Il ruolo delle emozioni nello sviluppo di una cultura di gruppo partecipativa. A partire da l'intelligenza delle emozioni di Martha Nussbaum.

Studente:  Rachele Vazzoler
Titolo tesi: Il ruolo delle emozioni nello sviluppo di una cultura di gruppo partecipativa. A partire da L' intelligenza delle emozioni di Martha Nussbaum.
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 2 marzo 2021
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Il gruppo, nel suo essere corpo intermedio, è luogo in cui poter sperimentare una dimensione generativa della vita collettiva e sviluppare relazioni e dinamiche feconde in cui ciascuno veda prese in carico le proprie istanze di bisogno e i propri desideri di una vita buona, e sia strappato dall’anonimato. L’uomo non è fatto per vivere da solo ma in comunità, creando relazioni di reciprocità e mutua cura; e ciò è possibile grazie a dinamiche partecipative che consentano alle persone di esprimersi, di confrontarsi e influenzarsi, per creare qualcosa di comune. Questi processi necessitano di alcune condizioni, tra le quali l’attenzione all’emersione delle emozioni. Il fenomeno emotivo, infatti, così come concepito da Martha Nussbaum, riguarda degli elementi della vita dell’uomo che egli non può controllare pienamente ma che sono importanti per la sua prosperità. Riguarda, cioè, i bisogni e i valori che caratterizzano la vita di quella persona. Questi vissuti hanno origine nei primi anni di vita del bambino, subiscono fortemente l’influenza della sua storia personale e continuano poi ad essere plasmati lungo tutta l’esistenza dai vari contesti di appartenenza. Da qui l’attenzione ai gruppi e alla loro cultura, la quale determina le norme che pertengono alle relazioni tra i vari membri. Legittimare una cultura emotiva che consenta la partecipazione è, quindi, fondamentale, come lo è riconoscere quali emozioni e quali credenze fanno ripiegare le persone su sé stesse, non riconoscendo e non esponendo il loro stato di bisogno, che è sempre possibile punto di partenza per cambiamenti generativi.

The group, as intermediate body, is where people can experience the generative dimension of community life and develop fruitful relationships and dynamics which aim to a mutual response to each other’s needs and desires of a good life and where people are pulled out of anonimity. Man is not made to live alone, but in community, creating relationships of reciprocity and mutual care; and this is possible thanks to participatory dynamics, which allow people to express themselves, to discuss and influence each other, to create something shared. These processes require certain conditions, including attention to the emergence of emotions. The emotional phenomenon, in fact, as conceived by Martha Nussbaum, concerns elements of human life that people cannot fully control, but that are important for their prosperity. That is, it concerns the needs and values that characterize a person's life. These experiences originate during the early years of a child's life, are strongly influenced by their personal history and then are continuosly shaped by all the contexts to which they belong throughout their life. Hence the attention to groups and their culture, which determines the rules concerning the relationships among the various members. Thus, legitimating an emotional culture that allows participation is fundamental, and the same holds true for recognizing which emotions and beliefs make people closed in on themselves, unable to recognize and manifest their state of need, which is always a possible starting point for generative changes.