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L’affidamento al servizio sociale: frammentazione normativa e prassi ricorrente

Studente: Erica Bravo
Titolo tesiL’affidamento al servizio sociale: frammentazione normativa e prassi ricorrente
Docente relatore: Prof. Christian Crocetta
Docente controrelatore: Prof. Giulio Antonini
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris Benvenuti
Data discussione tesi: 22 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

L’istituto giuridico dell’affidamento al servizio sociale, essendo un provvedimento che, nel suo essere ricorrente, presenta una normativa frammentata e antica, porta con sé un’applicazione ad ampio spettro di difficile esplorazione. 
Da qui la volontà di analizzarlo domandandosi quali possano essere considerati i suoi limiti, i suoi punti di forza e le sue criticità in Friuli Venezia Giulia, proprio per comprendere quanto e in che modo, in questo territorio, la frammentazione normativa incida sulla prassi.  Per fare questo, partendo da un’analisi documentale e normativa del tema, si è deciso di intervistare dei testimoni privilegiati i quali, per la professione che svolgono e per il ruolo che ricoprono, riuscissero a fornire una panoramica che, nel suo essere limitata e quindi non esaustiva dell’intera regione, potesse essere considerata la più ampia e specifica possibile, permettendo riflessioni e annotazioni che sono sembrate poter essere significative per l’area presa in esame. Da questa limitata ricerca, infatti, emerge come i servizi si siano “adeguati”, chi più consapevolmente e chi meno, alla frammentazione normativa, e questo sicuramente anche perché il ruolo e/o la competenza dei professionisti può portare ad una conoscenza dell’istituto diversa, più o meno approfondita. Inoltre, la presenza di forti limiti non tanto legati all’istituto in sé, quanto al fatto che, per come è concepito, le risorse sul territorio risultano insufficienti, provoca ulteriori difficoltà, che quasi sicuramente potrebbero ridursi utilizzando uno stile operativo basato sulla proattività. A fronte del quadro appena esposto, dunque, si ritiene che a fare la differenza sia il modo di agire degli operatori, quindi la loro professionalità e competenza. 

The legal institute of foster care for social services is a recurring provision that presents a fragmented and ancient legislation. It, therefore, carries with it a broad-spectrum set of applications of difficult inquiry. 
Hence the will to analyse it by investigating its limitations, criticalities and strenghts in Friuli Venezia Giulia.  The aim is to understand how and in what way the fragmented legislation affects the common procedure within the territory.  Starting from a documentary and legal research of the topic, it was chosen to collect the testimonials of privileged interviewee in terms of their profession and fulfilled role.  Even if limited and non-exhaustive of the entire region, the provided overview succeeds to contribute with both broad and specific reflections that could be considered significant to the area taken in exam. Indeed, this limited research shows that the services have "adjusted", more or less consciously, to the fragmented legislation and this also due to the role and/or the competence of the professionals that can lead to a different knowledge of the institute, in terms of its thouroughness. Moreover, the presence of strong limits not so much linked to the institution itself, but to how it is conceived, cause shortages in the resources of the territory and additional difficulties which could be reduced almost certainly by using a proactivity-based operating style. Considering the framework outlined above, it is deemed that the operators' way of acting, and therefore their professionalism and competence, makes a substantial difference. 

Il ruolo dell’educatore nella presa in carico del minore tra la situazione di pregiudizio e la maggior età

Studente: Gaia Ramanzin
Titolo tesi Il ruolo dell’educatore nella presa in carico del minore tra la situazione di pregiudizio e la maggior età
Docente relatore: Prof. Giulio Antonini
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 22 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Il compimento della maggiore età rappresenta un importante rito di passaggio all'interno della società in cui viviamo. Esso è sancito da vari eventi quali la possibilità di esprimere il proprio voto alle elezioni e di prendere la patente, ma soprattutto è al raggiungimento dei 18 anni che una persona viene considerata capace di agire ed unicamente responsabile di sé e delle proprie azioni (“Capacità di agire”, Art.2 del Codice Civile). Tale passaggio risulta ancora più significativo qualora il soggetto sia un ragazzo in situazione di pregiudizio, seguito dai servizi sociali preposti alla protezione ed alla cura del minore. La maggiore età sancirà la fine della presa in carico ed il neomaggiorenne dovrà riuscire a ridefinire il suo progetto di vita in maniera autonoma, senza l'aiuto del servizio. Questo lavoro, dunque, si propone di analizzare il ruolo dell'educatore nella presa in carico del minore tra la situazione di pregiudizio e la maggiore età. Come può l'educatore sostenere il ragazzo nell'implementare le sue capacità di responsabilizzazione e di autonomia? Per rispondere a tale domanda, verrà innanzitutto descritto il Servizio di Protezione e Tutela del Minore e le figure professionali che vi lavorano. Dopo una breve disanima delle funzioni dello psicologo e dell'assistente sociale, particolare risalto verrà dato al ruolo dell'educatore. Con l'aiuto di due casi esplicativi verranno sottolineati alcuni aspetti significativi del passaggio alla maggiore età con conseguente conclusione della presa in carico. Si definiranno, innanzitutto, i concetti di responsabilità, riflessività ed autonomia, generalmente riferiti alle persone maggiorenni. Si descriverà, poi, l'importanza, emersa in tale lavoro, delle famiglie affidatarie e delle reti solidali che vi ruotano attorno come luogo elettivo per la sperimentazione di affetti, regole e limiti. In seguito, l'attenzione verrà posta sul ruolo dei tirocini, formativi e lavorativi, come occasione per il giovane adulto di provarsi e di muovere i primi passi verso l'autonomia. Verranno, infine, analizzate alcune criticità emerse e si proveranno a suggerire alcune ipotesi alternative di intervento, sempre sulla base dei casi precedentemente descritti.

The coming of majority is an important rite of passage in the society in which we live. It is enshrined in various events such as the opportunity to cast the vote in the elections and get the license, but mostly it is the achievement of 18 years that a person is considered capable of acting and solely responsible for themselves and their actions ( "Capacity to act ", Art.2 of the Civil Code). This transition is even more significant if the subject is a guy in the situation of injury, followed by social services responsible for the protection and care of the child. The majority spell the end of the intake and the new-adult will be able to redefine his life independently, without the help of the service. This work, therefore, is to analyze the role of the educator in charge of the minor between the situation of prejudice and age. How can the educator support the boy in implementing his capacity and empowerment of autonomy? To answer this question, we will first describe the Protection Service and Protection of Minors, and the professionals who work there. After a brief close examination of the functions of the psychologist and social worker, special emphasis will be given to the educator's role. With the help of two explanatory cases some significant aspects of the passage to the higher age with consequent conclusion of the takeover will be underlined. We will define, firstly, the concepts of responsibility, reflexivity and autonomy, generally referred to adults. We will describe, then, the importance, emerged in this work, of foster families and solidarity networks that revolve around the place as an elective for the testing of suffering, rules and limits. Later, the attention will be on the role of training and employment apprenticeships as an opportunity for young adults to try on and take the first steps towards autonomy. We will finally analyze some problems emerged and we will try to suggest some alternative hypotheses of intervention, always on the basis of the previously described cases.

Il silenzio è d’oro. Prospettive per una pedagogia del silenzio

Studente: Valentina Comiotto
Titolo tesiIl silenzio è d’oro. Prospettive per una pedagogia del silenzio
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Lorenzo Biagi
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 21 ottobre 019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

La presente tesi vuole rappresentare un tentativo di esplorare la tematica del silenzio, poco discussa e affrontata al giorno d’oggi, allo scopo di metterne in luce le caratteristiche e i risvolti che può avere sia a livello individuale sia all’interno delle relazioni interpersonali, focalizzandosi maggiormente su queste ultime. Lo scopo che si intende raggiungere è quello di superare l’idea secondo cui il silenzio sia un vuoto da colmare con le parole, dimostrando come esso sia un valore indispensabile all’interno della vita quotidiana, da riscoprire e da diffondere, specialmente da parte delle figure educative. Si ipotizzerà infatti una vera e propria pedagogia del silenzio basata sulla considerazione del silenzio come risorsa fondamentale, soffermandosi sulle possibilità che esso può offrire all’educatore.

The present thesis aims to represent an attempt to explore the theme of silence, little discussed and faced nowadays, in order to highlight the features and the implications that it can have both individually and within interpersonal relationships, focusing more on these last ones. The purpose that it aims to achieve is to overcome the idea that silence is a void to be filled with words, demonstrating that it is an essential value in everyday life, to rediscover and to spread, especially by educational figures. It will be supposed a real pedagogy of silence based on the consideration of the silence as a fundamental resource, lingering on the possibilities that it can offer to the educator.

Disabilità intellettiva e sessualità: una sfida aperta

Studente: Solidea Reginato
Titolo tesiDisabilità intellettiva e sessualità: una sfida aperta
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Enrico Miatto
Presidente commissione di tesi: Prof. Lorenzo Biagi
Data discussione tesi: 21 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Quando si parla di affettività, o in specifico, di sessualità di una persona disabile, emergono molti interrogativi e dubbi, accompagnati anche da pregiudizi e atteggiamenti di rifiuto oppure dalla tendenza di ignorare del tutto l’argomento. La tendenza generale è quella di ritenere che l’amore e quindi, la sessualità nel suo significato complessivo, possa avvenire solo fra persone con perfetta (o quasi) efficienza fisica e mentale. Gli studi e le ricerche sulla sessualità umana hanno ampiamente dimostrato il ruolo positivo della stessa nel quadro del funzionamento generale di ogni individuo. La percezione delle problematiche legate alla sessualità è naturalmente diversa a seconda del tipo di handicap (fisico, psichico, sensoriale), della causa e dell’età di insorgenza. Purtroppo le tematiche relative alla sfera affettivo-sessuale nelle persone disabili sono state poste all’attenzione generale con notevole ritardo rispetto ad altri temi come il lavoro, la scuola, la famiglia, le barriere architettoniche. Infatti, solo alla fine degli anni ‘70 si aprì il dibattito sull’affettività e sessualità delle persone con disabilità. Nella presente tesi, dopo una panoramica generale su alcune definizioni teoriche, si analizzerà il binomio sessualità/disabilità e relativi stereotipi e pregiudizi, esplorando una possibile proposta di soluzione: il tema dell’assistenza sessuale, nei suoi aspetti positivi e negativi. Si conclude con l’aspetto più rilevante: come poter aiutare ed educare le persone con disabilità intellettiva in una corretta ed adeguata gestione della loro sessualità e costruire comportamenti sessualmente funzionali e adattivi; come noi, educatori, e più in generale come i caregivers (familiari, operatori, amici,..), possano promuovere esperienze di educazione alla sessualità, per garantire loro benessere e auto gratificazione.

When we talk about affectivity, or about sexuality of a disabled person, many questions and doubts come out, followed by prejudices and rejection’s attitudes or the argument is totally ignored. The general trend is to think that love and sexuality, in its overall meaning, can exist just between people with perfect (or almost) physical and mental efficiency. Studies and researches about human sexuality have showed widely the positive role of it in the framework of the general functioning of each individual. The perception of issues related to sexuality is obviously different depending on the type of handicap (physical, mental, sensorial), on the cause and on the age of onset. Unfortunately the issues related to the affective-sexual sphere in disabled people have been brought to the general attention with considerable delay compared to other topics such as work, school, family, wheelchair accessibility. In fact, just at the end of the 70s the debate about disabled people’s affectivity and sexuality started. In this thesis, after a general overview of some theoretical definitions, the relationship between sexuality and disability and its stereotypes and prejudices will be analysed by exploring a possible proposal’s solution: the topic of sexuality assistance, in its positive and negative aspects. It ends with the most relevant aspect: how to help and educate people with disabilities in a correct and adequate management of their sexuality and to construct sexually functional and adaptive behaviours; as we, educators, and more generally as caregivers (family members, operators, friends..) can promote experiences of sexual education to ensure them well-being and self-gratification.

Reality show – virtual reality? Una lettura psico-pedagogica in prospettiva A.P.E.

Studente: Chiara Cini
Titolo tesiReality show – virtual reality? Una lettura psico-pedagogica in prospettiva A.P.E.
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof. Pierangelo Bordignon
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris Benvenuti
Data discussione tesi: 19 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Il reality show è un format televisivo a scopo intrattenitivo che attualmente si presenta tra i programmi maggiormente seguiti sia nel panorama nazionale che internazionale. Con il presente lavoro si intende illustrare, assumendo un approccio integrato antropologico, psicologico e attento agli aspetti educativi, la complessità del fenomeno. A partire dagli sviluppi iniziali della televisione d'intrattenimento sino a giungere alla descrizione del reality show contemporaneo, come programma che si dedica a fare “show di ciò che è reale”. Ne vengono illustrate la struttura e le scelte di marketing che lo caratterizzano. Tale format presenta una realtà dichiarata come trasparente, priva di artificio, che accorci la distanza tra pubblico e scena, tra verità e finzione. Si intende poi sottoporre questo particolare strumento comunicativo ad un'analisi critica riguardante il messaggio veicolato. A partire dalla presentazione dei meccanismi di apprendimento, si intende problematizzare la questione relativa ai modelli antropologici e di “realtà che lo show trasmette. Si ipotizza il messaggio comunicato possa influire sugli schemi psicologici e comportamentali della persona, sui suoi pensieri, sui suoi ideali, sulle sue aspettative, sui suoi desideri, e in extremis sulla sua percezione di ciò che è giusto e ciò che non lo è. Si vuole, poi, in luce dei meccanismi esposti, analizzare le implicazioni in ambito etico e pedagogico, nello specifico individuando elementi che possano fare risalire ad un modello di uomo veicolato dai reality show e la loro potenziale influenza in termini disadattivi qualora la persona aderisse a tale modello in modo acritico.

Reality show is one of the most seen entertainment TV format, both on national and international TV landscapes. With this research, we want to show, using an integrated approach, anthropologically and psychologically careful to educational aspects, the complexity of the phenomenon, from the first examples of entertainment TV programs to the description of contemporary reality show as a program that dedicates itself on creating a “show of what's real”. We Will illustrate the structure and the marketing strategy that caracterize it. This kind of format presents a reality declared as clear, without gimmicks and that reduces the distance between spectators and scene, and also between truth and fiction. We also intend to undergo this particular communicative instrument to a critical analysis regarding the message that is being spread. Starting with the presentation of the learning mechanisms, we intend to discuss this argument realted to the anthropological model and the “reality that the show transmits”. We suppose that the spread message could affect the psychological schemes and the behavior of one being, on his thought, idea, expetations, desidere, and in the end, on his perception of what is right and what is wrong. Therefore, in light of the mechanisms exposed, we want to analyze the implications in the ethical and pedagogical field, specifically identifying elements that can be traced back to a model of man conveyed by reality shows. Finally, we intend to highlight potential influence in disfuntional terms if the person adheres to this model uncritically.

Danza educativa. Educare attraverso la corporeità nella scuola primaria

StudenteLinda Sbroggiò
Titolo tesiDanza educativa. Educare attraverso la corporeità nella scuola primaria
Docente relatore: Prof. Carlo Presotto
Docente controrelatore: Prof.ssa Claudia Puzzovio
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris Benvenuti
Data discussione tesi: 19 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

La danza, in quanto forma di movimento e di espressione, può essere un valido strumento educativo. In questa tesi si tenterà di illustrare la rilevanza dell'inserimento di essa nella scuola primaria portando come principale esempio il Metodo della danza educativa di Franca Zagatti.
Attraverso gli esercizi di danza educativa è resa possibile la costruzione di un'identità personale più forte poiché si sviluppa una migliore conoscenza di sé. Inoltre, si genera la consapevolezza che il corpo, sia proprio che altrui, è portatore di emozioni e permette di formare un gruppo coeso e costituito da relazioni efficaci grazie al riconoscimento emotivo.
Questo Metodo perciò funge da “palestra di cittadinanza” per un'educazione civica rivolta alla vita futura in società.

Dance, as a form of movement and expression, can be a valuable instrument of education. In this thesis there is an attempt to illustrate the relevance of the insertion of dance in primary school, having as main example Franca Zagatti's Method of danza educativa.
Through the exercises of danza educativa it's possible to build a stronger personal identity because of the developement of a better self-knowledge. They also generate awareness that your own and other people's body brings emotions and allows to create a cohesive group made up by effective relationships thanks to emotional recognition. This Method acts as a “training-ground for the citizenship” for a civic education addressed to the society's future life.

“Gioco”, “giocatori”, dinamiche di gruppo: tra on-line e on-life in prospettiva antropologica pedagogica ed etica

Studente: Chiara Facco
Titolo tesi“Gioco”, “giocatori”, dinamiche di gruppo: tra on-line e on-life in prospettiva antropologica pedagogica ed etica
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof. Pierangelo Bordignon
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris Benvenuti
Data discussione tesi: 19 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

La tecnologia sta vivendo uno sviluppo continuo all’interno della nostra società, diventando parte integrante e fondamentale nella vita dell’uomo. L’obiettivo di questo studio è quello di interrogarsi sul tipo di relazione che vi è fra l’educatore e il mondo del web, in particolar modo quello dei videogiochi, in un ottica di utilizzo generativo del virtuale per un possibile influenzamento della realtà. Lo strumento utilizzato per rispondere alla domanda di ricerca, sarà il videogioco FIFA, studiato e analizzato dal punto di vista antropologico e pedagogico. Del suddetto videogioco – sempre con una attenzione critica - si vorrà comprenderne gli aspetti positivi e metodi efficaci di utilizzo per un impiego del gioco che non si riduca a quello esclusivamente ricreativo. La ricerca vorrebbe, in ultima istanza, comprendere che tipologia di educatore è necessario essere per poter far fronte al continuo sviluppo tecnologico del web.

Technology keeps developing more and more in our society, becoming one of the main parts of everyone’s life. Thin tesi wants to study the relationship between the educator and the web’s world – especially video games – for a positive use of the virtual wolrd, hoping in an influence of the reality. In order to ansie at the research question, the instrument that will be used is FIFA, a video game which will be analyzed from an anthropological and pedagogic point of view. This study wants to figure out the positive aspects of the video game and the best way sto utilize it. Finally, this research wants to under stand what kind of educator you should be, in order to be able to adapt yourself into the technological development of the web.

Pratica musicale e disabilità. Per uno studio della musica a favore di tutti

Studente: Anna Lerose
Titolo tesiPratica musicale e disabilità. Per uno studio della musica a favore di tutti
Docente relatore: Prof. Pierangelo Bordignon
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Claudia Puzzovio
Data discussione tesi: 19 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

La musica performativa è, secondo il senso comune, qualcosa che difficilmente si attribuisce a persone con disabilità . L'obiettivo della presente tesi è di sfatare qussto mito, riflettendo su come la musica sia elemento fondamentale di tutte le persone, in modo indistinto , e capendo come l'educazione alla suddetta disciplin a possa influenzare posit i v amente l uomo. I noltre , per rinforzare la tesi per cui una persona di s abile può essere un musicista, si riporta un esempio di un orchestra esis tente formata anche da persone portatrici di fr agilità , discuten do su i po ssibili risvolti pedagogici che vi po s s ono essere. English version A ccording to a common feeling, performat ive m usic is something barely acceptable by society wh en it concerns a person with disabilit y. The aim of the present thesis is to debunk this myth, reflecting on how music i s a fu n da m e ntal element owned indist inct ly by every person and understanding how music education may influence human beings in a positive way Moreover, t o strengthen th e the ory that considers the poss ibility that also a person with disability can be a musici an, a n example of an orchestra formed also by disabl ed people is reported and the eventual pedagogical implication s of it are discussed

L’autismo Dagli orientamenti teorici agli interventi psicoeducativi

Studente: Cristina Zancanella
Titolo tesiL’autismo Dagli orientamenti teorici agli interventi psicoeducativi
Docente relatore: Prof. Moreno Blascovich
Docente controrelatore: Prof. Enrico Miatto
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 16 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

L’autismo è un disturbo dello sviluppo neurobiologico presente dalla nascita che persiste per tutta la vita, compromettendo il normale sviluppo di crescita del soggetto. 
L’obiettivo di questo studio è la definizione di un quadro generale dell’autismo e della sua evoluzione storica, nella prima parte.  Successivamente l’analisi della sintomatologia che la sindrome di autismo provoca nei soggetti, focalizzando l’attenzione sull’incapacità di interazione sociale, di comunicazione e sviluppo del linguaggio e sull’utilizzo di stereotipie e interessi ristretti.  Infine, la definizione di un corretto intervento educativo volto al miglioramento della qualità di vita del soggetto e al raggiungimento di un’autonomia personale.  Il metodo di lavoro usato a supporto della tesi è l’analisi e lo studio di testi in ambito psicologico e pedagogico.  Al termine dello studio emerge l’importanza dell’utilizzo di un approccio globale per la definizione di un progetto educativo individualizzato, la strutturazione spazio-temporale per lo sviluppo di un ambiente di vita favorevole e l’assunzione di uno sguardo positivo puntando sulle potenzialità del soggetto. 

Autism is a neurobiological developmental disorder present from birth that persists throughout life, compromising the normal development of growth of the subject. The objective of this study is to define a general picture of autism and its historical evolution, in the first part.  Subsequently, the analysis of the symptoms that autism syndrome causes in subjects, focusing attention on the inability of social interaction, communication and language development and the use of stereotypes and narrow interests.  Finally, the definition of a correct educational intervention aimed at improving the quality of life of the subject and at achieving personal autonomy. The working method used to support the thesis is the analysis and study of texts in the psychological and pedagogical field. At the end of the study, the importance of using a global approach for the definition of an individualized educational project emerges, as well as the spatial-temporal structuring for the development of a favorable living environment and the assumption of a positive view by focusing on the potential of the subject. 

Volare si può. La promozione dell’autonomia nella persona adulta con disabilità intellettiva

Studente: Claudia Berto
Titolo tesiVolare si può. La promozione dell’autonomia nella persona adulta con disabilità intellettiva
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Moreno Blascovich
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 16 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Il titolo di tale tesi “volare si può” è stato scelto come provocazione all’organizzazione attualedei servizi e la progettazione da parte deglieducatori verso le persone adulte con disabilità intellettiva che molto spesso risultano essere limitanti rispetto alle capacità che il soggetto possiede. In questo lavoro si vuol andare a sottolineare l’importanza dell’insegnamento delle autonomie ai soggettiin modo tale da permettergli di “volare” da soli, non rimanendo sotto la custodia protettiva dei genitori. Questo lavoro andrà ad analizzare le criticità che le persone con disabilità intellettiva, in particolare poi i soggetti con autismo, affrontano con l’avanzamento dell’età, sottolineando l’importanza di realizzare progetti significativiche vadanoa valorizzare la qualità della vita e che abbianocome finalità il lavoro indipendentedel soggetto. In seguito verrà introdotto il progetto “prove di volo”, un progetto conosciuto dopo il tirocinio,che si dedica all’acquisizionee almantenimento delle autonomie personali del soggetto in un contesto abitativo che non è la loro casa. La presentazione di questo progetto viene sostenuta da delle interviste svolte agli educatori chevi operano per analizzare l’importanza che loro stessivanno a dare all’autonomia, che strumenti usano per implementarla e che spazio danno all’imprevedibile.

The title of this thesis has been chosen as a provocation to the organization of today’s services and the design of educators towards adult people with intellectual disabilities who very often appear to be limited in relation to the abilities that the subject owns.
In this work I am going to show how much it is important for these people to achieve the independence they wish, so they be stuck in a position of dependence upon the parents, flying freeely on their own.  Moreover, I am going to enlighten the importance of dealing with autism people’s critical issues through the creation of significant projects, which will wnhance rheir independence and wellness.  The project “Prove di Volo” focused on letting autism people achieve and mantain their personal independence in a much more different context than the familiar one.  In order to exoplain how does the project works, I decided to have an interviews with the educators working on it.