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La malattia mentale tra pregiudizio e opportunità abilitative

Studente: Ingrid Baldotto
Titolo tesiLa malattia mentale tra pregiudizio e opportunità abilitative
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Moreno Blascovich
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 16 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Questo studio si propone di presentare il tema della malattia mentale, soffermandosi all’inizio sul pregiudizio che esiste oggi a riguardo. Come antidoto ad esso viene proposta l’informazione delle comunità locali su cos’è realmente la malattia mentale e di come un atteggiamento sbagliato da parte di chi non soffre di questo disagio possa danneggiare ulteriormente chi invece ne soffre. Il lavoro si soffermerà poi sulle proposte abilitative del territorio e sul fondamentale ruolo dell’educatore sociale per poi entrare nello specifico di un metodo riabilitativo utilizzato oggi con le persone con malattia mentale visto in una prospettiva educativa. 

This study intend to present the topic of the mental illness, starting with the prejudice people have about it. As a solution this work propose to inform the local community about what the mental illness is and how people’s wrong behaviours could damage further on people who soffers of mental diseases.  Then, this work dwell on the healthcare’s proposals and on the essencial role of the social educator; in the end, we will describe a rehabilitation’s method that is used today in a educational prospective. 

Mente, cuore e mano. Come il metodo steineriano può aiutare il bambino nel suo percorso di crescita.

Studente: Arianna Poli
Titolo tesiMente, cuore e mano. Come il metodo steineriano può aiutare il bambino nel suo percorso di crescita.
Docente relatore: Prof.ssa Claudia Puzzovio
Docente controrelatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 16 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

Il presente lavoro intende identificare quali possono essere dal punto di vista educativo i benefici che la pedagogia steineriana (o Waldorf), può apportare al bambino in età prescolare e nel suo percorso di crescita. A tal fine è stato necessario analizzare gli scritti di Rudolf Steiner e di altri autori che seguendo le sue impronte hanno approfondito la filosofia da lui fondata ed elaborata. La seguente tesi intende analizzare tale approccio educativo confrontandolo con alcuni metodi come quello Montessoriano e altri nati recentemente, al fine di riscontrarne analogie e differenze prendendo anche in considerazione quanto appreso durante il percorso di studi. Nel primo capitolo viene presentata un’introduzione alla figura di Rudolf Steiner e dell’Antroposofia, indispensabile per comprendere le basi del suo pensiero pedagogico. Nei successivi capitoli emerge una riflessione in merito alla relazione educativa, all’ambiente e alle attività che vengono proposte per poi soffermarsi sulla diffusione della pedagogia Waldorf a livello nazionale e internazionale. Infine, i sondaggi condotti in Svizzera e Germania saranno spunti di riflessione per approfondire i benefici di tale approccio pedagogico e sull’importanza della presenza genitoriale all’interno delle scuole steineriane. 

This thesis aims at identifying which are the benefits that the Steiner education (or Waldorf) can apply to preschooler child and in his adult stage from an educational point of view. To this end, it was worth analyzing the writings of Rudolf Steiner and other authors who, following his fingerprints, deepened the philosophy he founded and elaborated. This in-depth analysis helps questioning this educational approach by comparing it with other methods such as the Montessorian one and others born recently, so as to find similarities and differences - thereby also considering what has been learned so far during the course of Studies. The first chapter presents an introduction to the figure of Rudolf Steiner and Anthroposophy, which lies the basis for an essential understanding of his pedagogical thinking. In the following chapters, a reflection on the educational relationship, the environment and the activities that are proposed emerges and then it focuses on the spread of Waldorf pedagogy at national and international level. Finally, the surveys conducted in Switzerland and Germany will food for thought to deepen the benefits of this pedagogical approach as well as the importance of parental presence within the schools of Steinerian. 

Il ruolo dell’educatore nelle politiche attive per il lavoro

Studente: Lucia Baruffaldi
Titolo tesiIl ruolo dell’educatore nelle politiche attive per il lavoro
Docente relatore: Prof. Alberto Baccichetto
Docente controrelatore: Prof.ssa Margherita Cestaro
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 15 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Nell’attuale contesto economico in continua trasformazione, il problema della disoccupazione è diventato ormai stabile in molte aree territoriali e tendenzialmente viene visto come fattore individuale, a cui il singolo deve trovare risposta. Le politiche attive per il lavoro, nate da un welfare sempre meno sostenibile, spingono sulla responsabilizzazione dell’individuo e sul suo necessario adeguamento al nuovo mercato del lavoro. Considerando questo contesto di partenza, qual è il ruolo dell’educatore nel supporto alle persone in ricerca lavorativa? Questa tesi vuole offrire una prospettiva più ampia che non prevede solo lo sviluppo delle competenze del singolo in un’ottica di empowerment individuale, ma anche un lavoro da svolgere con le istituzioni, i servizi locali e la comunità stessa. Dopo un approfondimento del ruolo educativo in progetti di orientamento e di inserimento lavorativo, verrà esplicitata la funzione dell’educatore nel territorio, per favorire una concezione collettiva e una responsabilità condivisa sul problema della disoccupazione. 

In the current economic context, charachterised by a continuous transformation, the issue of unemployment has become a constant problem in a great deal of territorial areas and tends to be seen as an individual factor, to which each single person must find an answer. Active labour policies, stemming from a less and less sustainable welfare system, encourage the responsibility of the individual and his essential adaptation to the new labour market. In the light of the above, what is the educator's role in supporting people looking for a job? This dissertation aims to offer a wider picture that does not only include the development of the single person's skills towards individual empowerment, but also a job to be carried out along with institutions, local services and the community itself. After an in-depth analysis of the educator's role in orientation and job placement projects, the function of this figure in the territory will be clarified, in order to foster a collective conception and a shared responsibility regarding the problem of unemployment. 

Detenzione e detenuti. Sfida per una pedagogia inclusiva

Studente: Giacomo Pesce
Titolo tesiDetenzione e detenuti. Sfida per una pedagogia inclusiva
Docente relatore: Prof. Davide Girardi
Docente controrelatore: Prof.ssa Margherita Cestaro
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Cestaro
Data discussione tesi: 15 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Questo lavoro intende mettere in luce l’importanza della comunicazione tra l’istituto detentivo e la società esterna affinché il condannato, una volta scontato il periodo di reclusione, possa ripristinare la propria vita adempiendo ad un percorso educativo volto alla sua inclusività sociale. Ancora oggi, purtroppo, il detenuto presenta delle difficoltà rispetto a tale obbiettivo in quanto lo stesso sistema carcerario non fa altro che alimentare lo status di esclusione dal resto della comunità. Questo produrrà inevitabilmente uno stigma difficilmente removibile che, a sua volta, incrementerà l’emarginazione di chi ne è già sottoposto intensificando i tassi di recidività penale. Nel percorso proposto verrà analizzata la storia del carcere da un punto di vista storico, sociologico e tecnico giuridico --, e le principali teorie sociologiche riguardo il fenomeno della devianza e criminalità, con l’intento di rendere tale tema il più possibile oggettivo e quindi maggiormente limpido, scongiurando eventuali distorsioni. La stigmatizzazione crea un muro, una barriera che separa, che può essere però abbattuta mediante la comunicazione e la reciprocità. Questi elementi li vedremo in particolare agire in quattro esempi presenti nel territorio del veneziano e padovano con il chiaro obbiettivo di trasformare la figura del detenuto che da oggetto diviene soggetto (ponendo il focus sulla persona e non sul reato commesso) e del carcere che da istituto punitivo e produttore di marginalità conquista la caratteristica di luogo rieducativo e volto all’inclusione.

This thesis intends to highlight the importance of communication between the custodial institution and the external society so that the condemned, once served the period of imprisonment, can restore his own life by fulfilling an educational path aimed at social inclusiveness. Still today, unfortunately, the prisoner presents difficulties in respect to this goal as the prison system alone does nothing but feeding the status of exclusion driven by the rest of the community. This will inevitably produce a hardly removable stigma which, in turn, will increase the marginalization of those who have already undergone intensification of penal recidivism rates. In the proposed path the history of prison will be analyzed from a historical, sociological and technical juridical point of view --, and the main sociological theories concerning the phenomenon of deviance and criminality, with the intention of making this subject as objective as possible and therefore clearer, avoiding any distortions whatsoever. Stigmatization creates a wall, a barrier that separates, which can be demolished through communication and reciprocity. These elements will be analysed in particular acts in four examples present in the Venetian and Paduan territory with the clear goal of transforming the figure of the prisoner who becomes the subject (placing the focus on the person and not on the crime committed) and of the prison, intended as a system, which from punitive institution and producer of marginality conquers the characteristic of a re educational site aimed at inclusion.

Immagini dello straniero. Le evoluzioni recenti dei fenomeni migratori in Italia e le loro rappresentazioni sociali

Studente: Ilaria Ferraro
Titolo tesiImmagini dello straniero. Le evoluzioni recenti dei fenomeni migratori in Italia e le loro rappresentazioni sociali
Docente relatore: Prof. Davide Girardi
Docente controrelatore: Prof.ssa Margherita Girardi
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 15 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

La scelta di questo tema nasce dalla volontà di approfondire le rappresentazioni sociali di alcune dimensioni dell’immigrazione in Italia, confrontando le recenti evoluzioni del fenomeno e le costruzioni simboliche che di esse sono socialmente agite. 

Inoltre con questo lavoro si vogliono comprendere le modalità per conferire migliori sensibilità e consapevolezza agli educatori sul tema specifico, così da garantire maggiore efficacia al loro operato all’interno di contesti professionali che si fanno sempre più complessi.  The choice of this theme stems from the desire to deepen the social representations of certain dimensions of immigration in Italy, comparing the recent evolutions of the phenomenon and the symbolic constructions that are socially agitated of them.  Furthermore, with this study I aim to understand how to spread among educators more sensitivity and awareness on this matter, in order to make more effective their work in these professional contexts, which are increasingly growing to be more challenging. 

La tratta degli esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale. Analisi del fenomeno da un punto di vista giuridico, antropologico e socioeducativo

Studente: Alice Trevisiol
Titolo tesiLa tratta degli esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale. Analisi del fenomeno da un punto di vista giuridico, antropologico e socioeducativo
Docente relatore: Prof. Christian Crocetta
Docente controrelatore: Prof.ssa Margherita Cestaro
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 15 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

La tratta degli esseri umani è un’evoluzione più complessa della “vecchia schiavitù” e negli ultimi vent’anni ha assunto una dimensione sempre più preoccupante. L’obiettivo della riflessione contenuta in questa tesi è quello di analizzare le dimensioni che caratterizzano il fenomeno della tratta, in particolare per lo sfruttamento sessuale, affrontando le attività nelle quali l’educatore è sempre più coinvolto, attraverso specifici progetti di prevenzione, rilevazione e accompagnamento delle vittime. Lo strumento utilizzato per rispondere alla domanda di ricerca è la contestualizzazione delle normative europee ed italiane, l’analisi delle sfumature antropologiche e delle implicazioni culturali derivanti dalla riflessione sul fenomeno, ed infine la presentazione di specifiche modalità progettuali e di intervento socioeducativo, sulle quali ci si sofferma con riflessioni e annotazioni di merito.

Human trafficking is a complex development of the “old slavery”, and over the last twenty years it has taken on an increasingly worrying dimension. The aim of this thesis is to analyse the aspects that characterise the human trafficking phenomenon, with a particular focus on sexual exploitation, describing the activities in which the educator is always more involved, through specific projects of prevention and support for the victims. To give an answer to the research question, I will proceed contextualizing the European and Italian legislations, analysing the anthropological shades and the cultural implications originated by the considerations over the phenomenon. Moreover, I will present how the socio-educational intervention works, with some reflections and value annotations.

Intersoggettività al nido. Educatore sensibile, giochi e attività stimolanti

Studente: Lisa Zamengo
Titolo tesiIntersoggettività al nido Educatore sensibile, giochi e attività stimolanti
Docente relatore: Prof.ssa Viviana Schiavon
Docente controrelatore: Prof.ssa Luciana Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide v
Data discussione tesi: 10 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

Il presente lavoro di tesi nasce dall’interesse di analizzare l’importanza della relazione che intercorre tra i bambini e le figure educative all’interno di una struttura per la prima infanzia. In particolar modo l’attenzione è stata rivolta al ruolo che gli educatori hanno nel favorire lo sviluppo della dimensione intersoggettiva nel bambino, offrendogli così un’apertura al mondo e alla condivisione delle proprie esperienze. Partendo da questo presupposto, si è cercato di evidenziare la consapevolezza e il controllo che l’educatore deve avere di sé, del proprio corpo e dei propri comportamenti e della conoscenza delle principali tappe di crescita del bambino. Infine, tramite l’esperienza diretta vissuta in un asilo nido, si è voluto mettere in luce come, sia le routine sia alcuni giochi e attività proposte, influenzino e favoriscano il potenziamento della comunicazione e della relazione sociale. 

The thesis about the intersubjectivity stems from the interest in analyzing the importance of the relationship between children and educational figures in an early childhood environment. The focus is on the educators’ role, which encourage the intersubjective dimension development by offering the openness to the world and making them able to share their own experiences.  With this in mind, we tried to highlight the educator awareness and self-control, focusing on his own behaviour and on the knowledge of the main childhood stages. Lastly, through a direct experience in a day care, we wanted to highlight how routine and fun activities influence and encourage the strengthening of communication and social relationships. 

La psicomotricità al nido. Laboratorio di gioco motorio con il modello dell’obliqua

Studente: Silvia Fabbi
Titolo tesiLa psicomotricità al nido. Laboratorio di gioco motorio con il modello dell’obliqua
Docente relatore: Prof.ssa Viviana Schiavon
Docente controrelatore: Prof.ssa Luciana Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 10 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

Il movimento è il significato della vita. Nei primi anni, che precedono l’accesso alla parola da parte del bambino, l’azione èil mezzo principale attraverso il quale il bambino entra in contatto con se stesso e con gli altri. Il movimento diventa comunicazione di ciò che il bambino sente, vive edosserva e il gioco diviene il modo con il quale essi si esprimono meglio.La psicomotricità, in questo senso, arriva a porsi come un progetto di educazione globale del bambino attraverso un metodo completo che sia in grado di motivarlo e stimolarlo sotto tutti gli aspetti comunicativi ed espressivi. L’obiettivo è diportare il bambino ad esprimere se stesso all’interno di un ambiente correttamente adattato, strutturato e protetto, supportato e accompagnato dall’importante relazione con l’educatore verso la costruzione della propria autonomia e soggettività.

Movement is the meaningof life. In theyears, which precede access the ability of speaking inthe child,through this action know themeselves and the other person. The movement becomes communication of what the child feels, lives and observes and the game is the way through they express the best of themeselves. Psychomotricity, in this sense, comes to bea project of global education of the child through a complete method that is able to motivate it and stimulate it in all its communicative and expressive aspects. The objective is bringing to thechild to express himself within adapted, structured and protected space, sustainedby the important relationship with the educator towards the construction of his own autonomy and subjectivity.

Come ti vedo L’educatore e la promozione dell’autostima nell’adulto con disabilità intellettiva

Studente: Giulia Baldan
Titolo tesiCome ti vedo L’educatore e la promozione dell’autostima nell’adulto con disabilità intellettiva
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 9 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Nella costruzione della propria identità e della propria autostima, l’altro assume un ruolo decisivo e questo accade anche nella persona con disabilità intellettiva, che quando raggiunge l’età adulta spesso viene considerata dall’immaginario collettivo come eterno bambino bisognoso di cure. Tutto ciò incide in modo negativo nell’adulto disabile, sia per quanto concerne la costruzione di sé sia per quanto riguarda la considerazione di sé stessi e la propria autostima. In tutto questo l’educatore assume una posizione più che fondamentale: si tratta di una figura di riferimento che, attraverso le sue abilità relazionali e comunicative, cerca di favorire l’incremento dell’autostima nell’adulto con disabilità intellettiva.  Il titolo “come ti vedo” sta ad indicare che come l’altro ti vede inciderà su come vedrai te stesso; questo proprio per evidenziare l’importanza dell’altro ma soprattutto dell’educatore, il cui pensiero inciderà a sua volta su quello dell’adulto con disabilità condizionandone la considerazione di sé e la propria autostima. È importante infatti che l’educatore veda nella persona con disabilità capacità e punti di forza andando oltre al deficit e le possibili problematiche presenti; deve avere uno sguardo di speranza da potergli trasmettere, per far sì che l’adulto disabile possa vedersi in modo diverso rispetto a ciò che percepisce di essere. 

While we are building our own identity and self-esteem, the other takes on a decisive role. This also happens to an intellectually disabled person which is often seen, by the collective imagination, as an eternal child in need of care even when it reaches adulthood. All of this has a negative impact on the disabled adult in terms of self-construction, self-awareness and self-esteem. 
In these situations the educator takes a more than fundamental position: it is a reference figure who, through his relational and communicative abilities, tries to favor the increase of self-esteem in the intellectually disabled adult.  The title "come ti vedo" (which means “how i see you” in italian) points out that as the society sees you, will affect how you see yourself; the goal of this title is to highlight the importance of the other and mostly of the educator, whose thought will in turn influence the adult with disabilities conditioning its self-awareness and self-esteem. In fact, it is important for the educator to see skills and strengths in the disabled person, going beyond the deficit and the possible problems which may be present; he must have a look of hope that he can transmit to him, so that the disabled adult can see himself in a different way than what he perceives himself to be. 

Il valore delle emozioni nel processo di apprendimento. La dimensione affettivo - relazionale del gruppo classe: una risorsa indispensabile all’apprendimento

Studente: Giulia Busnello
Titolo tesiIl valore delle emozioni nel processo di apprendimento. La dimensione affettivo - relazionale del gruppo classe: una risorsa indispensabile all’apprendimento
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 9 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

La presente tesi vuole dimostrare come le emozioni vissute dai bambini e dai ragazzi influenzino il processo di apprendimento e il loro successo scolastico ed esistenziale. Lo scopo che si intende raggiungere è evidenziare l'importanza di promuovere l'educazione socio-emotiva a scuola poiché permette agli studenti di apprendere la competenza emotiva, una capacità indispensabile soprattutto per costruire relazioni interpersonali positive, utili nel fronteggiare le difficoltà della vita con successo.  Affinché l'educazione emotiva sia efficace, l'insegnante deve considerare il gruppo classe come risorsa necessaria a migliorare l'apprendimento razionale ed emotivo attraverso la costruzione di un clima relazionale positivo.  Esso può essere raggiunto grazie all'utilizzo di metodi educativi come il cooperative learning, uno strumento che permette la collaborazione tra gli studenti e la creazione di un ambiente di apprendimento realmente inclusivo. 

This thesis will try to demonstrate how emotions that children and kids feel influence their learning process and their scholastic and existential success.  The aim of this paper is to prove the importance of promoting Social and Emotional Learning at school as it teaches children Emotional Proficiency.  This is an essential ability to build positive interpersonal relationships which are helpful for facing the difficulties of life successfully.  To make Social and Emotional Learning efficient teachers have to consider classes as a necessary tool for improving Rational and Emotional Learning by creating a positive relational environment.  It can be achieved by using educational methods like Cooperative Learning, a tool to make children cooperate and create a really inclusive learning environment.