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Verso un nuovo welfare: tra efficacia sociale e sostenibilità economica

Studentessa: Antonioli Chiara
Titolo tesi: Verso un nuovo welfare: tra efficacia sociale e sostenibilità economica
Docente relatore: Prof. Arduino Salatin
Docente controrelatore: Prof. Ranieri Zuttion
Presidente commissione tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 21 marzo 2016

Di fronte alla complessità del contesto sociale odierno, il modello tradizionale di welfare pare incapace di garantire risposte efficaci. I tagli alla spesa pubblica e il solo tentativo di efficientarla non si configurano come soluzioni al problema.
Partendo da un’analisi storica dell’origine, consolidamento e crisi del welfare state, il lavoro intende indagare i mutamenti che caratterizzano gli attuali servizi di welfare sociale, facendo riferimento in particolare all’allargamento dei soggetti che si candidano ad esserne attori attivi e alla diversificazione dei canali e degli strumenti di finanziamento che ne garantiscono la sostenibilità economica.
A dimostrare che la questione non coinvolge esclusivamente il dibattito scientifico, vengono prese in esame quattro importanti organizzazioni di terzo settore italiane, differenti per attività svolte e modalità di finanziarne lo sviluppo. Ne emerge un quadro complessivo in fermento, con spiccate competenze imprenditoriali, che sa allacciare partenariati innovativi e che diversifica i canali per sostenere attività di welfare nuove e/o tradizionali. Un nuovo panorama dunque si va già strutturando. Per coglierne le opportunità e preservarsi dai rischi occorre coltivare e promuovere una cultura di welfare, perché prima che opera sia pensiero.

Looking at the complexity of today’s social contest, the traditional welfare model seems to be unable to ensure effective responses. The public spending cuts and the attempt to make it more efficient are not viable solutions to the problem.
Starting from a historical analysis of the origin -stabilization and crisis of the welfare state- , this work will examine the changes that characterize the present social welfare services. In particular, the work refers to the expansion of the subjects who are in the running to become active characters. It refers, also, to the diversification of the tools and the channels of financing, that guarantee the economic sustainability.
To prove that these arguments are not purely theoretical, four major Italian third sector organizations have been taken in account. These organizations provide diversified social services, as well as apply different ways to finance the development of their activities. The result is an overall picture in turmoil, with strong entrepreneurial skills, that is able to link innovative partnerships and to diversify the way to sustain new and traditional welfare activities.
A new vision of welfare is evolving. In order to grasp the opportunities and to preserve the risks, it is necessary to nurture and to promote a culture of welfare, in order for this to be a complete concept before being put in action.

Accountability e bilancio sociale nelle organizzazioni non profit

Studentessa: Tosato Stefania
Titolo tesi: Accountability e bilancio sociale nelle organizzazioni non profit
Docente relatore: Tomasin Paolo
Docente controrelatore: Zuttion Ranieri Antonio
Presidente Commissione di tesi: Salatin Arduino
Data discussione tesi: 21/03/2016

Il bilancio sociale nelle organizzazioni non profit, rimane oggi, un tema di grande attualità, benché da tempo introdotto come pratica di accountability. Il bilancio sociale rappresenta uno strumento utilizzato per rendicontare ai portatori d’interesse dell’organizzazione il proprio operato e la propria responsabilità sociale d’impresa. Ogni organizzazione per poter operare necessita di consensi e di legittimazione da parte dei propri stakeholder e dell’ambiente in cui agisce. Gli stakeholder rappresentano un nodo strategico per ogni realtà organizzativa tanto che oggi parliamo nelle organizzazioni non profit di governance multistakeholder. Dopo uno studio dei principali argomenti, è stato applicato uno schema di bilancio sociale ad una cooperativa sociale operante in Veneto.

The social reporting about not for profit organizations remains today a great actuality, if it represents an accountability practices from long time. Social reporting representing an instrument to back reporting to stakeholders the non-profit organizations actions and Corporate Social Responsibility. Every organization needs consents and legitimation of the stakeholder and community to operate. Stakeholder is a strategic link for each management reality, so today we could speak about governance multistakeholder in non-profit organizations. After an overviewing study about main arguments, I have improved a social reporting schema in social co-operative, which works in Veneto.

Giustizia e bene comune in Michael Sandel: il problema del dilemma morale nella gestione dei processi di governance del welfare sociale.

StudentessaGiulia Franceschinis
Titoli tesiGiustizia e bene comune in Michael Sandel: il problema del dilemma morale nella gestione dei processi di governance del welfare sociale.
Docente relatore: prof. Vincenzo Salerno
Docente controrelatore: prof. Loris Benvenuti
Presidente Commissione di tesi: prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 18 marzo 2016

Il presente lavoro di tesi si pone l’obiettivo di esplorare come la dimensione etica svolga un ruolo importante all’interno dei processi di governance del welfare.
Dopo aver affrontato le principali concezioni di giustizia che si sono susseguite nel corso della storia, viene presentata la ricerca svolta fra gli attori che con ruoli differenti partecipano alla costruzione del welfare. Grazie all’emersione di quelli che sono i dilemmi morali, ovvero situazioni di tensione in cui il soggetto vive il conflitto fra diversi principi etici che rendono difficile la scelta da compiere, e delle pratiche che vengono agite per fronteggiarli, si è passati alla definizione di possibili strade che le organizzazioni possono percorrere per lo sviluppo di una competenza etica. Competenza che risulta necessaria non solo per la qualità del servizio che viene dato, ma anche per la regolazione degli aspetti organizzativi e inter-istituzionali che interessano le varie realtà del sociale.
La ricerca ha offerto l’occasione di cogliere gli aspetti principali che vanno a definire l’attuale welfare, frutto di enormi cambiamenti dovuti non solo alla crisi economica, ma a una crisi ancora più profonda di tipo valoriale e antropologico del mondo occidentale.

Finanziamenti e accesso al credito per il terzo settore

Studentessa: Annalisa Praussello 
Titolo tesi: Finanziamenti e accesso al credito per il terzo settore
Docente relatore: Tomasin Paolo
Docente controrelatore: Zanin Luciano
Presidente di tesi: Crocetta Christian
Data discussione tesi: 14/03/2016

L’elaborato di tesi tratta il Terzo settore dal punto di vista dei finanziamenti con una particolare attenzione al credito che il sistema bancario concede a quelle entità che in passato erano definite “non bancabili”. Nell' elaborato verranno presi in considerazione gli attori che compongono il variegato mondo del Terzo settore e la legislazione che li caratterizza. Nel testo si farà riferimento alle fonti di finanziamento che permettono al Terzo settore di confrontarsi con altre realtà all'interno e all'esterno di logiche di mercato.
I contributi dei soci, il finanziamento pubblico, il cinque per mille, le erogazioni da parte di fondazioni bancarie e non, le campagne di fundraising e infine il credito erogato dalle banche permettono al Terzo settore di sviluppare progettualità che hanno ripercussioni positive a livello sociale ed ambientale, e permettono lo sviluppo di una nuova economia, sostenibile e sempre più vicina alle reali esigenze delle persone e delle comunità.
Negli ultimi capitoli si approfondirà il tema della concessione del credito da parte delle banche tradizionali, in confronto all'analisi effettuata su "Banca Etica". Emergeranno le differenze sostanziali tra le istruttorie relative alla concessione di credito in una banca tradizionale, dove il focus è centrato sui dati economico-finanziari dell'organizzazione e sul rating che ne scaturisce, in contrapposizione con l'iter predisposto da Banca Etica nella quale il focus e' posto sulla valutazione socio ambientale dell'ente richiedente.
Il Terzo settore, in passato visto come " non bancabile" è un settore in continua crescita, che produce profitto in maniera sostenibile e che nel medio lungo termine può e deve essere posto al centro di una nuova economia.

Il budget di salute: un esempio di buona prassi per come riconfigurare la governance del welfare delle moderne società liquide in termini abilitanti la generazione di capitale sociale e la capacitazione personale

Studentessa: Anna Martignago 
Titolo tesi: Il budget di salute: un esempio di buona prassi per come riconfigurare la governance del welfare delle moderne società liquide in termini abilitanti la generazione di capitale sociale e la capacitazione personale.
Docente relatore: prof. Ranieri Zuttion
Docente controrelatore: prof. Giulio Antonini
Presidente Commissione di tesi: prof.Vicenzo Salerno
Laurea magistrale in: Governance del welfare sociale
Data discussione tesi: 12/03/2016

Il processo di globalizzazione dell’economia di mercato capitalistica, iniziato negli anni ‘80 del secolo scorso, promuove strutturalmente l’affermazione di una società liquida, caratterizzata da una progressiva polarizzazione della distribuzione delle ricchezze sia fra stati che fra gruppi sociali all’interno di questi, condizionando, spesso in direzione svantaggiosa, le opportunità di autorealizzazione delle persone creando nuovi ed inediti rischi di vulnerabilità ed esclusione sociale. Rischi che i tradizionali welfare state faticano sostenere, in quanto nati e strutturati per creare un benessere sociale centrato sulla “solidarietà impositiva” compatibile con le risorse, le esigenze ed i bisogni di un diverso modello di sviluppo economico: quello dell'economia “moderna” o delle produzioni di massa.
Diviene urgente, quindi, una radicale riconfigurazione dei sistemi di welfare, che chiama in causa i presupposti, gli obiettivi ed il tipo di benessere sociale che si intende perseguire, nonché la capacità e le modalità regolative ed operative degli attori del welfare chiamati a realizzarlo.
Il “Budget di salute” viene qui analizzato come esempio di buona prassi nella riconfigurazione di una governance del welfare abilitante la generazione di capitale sociale e la capacitazione personale.
La sua attuazione presuppone il superamento dell’attuale concezione antropologico- individualista alla base della teoria economico-finanziaria capitalistica, per sostituirla con un impianto antropologico, culturale ed etico capace di valorizzare i beni relazionali nella creazione del bene comune.
L’analisi del budget di salute offre un punto d’osservazione privilegiato per riflettere sulle caratteristiche che informano un sistema di welfare inclusivo e generativo di valore sociale, attraverso un sistema di opportunità / capacitazioni che offra alla persona la libertà di scegliere non solo i mezzi per un dato fine, ma anche il fine stesso.
Impostazione, questa, che supera l’orientamento attualmente prevalente, volto ad estendere alle persona in stato di bisogno la libertà di scelta tra i mezzi “messi a disposizione” da un welfare definito in termini di interesse generale.
Gli aspetti antropologici – culturali, che informano la proposta di sistema di welfare inclusivo promossa nel budget di salute, sono un contributo originale al dibattito odierno volto a individuare e definire le caratteristiche che meglio rispondono ai bisogni dei cittadini del XXI secolo, e, al contempo, offrono un interessante contributo alla riflessione sul senso di un lavoro professionale per quanti, come la relatrice, vorrebbero poter sviluppare il proprio impegno nell’ambito dei servizi alla persona improntati al rispetto e alla valorizzazione della sua dignità.

Prendersi cura di chi si prende cura: formazione sostenibile e generativa per educarsi ad un welfare di prossimità

Studente: Della Valle Sergio
Titolo tesi: Prendersi cura di chi si prende cura: formazione sostenibile e generativa per educarsi ad un welfare di prossimità
Docente relatore: prof. Albarea Roberto
Controrelatore: prof. Salerno Vincenzo
Presidente Commissione di Tesi: prof. Crocetta Christian
Laurea magistrale in: Governance del welfare sociale
Data: 11/03/2015

Riflessività, circolarità, apertura al plurale sono costanti che caratterizzano un approccio sostenibile e generativo alla progettazione e conduzione di percorsi formativi nell’ambito delle professioni di aiuto e di cura. Il presente lavoro, a partire dalla suggestione del pensiero e dell’azione di Danilo Dolci, Gregory Bateson, Paulo Freire, sviluppa l’idea dell’ educazione come sostegno alle persone nella presa di coscienza, maturazione ed elaborazione di competenze trasversali e sociali e della formazione come particolare intenzione dell’agire educativo caratterizzata da reciprocità e creatività. In questo spazio la figura del formatore deve essere in grado di porsi come facilitatore proponendo strumenti riflessivi ed operativi per esercitare l’ascolto attivo e favorire l’emersione e la condivisione dei saperi esperienziali. Pratiche narrative ed autobiografiche, giochi sociali, metodologie di community participation, sono proposti e valorizzati, in questo lavoro, come strumenti di confronto, conoscenza e cooperazione, in contesti di formazione di professionisti della relazione di aiuto e di cura. Vedere riconosciuta la propria esperienza, accreditata la propria narrazione, apprezzato il proprio sapere esperienziale in un’ottica di circolarità tra riflessione ed azione, tra esperienza, condivisione di pratiche e capacità progettuale, rappresenta un importante veicolo di empowerment e cittadinanza che allontana il rischio di isolamento e la sensazione di lavorare in situazioni che non abbiano un ritorno in termini di crescita e di prospettiva. La scelta di dedicare l’ultimo capitolo del presente lavoro alla narrazione di alcuni aspetti della personale esperienza di formazione e supervisione rivolta ad assistenti familiari risponde alla convinzione che il benessere di persone assistite a domicilio non possa essere disgiunto dalla preparazione, dal benessere lavorativo e dal riconoscimento professionale delle persone che le assistono nella quotidianità. L’educazione ad un welfare di prossimità, che tenga conto dei bisogni e delle esigenze delle persone disabili o malate e delle loro famiglie, che passi attraverso pratiche di attivazione della sussidiarietà orizzontale, di messa in azione della rete sociale e delle risorse della comunità, deve assumere come prioritario impegno l’identificazione e la giusta valorizzazione del lavoro quotidiano di aiuto e di cura delle assistenti familiari.

Reflexivity, circularity, openness to the plural are constants that characterize a sustainable and generative approach to planning and leading of training courses for helping and caring professions. This paper, from the suggestion of thought and action of Danilo Dolci, Gregory Bateson, Paulo Freire, discusses the idea of education as a support to people in awareness, maturation and development of soft and social skills and the idea of training as a particular intention of acting education, characterized by reciprocity and creativity. In this space, the figure of the trainer must be able to act as a facilitator by offering reflexive and operational tools to exercise active listening and to encourage the emergence and the sharing of experiential knowledge. Autobiographical and narrative practices, social games, community participation methodologies are proposed and promoted, in this paper, such as tools for discussion, knowledge and cooperation, in the context of training of professionals of the relationship of help and care. Recognition of their own experience, credit for their own narrative, appreciation of their own experiential knowledge in a viewpoint of circularity between reflection and action, among hands-on experience, experience sharing and planning capability, are, for persons, an important vehicle of empowerment and citizenship, that removes the risk of isolation and the feeling of working in situations that do not have a return in terms of growth and perspective. The decision to dedicate the last chapter of this paper to an expository writing of some aspects of personal experience of training and supervision aimed at caregivers responds to the belief that the welfare of people cared for at home cannot be dissociated from the preparation, from wellbeing at work and the professional recognition of persons who assist them in the everyday life. Education about a proximity welfare, which takes into account the needs and the necessities of the disabled or sick persons and their families, provided through practical steps of activation of horizontal subsidiarity, to put in action the social network and the community resources, must assume as a priority commitment the identification and the correct appreciation of the daily work of help and care of family caregivers.

L'economia dei beni comuni per un welfare sociale

Studente: Bazzanella Fabio
Titolo tesi: L'economia dei beni comuni per un welfare sociale
Docente relatore: prof.ssa Carestiato Nadia
Controrelatore: prof. Tomasin Paolo
Presidente Commissione di Tesi: prof. Benvenuti Loris
Laurea magistrale in: Governance del welfare sociale
Data: 07/03/2015

Il lavoro di tesi è il frutto di un personale percorso di studio sul tema dell'impresa sociale, intesa come quella specifica soluzione organizzativa che si propone come fine di perseguire la tutela, la cura e la valorizzazione del legame umano, dell'essere in relazione. La cura della relazione rappresenta infatti la mission di ogni organizzazione che voglia caratterizzarsi in senso sociale ed è inoltre passaggio preliminare per la realizzazione del welfare, ovvero del benessere, che è allo stesso tempo individuale e sociale, qualificandosi in modo personale e in funzione della persona umana. Il lavoro di tesi si propone di promuovere la comprensione del concetto di welfare sociale esaminando, prima, come esso sia stato storicamente percepito e perseguito sino all'epoca contemporanea e proponendo, poi, come lo stesso concetto possa essere ricompreso e rilanciato a partire dall'oggi. Il primo capitolo esordisce con una ricostruzione storica del modello economico di matrice occidentale e delle pratiche umane che si sono occupate della gestione dei beni ritenuti funzionali al benessere dell'uomo, andando poi a considerare la nascita e lo sviluppo della forma organizzativa del mercato, oggi preponderante a livello globale. Nel secondo capitolo si delinea un'alternativa economica in grado di rispondere alla crisi in cui versa l'economia attuale, ormai ritenuta inefficace, soprattutto nelle sue due declinazioni preponderanti del mercato capitalista e del welfare state, nel conseguire il benessere umano, così come viene ormai universalmente concepito alle soglie del Terzo millennio. Il terzo capitolo è dedicato alla definizione di un'antropologia economica coerente al rapporto che collega inevitabilmente l'uomo ai beni che ne influenzano l'esistenza, fissando una serie di principi e approcci conoscitivi in grado di fondare l'alternativa economica delineata precedentemente. Il quarto capitolo presenta una proposta di studio sperimentale sulla pedagogia dei nuovi stili di vita finalizzata a sistematizzare una serie di caratteri e di caratteristiche operative che contraddistinguono e consentono il riconoscimento di nuovi stili di vita e, all'interno di essi, di nuove pratiche in grado di concretizzare l'alternativa economica proposta. È qui preso in esame il Regolamento per la cura dei beni comuni approvato dal Comune di Bologna, un documento amministrativo che rappresenta una buona pratica, almeno a livello amministrativo, in grado di inaugurare un nuovo stile di governo cittadino potenzialmente funzionale all'affermazione di un'economia dei beni comuni, di un'altra economia in funzione del bene comune.

Una strada possibile. La sfida dei sistemi di affidamento dei servizi alla persona

Studente: Meneghini Francesco
Titolo tesi: Una strada possibile. La sfida dei sistemi di affidamento dei servizi alla persona
Docente relatore: prof. Zuttion Ranieri
Controrelatore: prof. Tomasin Paolo
Presidente Commissione di Tesi: prof. Benvenuti Loris
Laurea magistrale in: Governance del welfare sociale
Data: 13/12/2014

Il tema dei sistemi di affidamento dei servizi alla persona può sembrare un qualcosa di poco concreto, cioè nella gestione ed erogazione quotidiana dei servizi sociali questo argomento non ha una particolare rilevanza. Oppure si può pensare che la realizzazione di una gara d’appalto, con la costruzione dei documenti di gara necessari, sia soltanto una procedura amministrativa e burocratica. La questione che si cercherà di affrontare in questo di lavoro di tesi è quella di andare a prendere in esame i sistemi di affidamento dei servizi alla persona per vedere se sono adeguati alla natura dei servizio messo in gara, in quanto il modo in cui viene costruita una gara, attraverso i propri documenti di gara (specialmente i disciplinari di gara e i capitolati speciali), abbia un importante ruolo nella gestione concreta dei servizi sociali, in particolar modo nell’andare a condizionare i futuri rapporti che si instaureranno tra il soggetto affidante e il soggetto affidatario del servizio.

La fragilità del bene in Marta Nussbaum: una prospettiva pedagogica

Studente: Baù Marco
Titolo tesi: La fragilità del bene in Marta Nussbaum: una prospettiva pedagogica.
Docente relatore: prof. Mari Giuseppe
Controrelatore: prof. Biagi Lorenzo
Presidente Commissione di Tesi: prof. Crocetta Christian
Laurea magistrale in: Governance del welfare sociale
Data: 16/07/2014

La tesi da cui si è partiti si fonda su un idea di pedagogia come scienza che riordina attorno ad un paradigma antropologicamente ed eticamente fondato i vari contributi delle scienze umane. In particolare la tesi si focalizza su un autrice non espressamente pedagogica e ne deriva alcune linee di riflessione educativa. Senza pretesa di esaurire o ridurre la riflessione etica dell autrice, si è tentato di rapportare la fragilità del bene alla relazione educativa e all' epistemologia pedagogica.Riflettere quindi sull'implicazione etica rappresenta il nostro tentativo di rispondere alle nuove esigenze del Welfare in un ottica di governance che non solo generi e faccia fiorire beni relazionali nei servizi che offre ma che ne rispetti la coerenza nei propri modelli di gestione. I contributi estratti dal testo di sono limitati all ambito delle tragedie greche e ai capitoli su Aristotele.