L'utilità sociale del welfare pubblico

Studente: Basso Annalisa
Titolo tesi: L'utilità sociale del welfare pubblico
Docente relatore: Prof. Antonini Giulio
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Crocetta Christian
Data discussione tesi: 07 marzo 2018
Laurea Magistrale in: Governance del welfare sociale 

La tesi proposta in questo elaborato mira ad analizzare e mettere in evidenza le caratteristiche assunte nell’attuale momento storico dal welfare, con l’ambizioso obiettivo di approfondire l’utilità sociale del welfare pubblico. Da sempre la Politica, lo Stato si è fatto attore delle azioni di welfare con obiettivi principalmente di ordine pubblico e di controllo, più che obiettivi di eguaglianza e medesime opportunità per tutti i cittadini, infatti se così fosse l’intero percorso scolastico, compresa l’università dovrebbe essere garantito per tutti, invece così non è. Come lo stesso sta accadendo anche per la salute, sempre più spesso ci si trova ad avere la necessità di interventi sanitari, che non sono garantiti dalla sanità pubblica. Abbiamo modo di mettere in luce questa specificità, di mettere in luce quanto sia necessaria una gestione/azione pubblica di welfare e non solo su pochi e sparuti ambiti, ma ad ampio raggio. Anche i recenti provvedimenti del governo, in particolare per il reddito d’inclusione, mirano a mettere le basi per diffondere politiche di uguaglianza, anche se tali provvedimenti, sia per la portata economica, che per le poche persone che raggiungono, non riusciranno a produrre grossi cambiamenti.
L’analisi evidenzia, purtroppo per la realtà italiana, la necessità di intervenire, come esprime nel proprio intervento il Presidente Mattarella, le cui parole sono illuminanti: I cambiamenti, tuttavia, vanno governati, per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità. L’autentica missione della politica consiste proprio nella capacita di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusto e sostenibile la nuova stagione che si apre. La cassetta degli attrezzi, per riuscire in questo lavoro è la nostra Costituzione, ci indica la responsabilità nei confronti della Repubblica e ci sollecita a riconoscere comunità di vita’. Intervenire nel contesto italiano deve avere come primo obiettivo quello di superare le caratteristiche tipiche del nostro welfare:
- Particolarismo;
- Cultura clientelare;
- Modello dualista di welfare;
- Trasferimento di reddito;
- Cultura familistica.
Questo scenario viene anche confermato dalle varie interviste fatte, sia a persone del settore, Dirigenti di Centri di Servizio, sia pubblici che privati, Dirigenti di Aziende ULSS, Amministratori, ecc., ma anche a persone comuni. Sono state raccolte circa 80 questionari, presentati a persone di diverse età, e ne è emerso che per quanto riguarda i tecnici esperti del settore, la risposta era vincolata alla posizione che occupavano. Per tale motivo l’indagine in un primo momento pensata per tecnici/esperti del settore, è stata allargata alle persone più diverse soprattutto i giovani, che risultano essere poco interessati alla parte economica, ma molto interessati alla parte gestionale, al contesto, a creare strutture, reti, relazioni. In sintesi sono propensi ad un sistema permetta al singolo di sentirsi tutelato, ed alla comunità di programmare per il proprio futuro.
Dall’indagine emerge una ipotesi di intervento che si è andata a strutturare nell’ultimo capitolo, che illustra una proposta di gestione del welfare pubblico che rappresenta anche un modello di utilità sociale. Tale proposta mira al cambio di paradigma e intende costruire un welfare concepito come ambito di sviluppo e crescita in grado di concorrere, al pari di altri asset territoriali, a determinare i fattori di sviluppo del territorio, anziché relegare le politiche sociali al rango di sostanziale costo per la collettività. Le politiche sociali, per andare oltre ad un ruolo meramente assistenziale ed emergenziale, devono necessariamente trovare forme di integrazione e raccordo con le politiche del lavoro, della formazione, dell'integrazione, dell'innovazione e dello sviluppo. È un percorso che ha costante bisogno di innovazioni, di cambiare come cambia la società, in primis perché le domande di aiuto non sono destinate a diminuire, ma anche perché le domande stesse sono sempre più diverse ed articolate. Non tenere conto di questi cambiamenti, di queste domande espresse, significa accettare anzi, favorire che la sofferenza diventi disperazione, abbandono, conflittualità, crisi di fiducia. E questo si collega alle prime pagine dell’elaborato dove troviamo che persone che non sono lasciate sole da parenti o amici, ma sono lasciate sole dalle istituzioni, e piuttosto che continuare ad essere un peso decidono di togliere il disturbo.

"The present paper aims to analyse and highlight the traits that welfare has acquired at the current historical point, with the ambitious purpose of examining in depth the social benefits of public welfare. Politics has always taken charge of pursuing welfare measures with objectives linked to public order and control, rather than to equality or equal opportunities for all citizens. Indeed, if it were like that, the entire schooling, including university, would be guaranteed for everybody, but this is not the case.
The same critical situation affects the national healthcare system: more and more often the citizens find themselves in need to undergo health interventions that are not covered by system. This unprecedented situation emphasises the urgent requirement of political welfare management, not just in a few minor fields, but with wide-ranging actions. Some of the government’s most recent actions lay the foundations for the making of equality policies, as it is the case with the so-called “inclusion income”; However, these political efforts will not be able to generate major changes, due to their scarce economic significance and to the exiguous number of people they affect. This paper highlights the need for intervention, especially in the Italian context, as suggested by the President Mattarella, in one of his recent speeches, whose words on this matter are enlightening: “Improvements