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Il pedagogista a colloquio con le famiglie. Uno sguardo nei servizi alla prima infanzia

Studente: Laura Scalco
Titolo tesi: Il pedagogista a colloquio con le famiglie. Uno sguardo nei servizi alla prima infanzia
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof.ssa Viviana Schiavon
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 22 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Scienze pedagogiche

Il presente lavoro di tesi vuole individuare nel colloquio relazionale, uno strumento del pedagogista per favorire un tempo e uno spazio, sia presente che a distanza, per lo sviluppo di un’alleanza orientata alla crescita delle potenzialità del bambino e della sua famiglia. Il colloquio rappresenta di conseguenza un’occasione dove gli interlocutori hanno la possibilità di essere protagonisti del proprio cambiamento e dove possono esporsi come autentici senza giudizi o interpretazioni. Le modalità di conduzione entro cui si sviluppa il colloquio pedagogico relazionale prendono riferimento dal pensiero di Carl Rogers dove l’attenzione viene posta sull’individuo come autonomo e capace di creare progetti di vita. Il colloquio con le famiglie così inteso rappresenta il primo incontro in ambito dei servizi alla prima infanzia e richiede sia la conoscenza che l’utilizzo da parte del professionista di un insieme di strategie e caratteristiche personali atte a creare un contesto in cui gli interlocutori possano esprimersi, all’interno di un’atmosfera di non direttività e di ascolto. Le tecniche utilizzate della comunicazione verbale e non verbale sono: la riformulazione e le domande. Queste permettono al pedagogista di entrare in contatto in maniera funzionale in merito al processo educativo e di promuovere un cambiamento consapevole nella famiglia che deve definire il proprio essere genitoriale. Nella pratica il colloquio all’interno del servizio per l’infanzia può essere sia orientato verso un processo di informazione e riflessione della singola famiglia, esplicato nei colloqui individuali, o partecipato e condiviso, dove si possono trovare dei momenti collettivi ove è possibile stabilire un dialogo allargato con diverse famiglie e diverse realtà, nel caso dei colloqui di gruppo.

This thesis work aims to identify in the relational interview, an instrument of the pedagogist to promote a time and a space, both present and remote, for the development of an alliance oriented to the growth of the potential of the child and his family. The interview therefore represents an occasion where the interlocutors have the opportunity to be protagonists of their own change and where they can expose themselves as authentic without judgments or interpretations. The methods of conduct within which the pedagogical relational interview develops take reference from the thought of Carl Rogers where attention is placed on the individual as autonomous and capable of creating life projects. The interview with families thus understood represents the first meeting in the field of early childhood services and requires both the knowledge and the use by the professional of a set of strategies and personal characteristics aimed at creating a context in which the interlocutors can express themselves , within an atmosphere of non-directivity and listening. The techniques used for verbal and non-verbal communication are reformulation and questions. These allow the pedagogist to get in touch in a functional way about the educational process and to promote a conscious change in the family that must define its parenthood. In practice, the interview within the childcare service can either be oriented towards a process of information and reflection of the individual family, carried out in individual interviews, or participated and shared, where collective moments can be found where it is possible to establish an extended dialogue with different families and different realities, in the case of group interviews.

Donne vittime di violenza domestica. Ipotesi di progetto formativo per le educatrici che lavorano nei centri antiviolenza

Studente: Silvia Montagner
Titolo tesi: Donne vittime di violenza domestica. Ipotesi di progetto formativo per le educatrici che lavorano nei centri antiviolenza
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Giulio Antonini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 22 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

È possibile conoscere fino in fondo quali siano le dinamiche della violenza messa in atto nei confronti delle donne? Cosa accade quando vengono coinvolti anche i figli minori? Quale ruolo può avere l’educatore all’interno del percorso di uscita dalla condizione di violenza? Quali possono essere le strategie da mettere in atto all’interno di una relazione di aiuto? Le relazioni affettive talvolta possono sfociare in situazioni drammatiche e nascondere abusi non sempre percepibili dall’esterno. L’obiettivo della tesi è di mettere in luce gli elementi che connotano la violenza domestica e assistita, ponendo una maggiore attenzione al lavoro svolto all’interno dei servizi a contrasto della violenza, attraverso una prospettiva pedagogica centrata sulla cura, l’ascolto, l’accoglienza e il riconoscimento dell’altro. Lavorare su questi aspetti implica, per l’educatore, anche un lavoro su sé stesso. Fare ciò potrebbe renderlo un partner ideale all’interno della relazione d’aiuto.

Is it possible to fully understand the dynamics of violence against women? What happens when children are also involved? What role can the educator play within and along the path out of the situation of violence? What strategies can be implemented within a helping relationship? Emotional relationships can sometimes lead to dramatic situations and hide abuses not always perceivable from the outside. The objective of the thesis is to highlight the elements that characterize domestic and witnessing violence, paying more attention to the work carried out within the care services fighting against violence, through a pedagogical perspective centred on caring, listening, accepting and recognizing the other. Working on these aspects implies, for the educator, also working on himself. In this way he could become an ideal partner within the helping relationship.

L'evoluzione della governance in seguito alla riforma del Terzo settore. Il caso della Fondazione Moro.

Studente: Daniele Orlando
Titolo tesi: L'evoluzione della governance in seguito alla riforma del Terzo settore. Il caso della Fondazione Moro.
Docente relatore: Prof. Marco Alberto Quiroz Vitale 
Docente controrelatore: Prof. Christian Crocetta
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 22 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Governance del welfare sociale

Il Terzo settore è oggi un protagonista indiscusso nello scenario italiano oltre che sempre più a livello europeo. La riforma nazionale, che ne ha rinnovato numerosi tratti tra il 2016 e il 2018, ha definito in maniera chiara e precisa i contorni entro cui l’operato degli enti del Terzo settore si esplica e ne ha rafforzato la struttura originaria. Partendo proprio dall’analisi di tale riforma, il presente elaborato si pone l’obiettivo di indagare le trasformazioni avvenute all’interno del settore, in termini organizzativi, fiscali, di denominazione e, in particolare, per ciò che concerne la governance. Nello specifico, si vogliono esaminare gli sviluppi – storici e di governance – all’interno della Fondazione Moro, realtà attiva ed operante nel Comune di Oderzo, di cui si è fatta una diretta esperienza personale per più di due anni. Infine, nel ripercorrere le trasformazioni della governance, si cercherà di proporne degli spunti da cui partire per sviluppare modelli innovativi che siano funzionali ed efficaci nel prossimo futuro.

Nowadays, the third sector is an undisputable protagonist in the Italian social scenario, as well as at European level. The national reform, which renewed numerous aspects of the third sector between 2016 and 2018, defined very precisely the outline for the different actions carried out by the actors belonging to the sector. Starting from the analysis of such reform, this paper aims to investigate the recent transformations, both in organisational and fiscal terms, and particularly the changes in the governance. More precisely, developments within the “Fondazione Moro” will be examinated; in this foundation, active in the Municipality of Oderzo, the author has had personal and direct experience for more than two years, therefore it will also be useful for the final goal of the paper: attempting to draw possible scenarios for future developments in the governance.

Una vita da danzare. Significati, metodi e percorsi della danza per la costruzione dell'identità.

Studente: Linda Aldegheri
Titolo tesi: Una vita da danzare. Significati, metodi e percorsi della danza per la costruzione dell'identità.
Docente relatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Docente controrelatore: Prof. Pierangelo Bordignon
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 21 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Scienze pedagogiche

Il mio percorso di ricerca ha affrontato il tema della valenza educativa della danza e del movimento creativo. Lo studio si è incentrato su un’analisi teorico-argomentativa a carattere descrittivo per consentire una ricognizione delle informazioni circa le origini e l’evoluzione delle caratteristiche del movimento creativo, attraverso lo studio della maturazione del concetto di danza nel corso dei secoli e nei vari contesti sociali e culturali, che ha consentito di esaminare i fenomeni da un punto di vista comparativo, arricchendosi di alcuni elementi teorici presenti nei diversi modelli socio-psico-pedagogici e della pratica sperimentale. Il lavoro svolto ha consentito di realizzare un’analisi storica degli aspetti salienti che hanno caratterizzato la nascita e l’evoluzione della danza educativa, approfondendo gli aspetti teorici e metodologici che mostrano in che modo la storia della danza e del movimento non possa essere separata dalla storia dell’uomo. In particolar modo si è analizzato l’aspetto creativo e trasformativo della danza, con riferimento alla dimensione ludica insita in quest’ultima e al potenziale pedagogico e terapeutico con particolare riferimento al genere femminile che comprende una fascia d’età che va dai quattro anni in su. Un altro aspetto su cui si è concentrata la ricerca è stato lo sviluppo armonico della personalità e della costruzione dell’identità. La ricerca realizzata all’interno dell’ambito della danza deve essere intesa come una manifestazione dell’intera personalità: emozioni, mente, corporeità dell’individuo anche in riferimento ai diversi aspetti della personalità.

My research path has dealt with the theme of the educational value of dance and the creative movement. The study focused on a descriptive theoretical-argumentative analysis to allow a recognition of the information about the origins and evolution of the characteristics of the creative movement, through the study of the maturation of the concept of dance over the centuries and in the various social and cultural contexts that allowed to examine the phenomena from a comparative point of view, enriching itself with some theoretical elements present in the various sociopsycho- pedagogical models and experimental practice. The work carried out made it possible to carry out a historical analysis of the salient aspects that characterized the birth and evolution of educational dance, deepening the theoretical and methodological aspects that show how the history of dance and movement cannot be separated from history of man. In particular, the creative and transformative aspect of dance was analyzed, with reference to the playful dimension inherent in the latter and the pedagogical and therapeutic potential with particular reference to the female gender which includes an age group ranging from four years to on. Another aspect on which the research has focused is the harmonious development of the personality and the construction of identity. The study carried out within the sphere of dance must be understood as a manifestation of the entire personality: emotions, mind, body of the individual also in reference to the different aspects of the personality.

Emozioni a misura di bambino. Significati, metodi e percorsi per conoscere la competenza emotiva

Studente: Ilaria Bracesco
Titolo tesi: Emozioni a misura di bambino. Significati, metodi e percorsi per conoscere la competenza emotiva
Docente relatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Docente controrelatore: Prof. Andrea Pozzobon
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 20 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Scienze pedagogiche

La tesi nasce con il precipuo intento di identificare e spiegare in modo mirato e dettagliato la promozione delle emozioni nella prima infanzia. L’analisi delle emozioni si è sempre dovuta confrontare come una difficoltà di rilevante importanza, in quanto difficile da definire. Esse vengono viste come uno stato psicologico comune nel linguaggio
quotidiano ma sfuggente allo stesso tempo. Solo negli ultimi decenni il bambino piccolo ha avuto un riconoscimento sociale e pedagogico in senso pieno, e l’asilo nido, a differenza delle precedenti istituzioni per l’infanzia, pur nascendo come servizio socio-educativo, presenta fin dalla nascita una connotazione educativa di fondamentale importanza soprattutto per ciò che concerne lo
sviluppo della competenza emotiva. Questo interesse per la prima infanzia è molto positivo, grazie all’impegno non solo di educatori e pedagogisti ma anche dei genitori; per tale motivo, il mio lavoro di tesi si concentrerà in particolar modo sulla prima infanzia, proprio per la sua importanza nella genesi del mondo emozionale. In tale ottica emotiva, verrà principalmente esaminata l’importanza e l’analisi delle emozioni nella vita e nella crescita emotiva del bambino, trattando in particolar modo gli strumenti efficaci come lo sviluppo dell’intelligenza emotiva, della competenza-regolazione emotiva e dello sviluppo emotivo e attaccamento. In conclusione, verrà analizzata l’importanza del nido d’infanzia nella crescita emotiva del bambino, l’importanza del ruolo dell’educatore nella promozione della competenza emotiva, arrivando infine a trattare alcune tipologie di attività utilizzate nei contesti educativi per stimolare la competenza emotiva del bambino, facendo riferimento anche al mio percorso di tirocinio.

The thesis was born with the main intent to identify and explain in a targeted and detailed way the promotion of emotions in early childhood. The analysis of emotions has always encountered a difficulty of significant importance, as to be defined. They are seen as a psychological state common in everyday language but elusive at the same time. Only in recent decades has the small child had social and pedagogical recognition, and the nursery school, unlike the previous institutions for children, although born as a socioeducational service, has had an educational connotation of fundamental importance since birth, especially for what the development of emotional competence. This interest in early childhood is very positive, thanks to the commitment not only of educators and pedagogists but also of parents; for this reason, my thesis work, will focus particularly on early childhood, precisely because of its importance in the genesis of the emotional world. From this emotional point of view, the importance and analysis of emotions in the child's life and emotional growth will be mainly examined, in particular dealing with effective tools such as the development of emotional intelligence, emotional competence-regulation and emotional development and attachment. In conclusion, the importance of the nursery in the emotional growth of the child will be analyzed, the importance of the role of the educator in promoting emotional competence, finally going to deal with some types of activities used in educational contexts to stimulate emotional competence of the child, also referring to my internship path.

NO DR.A.MA.: Un progetto a sostegno dei genitori nella loro funzione di prevenzione della tossicodipendenza

Studente: Ilaria Esposito
Titolo tesi: NO DR.A.MA.: Un progetto a sostegno dei genitori nella loro funzione di prevenzione della tossicodipendenza
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 20 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il presente lavoro di tesi si concentra sul fenomeno della dipendenza, e in particolare della dipendenza da sostanze in età adolescenziale; esso ha l’obiettivo di individuare i fattori di rischio e di protezione e quindi di comprendere come poter agire in un’ottica educativa e preventiva, nello specifico per ciò che compete le figure genitoriali e i relativi compiti di sviluppo. 
Il fenomeno della dipendenza, e in particolare quello della tossicodipendenza, è estremamente complesso e, negli ultimi anni, si presenta sempre più di frequente specie tra gli adolescenti. I dati che emergono dagli studi sull’argomento devono essere quindi un “campanello d’allarme” per tutte le figure significative che si trovano a crescere ed educare giovani ragazzi, proprio come accade nel caso di genitori di figli adolescenti. La prevenzione agita dalle figure genitoriali diviene perciò uno strumento educativo indispensabile per crescere, accompagnare e supportare i propri figli nel loro percorso di crescita, verso la conquista della propria autonomia e l’ingresso nella società come giovani adulti. L’intenzione è quindi quella di analizzare, dal punto di vista di un professionista dell’educazione, come e quanto sia possibile fare con i genitori di figli adolescenti dal punto di vista educativo, prima che il disagio giovanile si manifesti, lavorando così in un’ottica di alleanza e prevenzione. 

The present thesis focuses on the phenomenon of addiction, in particular of substance addiction in adolescence; its aim is to identify the risks and protection factors and therefore understanding how to act in a preventive and educational perspective, specifically for what concerns the parental figures and the related development tasks. The phenomenon of addiction and in particular that of drug addiction is extremely complex and in recent years has increased especially among adolescents. The data that emerge from the studies on the subject must therefore be a "wake-up call" for all the significant figures who find themselves growing and educating young children, just like the case of parents of adolescent children. Prevention carried out by parental figures becomes an indispensable educational tool for growing, accompanying and supporting their children on their growth path towards the conquest of their autonomy and entry into society as young adults. The intention is therefore to analyze, from the point of view of a professional of education, what and to what extent is possible to do with parents of adolescent children from an educational point of view before the juvenile discomfort manifests itself, thus working in a perspective of alliance and prevention. 

 

CUR-ARTI Ruolo dell'arte nell'era della complessità

Studente: Giulia Bottacin
Titolo tesi: CUR-ARTI Ruolo dell'arte nell'era della complessità
Docente relatore: Prof.ssa Lucia Ferraro
Docente controrelatore: Prof.ssa Laura Elia
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 20 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Scienze pedagogiche

La tesi si propone come un percorso suddiviso in quattro capitoli, con l’obiettivo di legittimare e valorizzare l’esperire estetico per lo sviluppo e la vita dell’individuo. 
Ognuno dei capitoli ha significato singolarmente, ma letti insieme e trasversalmente mostrano la ricchezza e la vastità del campo d’indagine. Nel primo capitolo si analizza come viene considerata l’arte nell’era della tecnica e della complessità. Nel secondo invece si individuano le dimensioni antropologiche riscontrabili nell’esperienza estetica, le quali avvicinano al senso ed al significato. Nel terzo capitolo si prendono in esame due diversi approcci, il fenomenologico e il neuroscientifico, per attribuire rigore scientifico, attraverso recenti studi e ricerche, alla centralità dell’esperire estetico per l’umano. Come capitolo conclusivo si analizza il binomio arte e cura, attraverso studi pratici che valorizzano questa relazione; inoltre, si è creato per mettersi in gioco nell’affrontare e sostenere suddetta tematica. La ricerca complessivamente offre una panoramica generale sugli aspetti generativi derivanti dall’approccio e dalla relazione con l’arte, considerandola una dimensione fondamentale lungo il corso della vita. L’arte c’è stata, c’è e ci sarà per sempre nello sviluppo della specie umana. 
Bisogna solamente trovare la chiave di lettura corretta, un paradigma di riferimento che, dato le molteplici forme d’arte, non può essere che multifattoriale e trasversale. 

The thesis proposes a path divided into 4 chapters, with the aim of legitimizing and enhancing the aesthetic experience for the development of a person’s life. Each chapter is meaningful on its own but as a whole, the thesis show the richness and extent of the field of investigation. The first chapter analyzes how art is conceived in the age of technique and complexity. 
The second, on the other hand, looks into the aesthetic experience’s anthropological dimensions that bring life closer to sense and meaning. 
In the third chapter I have examined two different approaches: the phenomenological and the neuroscientific in order to attribute scientific rigor to the centrality of the aesthetic experience for the human being. As a final chapter, I have analyzed the binomial art and care, through practical studies that prove and enhance this relationship; in addition, I have created a questionnaire to get actively involved in dealing with and supporting this thesis. 
To summaries, it can be said that the research offers a general overview of the generative aspects deriving from approaching art, relating to it, living it and considering it a fundamental aspect throughout the course of life. Art has been, art is and art will always be a part of the development of the human species. We just need to find the correct interpretation key, a paradigm of reference which, given the many forms of art, can only be multifactorial and transversal. 

 

Sostenere gli anziani fragili autosufficienti istituzionalizzati - Progetto educativo intergenerazionale a Villa Maria

Studente: Marta Favaretto
Titolo tesi: Sostenere gli anziani fragili autosufficienti istituzionalizzati - Progetto educativo intergenerazionale a Villa Maria
Docente relatore: Prof.ssa Maria Chiara Cianfriglia
Docente controrelatore: Prof.ssa Cinzia Bragagnolo
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 19 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Con la presente argomentazione si prende in esame la figura dell’anziano fragile autosufficiente al fine di sostenere come sia possibile pensarlo e vederlo come persona attiva e parte della comunità, per permettere di strutturare progetti che seguano quest’ottica: vedere le potenzialità di ognuno nella fragilità. Al fine di raggiungere questo obiettivo, inizialmente si è approfondito il tema dell’anziano in generale, il compito in quest’ultima fase della vita e l’educazione pedagogica per la terza età. Successivamente si è delineata una possibile definizione di anziano fragile ed è stata condotta un’analisi della legislazione europea e italiana. Inoltre sono stati illustrati i servizi offerti dal comune di Treviso, città dove la laureanda lavora come educatrice. Si è posta poi l’attenzione sulle possibili vie di intervento per l’educatore, ed infine è stato proposto un progetto intergenerazionale. Da questo lavoro possiamo affermare che cambiando l’ottica di pensare e vedere gli altri è possibile creare nuove vie di progettazione e di relazione, anche con gli anziani, relegati da molti ai margini della società.

The main target of the following argumentation is to examine the figure of the weak self-sufficient elderly person in order to claim how he could be considered as an active person and part of the community. The final goal is to carry out a project following this perspective: to examine the potentialities of each person in his/her weakness. At the beginning of the thesis the topic of elderly has been deepened, followed by the analysis of the aim which people have in this last phase of their lives and the pedagogical eduction in old age. Subsequently, a possible definition of weak elderly person has been outlined and an analysis of the european and italian legislation has been carried out. Furthermore the social and health services offered by the township of Treviso, city where the final year student is currently working as educator, have been explained. Then the possible ways of action for the educator have been taken into consideration and eventually an intergenerational project has been proposed. From this point of view we can conclude that if we change our way of thinking and considering the others, it is possible to create new ways of making plans and developing relationships, with elderly people as well, who have been relegated by a lot of people on the fringes of society.

Media Education e le nuove frontiere della formazione

Studente: Pettenò Matteo
Titolo tesi: Media Education e le nuove frontiere della formazione
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof. Lino Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 15 luglio 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Scienze pedagogiche

Il presente lavoro di tesi ha lo scopo di dare una definizione completa riguardo la dimensione della Media Education: che cos􀂶􀁱, di cosa si occupa, quali sono i soggetti a cui si rivolge, quali sono i suoi punti di forza e le sue criticità. Successivamente si presenterà una panoramica sulla professione del media educator, cercando di cogliere quali siano gli aspetti che possono risultare indispensabili per promuovere l'educazione ai media nel ventunesimo secolo. Ci si soffermerà anche nell'ambito della ricerca, elemento fondamentale dato che, prima di progettare e realizzare qualsiasi intervento educativo, è necessario raccogliere parecchi dati sul campo per poi analizzarli. Ogni intervento, infatti, deve essere ben studiato per puntare ad avere il miglior risultato possibile. Il tema trattato è estremamente attuale dato che, al giorno d'oggi la quotidianità di ogni essere umano è condivisa da almeno uno o più dispositivi mediali, che siano essi smartphone, tablet o computers ecc e questo è ulteriormente accentuato nei bambini avendo una sensibilità maggiore. L'educazione ai media risulta quindi una necessita per riuscire ad utilizzare in maniera corretta tali dispositivi, difatti, il presente lavoro di tesi porterà diversi esempi concreti di utilizzo della Media Education sia in Italia che all'estero, sfatando il mito che, l'introduzione di dispositivi tecnologici in un ambito formativo come il contesto della classe non siano superflui o di intralcio allo svolgimento delle lezioni, ma che al contrario possono essere un ottimo strumento integrativo per la crescita delle nuove generazioni sin dalla tenera età.

The aim of this paper is to provide a complete definition of the dimension of Media Education: what it is, what it deals with, what are the subjects it addresses, what are its pros and cons. Starting from an overview of the role of Media Educator, we will try to analyse all critical aspects indispensable for promoting media education in the twenty-first century. In this scenario, we want to highlight the importance of research: every intervention must be deeply investigated if we want to obtain the best possible result, and in order to design and implement any educational intervention, it is necessary to deal with a lot of data. Nowadays, the daily life of all people is strictly related to at least one or more media devices, whether they are smartphones, tablets or computers, etc. and this is extremely accentuated in children since they have a greater sensitivity. Media education is therefore a real necessity we can no longer ignore in order to be able to use these devices correctly. This thesis will bring several concrete examples of the using of Media Education both in Italy and abroad, dispelling the myth that, the introduction of technological devices in a training environment such as the classroom context are not superfluous or hindering the performance of the lessons, but on the contrary they can be an excellent supplementary tool for the growth of new generations even from childhood.

Minecraft tra didattica e divertimento. In prospettiva A.P.E.

Studente: Pauletto Andrea
Titolo tesi: Minecraft tra didattica e divertimento. In prospettiva A.P.E.
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof. Lino Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 15 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Scienze pedagogiche

I giochi online stanno prendendo sempre più importanza, specialmente nell'ultimo decennio. Miliardi di ragazzi nel mondo si confrontano quotidianamente attraverso svariate tipologie di giochi, la maggior parte incentrati sulla modalità multiplayer online. Ci sono varie dinamiche che spingono gli utenti a passare sempre più ore della loro vita in questi giochi, il che implica delle responsabilità in ambito educativo e pedagogico. Questo progetto vuole mettere al centro “Minecraft” uno dei primi giochi di questa nuova generazione che ha spopolato tra i giovani dal 2011, dandone una visione pedagogica, educativa ed antropologica; vuole altresì analizzare le dinamiche di gioco e dell'eventuale valenza didattica che questo potrebbe assumere. Attraverso l'osservazione di applicazioni concrete in contesti didattici si affronterà l'importantissima questione del binomio interesse-obiettivo che lo studente deve soddisfare, interrogandoci costantemente sui contesti migliori nei quali sperimentare. Ci sarà uno spazio dedicato anche al cosiddetto fenomeno “skins” che riguarda l'estetica del proprio avatar virtuale e i processi psicologici ed educativi che questa comporta, specialmente nei giovanissimi.

Online games have been getting more and more remarkable, especially in the last decade. Billions of teenagers all over the world daily challenge each other with different kinds of games, mainly online multiplayer games. Several are the dynamics which make them spend more and more time of their lives on these games, which involves responsabilities in education and in pedagogy. This project focuses on “Minecraft”, one of the first games of the new generation, which has been a hit among young people since 2011, and provides a pedagogical, educational and anthropological analysis. It also analyzes the dynamics of the game and their possible didactic applications. By observing specific applications in didactic contexts, we will explore a fundamental issue: the combination interest-objective that students have to meet, constantly asking ourselves in which contexts to experiment. We will also deal with the “Skins” phenomenon, which referes to the aesthetics of a person's virtual Avatar and the psychological and educational process it involves, especially among very young people.