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L’ambiente, il terzo educatore. Il rapporto tra pedagogia ed architettura

Studente: Paolo Bernardi
Titolo tesiL’ambiente, il terzo educatore. Il rapporto tra pedagogia ed architettura
Docente relatore: Prof. Loris Benvenuti
Docente controrelatore: Prof. Enrico Miatto
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 9 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Lo scopo di questa tesi è quello di indagare il rapporto esistente tra spazio ed educazione al fine di verificare se lo spazio può avere anch’esso una funzione educativa. Attraverso il confronto con i contributi provenienti dalla pedagogia e dall’architettura si intende proporre l’ambiente come terzo educatore, come dispositivo importante da considerare nella relazione educativa, avendo l’attenzione di integrare in modo critico i vari approcci. Per fare ciò si partirà dall’analisi filosofica dello stare al mondo dell’uomo secondo la modalità dell’abitante, per esplorare un’antropologia dello spazio che vede nella casa il simbolo di questo rapporto. Segue una ricognizione sul rapporto tra educazione e spazio in cui esso viene proposto come contenitore e sfondo, ma al tempo stesso anche come attore; si esamineranno poi gli ambienti elettivi in cui si dà l’educazione, forti delle convinzioni dei grandi pedagogisti e dei contributi e delle innovazioni sul tema. L’analisi del centro per l’infanzia 1.14 costituirà un’occasione per osservare l’applicazione nella realtà di alcuni concetti esaminati.

The purpose of this thesis is to investigate the relationship between space and education in order to verify if space can also have an educational function. Through the comparison with the contributions coming from pedagogy and architecture I intend to propose the environment as a third educator, as an important device to be considered in the educational relationship, having the attention to critically integrate the various approaches. To do this I will start from the philosophical analysis of being in the human world according to the inhabitant's mode, to explore an anthropology of space that sees in the house the symbol of this relationship. This is followed by a survey on the relationship between education and space in which it is proposed as a container and a background but at the same time also as an actor; the elective environments in which education is given will then be examined, strengthened by the convictions of the great pedagogists and contributions and innovations on the subject. The analysis of the center for childhood .1.14. will be an occasion to observe the application in reality of some concepts examined.

Hikikomori e riconoscimento se io sono io, e anche tu sei io, io chi sono?

Studente: Michela Franceschin
Titolo tesiHikikomori e riconoscimento se io sono io, e anche tu sei io, io chi sono?
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof. Giovanni Fasoli
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 19 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Chi sono gli Hikikomori? Quando e da che tipo di cultura sono nati? Come mai questa scelta di autoescludersi dal mondo reale per poterlo vivere soltanto attraverso la rete dei social network interessa un numero sempre più crescente di giovani e risulta un fenomeno dilagante non solo in Giappone, ma anche nella nostra Europa? Come darne una lettura pedagogica che permetta di far fronte a questo fenomeno così attuale e così insidioso proprio perché fluttuante? Il nostro lavoro di tesi parte da una panoramica esplicativa circa la nascita di tale fenomeno nel Giappone della seconda metà del’900, l’analisi della società giapponese e la ricerca di interpretazione delle cause per cui alcune persone virano per questa scelta, per poi scendere in un secondo momento in maggior profondità andando ad analizzare la chiave di volta per una possibile interpretazione del “problema hikikomori”: il riconoscimento, concetto basilare sia per esaminare questa grande difficoltà sociale, che per poter pensare ad una sua felice soluzione. È solo grazie a questo dono umano che vivere in mezzo agli altri acquista un senso, e soltanto se tale momento diventa interscambio, nella reciprocità che porta me a riconoscere nell’Altro un mio alter ego e al contempo un qualcosa di assolutamente diverso da me, unico nel suo genere, insostituibile e di inestimabile valore.

Who are the Hikikomori? When and from what type of culture do they come from? What are the reasons for this decision which leads someone to exclude himself from the real world in order to experience it only through social networks, decision which affects an increasing number of young people and is considered a widespread phenomenon not only in Japan, but also in Occident? How to give a pedagogical interpretation that may allow us to cope with this reality so factual and so insidious? Our thesis work starts with an explanatory overview on the birth of this phenomenon in Japan in the second half of the 1900s, the analysis of Japanese society and the search for interpretation of the causes for which some people turn to this choice. Then, we continued by analyzing the keystone for a possible interpretation of the "Hikikomori problem": the awareness of recognition, a basic concept to examine this great social difficulty and to permit the creation of a happy solution. It is only thanks to this human gift that living among others acquires a real Meaning, and only if such a moment becomes an interchange, when reciprocity leads me to recognize in the Other an alter ego of mine and at the same time something absolutely different from me, unique in its kind, irreplaceable and of inestimable value.

Per un'educazione al riconoscimento nelle società multiculturali

StudenteBaù Claudia
Titolo tesiPer un'educazione al riconoscimento nelle società multiculturali
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof. Davide Girardi
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 19 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

La presente tesi compilativa mette in luce l'importanza del riconoscimento nelle relazioni intersoggettive e i danni che un atteggiamento impregnato di misconoscimento può provocare nell'identità del soggetto. L'obiettivo è quello di comprendere perché è importante educare al riconoscimento e come questo possa avvenire, nelle attuali società multiculturali, tramite la pedagogia interculturale. Il lavoro di ricerca si è svolto a partire dall'analisi di alcuni testi filosofici che hanno fornito un quadro di riferimento utile per approfondire poi l'aspetto più propriamente educativo del tema.

The present work is intended to highlight the importance of recognition in the intersubjective relationship and the relevance of the damages that an impregnated attitude of misunderstanding can cause in the subject's identity. The aim of this thesis is to understand why it is important to educate for recognition and how this can happen through intercultural pedagogy in current multicultural societies. The research starts from the analysis of some philosophical texts, which provided a useful reference framework to deepen the more properly educational aspect of the theme.

Il ruolo della comunità nel processo di integrazione delle persone migranti. Riflessioni a partire dal progetto Caritas “Protetto: Rifugiato a casa mia”

Studente: Serena Berton
Titolo tesiIl ruolo della comunità nel processo di integrazione delle persone migranti. Riflessioni a partire dal progetto Caritas “Protetto: Rifugiato a casa mia”
Docente relatore: Prof. Christian Crocetta
Docente controrelatore: Prof. Davide Girardi
Presidente commissione di tesi: Prof. Lorenzo Biagi
Data discussione tesi: 19 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Richiedenti asilo e rifugiati sono al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e dei dibattiti politici del nostro tempo. Indubbiamente la loro presenza sollecita la pi. ampia questione dell’integrazione. Il presente lavoro esplora il concetto di comunit. accogliente, quale forma di aggregazione relazionale, locale e spirituale; la quale pu. diventare promotrice di riconoscimento della persona e dell’agire solidale, elementi che facilitano il percorso di autonomia e integrazione. A questo proposito si prender. il progetto di Caritas “Protetto: Rifugiato a Casa Mia” come modello virtuoso che ha visto coinvolte dal 2015 ad oggi 17 famiglie, 12 parrocchie, 70 rifugiati nel territorio provinciale di Treviso. In questa lettura antropologica, pedagogica ed etica, si rifletter. anche sul ruolo svolto dalla normativa di riferimento. Uno spazio particolare sar. dedicato al recente Decreto Legge n. 113/18, vedendo come esso incide tanto sul percorso legale quanto sulle opportunit. di integrazione.

Asylum seekers and refugees are the focus of public opinion and at the center of the key political debates of our time. Undoubtedly, their presence raises the broadest and most far-reaching questions about integration. This work explores the concept of a welcoming community bringing people together in a local and spiritual sense; the community becoming the promoter for the recognition of the plight of others, raising awareness and building solidarity with their situation; and a strategy that facilitates and develops a pathway to autonomy and integration. In regard to this approach, we can take the project of Caritas “Protetto: Rifugiato a Casa Mia” as a model example that has witnessed 17 families, 12 parishes and 70 refugees participate in the provincial territory of Treviso, since 2015. The anthropological, pedagogical and ethical study is reflected in the role of the law which presides over the situation as a whole, with particular attention paid to the recent Law-Decree No. 113/18, assessing how this decree has impacted upon the legal process, as well as discussing the effect it has had upon opportunities for integration.

Tra oriente ed occidente, verso un essere umano completo

Studente: Mirco Zago
Titolo tesiTra oriente ed occidente, verso un essere umano completo
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof. Cristian Vecchiet
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 19 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Partendo da quelli che il filosofo canadese Charles Taylor indica come i tre disagi della modernità, primo fra tutti l’individualismo spesso sfociante in un pericoloso narcisismo, viene proposto un connubio tra la cultura occidentale e quella orientale, nell’ottica di un possibile recupero dei valori originari costituenti l’essere umano. In una condizione globale che tende a disumanizzare l’uomo, volendolo rendere molto simile ad una macchina ad alta produttività, formandolo e valutandolo in termini di efficienza, competitività, capacità tecniche e immagine di perfezione estetica, cerco di indicare una possibile via di riavvicinamento al proprio Sé originario e verso la manifestazione della propria vera Autenticità. Il percorso proposto fa tesoro di alcuni spunti provenienti dalla millenaria cultura orientale, in particolar modo mediante lo studio del Kung Fu Wing Chun Quen, che, attraverso una corretta comprensione ed una pratica costante, può contribuire notevolmente alla presa di coscienza del proprio corpo, delle proprie dinamiche interiori e alla messa in atto di un cambio di direzione, per spostarsi dalla competitività forzata presente in ogni ambito del vivere attuale verso una maggiore collaborazione tra i soggetti e senza secondi fini strumentali narcisistici. La ricerca non intende indicare una soluzione universale ad un problema così articolato come, appunto, i disagi profondi che incombono sull’essere umano post-moderno, ma si pone in punta di piedi come analisi, spunto e un possibile strumento di aiuto verso un cammino in direzione della propria gioia e Autenticità, nel recupero dei valori comuni e della propria responsabilità politico-sociale. Il tutto attraverso l’unione della visione pedagogica occidentale, con le antiche tecniche orientali espresse nella pratica del Kung Fu Wing Chun Quen; arte che studio da oltre vent’anni e che insegno da circa quindici anni.

Starting from those that the Canadian philosopher Charles Taylor indicates as the three discomforts of modernity, first of all the individualism often leading to a dangerous narcissism, a union is proposed between western and eastern cultures, with a view to a possible recovery of the original values constituting the human being. In a global condition that tends to dehumanize the human being, wanting to make it very similar to a high productivity machine, forming it and evaluating it in terms of efficiency, competitiveness, technical capabilities and image of aesthetic perfection, I’ll try to indicate a possible approach to one's original self and to the manifestation of one's true authenticity. The proposed route builds on some insights from the ancient oriental culture, especially through the study of Kung Fu Wing Chun Quen, which, through correct understanding and constant practice, can contribute significantly to the awareness of one's body, of their own internal dynamics and the implementation of a change of direction, to move from the forced competitiveness present in every area of current living, towards greater collaboration, between subjects and without narcissistic instrumental ulterior motives. The research does not intend to indicate a universal solution to such a complex problem, such as the profound discomforts incumbent on the post-modern human being, but stands on tiptoe as an analysis, a starting point and a possible instrument of help, towards a journey in the direction of personal joy and authenticity, in the recovery of common values and personal political and social responsibility. All through the union of the western pedagogical vision, with the ancient oriental techniques expressed in the practice of Kung Fu Wing Chun Quen; art, which I have been studying for over twenty years and which I currently teach, for about fifteen years.

Adulti significativi. Tra virtù e formazione

StudenteVito Antonio Di Rienzo
Titolo tesiAdulti significativi. Tra virtù e formazione
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof. Cristian Vecchiet
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 19 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Questo elaborato inizia dal riconoscimento di un bisogno: la necessità di adulti che riscoprano il significato del loro essere, che siano capaci di comportamenti virtuosi e in grado di accompagnare le giovani generazioni. Adulti significativi che abbiano attraversato fruttuosamente le crisi della vita, senza evitarle o schivarle, e che le abbiano colte come occasione di trasformazione e di crescita. “Adulti non si nasce, si diventa”.  Questo lavoro di tesi desidera mostrare come gli adulti abbiano la capacità di apprendere comportamenti virtuosi che facciano loro riscoprire il significato profondo del vivere e dell’educare. Questi gli strumenti a loro disposizione: l’ascesi, l’apprendimento trasformativo e l’apprendimento cooperativo. 

This paper begins with the recognition of a need: the need for adults who rediscover the meaning of their being, who are capable of virtuous behavior and are able to accompany young generations. Significant adults who have fruitfully crossed the crises of life, without avoiding or dodging them, and who have grasped them as an opportunity for transformation and growth. “Human beings are not born adults, but they just become one”.  This work intends to show how the adults have the ability to learn virtuous behaviors that make them rediscover the profound meaning of life and education. They have different tools at their disposal: ascetism, transformative learning and cooperative learning. 

Educazione dono di libertà. L’educazione come strumento per sviluppare la libertà.

Studente: Gloria Bianchin
Titolo tesiEducazione dono di libertà. L’educazione come strumento per sviluppare la libertà.
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof. Cristian Vecchiet
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 19 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

Il presente studio si propone di porre il concetto di libertà in una prospettiva pedagogica, analizzandolo nella sua teorizzazione e applicazione moderna, per cercare di comprendere come la libertà viene vissuta oggi e le componenti che vi sono implicate. Come antidoto alla visione odierna distorta della realtà, viene proposta l’educazione, che vista in prospettiva tayloriana, è l’unico strumento che può permettere alla persona di sviluppare a pieno la propria libertà.

The present study is proposed to put the concept of freedom in a pedagocical prospective, analizing it in its theory and modern application, to try to understand how freedom is experienced today and the features that’re implied in it. As an antidote to today’s distorted view of reality, we proposed education, which seen in a Taylorian prospective, is the only tool that can allow a person to fully develop their freedom.

Sentieri di rinascita - il lungo cammino per ritrovare se stessi L’arte del camminare come strumento educativo - riabilitativo

Studente: Giorgia Foradori 
Titolo tesiSentieri di rinascita – il lungo cammino per ritrovare se stessi L’arte del camminare come strumento educativo – riabilitativo
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof. Cristian Vecchiet
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 19 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Questo lavoro vuole esplorare l’antico e semplice tema del cammino, per dimostrare come possa rappresentare un possibile ed efficace strumento educativo – riabilitativo. Camminare, muovere un passo dopo l’altro, è una delle più ancestrali acquisizioni e funzionalità umane. Eppure oggi, nella società della velocità, della tecnologia e delle immediate connessioni tra distanze ormai non più impossibili, rappresenta qualcosa di dimenticato, poiché richiede tempo, impegno fisico, pazienza. Attraverso una descrizione antropologica e filosofica del cammino, viene svelato il suo ampio e potente significato simbolico, per poi dimostrarne le applicazioni all’interno dell’ambito sociale. In particolar modo vengono affrontate le tematiche della Montagnaterapia e dei lunghi cammini per adolescenti come pena alternativa al carcere, esplicitandone le valenze e i principi pedagogici rintracciabili in queste esperienze come strumento educativo.

The principal aim of this thesis is to investigate the ancient and apparently simple theme of walking, in order to prove how it could represent an effective educational and rehabilitative tool. The deed of walking by putting one foot after the other is one of the most ancestral human acquisitions and functionalities. However nowadays, in the coeval society, fast knowledge, advanced technology and immediate connections despite the considerable distances hold a predominant position in our lives. In fact, not only does walking require time and physical effort but also patience, which is why in our dynamic world the deed of walking risks to be underestimated and forgotten. In the first place, through an anthropological and philosophical description of walking, its wide as well as powerful symbolic meaning is revealed and analysed. In the second place, its application within the social sphere is taken into account and consequently demonstrated. More specifically, this work deals with the topics of “Montagnaterapia” and the long walks model, conceived as an alternative punishment targeted towards adolescents instead of going to the detention camp. The emphasis is focused on the values and pedagogical principles which can be identified in the educational instrument of walking experiences.

La Terapia Multisistemica in acqua: uno strumento innovativo per costruire relazioni significative

Studente: Elisa Guariento
Titolo tesiLa Terapia Multisistemica in acqua: uno strumento innovativo per costruire relazioni significative
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof.ssa Luciana Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Lorenzo Biagi
Data discussione tesi: 16 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

In questo lavoro di tesi si è analizzata l'importanza della Terapia Multisistemica in acqua, la quale, agisce sulle aree funzionali compromesse di bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico, servendosi di un elemento naturale, l'acqua, come attivatore relazionale. Infatti, tale terapia cerca di apportare benefici in particol ar modo sul sistema relazionale, secondo cui, i miglioramenti potrebbero tradursi in miglioramenti nelle altre aree funzionali. La costruzione della relazione è mediata da alcuni elementi terapeutici quali l'acqua, le emozioni, le immagini e il gioco. Scop o di questo studio è sottolineare l'importanza della terapia per qualificare la vita dei soggetti a cui si rivolge ed evidenziare la valenza dell'educatore, in quanto professionista della relazione educativa e possibile terapeuta a sostegno di questo inter vento. Un ulteriore obiettivo che mi sono posta è quello di cogliere l'applicazione teorica e metodologica della terapia mediante l'osservazione di un caso. Al fine di raggiungere il primo e il secondo obiettivo, ho adottato una metodologia compilativa, la cui ricerca è indirizzata ai presupposti teorici, alle fasi e ai destinatari della terapia e alle premesse in merito alla costruzione della relazione educativa, la quale vede come protagonista l'educatore sociale. Mentre, la metodologia utilizzata al fine di raggiungere l'ultimo obiettivo è un'esperienza concreta, sul campo di Terapia Multisistemica in acqua, la quale, va a comporre l'analisi di un caso. Le condizioni perché tale terapia apporti benefici sono: la predisposizione di un intervento in età pre coce e sviluppato in un arco temporale lungo e l'attuazione di una collaborazione con altri interventi. Pertanto, la Terapia Multisitemica in acqua non può essere sostitutiva o entrare in contrasto con altri percorsi terapeutici, bensì deve tendere a diven tare parte integrante di un processo e di un progetto riabilitativo più ampio.

In this thesis work has been analyzed the importance of Multisystem Aquatic Therapy, which acts on the impaired functional areas of children and young man with autism spectr um disorder, using a natural element, water, as a relational activator. In fact, this therapy try to generate benefits especially to the relational system, which improvements could translate into improvements in other functional areas. The construction of the relationship is mediated by some therapeutic elements such as water, emotions, images and play. The purpose of this study is to emphasize the importance of therapy to qualify the life of the subjects that it is addressed and highlight the value of the educator, as a professional of the educational relationship and possible therapist in support of this intervention. A further goal that I ser myself is to catch the theoretical and methodological application of therapy trought the observations of a case. In order to achive the first anche the second objectives, I adopted a compilation methodology whose research is addressed to the theoretical assumptions, to the phases and recipients of the therapy and to the premises concerning the construction of the edu cational relationship, which sees as protagonist the social educator. While, the methodology used in order to achieve the ultimate goal is a concrete experience, in the field of Multisystem Aquatic Therapy, which, goes to compose a critical analysis of a case. The conditions for such therapy to be beneficial are: the predisposition of an intervention at an early age, developed over a long period of time and the implementation of a collaboration with other interventions. Therefore, Multisystem Aquatic Therapy cannot be a substitute or a contrast to other therapeutic pathways, but must tend to become an integral part of a wider rehabilitation process and project.

Il bilinguismo nella scuola d’infanzia: risvolti educativi

StudenteVanin Francesca
Titolo tesiIl bilinguismo nella scuola d’infanzia: risvolti educativi
Docente relatore: Prof.ssa Luciana Rossi
Docente controrelatore: Prof. Enrico Miatto
Presidente commissione di tesi: Prof. Lorenzo Biagi
Data discussione tesi: 16 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

La scelta del tema del bilinguismo infantile è nata dall’interesse per le dinamiche e i percorsi che permettono ai bambini di apprendere una seconda lingua e dalla consapevolezza dell’influenza che tutto ciò ha sotto il profilo educativo e relazionale. Utilizzando un metodo d’indagine fondato sullo studio di un caso, si è cercato di comprendere come avviene il processo di apprendimento della lingua di adozione comportando, sin dalla tenera età, benefici cognitivi ed emotivi nel bambino. Questa ricerca prende avvio dalle teorie più importanti in tema di apprendimento linguistico. Si prosegue poi con il tratteggiare la figura del bambino bilingue, puntualizzando quali sono i fattori che influiscono sul bilinguismo infantile e che le tipologie esistenti. In seguito verrà delineato il ruolo della lingua madre e i punti di forza, ma anche le difficoltà che si possono evidenziare nel bilinguismo. La riflessione, fino a questo punto condotta, sarà avvalorata dall’analisi di un caso reale costituito dalla presentazione di un’esperienza vissuta all’interno di un centro infanzia bilingue.

The decision to speak about the child bilingualism was born from the interest in the process that allows the children to learn a second language and from the awareness of the influence of these factors on the educational and relational profile. From a specific case, the learning process of the second language is analysed, other than the cognitive and emotional correlated benefits that the child is able to acquire since early childhood. The research project is originated from the most important theories of the linguistic learning. The discussion continues describing the nature of the bilingual child, focusing on the major factors that influence the child's bilingualism and the different types of bilingualism identified. Than the native language’s role, its strengths, but also the difficulties that could rise are identified and analysed. The assumptions will be confirmed by the analysis of a real case from a practical experience in a bilingual nursery school.