews with the stakeholders of the Venetian Plateau show that Cansiglio has similar characteristics to the common pool properties studied by Ostrom, but is not a common in the purest sense (exclusion, rivalry and self-government) because, formally, it is a public property. In fact, the concessionaires are scarcely involved in the choice of the rules to follow and in the economic development of the area. At the same time, there is a community of citizens who consider Cansiglio a "common" and part of their cultural identity. They take care of it in many ways, such as organising events aimed at preventing its fragmentation and privatisation, which would lead to a change in its nature. In order to allow the sustainable development of Cansiglio and a greater benefit for all of us, it is necessary to make the stakeholders collaborate joining a territorial task force and thus building a "common" vision. To this end, the thesis proposes some suggestions.

La pedagogia nell’esperienza della morte e del morire

Studente: Luca Pulze
Titolo tesiLa pedagogia nell’esperienza della morte e del morire
Docente relatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 15 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Governance del welfare sociale

La tesi, dopo aver delineato lo sviluppo storico e culturale della morte in Occidente e l’attuale condizione del morire, descrive l’esperienza della morte e del morire da un punto di vista pedagogico, in modo da fornire una base formativa ed educativa al vissuto fenomenologico del morente. 

The thesis, after outlininig the historical and cultural development of death in the West and the current condition of dying, describes the experience of death and dying from a pedagogical point of view in order to provide an educational and formative basis for the phenomenological experience of dying.

Le sfide educative nella scuola. Costruzione ed attuazione di un progetto di prevenzione educativa nella scuola secondaria di primo grado

Studente: Matteo Pasqual
Titolo tesiLe sfide educative nella scuola. Costruzione ed attuazione di un progetto di prevenzione educativa nella scuola secondaria di primo grado
Docente relatore: Prof. Loris Benvenuti
Docente controrelatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 15 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Governance del welfare sociale

Il presente elaborato, che vede la conclusione del percorso di studi, ha lo scopo di evidenziare un modello educativo coordinato tra l’istituzione scolastica e le famiglie dei ragazzi preadolescenti in un contesto culturale frammentato e complesso. La figura dell’educatore in classe con l’obiettivo di creare relazioni positive tra pari, formare in itinere gli insegnanti condividendo tempi e spazi della scuola in orari curriculari per tutta la durata dell’anno scolastico e la mediazione con le famiglie degli studenti, significa ricollocare al centro della didattica la funzione educativa. I risultati dopo anni di sperimentazioni in diversi contesti territoriali tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, testimoniano la necessità di “solidificare” queste relazioni liquide mettendo al centro la comunità educante, ovvero la responsabilità educativa di ciascuno degli adulti che intervengono nella crescita dei ragazzi a loro affidati. La tesi propone significati e parallelismi culturali che sanciscono una base di partenza divisa in dati di realtà e obiettivi a cui tendere per poi affondare le radici nella ricerca azione posta a conclusione del tutto.

This paper aims to highlight a coordinated educational model between school and the families of pre-adolescent boys in a difficult cultural area. Having an educator in class allows to re-set the educational process at the center of the teaching process. Indeed, an educator in class can help the kids to establish positive peer relationships and the teachers to learn some strategies in progress by sharing and staying with him. Moreover, he can act as a mediator with the students’ families. Years of studies and tests taken in different areas in Veneto and Friuli Venezia Giulia have shown the need to "solidify" the liquid bounds that are being established nowadays by focusing on the educating community. It must be made clear the educational responsibility of each of the adults involved in the growth of the young people to whom they are entrusted. This thesis proposes cultural meanings and parallels that establish a starting point which is made of data of reality and objectives to tend to, and it is based on an action research project which is presented at the end.

La supervisione, pedagogica. Gruppi, équipe, supervisioni; rielaborare per costruire.

Studente: Barbara Colombo
Titolo tesiLa supervisione, pedagogica. Gruppi, équipe, supervisioni; rielaborare per costruire.
Docente relatore: Prof. Moreno Blascovich
Docente controrelatore: Prof. Enrico Miatto
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 14 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Questo lavoro di tesi che riguarda l’efficienza della riunione d’équipe e della supervisione, nella dimensione individuale e di gruppo, si focalizza sull’importanza di tali strumenti come possibili modalità d’intervento per creare situazioni lavorative positive e proficue, in un’ottica anche costruttiva per affrontare e risolvere eventuali conflitti di lavoro. Grazie anche ad altri strumenti, tra cui lo psicodramma analitico, il gioco e la narrazione, c’è la possibilità da parte del soggetto, che sia educatore oppure operatore, di esternare stati emotivi, psicologici, comportamentali, paure che altrimenti resterebbero nascosti nella sua mente.Tali strumenti permettono, quindi, al soggetto coinvolto di rafforzare la propria identità e il proprio essere.

The aim of this thesis is to analize the importance of the efficiency of the équipe’s meeting and about its supervision viewed as possible way of intervention in which people can face and solve potential work disputes.There is the possibility that the subject – through instruments such as psycodrama, games and narrations – expresses different emotional, physical and behavioural conditions that would remain hidden in his mind.Therefore, these instruments allow the subject to strengthen his identity and his way of being.

Dal trauma costitutivo al trauma reale: atti necessari, interventi possibili

Studente: Alessia Danieli
Titolo tesiDal trauma costitutivo al trauma reale: atti necessari, interventi possibili
Docente relatore: Prof. Moreno Blascovich
Docente controrelatore: Prof. Enrico Miatto
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 14 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La Tesi di Laurea realizzata verte sul concetto di trauma in un costante parallelismo tra il mondo patologico e quello non patologico a esso legati.
Si decide di affrontare il suddetto argomento poiché vi è la forte volontà di fornire un aiuto concreto ai soggetti lettori in quanto talvolta risulta un tema oscuro e confuso, così come vi è il desiderio di fungere da sostegno ai professionisti del sociale nella pratica quotidiana. La motivazione di tale scelta si sottende inoltre nella propensione che sento verso realtà di vita multiproblematiche e in continuo mutamento: propensione sviluppatasi inizialmente grazie agli innumerevoli tirocini svolti in passato, successivamente coltivata con il sussidio di documentazioni scientifiche analizzate e studiate nel corso degli anni di studi. Nell’elaborato si vanno ad analizzare le tematiche sopra espresse principalmente in ottica psicoanalitica.
La trattazione della Tesi inizia pertanto con l’analisi delle differenti definizioni attribuite al trauma, proseguendo poi con l’excursus storico del concetto stesso. Ciò al fine di fornire una base chiara e comune di riflessione successiva.
Si decide, entro il capitolo secondo, di addentrarsi nelle patologie dovute al trauma quali l’Isteria, il Disturbo Post-Traumatico da Stress, l’Anoressia e gli attacchi di panico, proseguendo poi con le possibili modalità di elaborazione dell’evento traumatico, quali la sublimazione, la fissazione, la ripetizione e la negazione. Di seguito si analizzano alcuni eventi traumatici quali il trauma da catastrofe naturale, il trauma da guerra, il trauma da violenza sessuale e il trauma migratorio.
Per quanto concerne il capitolo terzo, viene affrontato il trauma in ottica non patologica bensì costitutiva, esplicitando pertanto le fasi dello sviluppo e i complessi familiari che rendono possibile, attraverso il verificarsi di “svariati traumi” nel corso dell’infanzia, la formazione e la costruzione del’Identità del soggetto. In conclusione, nel capitolo quarto, si desidera riportare, e successivamente analizzare, due interviste, svolte rispettivamente a Stoppa Francesco e a Zani Cristina, e la presentazione del Seminario tenuto da Gilli Patrizia, intitolato “Il trauma in Lacan”. Tale parte, interamente dedicata agli aspetti connessi all’agire professionale, in relazione all’interfacciarsi con soggetti traumatizzati, vuole fornire spunti di riflessione ai soggetti lettori, in un costante confronto tra quanto espresso dai diversi professionisti sopracitati. Si decide di dare voce alle tre figure sopra presentate in quanto si ritiene fondamentale il continuo raffronto e scambio con chi opera nel settore da svariati anni, valore esperienziale considerato aggiunto nella formazione personale. La Tesi in questione vuole pertanto fungere da voce chiarificatoria circa una tematica spesso tenuta volutamente nascosta da chi ne ha fatto l’esperienza in prima persona, o confusa nella parte contenutistica da coloro che si accingono allo studio della stessa o che desiderano approfondire l’argomento.

The present Dissertation deals with the concept of trauma in a constant parallel between the pathological and the non-pathological world linked to it.
We decided to tackle the above-mentioned topic because of our strong will to provide concrete help to the readers as it sometimes turns out to be an obscure and confusing theme, as well as of the wish to support social professionals in their daily practice.
The motivation for this choice is also implied in the propensity I feel for multi-problematic and constantly changing life situations: a propensity initially developed thanks to the countless internships carried out in the past and later cultivated with the aid of scientific documentation analysed and studied during my years of studies. In this Paper we analyse the above-mentioned themes mainly from a psychoanalytic point of view. Therefore, the Dissertation begins with the analysis of the different definitions attributed to trauma and then continues with the historical excursus on the concept itself in order to provide a clear and common basis for subsequent considerations. We decided, within the second chapter, to go deeper into the pathologies caused by trauma such as Hysteria, Post-Traumatic Stress Disorder, Anorexia and panic attacks, continuing then with the possible ways in which the traumatic event is elaborated, such as sublimation, obsession, repetition and negation. Later we analyse some traumatic events such as natural disaster trauma, war trauma, sexual violence trauma and migratory trauma. As far as the third chapter is concerned, trauma is dealt with in a non-pathological but constitutive perspective, thus explaining the Development Phases and Family Complexes which make possible, through the occurrence of “various traumas” during childhood, the formation and construction of the Identity of the subject. In conclusion, in the fourth chapter, we want to report, and then analyse, two interviews, done respectively to Stoppa Francesco and to Zani Cristina, and the presentation of the seminar held by Gilli Patrizia, entitled "Trauma in Lacan". This part, entirely devoted to the aspects related to professional action, in relation to interaction with traumatized subjects, wants to provide food for thought to the readers, in a constant comparison between what is expressed by the various professionals mentioned above. It was decided to give voice to the three figures presented above because it is considered essential to continuously compare and exchange with those who have worked in the sector for several years, an experiential value regarded as added in personal training. Therefore, this Dissertation wants to act as a clarifying voice about a subject matter often kept secretly hidden on purpose by those who have experienced it personally, or whose content has been confused by those who are preparing to study it or who want to examine the topic in depth.

L’alleanza educativa nell’incontro. Il Centro Diurno come contesto di supporto alle famiglie di persone con disabilità

Studente: Alice Baldan
Titolo tesiL’alleanza educativa nell’incontro. Il Centro Diurno come contesto di supporto alle famiglie di persone con disabilità
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Moreno Blascovich
Presidente commissione di tesi: Prof. Emanuele Balduzzi
Data discussione tesi: 14 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Lavorare all’interno di servizi per la disabilità implica confrontarsi quotidianamente con numerose persone: operatori, assistenti sociali, medici, educatori, specialisti. Ognuna di queste figure certamente svolge un ruolo prezioso e la sinergia che si crea tra tutte queste forze contribuisce al benessere della persona disabile, nonché alla promozione del suo progetto di vita. Spesso però, nella frenesia del quotidiano, ci si dimentica della colonna portante del soggetto in carico: la famiglia. Ad essa, in quanto prima e vera istituzione educativa, va data la giusta importanza che merita e il coordinatore/responsabile di servizi, in questo senso, ricopre un ruolo cardine. Costruire ed alimentare alleanze educative con le famiglie si rivela quanto più necessario per sostenerle nei momenti di difficoltà ed incoraggiarle ad un futuro possibile. A questo sottende una specifica idea di educatore: un educatore che sappia coinvolgere la famiglia in un percorso di miglioramento ed arricchimento reciproco e che, assieme ad essa, possa garantire una risposta quanto più significativa possibile alla costante domanda della persona utente.

Working within disability services involves daily confrontation with many people: operators, social workers, doctors, educators, specialists. Each of these figures certainly plays a valuable role and the synergy created between all these forces contributes to the well-being of the disabled person, aswell as to the promotion of his life project. Often however, in the frenzy of everyday life, we forget about the backbone of the person in charge: the family. To it, as the first and true educational institution, it must be given the right importance it deserves and the coordinator / manager of services, in this sense, plays a pivotal role. Building and nurturing educational alliances with families proves to be the most necessary to support them in times of difficulty and to encourage them to a possible future. This implies a specific idea of educator: an educator who knows how to involve the family in a path of mutual improvement and enrichment and that, together with it, can guarantee the most significant possible response to the constant demand of the person-user.

La governance nei servizi relazionali: Un cambio di paradigma per rigenerare coesione sociale

Studente: Anna Michelotto
Titolo tesiLa governance nei servizi relazionali: Un cambio di paradigma per rigenerare coesione sociale
Docente relatore: Prof.  Antonio Zuttion Ranieri 
Docente controrelatore: Prof. Giulio Antonini
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 08 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Governance del welfare sociale

La governace, configurazione di rete, agisce sempre un’azione performativa sull’impostazione strutturale, culturale e relazionale interna alle organizzazioni.
Questo aspetto non è irrilevante se si pensa che i servizi alla persona sono chiamati relazionali proprio perché hanno come oggetto di produzione uno specifico tipo di beni, beni immateriali, appunto detti beni relazionali.
Nel caso specifico dei servizi per persone con disabilità, il modello di servizio sociosanitario prevalente, rappresentato dal rapporto convenzionato tra pubblico e privato sociale, alimenta un paradigma di governace rigido, prestazionale, assistenziale e strutturato che parla più di prestazioni che di relazioni. Questo modello di servizi è ancora molto centrato sulla cultura riparativa della disabilità intesa come “pezzo rotto”. Cambiare paradigma significa individuare le condizioni che favoriscono l’emersione del bene relazionale, riscoprendo il valore generativo della reciprocità.
Oggi l’innovazione sociale è questo: immaginare e progettare servizi di comunità capacitanti, capaci di connettere persone, risorse e contesti, riconoscendo la vulnerabilità dell’altro come opportunità per restare umani.
Governance, beni relazionali, persone con disabilità, paradigma welfarista, reciprocità, innovazione sociale, capability building, vulnerabilità.

The governance, a network configuration, influcences the structure, the culture and the relationships internal to the organizations.
This aspect it is not irrelevant if one thinks that the services to people are called relational because they produce a specific kind of goods, intangible ones, named relational goods.
In the specific case of the services to people with disabilities, the model of the predominant social healthcare service enhances a rigid governance welfarism paradigm, that is based on the performances rather than on the relationships. This model of services defines the disability as a “broken piece”. Finally, changing the paradigm means to identify the conditions that foster the relational goods, rediscovering the generative value of reciprocity.
Nowadays, social innovation involves to immagine and design services of capability building, able to connect people, resources and contexts. As described, the vulnerability of the individual gives to the others the opportunity to be human.
Governance, relational goods, people with disabilities, welfarism paradigm, reciprocity, social innovation, capability building, vulnerability.

Il Welfare per gli anziani Analisi delle politiche socio-sanitarie e prospettive future

Studente: Angela Casarin
Titolo tesiIl Welfare per gli anziani Analisi delle politiche socio-sanitarie e prospettive future
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof. Antonio Zuttion Ranieri
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 08 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Governance del welfare sociale

In questo lavoro di tesi si vogliono approfondire le politiche di welfare per anziani in Italia e in Europa. In primo luogo si partirà analizzando l’incremento demografico di questa fetta di popolazione con l’emersione di problematiche attinenti alla loro condizione. Successivamente verrà analizzata la prospettiva socio-culturale con riferimento all’importanza pedagogia del sapere. In secondo luogo verrà indagata l’offerta di servizi e le politiche di welfare italiane e europee, per questa tipologia di utenza. Nella medesima fase si presenterà un approfondimento su sperimentazioni di presa in carico innovative. In terzo luogo si procederà presentando un’indagine qualitativa che verrà poi studiata secondo dimensioni definite e attinenti al campo di indagine della presente tesi. Infine verrà proposta una possibile soluzione per rispondere ai futuri bisogni degli anziani. Tale soluzione si concretizzerà attraverso lo studio e l’emersione del lavoro di rete e della sussidiarietà orizzontale. Tutto ciò alla fine servirà per porre in un contesto che cambia continuamente l’operatore sociale, il quale dovrà necessariamente imparare a ripensarsi in logica relazionale, con sé stesso, con gli altri professionisti e con le istituzioni.

This project of thesis is about welfare policies for elderly in Italy and Europe. First of all, it will start with the analysis of the demographic increase of this part of population with the surfacing of problems about their condition. Then, it will continue with the research of the socio-cultural perspective refering to the pedagogy importance of knowledge Secondly it will continue with the investigation of the range of servicies and the policies of Italian and European welfare, for this type of users. In the same phase there will be a detailed study about experimentations of innovative taking care. Thirdly it will proceed with the presentation of a qualitative survey, that will be studied later, through well-defined dimensions and pertinent scope of research of this thesis. Finally there will be the proposal of a possible solution to answer to the future needs of elderly. This solution will be realized through the study and the surfacing of networking and horizontal subsidiary. Everything will be used to put in a context that continually changes the social worker, who necessary has to learn how to act in a relational logic, with himself, with the others professionals and with the institutions.