I bambini con spettro autistico: attività a sostegno dell'intersoggettività

Studente: Alissa Niang
Titolo tesi: I bambini con spettro autistico: attività a sostegno dell'intersoggettività
Docente relatore: Prof.ssa Viviana Schiavon
Docente controrelatore: Prof.ssa Claudia Andreatta
Presidente commissione di tesi: Prof. Lorenzo Biagi
Data discussione tesi: 22 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

Questa tesi vuole mettere in luce l’importanza della questione intersoggettiva nel trattamento dell’autismo all’interno degli asili nido. Ho scelto quindi la pratica del gioco come attività che le educatrici possono attuare all’interno della sezione come sostegno all’intersoggettività. Fu Trevarthen per la prima volta ad osservare come i neonati avviassero scambi comunicativi con la madre già dai primi mesi vita: inizialmente con lo sguardo fino ad arrivare ad abilità più complesse come l’imitazione dei gesti o delle parole che essa pronunciava. Questo permetteva al bambino di conoscere il modo in cui comunicare con il mondo e sviluppare quindi tutte le sue abilità. Questo può non accadere o rimanere non del tutto espresso. Nell’autismo gran parte dei deficit riguarda anche la matrice intersoggettiva dell’individuo. Il bambino infatti appare estraniato da ciò che lo circonda spesso perché è mancata la prima comunicazione intersoggettiva con la madre. Negli ultimi anni nuovi approcci hanno considerato la questione dell’insegnamento di queste abilità, tra queste il Modello Denver e il DIR/Floortime. Attraverso questi nuovi modelli presenterò alcuni giochi risultati molto stimolanti per la parte intersoggettiva sia di bambini autistici, sia di bambini con normo-sviluppo. Il primo approccio è caratterizzato da interventi precoci, fortemente studiati per raggiungere l’obbiettivo tenendo sempre conto dell’aspetto divertente dell’attività, ha la particolarità di indirizzare questi interventi non solo in un rapporto 1:1 ma piuttosto nell’introduzione all’interno di gruppi. Il secondo modello mira molto alla collaborazione tra famiglia e terapeuta che operano in simbiosi partendo dagli interessi spontanei del bambino per creare attività di gioco e scambi relazioni sempre più complessi.

This thesis aims to highlight the importance of the intersubjective issue in the treatment of autism within nurseries. Since often, within these structures, there are no support figures for autistic children, I think it is interesting that the whole team has methodological indications to be able to work with them within the section; this is why I chose the practice of play as a support for intersubjectivity. It was Trevarthen who observed for the first time how newborns initiated communicative exchanges with their mother from the first months of life: initially with the look up to more complex skills such as the imitation of gestures or words that she pronounced. This allows the child to know how to communicate with the world and thus develop all his skills. This may not happen or may not be fully expressed. In autism, most of the deficits also concern the subject's intersubjective matrix. In fact, the child appears estranged from what surrounds him often because the first intersubjective communication with the mother is missing. Precisely for this reason it is important to create, within educational projects, objectives regarding intersubjective skills. In recent years, new approaches have considered the issue of teaching these skills, including the Denver Model and DIR / Floortime. Through these new models I will present some games that are very stimulating for the intersubjective part of both autistic children and children with normal development. The first approach is characterized by early interventions, heavily studied to achieve the goal, always taking into account the fun aspect of the activity. The second model aims a lot at the collaboration between family and therapist who work in symbiosis starting from the spontaneous interests of the child to create play activities and exchanges of increasingly complex relationships.