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I bisogni educativi dei figli di genitori divorziati: una lettura pedagogica ai fenomeni di separazione e divorzio

Studente: Erika Marinello
Titolo tesiI bisogni educativi dei figli di genitori divorziati: una lettura pedagogica ai fenomeni di separazione e divorzio
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Moreno Blascovich
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 17 marzo 2020
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

L’argomento principale dell’intero elaborato è la capacità e dovere dei genitori di soddisfare i bisogni educativi dei figli anche in caso di rottura della coppia coniugale, con conseguente separazione e divorzio. Si è articolato un percorso diviso in tre sezioni, in cui nella prima parte si presenta la famiglia, le sue funzioni, il matrimonio ed il suo possibile declino, da un punto di vista sociale e legale. Poi nella seconda parte, l’attenzione si posa sulla coppia che decide di diventare coppia genitoriale e cosa si modifica. Infine, nell’ultima parte ci si focalizza su come si costruisce il rapporto di filiazione, sui doveri e diritti dei genitori nei confronti dei figli ed ai bisogni educativi che essi devono saper rispondere, promuovendo la figura del mediatore familiare. L’obiettivo del lavoro si configura nel cercare di rispondere ad alcuni interrogativi, quali come riuscire a mantenere la genitorialità nonostante la fine della coniugalità, quali minacce possono incontrare gli ex partner in questo percorso e quali strategie ed aiuti possono risultare validi. La ricerca è stata condotta con un approfondimento bibliografico di settore, attraverso l’uso di fonti scientifiche quali libri, ricerche e articoli. In conclusione, senza negare la difficoltà dell’intero percorso del divorzio, con i giusti aiuti e lavorando sulle risorse personali di ogni membro della famiglia, è possibile superare il divorzio.

The main topic of this work is the ability and at the same time the duty of parents to satisfy the educational needs of their children even in case of a breakdown of the married couple with the consequent separation and divorce. The entire job has been divided into three sections, the first part presents the family and its functions, the marriage and its possible decline, from the social and legal viewpoints. Then in the second part the attention is focused on the couple who eventually decides to become a parenting couple and all changes involved with that. Finally, the last part concentrates on how the relationship of filiation is supposed to be built, on the duties and rights of parents towards their children and on the educational needs they are to satisfy by promoting the figure of the family mediator. The purpose is that of trying to answer some questions, such as how to maintain parenthood despite the end of marriage, what threats ex-partners can encounter on their path and what strategies and aids might help them throughout their path. The research was carried out with a specific bibliographic analysis and through the use of scientific sources such as books, researches and articles. In conclusion, without denying the difficulties in the entire path of divorce, with the right help and attention on the personal resources of each family member, it will be possible to overcome and thus create a new family balance looking towards a new future which sounds like “divided yet together”.

Bisogni e desideri come elementi generatori dei processi di empowerment

Studente: Chiara Bragagnolo
Titolo tesiBisogni e desideri come elementi generatori dei processi di empowerment
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Moreno Blascovich
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 17 marzo 2020
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Il presente elaborato intende esplorare le diverse definizioni che vengono proposte per i concetti di bisogno e desiderio, analizzando le implicazioni di carattere metodologico che derivano dall’assumere una definizione piuttosto che un’altra, nell’ambito della promozione dei processi di empowerment. La ricerca prende avvio da un’analisi dei termini sotto diversi punti di vista (sociologico, filosofico, psicologico, pedagogico), individuando una connessione in termini di opposizione polare tra i due concetti. Si sviluppa quindi considerando le diverse declinazioni dell’empowerment, come self empowerment e come processo multilivello, nonché analizzando le possibili derive che possono portare ad un’esaltazione del concetto di desiderio nella pratica operativa. Il punto centrale riguarda il passaggio dai bisogni/desideri ai problemi, intesi come situazioni che non ci piacciono e che vogliamo cambiare: qui si gioca lo snodo tra un processo centrato sulle soluzioni o sulla gestione del problema della persona e un processo centrato sulla definizione collettiva e cooperativa dei problemi e delle soluzioni. Nell’ultimo capitolo la tesi si concentra quindi sulle condizioni per lo sviluppo di un processo che permetta alle persone di riconoscersi e controllare contenuti e modalità di relazione nel processo, in una logica di empowerment e costruzione di soggettività. 

The paper focuses on exploring different definitions of need and desire, analyzing the methodological consequences about taking one definition rather than another, to promote people’s empowerment. The starting point is an analysis of the terms from different points of view (sociological, philosophical, psychological, pedagogical), that leads at identifying a “polar opposition” connection between the two. The work then consider different ideas of empowerment, such as self empowerment and multilevel empowerment, as well as analyzing the possible drifts that an exaltation of desire can lead to in social work. The paper’s central point concerns the transition from needs / desires to problems, considered as situations that we do not like and that we want to change. At this point, the research discovers that working on problems to empowerment doesn’t mean managing individual problems, but a cooperative problem solving process. In the last chapter, the paper therefore focuses on the conditions for the development of a process that leads people to mutual recognition and to the control of the contents and methods, in a process that support empowerment and construction of subjectivity. 

Per una relazione uomo animale: Rilevanze educative degli Interventi Assisstiti con gli Asini

StudenteDurigon Marta
Titolo tesiPer una relazione uomo animale: Rilevanze educative degli Interventi Assisstiti con gli Asini
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Andrea Pozzobon
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 17 marzo 2020
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Già ormai da molti anni si sono visti gli effetti benefici della relazione uomo animale e c on questa tesi si vuole approfondire l’ar gomento, prendendo in esame l’evolversi di tale relazione dall’antichità ai giorni d’oggi, gli effetti benefici che essa può apportare, l’ultima normativa nazionale tuttora vigente, le Linee Guida Nazionali del 2015. La tesi si pone anche l’obiettivo di approfondire il ruolo che possono rivestire gli educatori, soprattutto nell’ambito degli Interventi Assistiti con gli Animali . L’affondo è sul capability a pproach come un possibile orizzonte verso cui far tendere i progetti educativi , in particolare nel la voro con le persone con disabilità. Il lavoro si soffermerà infine su un esempio di pratica progett uale che valorizza la relazione uomo asino inteso, quest’ultimo, come ani male particolarmente adatto alle pratiche di intervento assistito con l’animale.

It has been many years since various benefits of human animal relationship have been noticed: this dissertation has the objective to deepen the topic, taking into account the evolution of this relationship since ancient times till now, the positive effects it may generate and the most recent national legislation in force (Linee Guida Nazionali, 2015). This work also establishes as a goal to widen the role gained by professional educators, especially in the field of Interventi Assistiti con gli Animali (IA A). The Capability Approach is given particular focus, as one of the possible frontiers educational projects may point to, particularly when working with people with a disability. In the end, the paper deals with an example of planning practice which prom otes the human donkey relationship: the donkey is seen as an animal that is particularly fitting the IAA practices.

Per un'educazione sociale in chiave transculturale

Studente: Francesca Lomartire
Titolo tesiPer un'educazione sociale in chiave transculturale
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof. Daniele Callini
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris Benvenuti
Data discussione tesi: 13 marzo 2020
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

L’universo delle migrazioni rappresenta una grande sfida per le società moderne che negli ultimi decenni hanno assunto una forma prettamente multiculturale. L’uomo fin dall’antichità si muove e migra in terre diverse da quelle di origine, contaminandosi con i sistemi culturali che incontra, modificandosi e creandone di nuovi, nell’epoca moderna più che mai. Di fronte a queste trasformazioni, le ricerche delle scienze sociali e della pedagogia, devono tenere conto dell’evoluzione del nostro tessuto culturale al fine di mantenere significative le pratiche educative e di insegnamento. L’incontro con l’altro e la convivenza tra culture differenti sono sempre stati inquadrati all’interno di cornici teoriche, partendo dal Multiculturalismo sostituito poi nel tempo dall’Interculturalismo. Anche questo è destinato a lasciare il posto ad una nuova proposta: la Transculturalità, un concetto che offre il nuovo paradigma della formazione dell’identità plurima, costruita sul carattere dialogico delle sfere culturali e sulla concezione di un’interazione in cui niente è mai completamente altro. Transculturalità genera Convivialismo, un orizzonte capace di mettere a frutto il significato del vivere insieme, della relazione, della cooperazione, della cura per altri e per la natura, nella logica del dono. In questo lavoro di tesi è presentato inoltre un progetto pedagogico musicale, In Viaggio con la Musica, come proposta educativa rivolta alle strutture dedicate all’infanzia, in cui è stata scelta la musica come strumento di approccio in quanto elemento comune tra tutte le culture, per la sua funzione di linguaggio universale e canale comunicativo.

The universe of migration represents a great challenge for modern societies, which in recent decades have taken on a purely multicultural form. Since ancient times, man has been moving and migrating to lands different from those of origin, contaminating himself with the cultural systems he encounters, modifying himself and creating new ones, in modern times more than ever. In the face of these transformations, socio-anthropological-pedagogical researches must take into account the evolution of our cultural fabric in order to keep educational and teaching practices meaningful. The encounter with the other and the coexistence between different cultures have always been framed within theoretical frames, starting from Multiculturalism, later replaced by Interculturalism. This too is destined to give way to a new proposal: Transculturality, a concept that offers the new paradigm of the formation of multiple identity, built on the dialogical character of the cultural spheres and on the conception of an interaction in which nothing is ever completely different. Transculturality generates Conviviality, a horizon capable of valorise the meaning of living together, of relationship, of cooperation, of caring about others and for nature, in the logic of giving. In this thesis work is also presented a musical pedagogical project, “In Viaggio con la Musica” (literally “Travelling with music”), as an educational proposal addressed to all the structures dedicated to childhood, in which music has been chosen as an approach tool as a common element among all cultures, for its function as a universal language and communication channel.

Credere nel bene comune della famiglia. La Dottrina Sociale della Chiesa e la teoria morale della virtù di MacIntyre a confronto

Studente: Elena Rech
Titolo tesiCredere nel bene comune della famiglia. La Dottrina Sociale della Chiesa e la teoria morale della virtù di MacIntyre a confronto
Docente relatore: Prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 10 marzo 2020
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Il presente lavoro di tesi vuole prendere in esame la famiglia. Nello specifico, l’oggetto di studio che si vuole ricercare è quale possa essere il bene comune della famiglia e come e perché questo bene può nascere all’interno della stessa ancora oggi. Durante il lavoro di ricerca si tenterà di rispondere a questi interrogativi, i quali permetteranno, alla fine dell’argomentazione, che di seguito verrà trattata, di comprendere qual è il bene comune della famiglia e come e perché questo bene può nascere al suo interno, attraverso gesti quotidiani che hanno a cuore il bene dell’altro, come condizione indispensabile per il raggiungimento del proprio bene personale, come se lo star bene dell’altro fosse condizione indispensabile per lo star bene proprio. Alla fine del lavoro, che vuole essere una riflessione teorica sul bene comune della famiglia, le possibili piste d’evoluzione si potrebbero concentrare sul tradurre in pratica le riflessioni che questa ricerca può far nascere, concentrandosi sulle pratiche educative possibili, le quali si baseranno sulla promozione del bene comune.

This thesis work explores family, specifically the focus is on what the common good in a family can be, how it is generated and why it can still occur within the family nowadays.
This work will try to find some hypothesis and answers to those questions. Throughout the research we will find the source of common good in families, that comes from everyday gestures like taking care of one another. This is essential for our own wellbeing since in a community, a family, our wellbeing is influenced and it’s the result of everyone’s wellness. Lastly, this thesis work, which is an analysis on the common good in families, aims to turn the found reflections into potential educational practices based on the promotion of the common good itself.

Il 900: secolo del fanciullo con Maria Montessori

Studente: Giulia Cosentini
Titolo tesiIl 900: secolo del fanciullo con Maria Montessori
Docente relatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 9 gennaio 2020
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

Il fanciullo, in passato, non era pienamente considerato nella sua unicità e originalità dalla società: sarà soltanto a partire dal Novecento che avverrà un mutamento significativo. A partire da questo secolo si inizia a porre il bambino in una posizione centrale, a rispettare i suoi tempi e ritmi di crescita e sviluppo, a dargli una giusta attenzione, favorendo la sua crescita armoniosa. La pedagogista che ha rivoluzionato l’idea d’infanzia è stata Maria Montessori. Lei andava a considerare e valorizzare molteplici dimensioni del fanciullo e della sua educazione: libertà, indipendenza, ambiente su misura, centralità del bambino, rispetto e soddisfacimento dei suoi bisogni. Questi erano aspetti fondamentali per aiutare il fanciullo a raggiungere il suo pieno sviluppo e autonomia.

The child, in the past, was not fully considered in his uniqueness and originality from society: it will only be from the twentieth century that a significant change will occur. From this century onwards, the child begins to put himself in a central position, to respect his times and rhythms of growth and development, to give him proper attention, favoring his harmonious growth. The pedagogue who revolutionized the childhood idea was Maria Montessori. She went to consider and value multiple dimensions of the child and his education: freedom, independence, bespoke environment, the centrality of the child, respect and satisfaction of his needs. These were fundamental aspects to help the child achieve his full development and autonomy.

L’insondabile decisione dell’essere. L’enigma della libertà e il dramma del ri-cominciare. Ragazzi difficili e scenari pedagogici, tra fenomenologia e psicoanalisi

Studente: Leonardo Rigoni
Titolo tesiL’insondabile decisione dell’essere. L’enigma della libertà e il dramma del ri-cominciare. Ragazzi difficili e scenari pedagogici, tra fenomenologia e psicoanalisi
Docente relatore: Prof. Moreno Blascovich
Docente controrelatore: Prof. Carlo Presotto
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 8 gennaio 2020
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Lo scopo di questa tesi è quello di capire che possibilità di ricominciare possa dare un percorso in comunità per minori a quelli che Piero Bertolini chiama i “ragazzi difficili”. Un altro obiettivo sarà anche quello di comprendere se essi abbiano o meno la libertà per scegliere di aderire alla “vita buona” proposta dagli educatori, oppure essi siano solo determinati dalle circostanze. Si tenterà di articolare una risposta analizzando in particolare i testi di Piero Bertolini (1931-2006), pedagogista italiano che è stato impegnato per molto tempo in prima linea con i ragazzi difficili, e di Jacques Lacan (1901-1981), psicoanalista francese che ha contribuito notevolmente alla riflessione antropologica – e non solo – intorno allo statuto del soggetto. In un primo momento si confronteranno alcune ipotesi di lettura della soggettività legate al paradigma eziologico, proprio del metodo scientifico, con quelle proposte dalla teoria fenomenologica e dalla teoria psicoanalitica. Si proporrà quindi una visione della prassi pedagogica e della posizione etica dell’educatore nei confronti del ragazzo. Si proseguirà poi tentando di tratteggiare il profilo del “ragazzo difficile” secondo la teoria di Bertolini per poi descriverne la sua possibile strutturazione in chiave psicoanalitica. Infine, si proverà di analizzare che possibili ricadute pedagogiche possano essere attinte dalla visione del soggetto e dai paradigmi di riferimento adottati e descritti nei capitoli precedenti.

The aim of this thesis is to understand the possibility of starting over can give a path in a community for minors to those that Piero Bertolini calls “tough guys”. Another target will be to understand if they have or not freedom to choose to adhere to the “good life” proposed by educators, or they are only determined by the circumstances of life. An attempt will be made to articulate an answer analysing in particular the texts of Piero Bertolini (1931-2006), an Italian pedagogist engaged for a long time in the front line with “tough guys”, and Jacques Lacan (1901-1981), a French psychoanalyst who has contributed greatly to anthropological refletion – and not only – around the status of the subject. At first some hypothesis of reading of human subjectivity related to the etiological paradigm will be compared with those proposed by phenomenological theory and psychoanalytic theory. A vision of the pedagogical practice and of the ethical position that an educator should take towards the guy, will then be proposed. The thesis continued by delineating the profile of the “tough guy” according to Bertolini’s theory and describing his possible structuring in a psychoanalytic key. At last an attempt will be made to analyse the possible pedagogical effects can be drawn from the vision of the subject and from the reference paradigms adopted and described in the previous lines.

Teatro e gioco: il connubio che fa crescere

Studente: Francesco Bernardini
Titolo tesiTeatro e gioco: il connubio che fa crescere
Docente relatore: Prof. Lucia Ferraro
Docente controrelatore: Prof. Carlo Presotto
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 8 gennaio 2020
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Il lavoro di ricerca svolto in questa tesi, dal titolo “Teatro e gioco: il connubio che fa crescere”, vuole presentare al lettore una rassegna delle teorie e considerazioni che diversi autori hanno svolto in merito al tema del gioco e del teatro. Fatta questa breve premessa occorre specificare che l’elaborato desidera particolarmente soffermarsi sulla fascia d’età della scuola primaria, così da circoscrivere ancora più tale argomento. Nel primo capitolo si è cercato di rintracciare alcuni degli studi più importanti riguardanti il gioco in ambito antropologico, psicoanalitico e pedagogico. I saggi riportati nell’elaborato dimostrano che ad oggi risulti difficile dare una completa definizione del termine “gioco”, ma, tuttavia, si sia in grado di osservarne le peculiari caratteristiche che lo costituiscono e le funzioni psicoanalitiche e pedagogiche che ne derivano. Il bambino con il gioco è capace di esprimere le proprie necessità, preoccupazioni e soprattutto di leggere e conoscere il mondo che lo circonda. Continuando la lettura, nel secondo capitolo, sono rese note le caratteristiche del gioco nella fascia d’età compresa tra i sei e gli undici anni. Dopo un primo profilo di presentazione del bambino della scuola primaria, la ricerca cautamente esplora i bisogni che nascono in un minore di tale età. L’evoluzione dei sentimenti morali, l’amicizia, il rispetto delle norme e la marcata differenza di genere sono alcuni dei bisogni educativi che si manifestano nei bambini. Il gioco, in tutto ciò, è capace di dare risposte e stimoli per una corretta interpretazione di queste nuove scoperte. Nel terzo e ultimo capitolo si è cercato sia di ribadire il valore educativo del gioco, sia di illustrare come l’atto ludico sia presente nel teatro e nella danza. L’ultima unità della ricerca sviluppa dunque l’importanza del gioco all’interno del laboratorio teatrale e del teatro danza. Per arricchire e rafforzare tutto il lavoro di ricerca svolto si è voluto inserire, al termine dell’elaborato, un’appendice nella quale rendere possibile la lettura delle due interviste. La prima è stata realizzata a Carlo Presotto, Presidente e direttore artistico de La Piccionaia,Teatro Stabile di innovazione con sede a Vicenza, la seconda è stata invece effettuata con la professionista e ballerina Valentina Dal Mas. Ad entrambi i professionisti è stato richiesto di presentare due propri progetti artistici particolarmente significativi, all’interno dei quali gioco e teatro, e gioco danza risultassero uniti per sostenere e incoraggiare il bambino nel proprio percorso di crescita.

The research project of this thesis, entitled “Teatro e gioco: il connubio che fa crescere”, wants to present to the reader a review of theories and considerations that different authors have developed about the theme of game and theatre. After this introduction, is necessary to specify that this essay wants to focus on the age range of primary school in order to circumscribe this argument. In the first chapter the aim was to track some of the most important studies regarding the game in the anthropological, psychoanalytic and pedagogical sphere. The reported essays in this thesis demonstrate that, nowadays, is difficult to give a complete definition of the term “game”, but we can observe the peculiar characteristics that constitute it and the psychoanalytic and pedagogical functions that derive from it. The kid with the game is able to express his necessities, preoccupations and mostly to interpret and know the world around him. Following with the second chapter, the characteristics of the game in the age range between 6 and 11 years old are let known. After a first presentation profile of a kid of primary school, the research cautiously explores the necessities that arise in a child of this age. The development of the moral feelings, the friendship, the respect of the rules and the marked difference of genre are some of the educational needs that invade in the kid. The game, in all this, is able to give answers and incentives for a proper interpretation of these new discoveries.In the third and last chapter the aim was to reaffirm the educational value of the game and to illustrate how the playful act is present in the theatre and in the ballet. The last unit of the research develops so the importance of the game in the theatrical laboratory and the dance theater. In order to enrich and reinforce all the research work was inserted, at the end of the essay, an attachment in which is possible to read the two interviews. The first one was realized with Carlo Presotto, the artistic Director of La Piccionaia, Teatro Stabile di Innovazione which location is in Vicenza, the second one was made with the professional and dancer Valentina Dal Mas. To both of them were required to present two of their artistic projects particularly significants, in which game and theater, and dance game were united to support and encourage the child in his growth path.

Viaggio verso la consapevolezza di essere sibling e di essere sé stessi

Studente: Silvia Venturini
Titolo tesiViaggio verso la consapevolezza di essere sibling e di essere sé stessi
Docente relatore: Prof. Carlo Presotto
Docente controrelatore: Prof.ssa Lucia Ferraro
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 8 gennaio 2020
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Vivere la vita con gli occhi dei siblings non è per nulla facile, poiché, attorno ad essi, ruotano problematiche alquanto complesse e difficili da comprendere se non si è pienamente immersi in esse. Questa Tesi si pone dunque come obiettivo l’avvicinare i professionisti a tale tematica, fornendo uno strumento utile qualora dovessero lavorare in un contesto particolare quale quello di una famiglia in cui vi è almeno un componente con disabilità. Difatti, nel presente lavoro, vi è una base di conoscenza necessaria per favorire il relazionarsi con i fratelli e le sorelle nel tentativo di comprendere il loro mondo, ma vi è anche l’introduzione nel panorama scientifico del CaroAnto Method quale momento di sostegno basato sul potenziamento emotivo.

Living life with the eyes of siblings it is not at all easy, because, around them, there are complex and difficult problems to understand if you are not fully immersed in them. Therefore this Thesis aims to bring specialists closer to these issues, providing an useful tool if they have to work in a particular context such a family one in which there is at least one member with a disability. In fact, in this work, there is a basis of knowledge necessary to foster relations with brothers and sisters in an attempt to understand their world, but there is also the introduction into the scientific panorama of the CaroAnto Method as a moment of support based on emotional enhancement.

Gli esseri umani nel vortice dello sfruttamento sessuale I lati oscuri e le speranze nascoste all’interno di un fenomeno sempre attuale

Studente: Eleonora Capitanio
Titolo tesiGli esseri umani nel vortice dello sfruttamento sessuale I lati oscuri e le speranze nascoste all’interno di un fenomeno sempre attuale
Docente relatore: Prof. John Baptist Onama
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 7 gennaio 2020
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

La tratta degli esseri umani è un crimine contro l’umanità. Ad oggi ci sono ancora persone trattate e ridotte in schiavitù. La vittima, molto spesso con l’illusione di un futuro migliore, viene soggiogata fino a diventare schiava, senza dignità e senza via di scampo. L’Italia fa parte dei paesi che negli ultimi anni ha assistito ad un notevole incremento di tale fenomeno, in particolare nell’ambito dello sfruttamento sessuale. Allo stesso tempo però c’è una rete di esperti e professionisti del sociale che si prende cura della persona cercando di ridonare un volto, un sorriso e il desiderio di vivere alle vittime di tratta. In tale contesto, il ruolo dell’educatore è quello di lavorare in sinergia con altre figure professionali per garantire un’adeguata accoglienza, protezione, promozione e inclusione delle vittime. Si ipotizza che una soluzione per arginare il fenomeno potrebbe consistere nei corridoi umanitari, in quanto via sicura e legale per raggiungere il paese desiderato senza correre il rischio di farsi ingannare e finire nelle mani delle organizzazioni criminali. Questo studio è frutto di una ricerca bibliografica, di un’intervista fatta a un mediatore culturale che lavora in centri di accoglienza per richiedenti asilo e, in minima parte, dall’esperienza sul campo.

Human trafficking is a crime against humanity. Nowadays there are people still enslaved and trafficked. The victims are treacherously subjected to slavery through the illusion of a better future, but in reality end up by losing their dignity and without a chance of being able to find a way out. Italy is one of the countries that has experienced a substantial increase in this phenomenon over the last few years, and especially in connection with sexual exploitation. At the same time, there exists a network of experts who look after victims of trafficking, trying to give them back a face, a simile and the will to live. The educator’s role is focused on team work, cooperating in synergy with other professionals. A workable solution to uproot this phenomenon is thought to consist in the creation of humanitarian corridors that could guarantee safe and legal transit towards destination countries without the risk of deception by criminal organizations. This study aims at presenting the results of a literary research and review, an interview with a cultural mediator who works in a shelter for refugees and asylum seekers, and a little part of the author’s hands-on experience.