Il budget di salute: un esempio di buona prassi per come riconfigurare la governance del welfare delle moderne società liquide in termini abilitanti la generazione di capitale sociale e la capacitazione personale

Studentessa: Anna Martignago 
Titolo tesi: Il budget di salute: un esempio di buona prassi per come riconfigurare la governance del welfare delle moderne società liquide in termini abilitanti la generazione di capitale sociale e la capacitazione personale.
Docente relatore: prof. Ranieri Zuttion
Docente controrelatore: prof. Giulio Antonini
Presidente Commissione di tesi: prof.Vicenzo Salerno
Laurea magistrale in: Governance del welfare sociale
Data discussione tesi: 12/03/2016

Il processo di globalizzazione dell’economia di mercato capitalistica, iniziato negli anni ‘80 del secolo scorso, promuove strutturalmente l’affermazione di una società liquida, caratterizzata da una progressiva polarizzazione della distribuzione delle ricchezze sia fra stati che fra gruppi sociali all’interno di questi, condizionando, spesso in direzione svantaggiosa, le opportunità di autorealizzazione delle persone creando nuovi ed inediti rischi di vulnerabilità ed esclusione sociale. Rischi che i tradizionali welfare state faticano sostenere, in quanto nati e strutturati per creare un benessere sociale centrato sulla “solidarietà impositiva” compatibile con le risorse, le esigenze ed i bisogni di un diverso modello di sviluppo economico: quello dell'economia “moderna” o delle produzioni di massa.
Diviene urgente, quindi, una radicale riconfigurazione dei sistemi di welfare, che chiama in causa i presupposti, gli obiettivi ed il tipo di benessere sociale che si intende perseguire, nonché la capacità e le modalità regolative ed operative degli attori del welfare chiamati a realizzarlo.
Il “Budget di salute” viene qui analizzato come esempio di buona prassi nella riconfigurazione di una governance del welfare abilitante la generazione di capitale sociale e la capacitazione personale.
La sua attuazione presuppone il superamento dell’attuale concezione antropologico- individualista alla base della teoria economico-finanziaria capitalistica, per sostituirla con un impianto antropologico, culturale ed etico capace di valorizzare i beni relazionali nella creazione del bene comune.
L’analisi del budget di salute offre un punto d’osservazione privilegiato per riflettere sulle caratteristiche che informano un sistema di welfare inclusivo e generativo di valore sociale, attraverso un sistema di opportunità / capacitazioni che offra alla persona la libertà di scegliere non solo i mezzi per un dato fine, ma anche il fine stesso.
Impostazione, questa, che supera l’orientamento attualmente prevalente, volto ad estendere alle persona in stato di bisogno la libertà di scelta tra i mezzi “messi a disposizione” da un welfare definito in termini di interesse generale.
Gli aspetti antropologici – culturali, che informano la proposta di sistema di welfare inclusivo promossa nel budget di salute, sono un contributo originale al dibattito odierno volto a individuare e definire le caratteristiche che meglio rispondono ai bisogni dei cittadini del XXI secolo, e, al contempo, offrono un interessante contributo alla riflessione sul senso di un lavoro professionale per quanti, come la relatrice, vorrebbero poter sviluppare il proprio impegno nell’ambito dei servizi alla persona improntati al rispetto e alla valorizzazione della sua dignità.