Prendersi cura di chi si prende cura: formazione sostenibile e generativa per educarsi ad un welfare di prossimità

Studente: Della Valle Sergio
Titolo tesi: Prendersi cura di chi si prende cura: formazione sostenibile e generativa per educarsi ad un welfare di prossimità
Docente relatore: prof. Albarea Roberto
Controrelatore: prof. Salerno Vincenzo
Presidente Commissione di Tesi: prof. Crocetta Christian
Laurea magistrale in: Governance del welfare sociale
Data: 11/03/2015

Riflessività, circolarità, apertura al plurale sono costanti che caratterizzano un approccio sostenibile e generativo alla progettazione e conduzione di percorsi formativi nell’ambito delle professioni di aiuto e di cura. Il presente lavoro, a partire dalla suggestione del pensiero e dell’azione di Danilo Dolci, Gregory Bateson, Paulo Freire, sviluppa l’idea dell’ educazione come sostegno alle persone nella presa di coscienza, maturazione ed elaborazione di competenze trasversali e sociali e della formazione come particolare intenzione dell’agire educativo caratterizzata da reciprocità e creatività. In questo spazio la figura del formatore deve essere in grado di porsi come facilitatore proponendo strumenti riflessivi ed operativi per esercitare l’ascolto attivo e favorire l’emersione e la condivisione dei saperi esperienziali. Pratiche narrative ed autobiografiche, giochi sociali, metodologie di community participation, sono proposti e valorizzati, in questo lavoro, come strumenti di confronto, conoscenza e cooperazione, in contesti di formazione di professionisti della relazione di aiuto e di cura. Vedere riconosciuta la propria esperienza, accreditata la propria narrazione, apprezzato il proprio sapere esperienziale in un’ottica di circolarità tra riflessione ed azione, tra esperienza, condivisione di pratiche e capacità progettuale, rappresenta un importante veicolo di empowerment e cittadinanza che allontana il rischio di isolamento e la sensazione di lavorare in situazioni che non abbiano un ritorno in termini di crescita e di prospettiva. La scelta di dedicare l’ultimo capitolo del presente lavoro alla narrazione di alcuni aspetti della personale esperienza di formazione e supervisione rivolta ad assistenti familiari risponde alla convinzione che il benessere di persone assistite a domicilio non possa essere disgiunto dalla preparazione, dal benessere lavorativo e dal riconoscimento professionale delle persone che le assistono nella quotidianità. L’educazione ad un welfare di prossimità, che tenga conto dei bisogni e delle esigenze delle persone disabili o malate e delle loro famiglie, che passi attraverso pratiche di attivazione della sussidiarietà orizzontale, di messa in azione della rete sociale e delle risorse della comunità, deve assumere come prioritario impegno l’identificazione e la giusta valorizzazione del lavoro quotidiano di aiuto e di cura delle assistenti familiari.

Reflexivity, circularity, openness to the plural are constants that characterize a sustainable and generative approach to planning and leading of training courses for helping and caring professions. This paper, from the suggestion of thought and action of Danilo Dolci, Gregory Bateson, Paulo Freire, discusses the idea of education as a support to people in awareness, maturation and development of soft and social skills and the idea of training as a particular intention of acting education, characterized by reciprocity and creativity. In this space, the figure of the trainer must be able to act as a facilitator by offering reflexive and operational tools to exercise active listening and to encourage the emergence and the sharing of experiential knowledge. Autobiographical and narrative practices, social games, community participation methodologies are proposed and promoted, in this paper, such as tools for discussion, knowledge and cooperation, in the context of training of professionals of the relationship of help and care. Recognition of their own experience, credit for their own narrative, appreciation of their own experiential knowledge in a viewpoint of circularity between reflection and action, among hands-on experience, experience sharing and planning capability, are, for persons, an important vehicle of empowerment and citizenship, that removes the risk of isolation and the feeling of working in situations that do not have a return in terms of growth and perspective. The decision to dedicate the last chapter of this paper to an expository writing of some aspects of personal experience of training and supervision aimed at caregivers responds to the belief that the welfare of people cared for at home cannot be dissociated from the preparation, from wellbeing at work and the professional recognition of persons who assist them in the everyday life. Education about a proximity welfare, which takes into account the needs and the necessities of the disabled or sick persons and their families, provided through practical steps of activation of horizontal subsidiarity, to put in action the social network and the community resources, must assume as a priority commitment the identification and the correct appreciation of the daily work of help and care of family caregivers.