images/grafica/TESTATE/magistrale/eccellenze.png

Inclusione e partecipazione. Ripensare i processi sociali entro i contesti comunitari

Studente: Serafin Gianluca
Titolo tesi: Inclusione e partecipazione. Ripensare i processi sociali entro i contesti comunitari
Docente relatore: Prof. Emilio Marco
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Girardi Davide
Data discussione tesi: 06 marzo 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il presente elaborato si propone di analizzare il fenomeno dell’inclusione sociale con l’obiettivo di fornire alcune possibili precondizioni per favorire tale processo.
Si ritiene possibile una lettura di questo tema a partire dalla prospettiva “A.P.E.” (antropologia, pedagogia ed etica), acronimo elaborato da alcuni docenti di Pedagogia dello Iusve in seguito al confronto con le teorie di Charles Taylor e Alasdair MacIntyre.
Attraverso il confronto tra termini associati all’inclusione verrà proposta un’ipotesi di vocabolario e linguaggio da cui poter ripartire. In questo senso, il tema della comunità elaborato da C. Taylor è centrale in tutta l’analisi. Attraverso la dimensione comunitaria si ritiene infatti possibile favorire la partecipazione del singolo individuo alla vita sociale, economica, politica e culturale. L’altro tema chiave nell’analisi è il concetto di pratica elaborato da A. MacIntyre: essa si oppone al dissenso morale contemporaneo e consente alla comunità di esistere.
 
This study examines social inclusion with the aim of suggesting some preconditions that favor this process.
It proposes to look at the topic through the ‘A.P.E.’ (anthropology, pedagogy and ethics) perspective developed by the department of Pedagogy of the Iusve (VE) starting from theories of Charles Taylor and Alasdair MacIntyre.
Through an analysis of terms related to inclusion, a hypothetical language and lexicon is formulated for new foundations. Here, the concept of community as expressed by C. Taylor is central to the whole analysis. It is suggested, indeed, that the community may facilitate an individual’s participation to social, cultural, economic and political life. Another theme fundamental to the study is the concept of practice advanced by A MacIntyre: it opposes the contemporary moral dissent and allows the community to exist.

Il metodo Gentlecare

Studente: Gobbato Anna
Titolo tesi: Il metodo Gentlecare
Docente relatore: Prof. Tomasin Paolo
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Emilio Marco
Data discussione tesi: 12 gennaio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La patologia della demenza è sempre più diffusa nell’anziano ed è caratterizzata dalla perdita graduale e inarrestabile delle funzioni cerebrali che determina la progressiva scomparsa delle capacità di svolgere le attività quotidiane. Questa patologia è diventata uno dei principali problemi sanitari e sociali che coinvolge il paziente e la sua famiglia. L’obiettivo della mia tesi è quello di comprendere i bisogni della persona anziana e proporre degli interventi socio-assistenziali secondo il modello Gentlecare. Gentlecare è stato ideato dalla dott.ssa Moyra Jones alla fine degli anni Novanta in Canada. Tale metodo fornisce un’idea di assistenza, definita dalla stessa autrice protesica, in cui le tre componenti (persone, programmi e spazio fisico) lavorano in armonia per produrre un sostegno, o protesi, per la persona affetta da demenza. Tale modello è orientato nel preparare il personale assistenziale e i caregiver familiari alla cura della persona affetta da demenza, promuovendo un adattamento dell’ambiente fisico e sociale in cui la persona opera. L'interesse a questo metodo è iniziato attraverso la mia esperienza di tirocinio perché ho potuto comprendere il valore di questo approccio e inoltre è stato possibile osservare l’applicazione di questo metodo secondo un approccio di comunità nelle strutture per anziani. Queste ultime spesso risultano essere delle realtà segregative senza connessioni con la realtà locale. Si ritiene necessario quindi creare legami di solidarietà per incrementare e mantenere la socializzazione delle persone anziane che frequentano e/o vivono in queste realtà protette, evitare l’isolamento e favorire reti di solidarietà e reciprocità per una comunità protesica e sostenibile. 

The pathology of dementia is more widespread on elder people. Dementia is characterized by the gradual loss of brain functions and the gradual disappearance of the ability to perform daily activities. This pathology has become one of the main health and social problems that involve the patient and the his family. The propouse of my research is to understand the needs of the person assisted and propose planned assistance according with the Gentlecare model. Gentlecare was designed by Dr. Moyra Jones in the late 1990s in Canada. This method provides idea of assistance, defined by the author prosthetic. This approach there are three components: people, programs and physical space. Those elements work in harmony will produced a support for the person suffering from dementia. This model is oriented to train the care staff and the caregivers to lookafter the patients. Indeed promoting social and physical adaptation to the local enviroment. My personal interest of this method began during my working experience how is possible to apply this method whit a communities approach in the structures for the elderly. Often this place are segregative realities and where they don’t have connections with the local society. It is necessary to create bonds of solidarity to increase and maintain the socialization. Avoid isolation while promoting a sustainable networks for a prosthetic community.


La sostenibilità. Ragioni, visioni utopistiche e prospettive future

Studente: Malavolta Lorenzo
Titolo tesi: La sostenibilità. Ragioni, visioni utopistiche e prospettive future
Docente relatore: Prof. Biagi Lorenzo
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Emilio Marco
Data discussione tesi: 12 gennaio 2018
Laurea Magistrale in: Governance del welfare sociale

Questo lavoro di tesi si propone di indagare il tema della sostenibilità, come possibile soluzione alla crisi che stiamo vivendo. Le dimensioni ambientali, economiche e sociali sono stati negli ultimi anni oggetto di profondi cambiamenti a cui solo la multidimensionalità dell’approccio sostenibile può dare risposta. Il sistema economico, che noi stessi abbiamo creato, ha generato nuovi modelli di uomo, nuovi paradigmi di comportamento sociale che hanno dimenticato la natura relazionale, da cui è necessario ripartire. È necessario un cambiamento reale nel mondo.

This thesis aims to investigate the theme of sustainability as a possible solution to the crisis we are experiencing. The environmental, economic and social dimensions have been subject to some deep changes over the last few years, to which only the multidimensionality of a sustainable approach can respond. The economic system we made has created new models of man, new paradigms of social behavior, forgetting our relational nature, from which it is necessary to restart. There is a need for a real change in the contemporary world and in our peculiar socio-economic structure, a change that will lead to the development of a different and more open society, capable of respecting the home we live in.

Faccio da solo. Identità ed autonomia nella disabilità

Studente: Gradara Davide
Titolo tesi: Faccio da solo. Identità ed autonomia nella disabilità
Docente relatore: Prof. Miatto Enrico
Docente controrelatore: Prof. Emilio Marco
Presidente commissione di tesi: Prof. Benvenuti Loris
Data discussione tesi: 11 gennaio 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La tesi vuole indagare, attraverso un excursus storico, lo sviluppo delle condizioni di vita della persona con disabilità e di come esse ad oggi, possano realizzarsi ed essere protagoniste attive della società. La tesi, si concentrerà sull’evoluzione del concetto di disabilità, da mera analisi eziologica fino ad una completa analisi fisica, psicologica e sociale della sua condizione per avere un quadro competo. Verranno presi in considerazione gli sviluppi legislativi in Italia, che hanno portato all’integrazione: sociale, scolastica e lavorativa delle persone con disabilità. Si parlerà dell’accettazione della propria condizione e della presa d coscienza di sé, analizzando lo sviluppo dal nucleo familiare, fino alla creazione di una propria identità personale. Infine si analizzeranno i possibili scenari per il miglioramento della qualità della vita, in particolar modo si analizzerà un progetto di vita, rivolto ad una persona pluri disabile analizzando le sue attività ed i sui progressi nell’autonomia e nell’autodeterminazione. 

The thesis aims to investigate, through a historical excursus, development of the living conditions of a person with disabilities, and how they may today be fulfilled and become active members of society. The thesis willfocus on the evolution of the concept of disability, from mere etiological analysis to a full physical, psychological and social analysis of its condition in order to obtain a complete picture. The legislative developments in Italy, which have led to thesocial, educational and working integration of people with disabilities, will be taken into account. We will talk about accepting one's condition and about self-awareness, analysing development from the family unit, to the creation of a personal identity. Finally, we will look at possible scenarios for improving the quality of life, in particular analysing a life project aimed at a person with multiple disabilities, by analysing thier activities and progress in achieving autonomy and self-determination.–

Un'accoglienza dignitosa ed ospitale per i migranti in Italia

Studente: Cesa Federica
Titolo tesi: Un'accoglienza dignitosa ed ospitale per i migranti in Italia
Docente relatore: Prof. Crocetta Christian
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Salerno Vincenzo
Data discussione tesi: 11 gennaio 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi 

La tesi descrive il sistema di accoglienza italiano per le persone immigrate, partendo dall'analisi del concetto di accoglienza, segue una descrizione dei vari servizi presenti sul territorio italiano che accolgono le persone richiedenti protezione internazionale, per concludersi poi con le buone pratiche utili per un servizio di accoglienza dignitoso e ospitale. la tesi ha l’obiettivo di promuovere un’idea di accoglienza diffusa per sviluppare autonomia e responsabilità del soggetto, un modello molto differente da contesti in cui vivono grandi numeri di persone. A sostegno di ciò è riportata l’esperienza di Antonio Calò che ospita sei migranti in famiglia.
Per il seguente lavoro sono state utilizzate fonti bibliografiche e siti online. Nel testo sono presenti alcuni riferimenti dell’esperienza personale dato che ho svolto il tirocinio universitario nel centro di accoglienza in cui attualmente lavoro.

The thesis describes the Italian reception system for immigrant people, starting from the analysis of the concept of hospitality, follows a description of the various services present on the Italian territory that welcome people requesting international protection, to then end with good practices useful for a dignified and hospitable welcome service. the thesis aims to promote an idea of widespread acceptance to develop the autonomy and responsibility of the subject, a very different model from contexts in which large numbers of people live. In support of this, the experience of Antonio Calò is reported, which hosts six migrants in the family.
For the following work, bibliographic sources and online sites were used. In the text there are some references to personal experience, given that I carried out a university internship in the reception center where I currently work.


L'autismo e la terapia multistemica in acqua

Studente: Moretton Michela
Titolo tesi: L'autismo e la terapia multistemica in acqua
Docente relatore: Prof. Miatto Enrico
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Salerno Vincenzo
Data discussione tesi: 10 gennaio 2018
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il disturbo autistico è una complessa disabilità dello sviluppo che compare durante i primi tre anni di vita. È un disturbo neurologico che agisce sul funzionamento del cervello nelle aree dell'interazione sociale e delle abilità comunicative. I bambini autistici normalmente hanno difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale, nelle interazioni sociali, e nelle attività legate al tempo libero ed al gioco. La malattia rende loro difficile comunicare con gli altri e relazionarsi con il mondo esterno. In alcuni casi, può essere presente un comportamento aggressivo o autolesionista ed esibire ripetuti movimenti del corpo (agitare le mani, dondolarsi, ect...).
È proprio in questo contesto che si inserisce il progetto di ricerca “Terapia Multisistemica in acqua” che ha l’intento di diminuire le distanze tra il divario che c’è tra “patologia” e “normalità”, dando così alle famiglie dei bambini affetti da tali patologie un valido strumento per poter integrare il proprio figlio.
Sebbene non ci sia una cura per questa patologia, un trattamento appropriato può migliorare lo sviluppo del bambino con spettro autistico e ridurre i comportamenti indesiderati e socialmente non condivisi.
All’interno di questa tesi, quindi, presenterò i benefici della Terapia Multisistemica in Acqua (T.M.A.), in particolare i benefici che derivano dal poter praticare un’attività sportiva, dal poter condividere con altri l’emozione di aver o essere capaci in qualcosa. Lo sport, e in questo caso il nuoto, aiuta la persona con autismo a scaricare la propria aggressività, ad acquisire manualità, inserirsi nel gruppo dei pari, migliorare la qualità di vita.

The autistic disorder is a complex growth disability which appears during the first three years of the child’s life. This is a neurological disorder that affects the social interaction areas and communications skills areas of the brain. Autistic children usually have difficulty in verbal and non-verbal communication, in social interactions, and in activities related to free time and play. This disease makes it difficult for them to communicate with others and to relate to the outside world. In some cases, an aggressive or self-injuring behaviour and repetitive body movements (shaking hands, body swinging, etc…) may be present.
It is precisely in this context that the research project "Multisystem Water Therapy" is inserted, that has the intent to reduce the distances of the gap between "pathology" and "normality", thus giving families of children affected by these diseases a valuable tool to integrate their child.
Although there is no cure for this disease, appropriate treatment can improve the development of the child having autistic spectrum and reduce unwanted and socially unacceptable behaviours.
In this thesis, therefore, I am going to present the benefits of Multisystem Water Therapy (T.M.A.), in particular the benefits coming from have the possibility of practice a sport activity and share with others the emotion of having or being able in something.
The sport, and in this case swimming, helps the autistic person to release their aggressiveness, and acquire dexterity, join the peer group, improve the quality of life.

Fratelli in scena. La disabilità in famiglia e la costruzione del legame fraterno

Studente: Massaro Maddalena
Titolo tesi: Fratelli in scena. La disabilità in famiglia e la costruzione del legame fraterno
Docente relatore: Prof. Miatto Enrico
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Salerno Vincenzo
Data discussione tesi: 10 gennaio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Questo lavoro di tesi intitolato “FRATELLI IN SCENA. La disabilità in famiglia e la costruzione del legame fraterno” ha come oggetto d’indagine il ruolo della famiglia con un figlio disabile rispetto ai servizi riabilitativi, ed in particolare mette in evidenza la posizione dei fratelli di persone con disabilità. Si tratta di un lavoro di raccolta e consultazione di fonti bibliografiche inerenti all’argomento di ricerca che poi, nella parte conclusiva, presenterà storie di vita e progetti che hanno per protagonisti i fratelli e le sorelle di persone con disabilità. Per approfondire questa tematica inizialmente è stato analizzato il rapporto esistente tra educazione e riabilitazione, cercando di comprendere che cosa significhi educare il bambino con disabilità attraverso le molteplici interpretazioni del fenomeno. Successivamente ci si è chiesti che cosa accada qualora nel nucleo familiare vi è sia la presenza di un figlio e dunque un fratello disabile. La trattazione cerca quindi di rispondere a questo interrogativo dapprima analizzando la costruzione del legame fraterno da un punto di vista generale, poi prendendo in esame la figura specifica dei siblings, esaminando le caratteristiche della relazione fraterna in presenza di disabilità. Con il sostegno delle ricerche svolte in anni recenti, vengono infine proposte alcune azioni che possono essere compiute da genitori, ma anche operatori, per sostenere i fratelli “sani” affinché imparino a relazionarsi in modo positivo con questa specifica realtà. 

This thesis focuses its attention on the role of the family with a disabled child in relation to rehabilitation services and it shows the position of the brothers of people with disabilities. This is a collection and consultation work of bibliographic sources regarding the topic. In the end, it will show life experiences and projects where brothers and sisters of disabled people are mainly involved.
In order to develop this topic, it was first examined the relationship between education and rehabilitation, with the aim of trying to understand what means to educate the disabled child.
Afterwards this thesis shifts its focus on what happens when there is a disabled child, so a brother/sister, in the family context, explaining the impact with disability. Furthermore, the research tries to analyse first the building of fraternal relationship from a general point of view, then the sibling relationship when there is disability.
With recent studies’ support the thesis suggests some actions that can be carried out by parents and operators, in order to sustain “healthy” children in learning how to positively behave with their disabled brother or sisters.

Panoramiche a confronto sulle impostazioni teoriche alla base della progettualità educativa delle strutture della bassa friulana

Studente: Ghin Marta
Titolo tesi: Panoramiche a confronto sulle impostazioni teoriche alla base della progettualità educativa delle strutture della bassa friulana
Docente relatore: Prof. Miatto Enrico
Docente controrelatore: Prof. Benvenuti Loris
Presidente commissione di tesi: Prof. Emilio Marco
Data discussione tesi: 26 ottobre 2017
Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La tesi dal titolo "Panoramiche a confronto sulle impostazioni teoriche alla base della progettualit a educativa delle strutture della bassa friulana" si pone innanzitutto l'obiettivo di indagare se vi siano delle linee pedagogiche che guidano l'agire educativo all'interno delle strutture per la disabilit a della bassa friulana e la tipologia delle stesse.
Il lavoro di tesi  e composto da una prima parte in cui viene ripercorsa la storia della pedagogia ed il suo costituirsi come scienza; la seconda parte analizza la gura del pedagogista e dunque il suo ruolo nei servizi alla persona; la terza parte indaga sulla possibilit a di instaurare una pedagogia della persona nei servizi; l'ultima parte  e in ne dedicata alla raccolta e l'analisi dei dati.
La metodologia utilizzata per la raccolta dei dati  e quella dell'intervista semistrutturata, in particolare sono raccolte cinque interviste ai coordinatori pedagogici delle strutture scelte. Le domande sono relative alle linee pedagogiche che guidano ciascun servizio, come si realizzano nella pratica educativa, il ruolo delle  gure educative e la tipologia degli strumenti utilizzati.
Dai risultati dell'analisi emerge che solo due strutture su cinque hanno una pedagogia o linea teorica di riferimento speci ca; non tutti i coordinatori pedagogici hanno la laurea in pedagogia e non tutti gli educatori hanno il diploma di laurea triennale; tre strutture su cinque utilizzano strumenti di progettazione e di veri ca non standardizzati. Emerge in ne che in molti servizi manca la cultura del progetto, che sembra tradursi in una certa di colt a nel realizzare pratiche educative inclusive fondate su riessioni pedagogiche ad hoc.

The thesis entitled "Comparative reviews on the theoretical foundations of the educational plans in some structures sited in southern Friuli" aims at investigating if there are pedagogic theories guiding the educational actions in various organizations for people with disability in southern Friuli and at describing this theories. The  rst part of this work concerns the history of pedagogy and in particular how it became a science; the second part is about the role of pedagogist in the services and the third questions the possibility of establishing a personbased pedagogy in the services; the last part regards data collection and data analysis.
The experimental tool chosen for this research is the semi-structured interview, used here for consulting the pedagogic leaders of  ve structures in the region of interest. The questions are about the pedagogic theories which lead the services, the way in which these theories are put into practice in the educational work, the role of the educational workers and the planning instruments employed.
The results of the analysis reveal that only two structures on  ve could identify a speci c pedagogic line that they consistently follow; that not all pedagogists and educators of the services are graduated in pedagogy or in science of education; that three services on  ve use unstandardized instruments for programming or verifying their interventions.
Lastly it emerges that in many services there is a weak planning culture, which seems to cause di culties in implementing inclusive educational actions founded on speci c pedagogic re ections.

Il welfare tra azienda e territorio. Dal welfare aziendale di Luxottica alla costituzione di una fondazione di comunità

Studente: Chiara Rosada
Titolo tesi: Il welfare tra azienda e territorio. Dal welfare aziendale di Luxottica alla costituzione di una fondazione di comunità.
Docente relatore: Prof. Paolo Tomasin
Docente controrelatore: Prof. Vincenzo Salerno
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris benvenuti
Data discussione tesi: 18 luglio 2017
Laurea Magistrale in: Governance del welfare sociale

L’insufficiente risposta dello Stato Sociale ai nuovi bisogni delle persone, frutto dei cambiamenti sociali ed economici dagli anni Settanta in poi, genera lo sviluppo del secondo welfare, ovvero un welfare privato che, pur non sostituendosi a quello statale ne integra i servizi grazie all’azione sinergica di diversi attori. Un ruolo fondamentale è rivestito da grandi imprese e parti sociali che, come nel caso Luxottica, danno vita ad un articolato sistema di welfare aziendale in cui l’attenzione per la qualità e la responsabilità sociale d’impresa si intrecciano virtuosamente valorizzando il capitale sociale. Tuttavia, tale forma di previdenza e assistenza, poiché garantita ai soli lavoratori e alle loro famiglie, rischia di aumentare il divario tra quanti accedono ai servizi grazie al proprio status e tra chi ne è escluso per default. Ciò risulta vero soprattutto a livello territoriale dove l’esigenza di conciliare i bisogni di tutti mette in gioco diversi attori nella costruzione di un’infrastruttura sociale in grado di conseguire un simile obiettivo. In questo senso, la fondazione di comunità rappresenta una possibile soluzione per avviare un effettivo welfare comunitario. The lack of response of the social state to the new needs of people, the result of the social and economic changes of the 70s onwards, produces the development of the second welfare, that is, a private welfare which, while not replacing the state, integrates the services through synergistic action of different actors. An important role is played by large corporations and social parties that, like in the Luxottica case, create an articulated corporate welfare system in which attention to quality and corporate social responsibility is virtuously intertwined by enhancing social capital. However, this form of social security and care, as it is guaranteed to workers and their families, is likely to increase the gap between those who access services through their status and those who are excluded by default. This is true especially at the territorial level where the need to reconcile the needs of all involves various players in the construction of a social infrastructure capable of achieving such a goal. In this sense, community establishment is a possible solution for real community welfare.

L’approccio relazionale alla tutela minorile: un tentativo di ripensare i servizi sociosanitari nella presa in carico del minore e della sua famiglia

Studente: Erica Steccato
Titolo tesi:L’approccio relazionale alla tutela minorile: un tentativo di ripensare i servizi sociosanitari nella presa in carico del minore e della sua famiglia.  nell’ottica di una governance generativa
Docente relatore: Prof. Ranieri Zuttion
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Vincenzo Salerno
Data discussione tesi: 18 luglio 2017
Laurea Magistrale in: Laurea magistrale in Governance del welfare sociale

Intendere la presa in carico del minore secondo l’approccio relazionale nell’ottica di una governance generativa significa concentrare l’attenzione non solo sulla persona in stato di bisogno, ma sull’intero contesto di riferimento. In questo senso non si può fare un progetto «per» e «con» il minore senza far partecipare la sua famiglia e, analogamente, non si può pensare ad un lavoro con questa senza concentrarsi anche sull’attivazione dei contesti di vita nella quale è inserita. Per fare ciò è necessario servirsi di metodologie relazionali e ripensare le forme di regolazione che in tali contesti vanno a definire il profilo stesso che i Servizi devono avere. Questo è stato l’intento del presente lavoro di tesi e per arrivare a ciò è stato fondamentale analizzare: le trasformazioni avvenute nel corso del tempo a livello storico, culturale, legislativo e antropologico; l’approccio relazionale ai servizi sociosanitari e, più nello specifico, alla tutela minorile e, infine, un caso studio concreto che è servito come punto di partenza per riflettere su alcuni nodi critici e giungere alla finalità che la tesi si poneva.

Conceiving taking on the responsability of the child according to the relational approach in the light of generative governance means focusing attention not only on the person in need, but on the whole context of reference. In this sense, you can not make a project «for» and «with» the child without the complete partecipation of his family and, likewise, you can not presume to deal with it without concentrating on the activation of the life backgrounds in which it is inserted. For this aim, it is necessary that you make use of relational methodologies and rethink the forms of regulation that define the profile that Services must have in these contesxts.This is the purpose of the present dissertation and to this end it was essential analyzing some crucial points: the transformations that took place over time at the historical, cultural, legislative, and anthropological levels; the relational approach to social services and, more specifically, child protection, and ultimately the analysis of a concrete case that served as a starting point to reflect on some critical themes and reach the purpose of the thesis.