L’insondabile decisione dell’essere. L’enigma della libertà e il dramma del ri-cominciare. Ragazzi difficili e scenari pedagogici, tra fenomenologia e psicoanalisi

Studente: Leonardo Rigoni
Titolo tesiL’insondabile decisione dell’essere. L’enigma della libertà e il dramma del ri-cominciare. Ragazzi difficili e scenari pedagogici, tra fenomenologia e psicoanalisi
Docente relatore: Prof. Moreno Blascovich
Docente controrelatore: Prof. Carlo Presotto
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 8 gennaio 2020
Laurea Triennale Internazionale inScienze dell'educazione - Educatore sociale

Lo scopo di questa tesi è quello di capire che possibilità di ricominciare possa dare un percorso in comunità per minori a quelli che Piero Bertolini chiama i “ragazzi difficili”. Un altro obiettivo sarà anche quello di comprendere se essi abbiano o meno la libertà per scegliere di aderire alla “vita buona” proposta dagli educatori, oppure essi siano solo determinati dalle circostanze. Si tenterà di articolare una risposta analizzando in particolare i testi di Piero Bertolini (1931-2006), pedagogista italiano che è stato impegnato per molto tempo in prima linea con i ragazzi difficili, e di Jacques Lacan (1901-1981), psicoanalista francese che ha contribuito notevolmente alla riflessione antropologica – e non solo – intorno allo statuto del soggetto. In un primo momento si confronteranno alcune ipotesi di lettura della soggettività legate al paradigma eziologico, proprio del metodo scientifico, con quelle proposte dalla teoria fenomenologica e dalla teoria psicoanalitica. Si proporrà quindi una visione della prassi pedagogica e della posizione etica dell’educatore nei confronti del ragazzo. Si proseguirà poi tentando di tratteggiare il profilo del “ragazzo difficile” secondo la teoria di Bertolini per poi descriverne la sua possibile strutturazione in chiave psicoanalitica. Infine, si proverà di analizzare che possibili ricadute pedagogiche possano essere attinte dalla visione del soggetto e dai paradigmi di riferimento adottati e descritti nei capitoli precedenti.

The aim of this thesis is to understand the possibility of starting over can give a path in a community for minors to those that Piero Bertolini calls “tough guys”. Another target will be to understand if they have or not freedom to choose to adhere to the “good life” proposed by educators, or they are only determined by the circumstances of life. An attempt will be made to articulate an answer analysing in particular the texts of Piero Bertolini (1931-2006), an Italian pedagogist engaged for a long time in the front line with “tough guys”, and Jacques Lacan (1901-1981), a French psychoanalyst who has contributed greatly to anthropological refletion – and not only – around the status of the subject. At first some hypothesis of reading of human subjectivity related to the etiological paradigm will be compared with those proposed by phenomenological theory and psychoanalytic theory. A vision of the pedagogical practice and of the ethical position that an educator should take towards the guy, will then be proposed. The thesis continued by delineating the profile of the “tough guy” according to Bertolini’s theory and describing his possible structuring in a psychoanalytic key. At last an attempt will be made to analyse the possible pedagogical effects can be drawn from the vision of the subject and from the reference paradigms adopted and described in the previous lines.