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Il ruolo genitoriale nella disabilità. Un approfondimento sulla Spina Bifida

Studente: Saugo Federica
Titolo tesi: Il ruolo genitoriale nella disabilità. Un approfondimento sulla Spina Bifida
Docente relatore: Prof. Blascovich Moreno
Docente controrelatore: Prof. Girardi Davide
Presidente commissione di tesi: Prof. Benvenuti Loris
Data discussione tesi: 07 marzo 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

L’elaborato affronta il tema del ruolo dei genitori all’interno del mondo della disabilità, con una riflessione sulla posizione che l’Educatore potrebbe e dovrebbe ricoprire all’interno della relazione educativa che si instaura tra lui, il genitore e la persona con disabilità. In particolare, viene svolto un approfondimento sulla Spina Bifida, una patologia che si può sviluppare nel feto durante la gestazione e che colpisce, in Italia, una gravidanza su 1300. Osservando la costante e attenta presenza dei genitori accanto alla vita del figlio, in ambito associativo ed extra-­associativo, ho riflettuto su quali esigenze questi potessero avere, quali fossero le loro richieste e le loro difficoltà. L’obiettivo principale del lavoro, pertanto, è quello di comprendere i bisogni dei genitori al fine di organizzare, migliorare e creare attività ad hoc per loro; inoltre, ho indagato se l’Educatore potesse avere una funzione di supporto e se potesse dare una risposta alle loro necessità. Inoltre, ho indicato alcuni esempi di buone pratiche in relazione al coinvolgimento dei genitori all’interno del mondo delle associazioni e delle strutture dedicate alle persone con disabilità. Per sviluppare gli argomenti sopra descritti ho svolto una ricerca bibliografica e sitografica, ho condotto alcune interviste, e ho redatto due questionari, poi compilati da genitori di persone disabili. Le risposte dei questionari sono state analizzate e riportate all’interno del lavoro. Tali ricerche hanno portato alla stesura di un elaborato che parte da una matrice teorica sulla disabilità e il ruolo dei genitori, passando per l’esposizione dei principali movimenti Spina Bifida presenti in Italia e la descrizione di progetti che coinvolgono soprattutto i genitori. Infine, è stata fatta una riflessione sul ruolo dell’Educatore: questa figura può fungere da sostegno ai genitori per il progetto di vita del figlio e come supporto nelle attività quotidiane?

This work deals with the parents of people with disabilities and provides insights on the role that the educator could and should have in his/her professional relationship with the person with disabilities and his/her parents. In particular, this thesis will regard Spina Bifida, a condition which can affect the baby during pregnancy. In Italy, about one pregnancy in every 1,300 pregnancies is affected by it. I have been able to observe the effects of the constant presence and attention of the parents, both as a volunteer and as an educator, and I have considered what needs, requests and challenges those parents might have. As a result, the main objective of this project has been to understand the needs of the parents, aiming to organize, improve and tailor ad hoc activities for them. Moreover, I have explored the potential of the educator in supporting those parents and fulfilling their needs. I also wanted to share the good practices in getting parents actively involved in the associations and institutions which are dedicated to people with disabilities. I have conducted bibliographical research, both online and offline, interviews and two questionnaires to explore my topic. As a result, my work begins with reviewing the literature on disability and the role of parents. It proceeds with examining the main Spina Bifida organizations in Italy and describing the projects through which they get parents involved. Finally, I have questioned the role of the educator: can this professional role assist the parents of people with disabilities as they support their child(ren) to achieve their life goals and perform their daily activities?

L'utilità sociale del welfare pubblico

Studente: Basso Annalisa
Titolo tesi: L'utilità sociale del welfare pubblico
Docente relatore: Prof. Antonini Giulio
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Crocetta Christian
Data discussione tesi: 07 marzo 2018
Laurea Magistrale in: Governance del welfare sociale 

La tesi proposta in questo elaborato mira ad analizzare e mettere in evidenza le caratteristiche assunte nell’attuale momento storico dal welfare, con l’ambizioso obiettivo di approfondire l’utilità sociale del welfare pubblico. Da sempre la Politica, lo Stato si è fatto attore delle azioni di welfare con obiettivi principalmente di ordine pubblico e di controllo, più che obiettivi di eguaglianza e medesime opportunità per tutti i cittadini, infatti se così fosse l’intero percorso scolastico, compresa l’università dovrebbe essere garantito per tutti, invece così non è. Come lo stesso sta accadendo anche per la salute, sempre più spesso ci si trova ad avere la necessità di interventi sanitari, che non sono garantiti dalla sanità pubblica. Abbiamo modo di mettere in luce questa specificità, di mettere in luce quanto sia necessaria una gestione/azione pubblica di welfare e non solo su pochi e sparuti ambiti, ma ad ampio raggio. Anche i recenti provvedimenti del governo, in particolare per il reddito d’inclusione, mirano a mettere le basi per diffondere politiche di uguaglianza, anche se tali provvedimenti, sia per la portata economica, che per le poche persone che raggiungono, non riusciranno a produrre grossi cambiamenti.
L’analisi evidenzia, purtroppo per la realtà italiana, la necessità di intervenire, come esprime nel proprio intervento il Presidente Mattarella, le cui parole sono illuminanti: I cambiamenti, tuttavia, vanno governati, per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità. L’autentica missione della politica consiste proprio nella capacita di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusto e sostenibile la nuova stagione che si apre. La cassetta degli attrezzi, per riuscire in questo lavoro è la nostra Costituzione, ci indica la responsabilità nei confronti della Repubblica e ci sollecita a riconoscere comunità di vita’. Intervenire nel contesto italiano deve avere come primo obiettivo quello di superare le caratteristiche tipiche del nostro welfare:
- Particolarismo;
- Cultura clientelare;
- Modello dualista di welfare;
- Trasferimento di reddito;
- Cultura familistica.
Questo scenario viene anche confermato dalle varie interviste fatte, sia a persone del settore, Dirigenti di Centri di Servizio, sia pubblici che privati, Dirigenti di Aziende ULSS, Amministratori, ecc., ma anche a persone comuni. Sono state raccolte circa 80 questionari, presentati a persone di diverse età, e ne è emerso che per quanto riguarda i tecnici esperti del settore, la risposta era vincolata alla posizione che occupavano. Per tale motivo l’indagine in un primo momento pensata per tecnici/esperti del settore, è stata allargata alle persone più diverse soprattutto i giovani, che risultano essere poco interessati alla parte economica, ma molto interessati alla parte gestionale, al contesto, a creare strutture, reti, relazioni. In sintesi sono propensi ad un sistema permetta al singolo di sentirsi tutelato, ed alla comunità di programmare per il proprio futuro.
Dall’indagine emerge una ipotesi di intervento che si è andata a strutturare nell’ultimo capitolo, che illustra una proposta di gestione del welfare pubblico che rappresenta anche un modello di utilità sociale. Tale proposta mira al cambio di paradigma e intende costruire un welfare concepito come ambito di sviluppo e crescita in grado di concorrere, al pari di altri asset territoriali, a determinare i fattori di sviluppo del territorio, anziché relegare le politiche sociali al rango di sostanziale costo per la collettività. Le politiche sociali, per andare oltre ad un ruolo meramente assistenziale ed emergenziale, devono necessariamente trovare forme di integrazione e raccordo con le politiche del lavoro, della formazione, dell'integrazione, dell'innovazione e dello sviluppo. È un percorso che ha costante bisogno di innovazioni, di cambiare come cambia la società, in primis perché le domande di aiuto non sono destinate a diminuire, ma anche perché le domande stesse sono sempre più diverse ed articolate. Non tenere conto di questi cambiamenti, di queste domande espresse, significa accettare anzi, favorire che la sofferenza diventi disperazione, abbandono, conflittualità, crisi di fiducia. E questo si collega alle prime pagine dell’elaborato dove troviamo che persone che non sono lasciate sole da parenti o amici, ma sono lasciate sole dalle istituzioni, e piuttosto che continuare ad essere un peso decidono di togliere il disturbo.

"The present paper aims to analyse and highlight the traits that welfare has acquired at the current historical point, with the ambitious purpose of examining in depth the social benefits of public welfare. Politics has always taken charge of pursuing welfare measures with objectives linked to public order and control, rather than to equality or equal opportunities for all citizens. Indeed, if it were like that, the entire schooling, including university, would be guaranteed for everybody, but this is not the case.
The same critical situation affects the national healthcare system: more and more often the citizens find themselves in need to undergo health interventions that are not covered by system. This unprecedented situation emphasises the urgent requirement of political welfare management, not just in a few minor fields, but with wide-ranging actions. Some of the government’s most recent actions lay the foundations for the making of equality policies, as it is the case with the so-called “inclusion income”; However, these political efforts will not be able to generate major changes, due to their scarce economic significance and to the exiguous number of people they affect. This paper highlights the need for intervention, especially in the Italian context, as suggested by the President Mattarella, in one of his recent speeches, whose words on this matter are enlightening: “Improvements


Il Pedagogista come coordinatore di servizi: ricerca empirica nella realtà della prima infanzia a Bologna

Studente: Perazzolo Gallo Giulia
Titolo tesi: Il Pedagogista come coordinatore di servizi: ricerca empirica nella realtà della prima infanzia a Bologna
Docente relatore: Prof.ssa Pileri Anna
Docente controrelatore: Prof. Girardi Davide
Presidente commissione di tesi: Prof. Benvenuti Loris
Data discussione tesi: 06 marzo 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il presente elaborato si propone di approfondire la figura del pedagogista intesa come coordinatore di servizi per la prima infanzia, offrendo, a seguito di un excursus storico-normativo sull’evoluzione professionale del pedagogista, uno studio di caso dell’Istituzione Educazione e Scuola (IES), sede del sistema di Coordinamento Pedagogico del Comune di Bologna. Una parte rilevante del lavoro di tesi è dedicata ad un percorso di ricerca volto ad indagare la percezione che i coordinatori pedagogici hanno del proprio ruolo, altresì quale percezione possono avere di loro le figure professionali con cui entrano in contatto. A tal fine, sono riportate ed analizzate 23 interviste qualitative semi-strutturate somministrate a pedagogisti e ad altre figure che lavorano in contatto con loro, nell’ambito dei servizi per la prima infanzia 0-6 anni. L’obiettivo di questo lavoro è di comprendere quale sia il ruolo del coordinatore pedagogico nei servizi integrati da molteplici punti di vista: dei coordinatori e di chi lavora con loro, e di come egli s’inserisca nel sistema strutturato del coordinamento comunale.
 
This thesis wants to focus on the position/figure of the pedagogist as coordinator of early-stage educational and scholastic services. The work is divided into three main parts: the first part, is related to the role of the teacher both from a historical and a normative/legislative point of view; the second part presents the case study of Bologna, particularly referring to IES, Institute of Education and School (Istituzione Educazione e Scuola), Educational Services headquarter of Bologna Municipality. The last part presents an analysis and a research aiming to investigate pedagogists’ perceptions of their role and other professionals’ perception of them in particular situations. For this purpose, twenty-three qualitative interviews are presented, these were adressed to pedagogists and to other professionals which work with them in “0-6 years old services” field. The aim of this work is to understand which might be the role of the pedagogist in these kind of integrated educational services both from pedagogists themselves and for other experts perspective, understanding how this figure is connected and included into municipality coordination.

 

Inclusione e partecipazione. Ripensare i processi sociali entro i contesti comunitari

Studente: Serafin Gianluca
Titolo tesi: Inclusione e partecipazione. Ripensare i processi sociali entro i contesti comunitari
Docente relatore: Prof. Emilio Marco
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Girardi Davide
Data discussione tesi: 06 marzo 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il presente elaborato si propone di analizzare il fenomeno dell’inclusione sociale con l’obiettivo di fornire alcune possibili precondizioni per favorire tale processo.
Si ritiene possibile una lettura di questo tema a partire dalla prospettiva “A.P.E.” (antropologia, pedagogia ed etica), acronimo elaborato da alcuni docenti di Pedagogia dello Iusve in seguito al confronto con le teorie di Charles Taylor e Alasdair MacIntyre.
Attraverso il confronto tra termini associati all’inclusione verrà proposta un’ipotesi di vocabolario e linguaggio da cui poter ripartire. In questo senso, il tema della comunità elaborato da C. Taylor è centrale in tutta l’analisi. Attraverso la dimensione comunitaria si ritiene infatti possibile favorire la partecipazione del singolo individuo alla vita sociale, economica, politica e culturale. L’altro tema chiave nell’analisi è il concetto di pratica elaborato da A. MacIntyre: essa si oppone al dissenso morale contemporaneo e consente alla comunità di esistere.
 
This study examines social inclusion with the aim of suggesting some preconditions that favor this process.
It proposes to look at the topic through the ‘A.P.E.’ (anthropology, pedagogy and ethics) perspective developed by the department of Pedagogy of the Iusve (VE) starting from theories of Charles Taylor and Alasdair MacIntyre.
Through an analysis of terms related to inclusion, a hypothetical language and lexicon is formulated for new foundations. Here, the concept of community as expressed by C. Taylor is central to the whole analysis. It is suggested, indeed, that the community may facilitate an individual’s participation to social, cultural, economic and political life. Another theme fundamental to the study is the concept of practice advanced by A MacIntyre: it opposes the contemporary moral dissent and allows the community to exist.

Il metodo Gentlecare

Studente: Gobbato Anna
Titolo tesi: Il metodo Gentlecare
Docente relatore: Prof. Tomasin Paolo
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Emilio Marco
Data discussione tesi: 12 gennaio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La patologia della demenza è sempre più diffusa nell’anziano ed è caratterizzata dalla perdita graduale e inarrestabile delle funzioni cerebrali che determina la progressiva scomparsa delle capacità di svolgere le attività quotidiane. Questa patologia è diventata uno dei principali problemi sanitari e sociali che coinvolge il paziente e la sua famiglia. L’obiettivo della mia tesi è quello di comprendere i bisogni della persona anziana e proporre degli interventi socio-assistenziali secondo il modello Gentlecare. Gentlecare è stato ideato dalla dott.ssa Moyra Jones alla fine degli anni Novanta in Canada. Tale metodo fornisce un’idea di assistenza, definita dalla stessa autrice protesica, in cui le tre componenti (persone, programmi e spazio fisico) lavorano in armonia per produrre un sostegno, o protesi, per la persona affetta da demenza. Tale modello è orientato nel preparare il personale assistenziale e i caregiver familiari alla cura della persona affetta da demenza, promuovendo un adattamento dell’ambiente fisico e sociale in cui la persona opera. L'interesse a questo metodo è iniziato attraverso la mia esperienza di tirocinio perché ho potuto comprendere il valore di questo approccio e inoltre è stato possibile osservare l’applicazione di questo metodo secondo un approccio di comunità nelle strutture per anziani. Queste ultime spesso risultano essere delle realtà segregative senza connessioni con la realtà locale. Si ritiene necessario quindi creare legami di solidarietà per incrementare e mantenere la socializzazione delle persone anziane che frequentano e/o vivono in queste realtà protette, evitare l’isolamento e favorire reti di solidarietà e reciprocità per una comunità protesica e sostenibile. 

The pathology of dementia is more widespread on elder people. Dementia is characterized by the gradual loss of brain functions and the gradual disappearance of the ability to perform daily activities. This pathology has become one of the main health and social problems that involve the patient and the his family. The propouse of my research is to understand the needs of the person assisted and propose planned assistance according with the Gentlecare model. Gentlecare was designed by Dr. Moyra Jones in the late 1990s in Canada. This method provides idea of assistance, defined by the author prosthetic. This approach there are three components: people, programs and physical space. Those elements work in harmony will produced a support for the person suffering from dementia. This model is oriented to train the care staff and the caregivers to lookafter the patients. Indeed promoting social and physical adaptation to the local enviroment. My personal interest of this method began during my working experience how is possible to apply this method whit a communities approach in the structures for the elderly. Often this place are segregative realities and where they don’t have connections with the local society. It is necessary to create bonds of solidarity to increase and maintain the socialization. Avoid isolation while promoting a sustainable networks for a prosthetic community.


La sostenibilità. Ragioni, visioni utopistiche e prospettive future

Studente: Malavolta Lorenzo
Titolo tesi: La sostenibilità. Ragioni, visioni utopistiche e prospettive future
Docente relatore: Prof. Biagi Lorenzo
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Emilio Marco
Data discussione tesi: 12 gennaio 2018
Laurea Magistrale in: Governance del welfare sociale

Questo lavoro di tesi si propone di indagare il tema della sostenibilità, come possibile soluzione alla crisi che stiamo vivendo. Le dimensioni ambientali, economiche e sociali sono stati negli ultimi anni oggetto di profondi cambiamenti a cui solo la multidimensionalità dell’approccio sostenibile può dare risposta. Il sistema economico, che noi stessi abbiamo creato, ha generato nuovi modelli di uomo, nuovi paradigmi di comportamento sociale che hanno dimenticato la natura relazionale, da cui è necessario ripartire. È necessario un cambiamento reale nel mondo.

This thesis aims to investigate the theme of sustainability as a possible solution to the crisis we are experiencing. The environmental, economic and social dimensions have been subject to some deep changes over the last few years, to which only the multidimensionality of a sustainable approach can respond. The economic system we made has created new models of man, new paradigms of social behavior, forgetting our relational nature, from which it is necessary to restart. There is a need for a real change in the contemporary world and in our peculiar socio-economic structure, a change that will lead to the development of a different and more open society, capable of respecting the home we live in.

Faccio da solo. Identità ed autonomia nella disabilità

Studente: Gradara Davide
Titolo tesi: Faccio da solo. Identità ed autonomia nella disabilità
Docente relatore: Prof. Miatto Enrico
Docente controrelatore: Prof. Emilio Marco
Presidente commissione di tesi: Prof. Benvenuti Loris
Data discussione tesi: 11 gennaio 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La tesi vuole indagare, attraverso un excursus storico, lo sviluppo delle condizioni di vita della persona con disabilità e di come esse ad oggi, possano realizzarsi ed essere protagoniste attive della società. La tesi, si concentrerà sull’evoluzione del concetto di disabilità, da mera analisi eziologica fino ad una completa analisi fisica, psicologica e sociale della sua condizione per avere un quadro competo. Verranno presi in considerazione gli sviluppi legislativi in Italia, che hanno portato all’integrazione: sociale, scolastica e lavorativa delle persone con disabilità. Si parlerà dell’accettazione della propria condizione e della presa d coscienza di sé, analizzando lo sviluppo dal nucleo familiare, fino alla creazione di una propria identità personale. Infine si analizzeranno i possibili scenari per il miglioramento della qualità della vita, in particolar modo si analizzerà un progetto di vita, rivolto ad una persona pluri disabile analizzando le sue attività ed i sui progressi nell’autonomia e nell’autodeterminazione. 

The thesis aims to investigate, through a historical excursus, development of the living conditions of a person with disabilities, and how they may today be fulfilled and become active members of society. The thesis willfocus on the evolution of the concept of disability, from mere etiological analysis to a full physical, psychological and social analysis of its condition in order to obtain a complete picture. The legislative developments in Italy, which have led to thesocial, educational and working integration of people with disabilities, will be taken into account. We will talk about accepting one's condition and about self-awareness, analysing development from the family unit, to the creation of a personal identity. Finally, we will look at possible scenarios for improving the quality of life, in particular analysing a life project aimed at a person with multiple disabilities, by analysing thier activities and progress in achieving autonomy and self-determination.–

Un'accoglienza dignitosa ed ospitale per i migranti in Italia

Studente: Cesa Federica
Titolo tesi: Un'accoglienza dignitosa ed ospitale per i migranti in Italia
Docente relatore: Prof. Crocetta Christian
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Salerno Vincenzo
Data discussione tesi: 11 gennaio 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi 

La tesi descrive il sistema di accoglienza italiano per le persone immigrate, partendo dall'analisi del concetto di accoglienza, segue una descrizione dei vari servizi presenti sul territorio italiano che accolgono le persone richiedenti protezione internazionale, per concludersi poi con le buone pratiche utili per un servizio di accoglienza dignitoso e ospitale. la tesi ha l’obiettivo di promuovere un’idea di accoglienza diffusa per sviluppare autonomia e responsabilità del soggetto, un modello molto differente da contesti in cui vivono grandi numeri di persone. A sostegno di ciò è riportata l’esperienza di Antonio Calò che ospita sei migranti in famiglia.
Per il seguente lavoro sono state utilizzate fonti bibliografiche e siti online. Nel testo sono presenti alcuni riferimenti dell’esperienza personale dato che ho svolto il tirocinio universitario nel centro di accoglienza in cui attualmente lavoro.

The thesis describes the Italian reception system for immigrant people, starting from the analysis of the concept of hospitality, follows a description of the various services present on the Italian territory that welcome people requesting international protection, to then end with good practices useful for a dignified and hospitable welcome service. the thesis aims to promote an idea of widespread acceptance to develop the autonomy and responsibility of the subject, a very different model from contexts in which large numbers of people live. In support of this, the experience of Antonio Calò is reported, which hosts six migrants in the family.
For the following work, bibliographic sources and online sites were used. In the text there are some references to personal experience, given that I carried out a university internship in the reception center where I currently work.


L'autismo e la terapia multistemica in acqua

Studente: Moretton Michela
Titolo tesi: L'autismo e la terapia multistemica in acqua
Docente relatore: Prof. Miatto Enrico
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Salerno Vincenzo
Data discussione tesi: 10 gennaio 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il disturbo autistico è una complessa disabilità dello sviluppo che compare durante i primi tre anni di vita. È un disturbo neurologico che agisce sul funzionamento del cervello nelle aree dell'interazione sociale e delle abilità comunicative. I bambini autistici normalmente hanno difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale, nelle interazioni sociali, e nelle attività legate al tempo libero ed al gioco. La malattia rende loro difficile comunicare con gli altri e relazionarsi con il mondo esterno. In alcuni casi, può essere presente un comportamento aggressivo o autolesionista ed esibire ripetuti movimenti del corpo (agitare le mani, dondolarsi, ect...).
È proprio in questo contesto che si inserisce il progetto di ricerca “Terapia Multisistemica in acqua” che ha l’intento di diminuire le distanze tra il divario che c’è tra “patologia” e “normalità”, dando così alle famiglie dei bambini affetti da tali patologie un valido strumento per poter integrare il proprio figlio.
Sebbene non ci sia una cura per questa patologia, un trattamento appropriato può migliorare lo sviluppo del bambino con spettro autistico e ridurre i comportamenti indesiderati e socialmente non condivisi.
All’interno di questa tesi, quindi, presenterò i benefici della Terapia Multisistemica in Acqua (T.M.A.), in particolare i benefici che derivano dal poter praticare un’attività sportiva, dal poter condividere con altri l’emozione di aver o essere capaci in qualcosa. Lo sport, e in questo caso il nuoto, aiuta la persona con autismo a scaricare la propria aggressività, ad acquisire manualità, inserirsi nel gruppo dei pari, migliorare la qualità di vita.

The autistic disorder is a complex growth disability which appears during the first three years of the child’s life. This is a neurological disorder that affects the social interaction areas and communications skills areas of the brain. Autistic children usually have difficulty in verbal and non-verbal communication, in social interactions, and in activities related to free time and play. This disease makes it difficult for them to communicate with others and to relate to the outside world. In some cases, an aggressive or self-injuring behaviour and repetitive body movements (shaking hands, body swinging, etc…) may be present.
It is precisely in this context that the research project "Multisystem Water Therapy" is inserted, that has the intent to reduce the distances of the gap between "pathology" and "normality", thus giving families of children affected by these diseases a valuable tool to integrate their child.
Although there is no cure for this disease, appropriate treatment can improve the development of the child having autistic spectrum and reduce unwanted and socially unacceptable behaviours.
In this thesis, therefore, I am going to present the benefits of Multisystem Water Therapy (T.M.A.), in particular the benefits coming from have the possibility of practice a sport activity and share with others the emotion of having or being able in something.
The sport, and in this case swimming, helps the autistic person to release their aggressiveness, and acquire dexterity, join the peer group, improve the quality of life.

Fratelli in scena. La disabilità in famiglia e la costruzione del legame fraterno

Studente: Massaro Maddalena
Titolo tesi: Fratelli in scena. La disabilità in famiglia e la costruzione del legame fraterno
Docente relatore: Prof. Miatto Enrico
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Salerno Vincenzo
Data discussione tesi: 10 gennaio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Questo lavoro di tesi intitolato “FRATELLI IN SCENA. La disabilità in famiglia e la costruzione del legame fraterno” ha come oggetto d’indagine il ruolo della famiglia con un figlio disabile rispetto ai servizi riabilitativi, ed in particolare mette in evidenza la posizione dei fratelli di persone con disabilità. Si tratta di un lavoro di raccolta e consultazione di fonti bibliografiche inerenti all’argomento di ricerca che poi, nella parte conclusiva, presenterà storie di vita e progetti che hanno per protagonisti i fratelli e le sorelle di persone con disabilità. Per approfondire questa tematica inizialmente è stato analizzato il rapporto esistente tra educazione e riabilitazione, cercando di comprendere che cosa significhi educare il bambino con disabilità attraverso le molteplici interpretazioni del fenomeno. Successivamente ci si è chiesti che cosa accada qualora nel nucleo familiare vi è sia la presenza di un figlio e dunque un fratello disabile. La trattazione cerca quindi di rispondere a questo interrogativo dapprima analizzando la costruzione del legame fraterno da un punto di vista generale, poi prendendo in esame la figura specifica dei siblings, esaminando le caratteristiche della relazione fraterna in presenza di disabilità. Con il sostegno delle ricerche svolte in anni recenti, vengono infine proposte alcune azioni che possono essere compiute da genitori, ma anche operatori, per sostenere i fratelli “sani” affinché imparino a relazionarsi in modo positivo con questa specifica realtà. 

This thesis focuses its attention on the role of the family with a disabled child in relation to rehabilitation services and it shows the position of the brothers of people with disabilities. This is a collection and consultation work of bibliographic sources regarding the topic. In the end, it will show life experiences and projects where brothers and sisters of disabled people are mainly involved.
In order to develop this topic, it was first examined the relationship between education and rehabilitation, with the aim of trying to understand what means to educate the disabled child.
Afterwards this thesis shifts its focus on what happens when there is a disabled child, so a brother/sister, in the family context, explaining the impact with disability. Furthermore, the research tries to analyse first the building of fraternal relationship from a general point of view, then the sibling relationship when there is disability.
With recent studies’ support the thesis suggests some actions that can be carried out by parents and operators, in order to sustain “healthy” children in learning how to positively behave with their disabled brother or sisters.