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I segreti della stanza proibita di Barbablù. La rieducazione dell’uomo che agisce maltrattamento nelle relazioni

Studente: Barbara Maso
Titolo tesiI segreti della stanza proibita di Barbablù. La rieducazione dell’uomo che agisce maltrattamento nelle relazioni
Docente relatore: Prof.ssa Rita Bressan
Docente controrelatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 12 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

La tesi mette in luce una problematica comunemente trattata in ambito psicologico, ma molto poco in ambito pedagogico: la rieducazione dell’uomo maltrattante. Partendo da un’analisi empirica del contesto in cui viviamo e del bagaglio culturale e sociale che abbiamo alle spalle, cercherò, grazie a strumenti e riflessioni messi a disposizione da autori che lavorano con questi uomini, di dare delle basi ad alcune prospettive pedagogiche legate al tema, data l’evidente impronta di stampo educativo che hanno i trattamenti già utilizzanti per la rieducazione dell’uomo. E’ quindi possibile e necessario dare spazio a questo tema anche in ambito pedagogico, dato che le problematiche che portano l’autore ad agire violenze, sono per la maggior parte causate da elementi culturali, educativi e sociali nonché psicologici.

The thesis highlights a problem commonly analysed in the psychological field but not that much in pedagogy: the re-education of men who are perpetrators of violence. Starting from an empiric analysis of the context we live in and from the cultural and social background we have, I will try to lay the foundations of some of the pedagogic perspectives about the subject through instruments and reflections given by authors working with these people considering also the clear educational mark of all the treatments used to the re-education of the person. Giving space to this topic also in a pedagogic field is something possible and necessary to be done, given that the problems that drive the author to resort to violence are mostly caused by cultural, educational and social elements as well as psychological.

Educare a vivere la sofferenza. Una pedagogia del dolore per costruirsi alla felicità

Studente: Federica Rizzardi
Titolo tesiEducare a vivere la sofferenza. Una pedagogia del dolore per costruirsi alla felicità
Docente relatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 11 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Oggi si riscontra una contraddizione rispetto a come venga vissuto il dolore: per alcuni aspetti è vissuto come un tabù, per altri invece è visto come argomento per fare spettacolo. La nostra società ha sostituito l’interpretazione con l’esibizione, e questo ha prodotto come risultato lo spaesamento, soprattutto dei più giovani, che non sanno dare più significato agli avvenimenti dolorosi della loro vita. Il ruolo della pedagogia è quello di aiutare il soggetto a dare senso all’evento che tocca la sua vita, poiché la sofferenza è un passaggio indispensabile per la crescita dell’individuo. La prima operazione da compiere, in quest’ottica, è la verbalizzazione, ovvero dare nome, voce al dolore, esternarlo, condividerlo poiché l’uomo è un essere-in-relazione. È questo passaggio che i ragazzi oggi non riescono più a compiere, poiché le figure educative che incontrano non forniscono loro un vocabolario per parlare dei loro sentimenti Le scienze dell’educazione devono cogliere la ricchezza che si cela dietro l’evento doloroso e pensare a pratiche e modalità perché possano riconoscere e nominare questo sentimento, per poterlo attraversare. Il luogo adibito all’educazione ai sentimenti è, fra tutti, la scuola, che non deve limitarsi a formare i giovani solo dal punto di vista nozionistico. Una pedagogia del dolore deve tenere conto della speranza, di cui è intriso un percorso che si prefigga di attraversare la sofferenza. Speranza intesa come consapevolezza che un momento doloroso può essere compreso e nel tempo superato. La speranza si fa apertura al futuro, permette all’uomo di proiettarsi nel divenire, così come il desiderio lo apre al trascendente. La pedagogia della sofferenza allora, come apertura al futuro, all’Altro e come conoscenza del proprio intimo, è il percorso che permette all’uomo di costruire consapevolmente la ricerca della felicità.

A great contradiction underlines the way suffering is nowadays inhabited: in some aspects it is a taboo, in some others it is one among the various ways of making entertainment. Our society has replaced interpretation with exposure so producing disorientation especially among young people who no longer are able to secure with meaning the inevitable painful events of their life. Considering that suffering is not only inevitable but necessary for the inner growing of the individual, pedagogy has precisely the role of helping to give meaning to that important event. The fist step to enhance, in this perspective, is verbalization, that is giving name and voice to suffering so that it can be shared, being man a “being in relationship” but this is very difficult to accomplish for children since most educational subjects they meet do not equip them with the right vocabulary they would need to talk about their feelings. The educational sciences must grasp the riches that lie behind the painful event and think about practices. and ways to recognize and name this feeling, to be able to get through it. The place where an education to feelings can occur is, among all, school, which then must not limit itself to in-forming young people. A “Pedagogy of Suffering” must take into account hope, which is imbued with a path that aims to cross suffering. Hope in the meaning of awareness that a painful moment can be understood and overcome in time. Hope becomes openness to the future, since it allows man to project himself into becoming, just as desire opens him to the transcendent. The pedagogy of suffering then, as an opening to the future, to the Other and as a knowledge of one's inner self, is the path that allows man to consciously build his search for happiness.

Bellezza e adolescenza: alla scoperta del sé tramite il linguaggio teatrale

Studente: Francesco Caccin
Titolo tesiBellezza e adolescenza: alla scoperta del sé tramite il linguaggio teatrale
Docente relatore: Prof.ssa Lucia Ferraro
Docente controrelatore: Prof. Pierangelo Bordignon
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 10 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Il presente lavoro di tesi si propone di evidenziare i possibili legami tra bellezza e teatro analizzandone i risvolti pedagogici. L’approccio pedagogico utilizzato è quello derivante da uno sguardo fenomenologico all’azione educativa. Il campo d’osservazione è delimitato al periodo adolescenziale, considerandolo come fase di vita ricca allo stesso modo di potenzialità e fragilità. Il tema del linguaggio teatrale è stato analizzato approfondendo, come caso-studio, il «Teatro delle Albe» di Ravenna e in particolare il progetto della non-scuola.
L’obiettivo è quello di sottolineare il grande valore educativo che può avere un laboratorio teatrale nell’età adolescenziale, riflettendo non solo sullo sviluppo estetico ma anche sul versante etico di un’esperienza di bellezza.
Il lavoro di questa tesi compilativa si basa su ricerche precedenti nell’ambito dell’educazione estetico-fenomenologica, della filosofia, della pedagogia adolescenziale, e dell’esperienza teatrale del «Teatro delle Albe».

The attempt of this thesis is to draw possible links between beauty and drama analysing the consequences on pedagogy. The pedagogic approach used derives from a phenomenological view on education. The observation field is based on the adolescence, finding in this phase many potentials as well as fragilities. To examine the universe of theatre, the thesis focused on the company «Teatro delle Albe»», based in Ravenna. Among their works, the main project considered on this paper is the «non-scuola».
The aim of this thesis is to underline the educational impact on teenagers given by the experience of a drama workshop. Beauty in theatre allows a serious consideration on both the aesthetic and moral aspect.
This thesis is based on previous researches in the following fields: aesthetic-phenomenological education, philosophy, adolescence pedagogy and the work of «Teatro delle Albe».

Educare al bene relazionale. Il superamento della logica strumentale tra C. Taylor e M. Nussbaum

Studente: Giacomo Rammairone
Titolo tesiEducare al bene relazionale. Il superamento della logica strumentale tra C. Taylor e M. Nussbaum
Docente relatore: Prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: Prof. Fabio Poles
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 10 gennaio 019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Il presente studio evidenzia come i beni relazionali, valorizzati nel progetto di educazione economica di Workers Buy Out, descritto nell'esperienza della Sportarredo Group s.c., attivino processi cooperativi capaci di promuovere relazioni di reciprocità, necessarie a generare cambiamenti sociali orientati al bene collettivo. L'obiettivo della ricerca è quello di mettere in luce come la promozione di pratiche educative, che valorizzano la relazione ed il dialogo, ci permetta di superare la logica strumentale propria della Modernità. Le riflessioni di Charles Taylor e Martha Nussbaum guidano la ricerca dal punto di vista filosofico; secondo il loro pensiero, ciò che permette di affrontare il disagio dell’uomo moderno, legato all’individualismo, alla ragione strumentale e alla perdita di libertà politica, è l’orientamento al bene, che contraddistingue la condizione morale di ogni essere umano, la cui identità nasce dall’essere in relazione con gli altri e con il mondo. La pratica di Workers Buy Out sarà utile a provocare quella riflessione pedagogica che si interessa dei contesti educativi considerati come luoghi in cui i processi di apprendimento possono essere stimolati da pratiche cooperative, nelle quali si valorizza la dimensione relazionale.

The present study highlights how the relational assets, enhanced in the economic education project of Workers Buy Out, described in the experience of the Sportarredo Group s.c., activate cooperative processes capable of promoting reciprocal relationships, necessary to generate social changes mainly concerned with the collective good. The aim of the research is to highlight how the promotion of educational practices, which enhance relationship and dialogue, allows us to overcome the instrumental logic typical of Modernity. Charles Taylor’s and Martha Nussbaum’s reflections guide the research from the philosophical point of view; according to their thinking, what makes it possible to face the discomfort of modern man, linked to individualism, to instrumental reason and to the loss of political freedom, is the orientation to the good, which characterizes the moral condition of every human being, the whose identity comes from being in relationship with others and with the world. The practice of Workers Buy Out will be useful to cause that pedagogical reflection that deals with educational contexts considered as places where learning processes can be stimulated by cooperative practices, in which the relational dimension is enhanced.

La riscoperta del volto e delle emozioni nella relazione educativa all’epoca dei social

Studente: Federica Tamanini
Titolo tesiLa riscoperta del volto e delle emozioni nella relazione educativa all’epoca dei social
Docente relatore: Prof. Sonia Marcon
Docente controrelatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 10 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Accompagnare l‟educando durante il suo processo di crescita, si realizza attraverso un particolare e complesso tipo di relazione che necessita all‟educatore, dell‟acquisizione di una certa competenza comunicativa ed emotiva poiché mente ed emozione si intrecciano tra loro e i canali non verbali ne divengono espressione. L‟obiettivo di questa tesi è analizzare l‟importanza del volto, nella relazione educativa, attraverso un percorso alla scoperta del tipo di segnali che in esso si manifestano, alla loro comprensione e gestione al fine di riscoprire uno strumento di comunicazione autentica. Se ruolo delle emozioni diviene determinante per l‟essere umano, nell‟epoca dei contatti virtuali non reali in cui non ci si vede e non ci si osserva più, formulare un percorso di riscoperta dell‟importanza del volto, orientato alla comprensione delle emozioni, potrebbe essere una strategia educativa a favore delle nuove generazioni, atta a promuovere consapevolezza di se stessi, riconoscimento e rispetto dell‟alterità, senso di responsabilità, incoraggiando, attraverso un modo adeguato di comunicare, il desiderio di relazionarsi con l‟altro e di legame autentico.

Accompanying the student during his process of growth, is realized through a particular and complex type of relationship that needs for the educator, the acquisition of a certain communicative and emotional competence because mind and emotion intertwine Between them and the non-verbal channels become expression. The object of this thesis is to analyse the importance of the face, in the educational relationship, through a path to the discovery of the kind of signals that manifest in it, to their understanding and management in order to rediscover a communication tool authentic. If the role of emotions becomes decisive for the human being, in the age of non-real virtual contacts in which we do not see and no longer observed, formulate a path of rediscovering the importance of the face, oriented to the comprehension of emotions, could to be an educational strategy in favour of the new generations, to promote self-awareness, recognition and respect for otherness, a sense of responsibility, favouring, through an adequate way of communicating, the desire to relate to the other and authentic bond

Il bambino e l’educatore nell’agrinido. L’esperienza presso l’agrinido “Fattoria Casa Mia” di Ospedaletto di Pescantina (VR) e i progetti in Friuli-Venezia Giulia

Studente: Martina Budai
Titolo tesiIl bambino e l’educatore nell’agrinido. L’esperienza presso l’agrinido “Fattoria Casa Mia” di Ospedaletto di Pescantina (VR) e i progetti in Friuli-Venezia Giulia
Docente relatore: Prof.ssa Claudia Puzzovio
Docente controrelatore: Prof.ssa Viviana Schiavon
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 9 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

In seguito alla migrazione dal mondo rurale al mondo urbano causata dalla Rivoluzione Industriale, nella società attuale i bambini rimangono chiusi tra le mura degli edifici e non conoscono più l’ambiente naturale, non compiono esperienze dirette e non sono liberi di esplorare la natura. Per questo motivo molte famiglie, educatori e agricoltori si sono attivati per dar vita all’agrinido, ossia un asilo nido all’interno di un’azienda agricola. Tale servizio è un connubio tra la sfera educativa e il mondo naturale, entrambi molto cari all’uomo; riprende i lasciti di Friedrich Fröbel e Maria Montessori, ponendo le basi nell’educazione naturale. L’obiettivo di questo lavoro è illustrare i benefici della natura per la crescita armonica del bambino e per l’adulto del futuro, proseguendo poi definendo il ruolo dell’educatore in un ambiente multifunzionale, come lo è quello di un’azienda che si diversifica agganciandosi al sociale e dando vita all’innovativo servizio dell’agrinido. Un esempio è l’agrinido Fattoria Casa Mia, la cui esperienza di tirocinio verrà descritta come una proposta educativa da suggerire alle Regioni come il Friuli Venezia Giulia che non godono di questo servizio.

After the migration from the rural to the urban world caused by the Industrial Revolution, in today’s society children remain closed within the buildings’ walls and they do not know anymore the natural environment, they do not have some direct experiences and they are not free to explore nature. For this reason, many families, educators and farmers have been working in order to create the “Agrinido”, which is a nursery school within a farm. This service is a union between the educative sphere and the natural world, both very dear to the man: starting from the Friedrich Fröbel and Maria Montessori legacies, it lays the foundation of the natural education. The aim of this work is to illustrate the advantages of nature for the harmonic growth of the child and for the adult to be, defining then the role of the educator in a multifunctional environment, as it is that of a company that diversifies engaging in the social and giving life to the innovative service of the “Agrinido”. An example of this is the “Agrinido” Fattoria Casa Mia, whose internship experience will be described as an educative proposal to suggest to Regions as Friuli Venezia Giulia, where this service is at the moment not available.

Il conflitto. La comunità competente nella gestione delle dinamiche conflittuali

Studente: Arianna Zanin
Titolo tesiIl conflitto. La comunità competente nella gestione delle dinamiche conflittuali
Docente relatore: Prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: Prof. Andrea Pozzobon
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 9 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

La tesi cerca di indagare il tema del conflitto. Il suo obiettivo è quello di comprendere quali siano le modalità per gestire un conflitto e se la comunità ha le competenze per affrontarlo. In particolare, si cerca di indagare che cos’è il conflitto e come questo sia stato intrepretato da diverse discipline. Si prova, quindi, ad evidenziare la valenza positiva che questo può avere nella conoscenza di sé e della realtà. Vengono presentate e analizzate tre metodologie di gestione del conflitto dalle quali emerge che le emozioni, il tempo, l’altro, la comunicazione, la figura competente e le capacità delle persone possono rappresentare degli spunti operativi per gestire il conflitto. Attraverso l’analisi della risoluzione del conflitto in due contesti eterogenei e distanti nel tempo, la comunità rappresenta un ulteriore elemento importante nella dinamica conflittuale. La comunità e le persone ad essa appartenenti, infatti, hanno potenzialmente delle capacità per far fronte alle situazioni conflittuali. L’elaborato tenta di sottolineare l’importanza educativa di lavorare con le persone e la comunità per governare i conflitti.

This thesis tries to investigate the theme of conflict. The aims are to understanding the procedures for conflict management, and investigating if the community has abilities to address the conflict. It attempts to understand what the conflict is. It tries to figure out how conflict was seen from different disciplines. It tries to point out the positive value that the conflict can have in the self-knowledge and in the reality awareness. In this report three approaches of conflict management are submitted and analysed. From them, it seems that emotion, time, otherness, communication, mediator and man’s ability, can be the operational elements in the conflict management. The community, as an additional element in the management of conflict, is identified through the analysis of conflict resolution in two different contexts far apart in time. The community and its people have potentially significant capacities to respond to conflict situation. This scientific paper tries to point out the importance of educating people and community for management a conflict.

 

Intenzionalità educativa co-costruita Processi di condivisione del progetto educativo nell’ambito dello Scautismo e della Scuola

Studente: Sara Drufovka
Titolo tesiIntenzionalità educativa co-costruita Processi di condivisione del progetto educativo nell’ambito dello Scautismo e della Scuola
Docente relatore: Prof. Emilio Marco
Docente controrelatore: Prof. Andrea Pozzobon
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 9 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

 

Questo progetto di tesi si pone l’obiettivo di indagare i processi di attuazione dell’intenzionalità educativa co-costruita negli ambiti formativi ed educativi della Scuola e dello Scautismo e di analizzarli criticamente. Per costruire dei progetti educativi e formativi nel rispetto dell’unicità della persona, risulta di fondamentale importanza creare delle alleanze tra le agenzie educative e l’istituzione educativa per eccellenza, la famiglia. Per questo motivo la trattazione vuole mettere in luce con più chiarezza i punti sui quali queste istituzioni educative sono ancora migliorabili e perfettibili.

The purpose of this thesis project is to investigate the actualization of shared intentionality in school and scouting systems in order to question them. The creation of alliances between educational agencies and families is essential for the construction of educational and formative projects, since every person has to be respected for his/her uniqueness. Therefore this work wants to pay specific attention to those problems related to shared intentionality that have to be improved in educational systems.

L’Autodeterminazione nella disabilità. Riflessione sull’accompagnamento socio-educativo

Studente: Erika Muffatto
Titolo tesiL’Autodeterminazione nella disabilità. Riflessione sull’accompagnamento socio-educativo
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof.ssa Luciana Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 8 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

L’obiettivo di questo progetto di tesi è di approfondire il concetto di autodeterminazione nella disabilità e come sia possibile promuoverlo all’interno di un percorso socio-educativo con lo scopo di consentire alle persone con disabilità di compiere decisioni e scelte consapevoli riguardo alla propria quotidianità e al proprio progetto di vita. Verrà, inoltre, approfondito il concetto di Qualità di Vita e lo stretto legame che esiste con l’autodeterminazione, poiché quest’ultimo rappresenta uno dei costrutti principali della Qualità di Vita. 
Infine, verrà presentato un percorso educativo verso l’autodeterminazione di una ragazza con disabilità, indagando prima di tutto che cosa significhi per lei autodeterminazione e poi analizzando, grazie al contributo di una figura educativa di riferimento, il suo percorso socio-educativo. 

The goal of this thesis’ project is to deepen the concept of self-determination in disability and making it possible to promote it within a socio-educational path. This allows the people with disabilities to make decisions and conscious choices about their daily lives and their life project. The concept of quality of life and the close link that exists with self-determination will also be deepened, as the latter represents one of the main constructs of quality of life. 
Finally, I will be presenting an educational path towards self-determination of a girl with disabilities, investigating first of all what it means to her self-determination and then analyzing her socio-educational path with the help of an educational figure of reference. 

Tempo libero e X fragile: riflessioni pedagogiche sulla socialità

Studente: Agata Berto
Titolo tesiTempo libero e X fragile: riflessioni pedagogiche sulla socialità
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof.ssa Luciana Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 8 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

In questo elaborato si vuole mettere in luce una disabilità da pochi conosciuta: la sindrome dell’X Fragile e, più in particolare, come le persone con questo tipo di condizione genetica riescano a vivere la gestione del proprio tempo libero. I temi trattati toccheranno vari aspetti, come la genetica, i fratelli normodotati, l’alloparientalità, la socialità, le paure, le gioie e le difficoltà. La tesi cerca, anche attraverso le parole di persone direttamente coinvolte in questo tipo di tematica, di presentare una porzione di quella che è la quotidianità del bambino e ragazzo con l’X Fragile.

An handicap which is still not yet fully well-known, such as the Fragile X syndrome (FXS) is what will be highlighted in this paper. More specifically, it will be written about how people affected with FXS live and manage their free time. The topics dealt in this paper will cover many subjects, such as Genetics, the presence of able bodied siblings, the presence of different parents, sociability, fear, joy and hardship. By using the words of the directly involved people, this thesis aims at opening a window in children with FXS everyday life.