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ADHD: strategie e percorsi efficaci a scuola e in famiglia

Studente: Angela Reina
Titolo tesiADHD: strategie e percorsi efficaci a scuola e in famiglia
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof.ssa Luciana Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris Benvenuti
Data discussione tesi: 20 marzo 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Il Disturbo da Deficit dell’Attenzione con Iperattività (ADHD) è una patologia dell’età evolutiva. La sua indagine e riconoscimento medico è relativamente recente. L’ADHD ha un effetto dirompente caratterizzando negativamente il rapporto che il bambino ha con se stesso, con il gruppo di pari, con la sua famiglia e nell’ambiente scolastico. Famiglie e insegnanti si trovano spesso senza strumenti operativi efficaci per poter fronteggiare le criticità comportamentali e attentive di bambini e ragazzi con ADHD. Queste mancanze incidono in modo significativo sulla qualità della quotidianità scolastica e familiare. Gli strumenti operativi utilizzati sono molteplici e dovrebbero intersecarsi per far sì che ci possa essere una continuità metodologica tra l’ambiente scolastico e quello domestico. Per questo Daffi ha elaborato le metodologie del protocollo START che prevede il ruolo di un tutor a supporto del ragazzo e della famiglia nello svolgimento dei compiti scolastici e della loro organizzazione. Cornoldi e i suoi collaboratori invece, hanno promosso l’approccio psicoeducativo e comportamentale come strumento specifico per gli insegnanti nella gestione del gruppo classe con bambini e ragazzi con ADHD.

Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD) is a condition of developmental age. His investigation and medical recognition is relatively recent. ADHD has a disruptive effect negatively characterizing the relationship that the child has with himself, with the peer group, with his family and in the school environment. Families and teachers often find themselves without effective operative tools to face the behavioral and attentive criticalities of children and adolescents with ADHD. These shortcomings significantly affect the quality of everyday school and family life. The operational tools used are multiple and should intersect to ensure that there can be a methodological continuity between the school environment and the home environment. For this reason, Daffi has elaborated the methodologies of the START protocol that foresees the role of a tutor to support the boy and the family in carrying out the school tasks and their organization. Instead, Cornoldi et al. have promoted the psychoeducational and behavioral approach as a specific tool for teachers in the management of the class group with children and adolescents with ADHD.

La famiglia: quale identità per le istituzioni

Studente: Silvia Colledan
Titolo tesiLa famiglia: quale identità per le istituzioni
Docente relatore: Prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: Prof. Andrea Pozzobon
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris Benvenuti
Data discussione tesi: 21 marzo 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Il concetto di famiglia è diventato un tema centrale nel panorama sociale ma de-composta nei suoi assunti di base e strumentalizzata a seconda del paradigma di riferimento a cui si vuole riferirla. Questo lavoro offre una riflessione sull'importanza di ripensare alla famiglia nei contesti istituzionali in maniera più globale rilevando la famiglia come soggetto e attore sociale. Si vuole sottolineare qual è l'”idea di famiglia” che orienta, nelle istituzioni, le politiche familiari, per poter valutare se il sistema di servizi integrato che il quadro normativo attuale ha attuato, mette la famiglia stessa come soggetto per e nei contesti territoriali o viene meno di essere soggetto privilegiato che ne orienta gli interventi.

The concept of family has become a central topic of the social landscape, but de-composed of its key assuption and exploited depending on the basic paradigm to which it is referred to. Aim of this thesis is to generate a critical reflection on the importance of rethink the family in a comprehensive way for the person in institutional framework pointing out the family as collective subject and social actor. I want to underline which is the idea of family that guides the family policies in the institutions to understand if the system of integrated services implemented by the current regulatory framework recognizes the family as collective entity for and into territorial context or if the family ceases to be a privileged subject that orients the interventions.

Fidarsi è bene. Pratiche e processi che promuovono fiducia nella relazione coniugale

Studente: Laura Sarto
Titolo tesiFidarsi è bene. Pratiche e processi che promuovono fiducia nella relazione coniugale
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Daniele Callini
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris Benvenuti
Data discussione tesi: 21 marzo 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

La presente tesi di ricerca ha ad oggetto la dimensione della fiducia, più precisamente in che modo e quanto essa influisca sulla relazione interpersonale e sociale. Partendo da alcune letture autorevoli sulla fiducia, tra cui quella di Eugenia Scabini – lettura che ha costituito la base principale su cui si è via via sviluppata l’intera riflessione – con l’ausilio di testi qualificati ed il contributo di alcuni articoli scientifici (sia nazionali che internazionali) si cercherà di individuare le pratiche ed i fattori promotori di fiducia, dapprima prendendo come unità d’analisi la coppia coniugale, per poi soffermarsi – seppur brevemente – sulla relazione educativa e su quella della vita comunitaria. L’intenzione finale di questo lavoro sarà quella di delineare e mettere in evidenza con fondata chiarezza quanto e in che modo la dimensione della fiducia sia un – se non il – fattore decisivo nel fondare quei legami che sono propri e costitutivi di una vita buona, quindi, consequenzialmente, di muovere ad una riflessione circa le buone pratiche educative.

The object of this research thesis is trust, more precisely how and how much it influences interpersonal and social relationship. Starting from some authoritative readings on trust, among which the one given by Eugenia Scabini – a reading that has constituted the main foundation on wich the entire reflection has gradually developed – with the aid of qualified textbooks and the contribution of some scientific articles (both national and international), we will try to find out the practices and promotional factors of trust, firstly by taking to analysis unit the conjugal couple, then to dwell upon – even though briefly – on educational and communitary life relationships. The final intention of this work will be to outline and point out with reliable clarity how much and how the dimension of trust is one – if not the – decisive factor in founding those links which are proper and constitutive of a good life, consequentially move towards a reflection on the good educational practices.

Educazione intergenerazionale: il recupero della relazione e della solidarietà tra giovani e anziani

Studente: Giorgia Mason
Titolo tesiEducazione intergenerazionale: il recupero della relazione e della solidarietà tra giovani e anziani
Docente relatore: Prof.  Maria Chiara Cianfriglia 
Docente controrelatore: Prof. Lorenzo Biagi
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 21 marzo 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

La mia tesi va ad affrontare il tema dell'educazione intergenerazionale sottolineando l'importanza che questa relazione ha sia per i bambini che per gli anziani e come entrambi possono portare delle conoscenze all'altro.
Tale rapporto, purtroppo, è venuto a perdersi negli ultimi anni con il passaggio dalla famiglia patriarcale, dove al suo interno c'erano più generazioni, alla famiglia nucleare composta soltanto da marito, moglie e figli. Inoltre, dobbiamo far fronte ai principi utilitaristici che caratterizzano oggi la nostra società e sconfiggere lo stereotipo dell'anziano come colui che non serve a nulla.
Ho affrontato questo argomento a partire dall'interesse che rivolgo nei confronti delle due generazioni, quella dei bambini e quella degli anziani, con l’intenzione di osservare dopo quanto entrano in relazione, come, con che frequenza e quali sono gli effetti dello stare assieme. Tutto ciò mi è stato reso possibile grazie all'esperienza di tirocinio che ho svolto nella residenza per anziani non autosufficienti “Civitas Vitae” di Vedelago: prima infrastruttura di coesione sociale in Italia, costruita con l'intenzione di mettere insieme le diverse fragilità e le diverse esperienze di vita che ciascuno porta con sé.
Il primo capitolo della tesi è rivolto all'anziano e alla fase dell'invecchiamento che lo caratterizza, con particolare riferimento alle persone non autosufficienti e il loro progressivo inserimento in una struttura residenziale.
Successivamente, il secondo capitolo, è centrato sull’educazione intergenerazionale e quali sono gli effetti di questo tipo di educazione.
Infine, l’ultimo capitolo è orientato sulla struttura residenziale che mi ha ospitato durante il mio tirocinio, descrivendo in maniera dettagliata quali sono i suoi principi base e metodologie di intervento. Inoltre, nelle ultime pagine ho raccontato il progetto vero e proprio che abbiamo portato a termine.

My thesis deals with the theme of intergenerational education emphasizing the importance that this relationship has for both children and the elderly and how both can bring knowledge to others.
This relationship, unfortunately, has been lost in recent years with the transition from the patriarchal family, where there were several generations, to the nuclear family composed only of husband, wife and children. Moreover, we must face the utilitarian principles that characterize our society today and defeat the stereotype of the elderly as one who serves no purpose.
I dealt with this topic starting from the interest that I have for the two generations, that of children and that of the elderly, with the intention of observing after they enter into a relationship, how, with what frequency and what are the effects of being together. All this has been made possible thanks to the internship experience I have done in residence for non self-sufficient elderly "Civitas Vitae" of Vedelago: the first social cohesion infrastructure in Italy, built with the intention of bringing together the various fragilities and different life experiences that everyone brings with them.
The first chapter of the thesis is addressed to the elderly and to the aging phase that characterizes it, with particular reference to non self-sufficient people and their progressive integration into a residential structure.
Subsequently, the second chapter is centered on intergenerational education and what are the effects of this type of education.
Finally, the last chapter focuses on the residential structure that hosted me during my internship, describing in detail what are its basic principles and methodologies of intervention. Moreover, in the last pages I told the real project that we have completed.

Percorsi formativi per alunni in situazioni di svantaggio

Studente: Deborah Venturini
Titolo tesiPercorsi formativi per alunni in situazioni di svantaggio: una realtà a confronto con l’attuale Sistema Scolastico Inclusivo
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris Benvenuti
Data discussione tesi: 20 marzo 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Il Sistema Scolastico Inclusivo in Italia nasce a seguito di cambiamenti sociali, antropologici, medici e normativi riguardanti la formazione e l’istruzione delle persone con disabilità. Un sistema Inclusivo volto a superare gli approcci che in precedenza separavano e differenziavano (anche fisicamente) le persone che risultavano in vario modo devianti rispetto la "normalità"; un sistema in divenire dato dalla partecipazione di tutti gli alunni presenti, disabili o meno.
Tuttavia, nonostante la presenza di questi orientamenti a livello normativo, sono presenti e nascono oggi in Italia percorsi formativi rivolti ad alunni in situazione di svantaggio, dedicati cioè esclusivamente agli alunni in possesso di certificazione di disabilità. L’intento di questa tesi è dimostrare, a partire da una situazione specifica esaminata, la ragion d’essere di queste scuole all’interno del Sistema Scolastico Inclusivo: non come ritorno ad approcci di separazione ed esclusione del passato, ma come realtà formative rispondenti ad alcune esigenze della realtà scolastica di oggi, tappa di un percorso evolutivo che la scuola in genere dovrebbe fare.

The Inclusive Education System has risen in Italy following a series of social, anthropological, medical and legislative changes related to the training and education of people with disabilities. An inclusive system aimed at overcoming the approaches that previously tended to separate and to divide (also physically) people that appear different from what is considered "normal"; an “in the making” system given by the participation of all students, with or without disabilities.
However, regardless of the presence of these legislative orientations, there still are and rise in Italy new education processes specifically addressed to disadvantaged students, dedicated exclusively to students with a Disability Certificate.
The goal of this thesis is to prove, starting from a particular situation that has been examined, the “reason for being” of these schools in the Inclusive Education System: not intended as restoration of past approaches of separation and exclusion, but as educational examples answering precise needs of the current schooling situation, as step of an evolution journey that the school in general should face.

Possibili interconnesioni tra desiderio e disturbo di personalità borderline

Studente: Erika Mognon
Titolo tesiPossibili interconnesioni tra desiderio e disturbo di personalità borderline
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof. Moreno Blascovich
Presidente commissione di tesi: Prof. Emanuele Balduzzi
Data discussione tesi: 14 marzo 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

L'obiettivo di questo progetto di tesi è di indagare il disturbo di personalità borderline attraverso una parte storiografica e poi mediante i criteri diagnostici, divisi nei due approcci categoriale e dimensionale, che si possono evincere dal DSM – 5. Successivamente viene trattato il tema del desiderio e dell'atto di desiderare come componente costitutiva dell'animo umano e come forza motrice per le azioni umane attraverso il pensiero di Lacan e perciò differenziando le varie tipologie del desiderio che lo psicoanalista ha evidenziato. In conclusione si prova ad esaminare il disturbo borderline attraverso il desiderio, cercando di mettere in luce le modalità di influenzamento dell'uno verso l'altro; dimostrando come il desiderio nella sua ampiezza riesca ad essere presente nel disturbo ed evidenziando come lo stesso desiderio sia influenzato dalla cultura dell'epoca in cui si vive.

The aim of this thesis project is to investigate the borderline personality disorder through a historiographical part and then through the diagnostic criteria, divided into the two: categorical and dimensional approaches, which can be deduced from the DSM - 5. Then it's treated the theme of the desire and the act of desiring as a constitutive component of the human soul and as a driving force for human actions through the thought of Lacan and therefore differentiating the various types of desire that the psychoanalyst has highlighted. In conclusion we try to examine the borderline disorder through desire, trying to underline the ways of influencing one towards the other; demonstrating how desire in its breadth can be present in the disorder and highlighting how the same desire is influenced by the culture of the era in which we live.

I segreti della stanza proibita di Barbablù. La rieducazione dell’uomo che agisce maltrattamento nelle relazioni

Studente: Barbara Maso
Titolo tesiI segreti della stanza proibita di Barbablù. La rieducazione dell’uomo che agisce maltrattamento nelle relazioni
Docente relatore: Prof.ssa Rita Bressan
Docente controrelatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 12 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

La tesi mette in luce una problematica comunemente trattata in ambito psicologico, ma molto poco in ambito pedagogico: la rieducazione dell’uomo maltrattante. Partendo da un’analisi empirica del contesto in cui viviamo e del bagaglio culturale e sociale che abbiamo alle spalle, cercherò, grazie a strumenti e riflessioni messi a disposizione da autori che lavorano con questi uomini, di dare delle basi ad alcune prospettive pedagogiche legate al tema, data l’evidente impronta di stampo educativo che hanno i trattamenti già utilizzanti per la rieducazione dell’uomo. E’ quindi possibile e necessario dare spazio a questo tema anche in ambito pedagogico, dato che le problematiche che portano l’autore ad agire violenze, sono per la maggior parte causate da elementi culturali, educativi e sociali nonché psicologici.

The thesis highlights a problem commonly analysed in the psychological field but not that much in pedagogy: the re-education of men who are perpetrators of violence. Starting from an empiric analysis of the context we live in and from the cultural and social background we have, I will try to lay the foundations of some of the pedagogic perspectives about the subject through instruments and reflections given by authors working with these people considering also the clear educational mark of all the treatments used to the re-education of the person. Giving space to this topic also in a pedagogic field is something possible and necessary to be done, given that the problems that drive the author to resort to violence are mostly caused by cultural, educational and social elements as well as psychological.

Educare a vivere la sofferenza. Una pedagogia del dolore per costruirsi alla felicità

Studente: Federica Rizzardi
Titolo tesiEducare a vivere la sofferenza. Una pedagogia del dolore per costruirsi alla felicità
Docente relatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 11 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Oggi si riscontra una contraddizione rispetto a come venga vissuto il dolore: per alcuni aspetti è vissuto come un tabù, per altri invece è visto come argomento per fare spettacolo. La nostra società ha sostituito l’interpretazione con l’esibizione, e questo ha prodotto come risultato lo spaesamento, soprattutto dei più giovani, che non sanno dare più significato agli avvenimenti dolorosi della loro vita. Il ruolo della pedagogia è quello di aiutare il soggetto a dare senso all’evento che tocca la sua vita, poiché la sofferenza è un passaggio indispensabile per la crescita dell’individuo. La prima operazione da compiere, in quest’ottica, è la verbalizzazione, ovvero dare nome, voce al dolore, esternarlo, condividerlo poiché l’uomo è un essere-in-relazione. È questo passaggio che i ragazzi oggi non riescono più a compiere, poiché le figure educative che incontrano non forniscono loro un vocabolario per parlare dei loro sentimenti Le scienze dell’educazione devono cogliere la ricchezza che si cela dietro l’evento doloroso e pensare a pratiche e modalità perché possano riconoscere e nominare questo sentimento, per poterlo attraversare. Il luogo adibito all’educazione ai sentimenti è, fra tutti, la scuola, che non deve limitarsi a formare i giovani solo dal punto di vista nozionistico. Una pedagogia del dolore deve tenere conto della speranza, di cui è intriso un percorso che si prefigga di attraversare la sofferenza. Speranza intesa come consapevolezza che un momento doloroso può essere compreso e nel tempo superato. La speranza si fa apertura al futuro, permette all’uomo di proiettarsi nel divenire, così come il desiderio lo apre al trascendente. La pedagogia della sofferenza allora, come apertura al futuro, all’Altro e come conoscenza del proprio intimo, è il percorso che permette all’uomo di costruire consapevolmente la ricerca della felicità.

A great contradiction underlines the way suffering is nowadays inhabited: in some aspects it is a taboo, in some others it is one among the various ways of making entertainment. Our society has replaced interpretation with exposure so producing disorientation especially among young people who no longer are able to secure with meaning the inevitable painful events of their life. Considering that suffering is not only inevitable but necessary for the inner growing of the individual, pedagogy has precisely the role of helping to give meaning to that important event. The fist step to enhance, in this perspective, is verbalization, that is giving name and voice to suffering so that it can be shared, being man a “being in relationship” but this is very difficult to accomplish for children since most educational subjects they meet do not equip them with the right vocabulary they would need to talk about their feelings. The educational sciences must grasp the riches that lie behind the painful event and think about practices. and ways to recognize and name this feeling, to be able to get through it. The place where an education to feelings can occur is, among all, school, which then must not limit itself to in-forming young people. A “Pedagogy of Suffering” must take into account hope, which is imbued with a path that aims to cross suffering. Hope in the meaning of awareness that a painful moment can be understood and overcome in time. Hope becomes openness to the future, since it allows man to project himself into becoming, just as desire opens him to the transcendent. The pedagogy of suffering then, as an opening to the future, to the Other and as a knowledge of one's inner self, is the path that allows man to consciously build his search for happiness.

Bellezza e adolescenza: alla scoperta del sé tramite il linguaggio teatrale

Studente: Francesco Caccin
Titolo tesiBellezza e adolescenza: alla scoperta del sé tramite il linguaggio teatrale
Docente relatore: Prof.ssa Lucia Ferraro
Docente controrelatore: Prof. Pierangelo Bordignon
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 10 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Il presente lavoro di tesi si propone di evidenziare i possibili legami tra bellezza e teatro analizzandone i risvolti pedagogici. L’approccio pedagogico utilizzato è quello derivante da uno sguardo fenomenologico all’azione educativa. Il campo d’osservazione è delimitato al periodo adolescenziale, considerandolo come fase di vita ricca allo stesso modo di potenzialità e fragilità. Il tema del linguaggio teatrale è stato analizzato approfondendo, come caso-studio, il «Teatro delle Albe» di Ravenna e in particolare il progetto della non-scuola.
L’obiettivo è quello di sottolineare il grande valore educativo che può avere un laboratorio teatrale nell’età adolescenziale, riflettendo non solo sullo sviluppo estetico ma anche sul versante etico di un’esperienza di bellezza.
Il lavoro di questa tesi compilativa si basa su ricerche precedenti nell’ambito dell’educazione estetico-fenomenologica, della filosofia, della pedagogia adolescenziale, e dell’esperienza teatrale del «Teatro delle Albe».

The attempt of this thesis is to draw possible links between beauty and drama analysing the consequences on pedagogy. The pedagogic approach used derives from a phenomenological view on education. The observation field is based on the adolescence, finding in this phase many potentials as well as fragilities. To examine the universe of theatre, the thesis focused on the company «Teatro delle Albe»», based in Ravenna. Among their works, the main project considered on this paper is the «non-scuola».
The aim of this thesis is to underline the educational impact on teenagers given by the experience of a drama workshop. Beauty in theatre allows a serious consideration on both the aesthetic and moral aspect.
This thesis is based on previous researches in the following fields: aesthetic-phenomenological education, philosophy, adolescence pedagogy and the work of «Teatro delle Albe».

Educare al bene relazionale. Il superamento della logica strumentale tra C. Taylor e M. Nussbaum

Studente: Giacomo Rammairone
Titolo tesiEducare al bene relazionale. Il superamento della logica strumentale tra C. Taylor e M. Nussbaum
Docente relatore: Prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: Prof. Fabio Poles
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 10 gennaio 019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Il presente studio evidenzia come i beni relazionali, valorizzati nel progetto di educazione economica di Workers Buy Out, descritto nell'esperienza della Sportarredo Group s.c., attivino processi cooperativi capaci di promuovere relazioni di reciprocità, necessarie a generare cambiamenti sociali orientati al bene collettivo. L'obiettivo della ricerca è quello di mettere in luce come la promozione di pratiche educative, che valorizzano la relazione ed il dialogo, ci permetta di superare la logica strumentale propria della Modernità. Le riflessioni di Charles Taylor e Martha Nussbaum guidano la ricerca dal punto di vista filosofico; secondo il loro pensiero, ciò che permette di affrontare il disagio dell’uomo moderno, legato all’individualismo, alla ragione strumentale e alla perdita di libertà politica, è l’orientamento al bene, che contraddistingue la condizione morale di ogni essere umano, la cui identità nasce dall’essere in relazione con gli altri e con il mondo. La pratica di Workers Buy Out sarà utile a provocare quella riflessione pedagogica che si interessa dei contesti educativi considerati come luoghi in cui i processi di apprendimento possono essere stimolati da pratiche cooperative, nelle quali si valorizza la dimensione relazionale.

The present study highlights how the relational assets, enhanced in the economic education project of Workers Buy Out, described in the experience of the Sportarredo Group s.c., activate cooperative processes capable of promoting reciprocal relationships, necessary to generate social changes mainly concerned with the collective good. The aim of the research is to highlight how the promotion of educational practices, which enhance relationship and dialogue, allows us to overcome the instrumental logic typical of Modernity. Charles Taylor’s and Martha Nussbaum’s reflections guide the research from the philosophical point of view; according to their thinking, what makes it possible to face the discomfort of modern man, linked to individualism, to instrumental reason and to the loss of political freedom, is the orientation to the good, which characterizes the moral condition of every human being, the whose identity comes from being in relationship with others and with the world. The practice of Workers Buy Out will be useful to cause that pedagogical reflection that deals with educational contexts considered as places where learning processes can be stimulated by cooperative practices, in which the relational dimension is enhanced.