images/grafica/TESTATE/pedagogia/showroom.png

La Viarte, il tesoro nascosto nei campi

Ecco il racconto di Giovanna Maria Previati di un'esperienza realizzata in un viaggio di istruzione collegato ad un laboratorio dei corsi Baccalaureato/Laurea Magistrale in Progettazione e gestione degli interventi socio-educativi del Dipartimento di Pedagogia.

«Sono le ore 9 di un limpido venerdì di fine aprile, quando da diverse regioni del nord Italia partono una quarantina di studenti tutti diretti in un unico luogo: Santa Maria la Longa, in provincia di Udine.

Siamo noi, educatori in cammino che stanno frequentando il corso di Laurea Magistrale di “Progettazione e Gestione degli interventi socio-educativi” presso lo IUSVE; siccome la professione dell’educatore è sempre un dinamismo, la nostra docente Nadia Carestiato ha pensato di portarci in Friuli a conoscere “La Viarte”, opera salesiana che lavora per l’accoglienza e l’inclusione sociale dei giovani con svantaggio sociale.

Quest’anno un corso inaspettato ci viene presentato nel piano di studi: Agricoltura Sociale. Più o meno nota a tutti, nelle sue varie sfaccettature, abbiamo intrapreso un approfondimento su questa tematica tanto concreta quanto interessante. Ci siamo entrati fino in fondo, fino a farci aprire le porte da chi, con l’Agricoltura Sociale, ha deciso di investirci un sogno, un progetto, per dare una possibilità in più a chi non ha ancora trovato la sua strada.

La giornata alla Viarte inizia con una introduzione di Giosuè e Vicenzo, operatori con competenze diverse (psicologia ed educazione sociale), colleghi ed infine anche amici che portano avanti il progetto da poco più di un anno. La loro passione ci coinvolge e ci viene presentata la Viarte in tutte le sue sfaccettature, dall’accoglienza residenziale all’opportunità occupazionale come borsa lavoro, passando per il servizio civile e i corsi di formazione. Le cose da dire sono tante, ma noi siamo interessati a vedere con i nostri occhi ciò che i ragazzi, insieme agli educatori e agli agronomi, producono con le loro mani. Allora ci portano a vedere le loro serre e la variabilità di prodotti dell’orto: camminando per le serre tutto ci sembra molto curato e qualche ragazzo più o meno timidamente si fa avanti per dire: “questo è frutto del nostro lavoro”. Quanto pensiero, quanto sudore, quante strategie e fatiche dietro una piccola pianta…

L’ora si è fatta tarda e la mattinata è terminata, rimane il tempo per un pranzo conviviale e di condivisione tra studenti, ragazzi, professori, operatori. Ci godiamo questo momento insieme e mentre mangiamo le verdure preparate dai ragazzi pensiamo al processo invisibile che sta dietro a un semplice ortaggio che si compra in un GAS o in un mercato locale. Un ortaggio che porta con sé una storia che ha bisogno di essere conosciuta, un sapore che parla di qualcuno e di una comunità che desidera mettersi in gioco per migliorare la vita di altri e arricchire il proprio territorio.

Rimane per ora un tesoro nascosto nei campi, riservato ai cercatori più appassionati, ma siamo sicuri che presto, con l’aiuto di tante persone, potrà diventare un luogo di crescita per tutti quelli che intorno a questo progetto si incontreranno.»

Bando per il Servizio Civile Nazionale Fondazione San Gaetano

E' aperto il nuovo bando di selezione per i volontari di Servizio Civile presso la Fondazione San Gaetano nell'ambito dei Servizi alla Persona e delle Dipendenze, sedi di Vicenza e Padova.

Decidi di svolgere un anno di Servizio Civile alla Fondazione San Gaetano e potrai fare un'esperienza di 12 mesi presso una delle realtà più significative del Veneto nell'ambito dei Servizi alla Persona e delle Dipendenza. 
Si accolgono 17 volontari in 10 sedi in provincia di Vicenza e Padova. 

Il presente progetto prevede due diversi ambiti di realizzazione all’interno dei Servizi proposti dalla Fondazione di Partecipazione San Gaetano Onlus: da un lato i Servizi Residenziali, rivolti a soggetti con problemi di dipendenza, dall’altro la Comunità Educativa per Minori Cà Edimar. L’obiettivo generale del progetto è quello di ampliare e migliorare la qualità delle attività dei servizi alla persona della Fondazione connessi al trattamento delle tossicodipendenze e più ampiamente al disagio minorile attraverso il contributo dei volontari del Servizio Civile.

Attraverso la loro partecipazione il progetto “Occasioni e luoghi per ricominciare” si propone di migliorare le attività occupazionali già presenti nelle sedi della Fondazione sia in termini quantitativi che qualitativi, ampliare l’offerta di attività che hanno a che fare con la riappropriazione del quotidiano e il recupero delle capacità residue. L’apporto di attività laboratoriali non terapeutiche, infatti, può contribuire al miglioramento della presa in carico dell’utenza. Essa intende configurarsi come presa in carico della persona nella sua interezza, nel rispetto della sua storia, del suo vissuto e del contesto sociale e affettivo da cui proviene.
Tutto questo è avvalorato dai dati stessi riguardanti i soggetti presi in carico nel 2014 dalla Fondazione: in riferimento alle aspettative sull’ambiente comunitario è emerso, infatti, che ben il 43% degli utenti, al momento dell’ingresso nelle nostre strutture, ha l’aspettativa di sentirsi in un ambiente familiare.

Il bando scade il 30 Giugno 2016 alle ore 14.00.

Per informazioni: www.fondazionesangaetano.it
tel: +39 0444 571947
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Silent Play: scoprire la Gazzera con l'iPod

È un modo nuovo per guardare al proprio territorio, con la sua storia, le sue caratteristiche ambientali e sociali. Non una visita guidata, ma un racconto, ascoltato con l'iPod, che spinge a interagire con la realtà circostante: e si tramuta così anche in una forma di teatro, sulla strada. Perché i partecipanti si trasformano in attori, creando situazioni inedite per i passanti.

È andato in scena oggi, alla Gazzera, il primo esperimento veneziano di Silent Play, l'invenzione di Matteo Balbo e Carlo Presotto della compagnia “La piccionaia – I Carrara”. Dopo i primi esperimenti vicentini - presso i siti minori Unesco, la Basilica palladiana, l'ex aeroporto Dal Molin, il festival biblico - questa volta il duo di attori-registi è stato coinvolto dalla locale università salesiana, Iusve. La docente Lucia Ferraro (Progettazione di nuovi linguaggi educativi) ha chiesto ai propri studenti del secondo anno di PED/Educatore sociale di attuare una forma di Silent Play nel quartiere in cui studiano, «per produrre ricerca, incontro, conoscenza».

Un gruppo di una trentina di partecipanti – residenti, curiosi, altri studenti, insieme al delegato per le Politiche culturali della Municipalità Stefano Allorini – ha percorso i luoghi della vita quotidiana, sotto le istruzioni degli studenti di Iusve. Quello proposto agli “esplor-attori” è “Un altro sguardo” - il titolo scelto per la manifestazione – sui palazzoni di edilizia residenziale, sulle piccole perle naturalistiche esistenti (come il parco Picchio) e quelle ormai scomparse sotto il cemento (come il rio Dosa, percorso con il suono di un ruscelletto nelle orecchie). Il viaggio è arricchito di stimoli sensoriali: profumi, cibi da gustare, colori da riconoscere, legno da toccare, libri da leggere, palloncini che si stagliano contro il cielo.

Dopo la prova generale potrebbero arrivare anche le repliche: a settembre magari, propone Allorini, quando si recupererà la Notte Rosa del quartiere che si sarebbe dovuta tenere proprio oggi.