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Un'accoglienza dignitosa ed ospitale per i migranti in Italia

Studente: Cesa Federica
Titolo tesi: Un'accoglienza dignitosa ed ospitale per i migranti in Italia
Docente relatore: Prof. Crocetta Christian
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Salerno Vincenzo
Data discussione tesi: 11 gennaio 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi 

La tesi descrive il sistema di accoglienza italiano per le persone immigrate, partendo dall'analisi del concetto di accoglienza, segue una descrizione dei vari servizi presenti sul territorio italiano che accolgono le persone richiedenti protezione internazionale, per concludersi poi con le buone pratiche utili per un servizio di accoglienza dignitoso e ospitale. la tesi ha l’obiettivo di promuovere un’idea di accoglienza diffusa per sviluppare autonomia e responsabilità del soggetto, un modello molto differente da contesti in cui vivono grandi numeri di persone. A sostegno di ciò è riportata l’esperienza di Antonio Calò che ospita sei migranti in famiglia.
Per il seguente lavoro sono state utilizzate fonti bibliografiche e siti online. Nel testo sono presenti alcuni riferimenti dell’esperienza personale dato che ho svolto il tirocinio universitario nel centro di accoglienza in cui attualmente lavoro.

The thesis describes the Italian reception system for immigrant people, starting from the analysis of the concept of hospitality, follows a description of the various services present on the Italian territory that welcome people requesting international protection, to then end with good practices useful for a dignified and hospitable welcome service. the thesis aims to promote an idea of widespread acceptance to develop the autonomy and responsibility of the subject, a very different model from contexts in which large numbers of people live. In support of this, the experience of Antonio Calò is reported, which hosts six migrants in the family.
For the following work, bibliographic sources and online sites were used. In the text there are some references to personal experience, given that I carried out a university internship in the reception center where I currently work.


L'autismo e la terapia multistemica in acqua

Studente: Moretton Michela
Titolo tesi: L'autismo e la terapia multistemica in acqua
Docente relatore: Prof. Miatto Enrico
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Salerno Vincenzo
Data discussione tesi: 10 gennaio 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il disturbo autistico è una complessa disabilità dello sviluppo che compare durante i primi tre anni di vita. È un disturbo neurologico che agisce sul funzionamento del cervello nelle aree dell'interazione sociale e delle abilità comunicative. I bambini autistici normalmente hanno difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale, nelle interazioni sociali, e nelle attività legate al tempo libero ed al gioco. La malattia rende loro difficile comunicare con gli altri e relazionarsi con il mondo esterno. In alcuni casi, può essere presente un comportamento aggressivo o autolesionista ed esibire ripetuti movimenti del corpo (agitare le mani, dondolarsi, ect...).
È proprio in questo contesto che si inserisce il progetto di ricerca “Terapia Multisistemica in acqua” che ha l’intento di diminuire le distanze tra il divario che c’è tra “patologia” e “normalità”, dando così alle famiglie dei bambini affetti da tali patologie un valido strumento per poter integrare il proprio figlio.
Sebbene non ci sia una cura per questa patologia, un trattamento appropriato può migliorare lo sviluppo del bambino con spettro autistico e ridurre i comportamenti indesiderati e socialmente non condivisi.
All’interno di questa tesi, quindi, presenterò i benefici della Terapia Multisistemica in Acqua (T.M.A.), in particolare i benefici che derivano dal poter praticare un’attività sportiva, dal poter condividere con altri l’emozione di aver o essere capaci in qualcosa. Lo sport, e in questo caso il nuoto, aiuta la persona con autismo a scaricare la propria aggressività, ad acquisire manualità, inserirsi nel gruppo dei pari, migliorare la qualità di vita.

The autistic disorder is a complex growth disability which appears during the first three years of the child’s life. This is a neurological disorder that affects the social interaction areas and communications skills areas of the brain. Autistic children usually have difficulty in verbal and non-verbal communication, in social interactions, and in activities related to free time and play. This disease makes it difficult for them to communicate with others and to relate to the outside world. In some cases, an aggressive or self-injuring behaviour and repetitive body movements (shaking hands, body swinging, etc…) may be present.
It is precisely in this context that the research project "Multisystem Water Therapy" is inserted, that has the intent to reduce the distances of the gap between "pathology" and "normality", thus giving families of children affected by these diseases a valuable tool to integrate their child.
Although there is no cure for this disease, appropriate treatment can improve the development of the child having autistic spectrum and reduce unwanted and socially unacceptable behaviours.
In this thesis, therefore, I am going to present the benefits of Multisystem Water Therapy (T.M.A.), in particular the benefits coming from have the possibility of practice a sport activity and share with others the emotion of having or being able in something.
The sport, and in this case swimming, helps the autistic person to release their aggressiveness, and acquire dexterity, join the peer group, improve the quality of life.

Fratelli in scena. La disabilità in famiglia e la costruzione del legame fraterno

Studente: Massaro Maddalena
Titolo tesi: Fratelli in scena. La disabilità in famiglia e la costruzione del legame fraterno
Docente relatore: Prof. Miatto Enrico
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Salerno Vincenzo
Data discussione tesi: 10 gennaio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Questo lavoro di tesi intitolato “FRATELLI IN SCENA. La disabilità in famiglia e la costruzione del legame fraterno” ha come oggetto d’indagine il ruolo della famiglia con un figlio disabile rispetto ai servizi riabilitativi, ed in particolare mette in evidenza la posizione dei fratelli di persone con disabilità. Si tratta di un lavoro di raccolta e consultazione di fonti bibliografiche inerenti all’argomento di ricerca che poi, nella parte conclusiva, presenterà storie di vita e progetti che hanno per protagonisti i fratelli e le sorelle di persone con disabilità. Per approfondire questa tematica inizialmente è stato analizzato il rapporto esistente tra educazione e riabilitazione, cercando di comprendere che cosa significhi educare il bambino con disabilità attraverso le molteplici interpretazioni del fenomeno. Successivamente ci si è chiesti che cosa accada qualora nel nucleo familiare vi è sia la presenza di un figlio e dunque un fratello disabile. La trattazione cerca quindi di rispondere a questo interrogativo dapprima analizzando la costruzione del legame fraterno da un punto di vista generale, poi prendendo in esame la figura specifica dei siblings, esaminando le caratteristiche della relazione fraterna in presenza di disabilità. Con il sostegno delle ricerche svolte in anni recenti, vengono infine proposte alcune azioni che possono essere compiute da genitori, ma anche operatori, per sostenere i fratelli “sani” affinché imparino a relazionarsi in modo positivo con questa specifica realtà. 

This thesis focuses its attention on the role of the family with a disabled child in relation to rehabilitation services and it shows the position of the brothers of people with disabilities. This is a collection and consultation work of bibliographic sources regarding the topic. In the end, it will show life experiences and projects where brothers and sisters of disabled people are mainly involved.
In order to develop this topic, it was first examined the relationship between education and rehabilitation, with the aim of trying to understand what means to educate the disabled child.
Afterwards this thesis shifts its focus on what happens when there is a disabled child, so a brother/sister, in the family context, explaining the impact with disability. Furthermore, the research tries to analyse first the building of fraternal relationship from a general point of view, then the sibling relationship when there is disability.
With recent studies’ support the thesis suggests some actions that can be carried out by parents and operators, in order to sustain “healthy” children in learning how to positively behave with their disabled brother or sisters.

Panoramiche a confronto sulle impostazioni teoriche alla base della progettualità educativa delle strutture della bassa friulana

Studente: Ghin Marta
Titolo tesi: Panoramiche a confronto sulle impostazioni teoriche alla base della progettualità educativa delle strutture della bassa friulana
Docente relatore: Prof. Miatto Enrico
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Emilio Marco
Data discussione tesi: 26 ottobre 2017
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La tesi dal titolo "Panoramiche a confronto sulle impostazioni teoriche alla base della progettualit a educativa delle strutture della bassa friulana" si pone innanzitutto l'obiettivo di indagare se vi siano delle linee pedagogiche che guidano l'agire educativo all'interno delle strutture per la disabilit a della bassa friulana e la tipologia delle stesse.
Il lavoro di tesi  e composto da una prima parte in cui viene ripercorsa la storia della pedagogia ed il suo costituirsi come scienza; la seconda parte analizza la gura del pedagogista e dunque il suo ruolo nei servizi alla persona; la terza parte indaga sulla possibilit a di instaurare una pedagogia della persona nei servizi; l'ultima parte  e in ne dedicata alla raccolta e l'analisi dei dati.
La metodologia utilizzata per la raccolta dei dati  e quella dell'intervista semistrutturata, in particolare sono raccolte cinque interviste ai coordinatori pedagogici delle strutture scelte. Le domande sono relative alle linee pedagogiche che guidano ciascun servizio, come si realizzano nella pratica educativa, il ruolo delle  gure educative e la tipologia degli strumenti utilizzati.
Dai risultati dell'analisi emerge che solo due strutture su cinque hanno una pedagogia o linea teorica di riferimento speci ca; non tutti i coordinatori pedagogici hanno la laurea in pedagogia e non tutti gli educatori hanno il diploma di laurea triennale; tre strutture su cinque utilizzano strumenti di progettazione e di veri ca non standardizzati. Emerge in ne che in molti servizi manca la cultura del progetto, che sembra tradursi in una certa di colt a nel realizzare pratiche educative inclusive fondate su riessioni pedagogiche ad hoc.

The thesis entitled "Comparative reviews on the theoretical foundations of the educational plans in some structures sited in southern Friuli" aims at investigating if there are pedagogic theories guiding the educational actions in various organizations for people with disability in southern Friuli and at describing this theories. The  rst part of this work concerns the history of pedagogy and in particular how it became a science; the second part is about the role of pedagogist in the services and the third questions the possibility of establishing a personbased pedagogy in the services; the last part regards data collection and data analysis.
The experimental tool chosen for this research is the semi-structured interview, used here for consulting the pedagogic leaders of  ve structures in the region of interest. The questions are about the pedagogic theories which lead the services, the way in which these theories are put into practice in the educational work, the role of the educational workers and the planning instruments employed.
The results of the analysis reveal that only two structures on  ve could identify a speci c pedagogic line that they consistently follow; that not all pedagogists and educators of the services are graduated in pedagogy or in science of education; that three services on  ve use unstandardized instruments for programming or verifying their interventions.
Lastly it emerges that in many services there is a weak planning culture, which seems to cause di culties in implementing inclusive educational actions founded on speci c pedagogic re ections.

Il welfare tra azienda e territorio. Dal welfare aziendale di Luxottica alla costituzione di una fondazione di comunità

Studente: Chiara Rosada
Titolo tesi: Il welfare tra azienda e territorio. Dal welfare aziendale di Luxottica alla costituzione di una fondazione di comunità.
Docente relatore: Prof. Paolo Tomasin
Docente controrelatore: Prof. Vincenzo Salerno
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris benvenuti
Data discussione tesi: 18 luglio 2017
Laurea Magistrale in: Governance del welfare sociale

L’insufficiente risposta dello Stato Sociale ai nuovi bisogni delle persone, frutto dei cambiamenti sociali ed economici dagli anni Settanta in poi, genera lo sviluppo del secondo welfare, ovvero un welfare privato che, pur non sostituendosi a quello statale ne integra i servizi grazie all’azione sinergica di diversi attori. Un ruolo fondamentale è rivestito da grandi imprese e parti sociali che, come nel caso Luxottica, danno vita ad un articolato sistema di welfare aziendale in cui l’attenzione per la qualità e la responsabilità sociale d’impresa si intrecciano virtuosamente valorizzando il capitale sociale. Tuttavia, tale forma di previdenza e assistenza, poiché garantita ai soli lavoratori e alle loro famiglie, rischia di aumentare il divario tra quanti accedono ai servizi grazie al proprio status e tra chi ne è escluso per default. Ciò risulta vero soprattutto a livello territoriale dove l’esigenza di conciliare i bisogni di tutti mette in gioco diversi attori nella costruzione di un’infrastruttura sociale in grado di conseguire un simile obiettivo. In questo senso, la fondazione di comunità rappresenta una possibile soluzione per avviare un effettivo welfare comunitario. The lack of response of the social state to the new needs of people, the result of the social and economic changes of the 70s onwards, produces the development of the second welfare, that is, a private welfare which, while not replacing the state, integrates the services through synergistic action of different actors. An important role is played by large corporations and social parties that, like in the Luxottica case, create an articulated corporate welfare system in which attention to quality and corporate social responsibility is virtuously intertwined by enhancing social capital. However, this form of social security and care, as it is guaranteed to workers and their families, is likely to increase the gap between those who access services through their status and those who are excluded by default. This is true especially at the territorial level where the need to reconcile the needs of all involves various players in the construction of a social infrastructure capable of achieving such a goal. In this sense, community establishment is a possible solution for real community welfare.

L’approccio relazionale alla tutela minorile: un tentativo di ripensare i servizi sociosanitari nella presa in carico del minore e della sua famiglia

Studente: Erica Steccato
Titolo tesi:L’approccio relazionale alla tutela minorile: un tentativo di ripensare i servizi sociosanitari nella presa in carico del minore e della sua famiglia.  nell’ottica di una governance generativa
Docente relatore: Prof. Ranieri Zuttion
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Vincenzo Salerno
Data discussione tesi: 18 luglio 2017
Laurea Magistrale in: Laurea magistrale in Governance del welfare sociale

Intendere la presa in carico del minore secondo l’approccio relazionale nell’ottica di una governance generativa significa concentrare l’attenzione non solo sulla persona in stato di bisogno, ma sull’intero contesto di riferimento. In questo senso non si può fare un progetto «per» e «con» il minore senza far partecipare la sua famiglia e, analogamente, non si può pensare ad un lavoro con questa senza concentrarsi anche sull’attivazione dei contesti di vita nella quale è inserita. Per fare ciò è necessario servirsi di metodologie relazionali e ripensare le forme di regolazione che in tali contesti vanno a definire il profilo stesso che i Servizi devono avere. Questo è stato l’intento del presente lavoro di tesi e per arrivare a ciò è stato fondamentale analizzare: le trasformazioni avvenute nel corso del tempo a livello storico, culturale, legislativo e antropologico; l’approccio relazionale ai servizi sociosanitari e, più nello specifico, alla tutela minorile e, infine, un caso studio concreto che è servito come punto di partenza per riflettere su alcuni nodi critici e giungere alla finalità che la tesi si poneva.

Conceiving taking on the responsability of the child according to the relational approach in the light of generative governance means focusing attention not only on the person in need, but on the whole context of reference. In this sense, you can not make a project «for» and «with» the child without the complete partecipation of his family and, likewise, you can not presume to deal with it without concentrating on the activation of the life backgrounds in which it is inserted. For this aim, it is necessary that you make use of relational methodologies and rethink the forms of regulation that define the profile that Services must have in these contesxts.This is the purpose of the present dissertation and to this end it was essential analyzing some crucial points: the transformations that took place over time at the historical, cultural, legislative, and anthropological levels; the relational approach to social services and, more specifically, child protection, and ultimately the analysis of a concrete case that served as a starting point to reflect on some critical themes and reach the purpose of the thesis.

Educare alla reciprocità: la logica del dono e la sua importanza in una società in transizione

Studente: Koffi Robert Kpomada
Titolo tesi: Educare alla reciprocità: la logica del dono e la sua importanza in una società in transizione.
Docente relatore: Prof. Biagi Lorenzo
Docente controrelatore: Prof. Vincenzo Salerno
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris benvenuti
Data discussione tesi: 17 luglio 2017
Laurea Magistrale in: Governance del welfare sociale

La società moderna sta mostrando i suoi molteplici fallimenti: a livello umano, sociale, politico, economico ed ambientale. L'uomo o è ridotto ad ingranaggio (se appartiene al "mondo occidentale") o è escluso del tutto da questo ingranaggio, senza possibilità di riscatto. E' possibile pensare ad una terza via? Come scardinare schemi precostituiti, fondati su concetti economici che hanno implicato come effetti collaterali lo sfruttamento e lo scarto? Ripartire dall'uomo, considerato nella sua dinamica di relazione continua ed incessante con gli altri uomini, e dalla scoperta della grandezza del dono in un rapporto reciproco, fra uomini e fra popoli. E' possibile impegnarsi in un lavoro culturale profondo e innovativo, capace di proporre nuove modalità di condivisione per trasformare le ideologie del passato in una nuova concezione della relazione umana. Modern society is showing its many failures on human, social, political, economic and environmental levels. The human being is either reduced to being an interchangeable part of a mechanism, if one comes from the western hemisphere, or is completely excluded from the mechanism, without the possibility of redemption. Is another path possible? How can one break the preconceived patterns, based on economic concepts that have the side effects of exploitation and waste? To begin again, considering the human being in the dynamics of his/her continuous and uninterrupted relationship with others, and

Educare alla città sostenibile

Studente: Roberta Andriollo
Titolo tesi: Educare alla città sostenibile.
Docente relatore: Prof. Biagi Lorenzo
Docente controrelatore: Prof. Vincenzo Salerno
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris benvenuti
Data discussione tesi: 17 luglio 2017
Laurea Magistrale in: Governance del welfare sociale

La custodia del pianeta nasce da una coscienza ecologica che identifica il progresso come un bene autentico e integrale. Parlare del mondo significa parlare di noi, di come siamo organizzati, delle relazioni, delle istituzioni e del nostro rapporto con l’ambiente per cercare un cambiamento che contrasti il disagio socio-ambientale e relazionale che sta vivendo “la nostra casa comune”. Anche la scuola è responsabile di questo processo e attraverso l’educazione agli studenti può mettere in rete con il territorio comportamenti virtuosi che siano sostenibili per una cittadinanza attiva, solidale, sussidiaria generando nuovi stili di vita. Planetary custody comes from an ecological conscience that identifies progress as an authentic and integral good. Speaking of the world mean stalking bout us, about how we are organized, our relationships, our institutions and our relationship with the environment to look for a change that contrasts the socio-environmental and relational discomfort that is living "our common home". The school is also responsible for this process, and through student education it is possible to network virtuous behaviors that are sustainable for active citizenship, solidarity and subsidiarity by creating new lifestyles.

Focus sulle dinamiche intrafamiliari nei nuclei con un figlio con disturbo dello spettro autistico

Studente: Mistro Martina
Titolo tesi: Focus sulle dinamiche intrafamiliari nei nuclei con un figlio con disturbo dello spettro autistico
Docente relatore: Prof. Pozzobon Andrea
Docente controrelatore: Prof. Salerno Vincenzo
Presidente di tesi: Prof. Benvenuti Loris
Data discussione tesi: 22 marzo 2017
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Indagare ciò che attraversa una famiglia dal momento in cui ottiene una diagnosi di autismo, permette di essere attenti ai sentimenti provati dai componenti dei familiari e ad offrire il giusto supporto per sviluppare la loro capacità di resilienza e ottenere la collaborazione che possa tradursi in un patto educativo efficace per la qualità del percorso di vita del figlio con disabilità. Solitamente gli interventi vengono effettuati sulla persona con disabilità tralasciando il contesto familiare in cui vive che è uno degli elementi che incide più profondamente nella vita di ciascun individuo. Ho cercato di indagare come ciascun componente del nucleo familiare vive la disabilità di uno dei suoi componenti per cercare di capire che tipo di percorso di supporto sia necessario per intervenire a migliorare la consapevolezza e l’accettazione della realtà di questi soggetti. Mi sono resa conto che un intervento educativo (di tipo cognitivo-comportamentale), solo a beneficio del soggetto con disturbo con lo spettro autistico sebbene sia utile e conduca a dei risultati, non basta, è necessario integrarlo con una presa in carico totale della famiglia, che a mio parere dovrebbe essere fatta attraverso il parent training, metodo molto efficace nel condurre i genitori ad una piena consapevolezza di sé stessi, dei propri vissuti e delle proprie potenzialità nel divenire protagonisti del percorso di crescita verso l’autonomia del proprio figlio, riprendendo in mano la propria vita e sviluppando il proprio empowerment rispetto alle difficoltà quotidiane e alle sfide della vita.

Enquiring into what happens to a family when it gets a diagnosis of autism, permits to pay attention on which feelings that the members of the nucleus have and give the possibility to offer them the support to envelope their resilience and to obtain the collaboration in an effective provided education; it will give quality to the disabled child’s life path. Educational interventions are usually operated only on disabled child, and this neglects the family background that is one of the elements which more influences each person’s life. I tried to investigate how each member of the family nucleus lives disability in one of other members, because I wanted to understand what kind of support is necessary to improve awareness and acceptance of the reality of disability. I realized that an educational intervention (cognitive behavioral) only for autistic child is useful but not enough; it is necessary to integrate it with a family total taking charge throughout the parent training: it is very effective method that drives parents to a full awareness of themselves, of their feelings and their potentialities to become protagonists of their son’s growth towards independence; in this way they can take hold of their lives and improve their empowerment facing daily problems and life challenges.

Promuovere inclusione nel nuovo welfare. Analisi e prospettive.

Studente: Samuele Campaner
Titolo tesi: Promuovere inclusione nel nuovo welfare. Analisi e prospettive.
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Salerno Vincenzo
Presidente di tesi: Prof. Benvenuti Loris
Data discussione tesi: 22 marzo 2017
Licenza di laurea in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il lavoro di tesi si svolge a partire dal desiderio di esporre il tema dell’inclusione sociale come promotore etico di identità e riconoscimento della persona. Si prenderanno in considerazione, diversi ambiti sociali nei quali è possibile riscontrare e sviluppare un lavoro educativo mirato al benessere della persona attraverso l’inclusione. In ultima analisi si presenterà una sintesi di alcune interviste poste a professionisti di ambiti diversi, per comprendere, attraverso il loro apporto, quanto un approccio inclusivo sia fondamentale per il bene della persona e della comunità. 

The thesis is done from a desire to expose the theme of social inclusion as an ethical developer of identity and recognition of the person. They will take into account, different social contexts in which it is possible to find and develop an educational work aimed at the welfare of the person through the inclusion. In the end, it will present a synthesis of interviews asked at various fields professionals, to understand, through their contribution, as an inclusive approach is fundamental for the benefit of the person and the community