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Educare alla Resilienza: un viaggio dal trauma psicologico del bambino all’adulto sereno e resiliente

StudenteClaudia Bettio
Titolo tesiEducare alla Resilienza: un viaggio dal trauma psicologico del bambino all’adulto sereno e resiliente
Docente relatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Docente controrelatore: Prof. Beatrice Saltarelli
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 25 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale inScienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

La presente tesi parte dall’illustrazione del concetto di trauma e l’avviamento del processo di resilienza ad esso correlato, che poi diventa la parte centrale del progetto. La tematica della resilienza viene affrontata con un approccio pedagogico, fornendo la metodologia e gli strumenti adeguati per educare i bambini ad essere resilienti già dalla più tenera età. Infine viene illustrato il ruolo educativo della narrazione come uno dei possibili successi di progettazione esistenziale, una volta concluso il processo resiliente, superato il trauma e trasformato in qualcosa di costruttivo per la vita della persona in difficoltà. L’intento di questa tesi è di fornire un aiuto concreto a tutti coloro che non hanno mai rielaborato dei traumi vissuti e un valido contributo pedagogico di un tema molto spesso sviluppato in ambito psicologico, ma che potrebbe avere grande valore anche dal punto di vista educativo.

The current issue starts from the explanation of the concept of shock and the connected resilience process, which is the main question of the graduation thesis. The resilience is dealing with a pedagogical approach, providing suitable methods and tools to develop the children to be resilient, starting from the babyhood. At last, I explain the education role of narration as one of the possible successes of existential projection, after the ending of resilience process, the clearing of shock and the changing of it in something helpful for the suffering person. The interning of this graduation thesis is to produce a concrete help for everybody, who have never be transformed their shocks and to be a valuable pedagogical contribution of a psychological issue.

Il lavoro educativo in agricoltura sociale: Il “tutor di mestiere” e il caso della filiera di mais “Biancoperla” e “Badoera”

StudenteFrancesca Moro
Titolo tesiIl lavoro educativo in agricoltura sociale: Il “tutor di mestiere” e il caso della filiera di mais “Biancoperla” e “Badoera”
Docente relatore: Prof. Paolo Tomasin
Docente controrelatore: Prof.ssa Nadia Carestiato
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 25 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

L’agricoltura sociale possiede una valenza educativa grazie agli spazi aperti in cui si svolge, al tipo di azioni richieste dal mondo agricolo e ai valori di cui è portatore, come solidarietà e gratuità, indispensabili per il mondo sociale. I soggetti coinvolti svolgono un lavoro vero e in contesti di normalità, sviluppando senso di appartenenza al luogo e riconoscimento nel proprio operato.
Verrà presentato un percorso attraverso la letteratura di riferimento per scoprire insieme la valenza educativa delle pratiche di agricoltura sociale attivate da agricoltori ed educatori, conciliati nella figura del “tutor di mestiere”.
Sarà adottato uno sguardo specifico rispetto alla zona trevigiana della Regione Veneto grazie all’analisi di un caso studio racchiuso nell’idea progettuale della filiera del mais “Biancoperla” e “Badoera”.

Social agriculture’s practices have got an educational relevance thanks to their development in open spaces, the actions requested by the agricultural world and their values, such as solidarity and gratuity, which are very important for the social world too. People who are engaged in these processes act a real job and they can develop sense of membership to the place where they live or work and a sense of acknowledgement in their work.
Through the literature about this topic, we will discover the educational relevance of social agriculture’s practices activated by the figure of the “tutor di mestiere”, which means farmers and educators who want to begin social agriculture’s practices.
There will be a specific point of view about the Treviso zone in Veneto Region thanks to the analysis of the “filiera del mais Biancoperla e Badoera” case

Adolescenza ed educazione Oltre l‟espressione, verso una valutazione delle emozioni

StudenteSilvia Visonà
Titolo tesiAdolescenza ed educazione Oltre l‟espressione, verso una valutazione delle emozioni
Docente relatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Docente controrelatore: Prof.ssa Beatrice Saltarelli
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 25 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

In un‟epoca dove il “segui il tuo cuore” e il “fai come ti senti” sono diventate espressioni comuni, dove l‟emozione rischia di ridursi a istinto da seguire o a giustificazione di ogni agire, riflettere sulla necessità di un‟educazione affettiva è un compito ineludibile in ottica educativa. Oggi si tende a richiamare la capacità empatica dell‟educatore, come una skill che permette l‟espressione del sentire emotivo dell‟educando, in un clima di fiducia e accoglienza. Da questo primo step, visto come necessario ma non sufficiente per un‟educazione in termini di virtù e di vita buona, si vuole qui valorizzare il ruolo della valutazione delle emozioni, come passaggio fondante dell‟intervento educativo, in particolare con gli adolescenti, facendo leva sul legame tra emozioni, educazione e dimensione morale.

In an era where “follow your heart” and “do as you feel” have become common expressions, where the emotion risks being reduced to an instinct to be followed or a justification for any action, thinking about the emotional education need is an ineluctable duty from the educational point of view. Today there is a tendency to consider the educator‟s empathetic capability as a skill which enables the pupil‟s emotional feeling to be expressed in a welcoming climate of trust. From this early step, which is deemed necessary but not sufficient in order to get an upbringing in terms of virtues and good life, the emotions evaluation role is enhanced herein as a founding stage of the educational intervention, in particular with teenagers, by using the bond between emotions, upbringing and moral dimension.

Riscopire l'autorità in educazione. La figura dell'educatore e la pratica ri-educativa in una comunità per minori a sostegno della relazione genitori-figlio

StudenteIlaria Esposito
Titolo tesiRiscopire l'autorità in educazione. La figura dell'educatore e la pratica ri-educativa in una comunità per minori a sostegno della relazione genitori-figlio
Docente relatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Docente controrelatore: Prof. Christian Crocetta
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 25 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

L’obiettivo di tale percorso di tesi è quello di stimolare la riflessione e sostenere l’importanza del valore relazionale e generativo dell’autorevolezza nell’agire educativo. A fronte delle sempre più diffuse azioni diseducative che i genitori mettono in atto nei confronti dei loro figli, si intende evidenziare l’importanza dell’equilibrio tra norma e affetto nella pratica educativa, in particolare quella nella relazione tra genitore e figlio, equilibrio necessario affinché il rapporto possa dirsi “autorevole”. Il venire meno, però, di tale equilibrio può minare la stabilità del rapporto fino a renderlo, specie in età adolescenziale, oppositivo. Laddove i genitori dei cosiddetti “ragazzi difficili” si rendono conto di non sapere e non potere più gestire alcuni dei loro atteggiamenti e comportamenti, una possibile soluzione può essere l’inserimento del proprio figlio in una comunità e l’incontro, quindi, con la figura dell’educatore, la cui professionalità, disponibilità e autorevolezza rendono possibile l’avviarsi, insieme, di un percorso di rieducazione. 
Tale percorso ha lo scopo di risignificare il senso di sé e del mondo del ragazzo oltre a rappresentare la possibilità di una relazione di alleanza e sinergia tra educatore, in particolare, e la famiglia del ragazzo, con lo scopo di promuoverne la crescita ed il benessere. 

The goal of such run of thesis is to stimulate the thought and the sustainability of the importance of the relational and generative value of authority in the educational action. 
Considering the increasingly spread of uncorrect upbringing made by parents towards their children, we intend to highlight the importance of the balance between norm and affection in educational practice, especially the one between parent and child, necessary balance so that the relationship can be called "authoritative". Failure into such a balance, however, can undermine the stability of the relationship to make it, especially in the adolescent age of the child, oppositional. Ever since the parents of the so-called "difficult boys" realize that they do not know and can no longer manage some of their attitudes and behaviors, a possible solution can therefore be the placement of their child into a community and the consequent meeting with an educator, a figure whose professionalism, helpfulness and authority make it possible to start together a re-educational program. 
This journey aims to resignify their self-conciousness and their world as well as representing the possibility of a relationship of alliance and synergy between the educator, in particular, and the family, with the purpose of promoting their self-actualization and well-being 

La comunicazione: canale legittimante del minore Rom

StudenteAlessia Tosetto
Titolo tesiLa comunicazione: canale legittimante del minore Rom
Docente relatore: Prof. Andrea Conficoni
Docente controrelatore: Prof. John Baptist Onama
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 24 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

L’obiettivo di questa tesi è di approfondire l’ostacolo causato dalla diversità linguistica e culturale concentrandosi sulla comunicazione, ricercando un piano comunicativo legittimante che riesca ad aiutare i minori Rom ad esprimersi e relazionarsi in ambito educativo. Partendo dal significato di relazione educativa ed analizzando le sue strutture portanti, ci si collegherà alla comunicazione quale dimensione connaturata della relazione. Dopo aver dato una definizione di comunicazione verranno enunciati i cinque assiomi della comunicazione secondo Watzlawick così da spiegare quando la comunicazione è legittimante, e quando invece ha funzione di negazione. La comunicazione è strettamente legata all’ascolto e al linguaggio, e, analizzando questi legami, verranno ricercati i limiti della comunicazione. Essa è canale essenziale nell’incontro tra culture differenti. Verrà perciò definito il significato di cultura, in particolare volgendo lo sguardo sulla cultura Rom e sulla loro identità culturale. Nell’incontro con altre culture è possibile avere atteggiamenti etnocentrici e di esclusione, o al contrario, atteggiamenti inclusivi. Analizzando la realtà veneziana e nello specifico del Progetto per l’Integrazione e l’Inclusione dei minori Rom, Sinti e Caminanti del Comune di Venezia verranno fatte alcune riflessioni di carattere relazionale, comunicativo e culturale sul progetto. Esso rappresenta un esempio di atteggiamento inclusivo nei confronti dei minori Rom poiché andando oltre alla diversità linguistica e culturale, focalizzandosi sulla comunicazione, crea un piano comunicativo legittimante che aiuta il minore appartenente all’etnia Rom di vivere a pieno la relazione educativa.

The aim of this thesis is to obviate the obstacle caused by linguistic and cultural diversity by focusing on communication, seeking a legitimate communication plan that can help the Roma minors to express themselves and relate in the educational field. Starting from the meaning of educational relationship and analyzing its supporting structures, a connection will be created with communication as a connatural dimension of the relationship. After having given a definition of communication, the five axioms of the communication according to Watzlawick will be enunciated in order to explain when the communication is legitimizing and when it has the function of negation. Communication is closely linked to listening and language, after analysing these links, the limits of communication will be research. Moreover it’s an essential channel in the meeting between different cultures. Therefore the meaning of culture will be defined, in particular focusing on the Roma culture and on their cultural identity. In the encounter with other cultures it’s possible to have ethnocentric and exclusionary attitudes, in the other hand, inclusive attitudes. Analizyng the Venetian reality and specifically the Project for the Integration and Inclusion of Roma, Sinti and Caminanti children, some relation communicative and cultural reflections on the project will be made. It represents an example of an inclusive attitude towards Roma minors because, going beyond linguistic and cultural diversity, focusing on communication, it creates a legitimate communication plan that helps the minor belonging to the Roma ethnic group to live fully the education relationship.

Dignità e responsabilità nelle comunità Steineriane. Riflessioni sul tirocinio presso Camphill in Irlanda

Studente: Marta Bassan
Titolo tesiDignità e responsabilità nelle comunità Steineriane. Riflessioni sul tirocinio presso Camphill in Irlanda.
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Lorenzo Biagi
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 24 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Le riflessioni generate dall’esperienza nella realtà Steineriana mi hanno condotta all’approfondimento rispetto la pedagogia utilizzata nelle comunità Camphill, conducendomi a riflessioni e approfondimenti riguardo la difficoltà e l’importanza di riuscire a vivere il momento di incontro con la persona con disabilità con l’adeguata consapevolezza riguardo la dignità e la responsabilità che la caratterizzano, partendo da ciò che vi sta alla base del rapporto: l’incontro di due corpi nella relazione quotidiana. È stato scelto di utilizzare un approccio fenomenologico, in quanto si vuole sottolineare l’importanza del riflettere sull’esperienza e sul senso di essa, ricercando costantemente il senso della realtà che ci circonda, motivato inoltre dal concetto che la Iori esprime così: «se il prevalere della tecnica induce a non farsi più domande, a sedare la domanda di senso, si rischia di creare una macchina dei servizi che funziona come una “rete di adempimenti” e si inceppa quando la cultura dell’aver cura non combacia con gli ingranaggi dell’organizzazione»1 rischiando di lasciarsi trascinare dalla quotidianità senza interrogarsi sul significato della realtà e del lavoro di cura che si vive.

The reflections generated by the experience in a Steinerian reality have led me to a deeper understanding of the pedagogy used in the Camphill community. This experience led me to reflections and insights about the difficulty and importance of being able to live the moment of encounter with people with disabilities. It is fundamental to raise an adequate awareness of the dignity and responsibility that characterize this moment, starting from what lies at the heart of the relationship: the encounter of two persons in the daily relationship. We choose to use a phenomenological approach, because we want to emphasize the importance of reflecting on the experience and the meaning of it, constantly searching for the sense of reality that surrounds us, motivated also by the concept that Vanna Iori expresses: “If the prevalence of technology induces us to stop asking questions, to calm the demand for meaning, we risk creating a service machine that functions as a “network of fulfilments” and is jammed when the culture of caring does not match the cogs of the organization”. The risk is to allow ourselves to be carried away by everyday life without questioning the meaning of reality and the care work that we live.

Apprendimento etico ed errore. Riconoscere e scegliere il bene nel contesto culturale attuale

Studente: Alberto Guerra
Titolo tesiApprendimento etico ed errore. Riconoscere e scegliere il bene nel contesto culturale attuale
Docente relatore: Prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: Prof. Lorenzo Biagi
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 24 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

La tesi tratta del ruolo dell’errore nel processo di scelta etica di una persona, cercando di mostrare in che modo può essere fonte di apprendimento nella comprensione del bene. La riflessione prende avvio considerando alcuni aspetti dell’evento educativo che entrano in contrasto con le idee diffuse nel contesto culturale attuale caratterizzato da incertezza, frammentarietà e individualismo. Le due correnti guida in questo panorama sono l’etica emotivista e quella utilitarista. Queste, pur cercando di aiutare l’individuo ad avere dei criteri sui quali basarsi per scegliere il bene, in realtà si rivelano poco valevoli, soprattutto in riferimento al ruolo che assume l’errore. La riflessione su tali questioni porta a chiarificare il significato dell’errore nell’ambito del processo di scelta etica, con l’appoggio dei contributi di epistemologi, ricercatori e pedagogisti. Viene ipotizzato che l’errore, una volta riconosciuto, può diventare fonte di apprendimento etico per capire il bene a cui la persona è chiamata, sia se viene commesso, sia se è previsto ed evitato. Alla luce delle riflessioni fatte, sulla base degli spunti dati da alcuni autori, vengono illustrati quelli che potrebbero essere degli aiuti per riconoscere l’errore, ovvero la collettività, la considerazione dell’unità della vita e la tradizione. Infine sono proposte alcune possibili attenzioni pedagogiche che possono rivelarsi utili nella relazione d’aiuto con una persona intenta a capire sulla base di quale bene scegliere.

The thesis deals with the role of the error in the process regarding one person’s ethic choice, trying to show in which way it can be a learning method in the comprehension of what is Good. The study begins considering some aspects of the educational event that are in contrast with some ideas well established in the present cultural environment marked by uncertainty, fragmentation and individualism. The two leading currents of thought in this landscape are the emotivistic ethic and the utilitaristic one. These, although trying to help the individual in order to have some criteria upon which to base the choice of what is Good, actually reveal themselves as little effective, especially referring to the role of the error. The 6 thinking on these issues leads to clarify the meaning of error in the ethic choice’s process, with the support of contributions made by epistemologists, researchers and pedagogists. The error, once recognized, can become a source of ethic learning in order to understand the Good towards which the person is called, whether it is committed, or it is foreseen and avoided. In light of the considerations made, on the base of the starting points given by some authors, are illustrated those who could be forms of helping to recognize the error, that are the collectivity, the consideration on unity of life and the tradition. In the end are proposed some possible pedagogic attentions which can reveal themselves as useful in the helping relationship with a person busy in understanding on the base of which Good he or she can choose.

Innovare per includere. il progetto Ambaradan come pratica di cambiamento

Studente: Silvia Lovato
Titolo tesiInnovare per includere. il progetto Ambaradan come pratica di cambiamento
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Davide Girardi
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 24 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

L’obiettivo principale di questo lavoro è quello di riflettere sulla promozione dell’inclusione sociale delle persone con disabilità, attraverso la realizzazione di azioni innovative promosse grazie alla cooperazione e alla partecipazione di tutta la comunità. Utilizzando un impianto fenomenologico, il lavoro tenta di mostrare come, a partire dal progetto Ambaradan, gruppo musicale nato all’interno della cooperativa sociale Piano Infinito di Montecchio Maggiore, un’azione circoscritta possa diventare esperienza di molti. Attraverso la realizzazione di pratiche innovative, infatti, è possibile puntare al cambiamento e al miglioramento non solo della condizione di vita delle persone con disabilità, ma anche dei servizi e dell’intera comunità.

The main goal of this work is the promotion of social inclusion of disabled people through the implementation of innovative actions promoted through the cooperation and community participation. Using a phenomenological implant, this work shows how a circumscribed action can become an experience of many. The starting example is the Ambaradan project, a band that was born in the social cooperative Piano Infinito in Montecchio Maggiore. Through the implementation of innovative practices, it is possible to aim for change and improvement of the lives of disabled people, of the services and of the whole community.

Educazione sessuale e crisi della natalità Prospettive pedagogiche oltre il benessere utilitarista

Studente: Maria Roncarati
Titolo tesiEducazione sessuale e crisi della natalità Prospettive pedagogiche oltre il benessere utilitarista
Docente relatore: Prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: Prof. Lorenzo Biagi
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 24 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Il presente lavoro di ricerca indaga la dimensione del benessere e il suo ruolo come pre-condizione e fine ultimo della scelta dell’individuo, della coppia e, in senso lato, della società. L’obiettivo è quello di scoprire se esista una correlazione culturale tra l’Utilitarismo, l’educazione sessuale scolastica e il calo delle nascite, riconoscendo nel concetto utilitarista di benessere un filo rosso che accomuna questi ambiti apparentemente slegati tra loro. L’ipotesi di partenza, infatti, è che un possibile fattore di influenza della crisi della natalità in un contesto di ricchezza come l’Europa, sia riscontrabile in un’educazione alla sessualità basata su un paradigma utilitarista, che promuova il raggiungimento e il mantenimento di un certo livello di benessere, influenzando di conseguenza la scelta genitoriale del singolo e della coppia. La ricerca si è svolta a partire dall’approfondimento di alcuni testi, di studi in merito alla scelta genitoriale, di programmi di educazione sessuale e di interventi di riparazione alla crisi della natalità.

The following research investigates the aspect of wellness and its role as precondition and ultimate purpose in purpose in individual, couple and society choices. The aim is to find a plausible kind of cultural correlation between Utilitarianism, sex education in school and births fall, recognizing in the Utilitarian notion of welfare a sound connection gathering those apparently unrelated domains. The starting hypothesis, in fact, is that we can find a possible reason for the crisis of births in a context as rich as Europe in an education to sexuality based on a utilitarian paradigm that encourages the achievement and maintenance of a certain level of well-being, influencing the chosen parent of both the individual and the couple. This research has moved from a deepening of some relevant contributions, studies concerned with parenting decision-making and analysis of sexual education projects and programs to resolve the birth crisis.

Hannah Arendt e l'educaizone: Prospettive attuali del pensiero arendtiano

StudenteEster Bolzan Diana 
Titolo tesiHannah Arendt e l'educaizone: Prospettive attuali del pensiero arendtiano
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof. Marco Emilio
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 24 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Questa ricerca ha come obiettivo quello di argomentare su quale sia il contributo del pensiero arendtiano nella riflessione e nella lettura della problematica educativa della società di massa. Con una prospettiva monografica ci si addentra nel pensiero dell‘autrice dai forti connotati politici, e una parte consistente della ricerca è dedicata all‘analisi del ruolo dell‘autorità in ambito pedagogico e alle problematiche che oggi incontra. Nel complesso la tesi nell‘esaminare la questione educativa verte, oltre che sull‘autorità, su temi quali il senso del dubbio nell‘educazione, il ruolo della pedagogia nella storia moderna, le ideologie della modernità che, passando per i totalitarismi, hanno condotto alla società di massa e al suo consumo del tempo, con accenni alle origini dei pilastri educativi risalendo all‘antichità e alla grandezza di Roma e della Grecia.

This research aims to reason about the contribution offered by Hannah Arendt‘s mindset in her reflection and reading of educational matters in mass society. With a monographic perspective we may enter the author‘s mindset which has a political implication. A substantial part within the research is committed to the analysis of the role of authority within the pedagogical field and to the problems that it faces nowadays. Overall while examining the educational issue, in addition to the role of authority, this dissertation focuses on themes such as doubt in education, the pedagogic role in modern history, and modern ideologies which, through totalitarianism, have brought to mass society and free time consumption. The research also hints at the origins of educational cornerstones going back to the ancient Greek and Roman populations.