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Opportunità generative, quali possibilità per le comunità cristiane del centro storico di Padova

Studente: Vito Antonio Di Rienzo
Titolo tesi: Opportunità generative, quali possibilità per le comunità cristiane del centro storico di Padova
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof.ssa Margherita Cestaro
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 14 marzo 2022
Licenza in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La scelta di affrontare questo argomento nasce dal desiderio di approfondire il lavoro svolto con la tesi triennale coniugando la teoria dell’apprendimento trasformativo con il tempo di pandemia da Covid-19 che il mondo sta vivendo. Questo evento può essere occasione di apprendimento non solo per i singoli ma anche per la dimensione comunitaria/sociale di cui quella parrocchiale può esserne considerata parte. La pastorale di centri storici cittadini ha da sempre risentito di un contesto di fede fondato su una minoranza che si esprime attraverso la partecipazione di piccoli gruppi. Ecco che questo tempo, nel contesto del centro storico di Padova, può essere occasione di un ripensamento della vita pastorale capace di rimettere al centro la relazione e la responsabilità, in un’ottica di generazione che è il cardine della pastorale dell’engendrement. Il confronto con le esperienze delle diocesi coreane e della diocesi di Vienna ci fornirà degli elementi fondamentali per questo processo di apprendimento, ai quali aggiungeremo la ri-significazione di alcuni concetti chiave per la vita delle comunità parrocchiali. Tutti questi passaggi si inseriscono in un nuova progettazione per la pastorale delle parrocchie del centro storico di Padova, un’occasione generativa per queste comunità di credenti.

In this thesis, I decided to expand on the research I have started during my undergraduate thesis, combining the theory of transformative learning with the pandemic that the world is currently experiencing. This event could be a formative occasion for the entire community, and the parish community can be considered to be part of it. In particular, in local city centres, the pastoral has always been formed by small groups of believers. For this reason, within the context of the city centre of Padova, the current COVID19 situation could be seen as an occasion to rethink pastoral life by placing the need of relationship and responsibility at its centre again, which are the foundation of the pastoral of engendrement. Here, I will compare the experiences of Korean dioceses and diocese in Wien in order to highlight teachings that are essential for this learning process as well as redefine some concepts key to the life of parish communities in order to create a generative occasion for the pastoral parishes in the city center of Padova.

Orfani speciali e invisibili: una frontiera professionale per il pedagogista a sostegno degli orfani di femminicidio?

Studente: Barbara Maso
Titolo tesi: Orfani speciali e invisibili: una frontiera professionale per il pedagogista a sostegno degli orfani di femminicidio?
Docente relatore: Prof. Christian Crocetta
Docente controrelatore: Prof.ssa Claudia Andreatta
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 13 gennaio 2022
Licenza in: Scienze pedagogiche

La tesi ha lo scopo di approfondire la tematica degli orfani di femminicidio, attualmente poco conosciuti ed ascoltati, soprattutto in ambito educativo. Analizzeremo il fenomeno attraverso una prima analisi semantica, provando a ricostruire la storia e le terminologie utilizzate in questo campo per aiutare la lettura e la comprensione del tema. Successivamente analizzeremo i procedimenti giuridici e psicosociali sino ad ora affrontati, riportando le criticità emerse durante gli studi. Proveremo ad avvicinare il ruolo del pedagogista, proponendo un approccio educativo di sostegno a questi orfani, riportando l’importanza di dar voce a queste vittime collaterali. Aprire quindi una nuova frontiera al mondo educativo per il loro sostegno, partendo proprio dalla società stessa.

This thesis aims to give a better understanding of the topic of the orphans for femicide. We are going to start the observation of this matter through an analisys of the semantics, trying to gather all the information on the story and terms that are used in this field, to make the reading and comprehension of the topic easier. Secondly we'll get to focus on the legal and psychosocial procedures that have been taken into account so far, highlighting the critical issues that have come up while performing the studies. We are going to try and get closer to the role of the pedagogist, by suggesting an educational approach to support these orphans, making sure that everyone understands the importance of giving these collateral victims a voice. Therefore a new door onto the educational world should be opened to help them, starting right from society itself.

L’inclusione ai tempi del lockdown

Studente: Fabiola Ghezzo
Titolo tesi: L’inclusione ai tempi del lockdown
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof.ssa Cinzia Bragagnolo
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 12 gennaio 2022
Licenza in: Scienze pedagogiche

Il presente lavoro nasce per analizzare, attraverso lo sguardo della corrente pedagogica dell’Universal Design for Learning, le prassi inclusive realizzate durante l’esperienza della Didattica a Distanza nel periodo di confinamento vissuto dalla popolazione italiana, fra il 9 marzo e l’11 giugno 2020. Inizialmente si esamina la legislazione che ha portato il nostro Paese ad un approccio inclusivo, si prosegue con la disamina dei mutamenti nell’approccio ai dispositivi digitali delle istituzioni scolastiche dagli anni ‘60 fino ad oggi. I dati raccolti grazie al questionario costruito dalla tesista, coadiuvati da quelli provenienti da altre indagini, sono stati esaminati utilizzando la cornice della Progettazione Universale per l’Apprendimento. Il quadro che ne risulta è complesso ed alterna aspetti positivi e criticità. Infine il tema della cura riesce nel compito di raccogliere gli stimoli emersi, proiettarli nella Didattica Digitale Integrata e rilanciare qualunque progettualità riguardante l’inclusione per il futuro.

The present work intends to analyze inclusive practices carried out during the experience of Distance Teaching, in the period of lockdown lived by Italian population between March 9th and June 11th 2020, through the eyes of the pedagogical approach of Universal Design for Learning. At the beginning the legislation that drive our Country to an inclusive approach will be examined, then the changing in the approach to the digital devices in schools, since 60’s until today, will be discussed. The data collected by a survey (built by graduate student) and the ones from other inquiries will be reviewed using the Universal Design for Learning frame. The resulting picture is complex and alternates positive aspects and criticality. Eventually, the theme of the care gathers all the emerged stimuli, projects them in the Integrated Digital Teaching and relaunches every planning about inclusion for the future.

Generatività e vita buona, la cultura dei servizi per la vita indipendente delle persone con disabilità

Studente: Alice Marigonda
Titolo tesi: Generatività e vita buona, la cultura dei servizi per la vita indipendente delle persone con disabilità
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof.ssa Cinzia Bragagnolo
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 12 gennaio 2022
Licenza in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Negli ultimi dieci anni, a seguito della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (2009), sono stati avviati nel territorio dei servizi educativi volti a percorsi di autonomia e autodeterminazione possibile delle persone con disabilità. Questi servizi mettono le basi per una nuova visione della persona disabile, delle sue possibilità di vivere una vita indipendente, anche nel durante-dopo di noi delle famiglie. L’obiettivo di questo lavoro di tesi è di scoprire se effettivamente, i servizi per la vita indipendente si attuano in una visione generativa, capace di coinvolgere attivamente i destinatari e le loro famiglie, il contesto sociale, l’equipe multidisciplinare e soprattutto sviluppare possibili e concreti percorsi di indipendenza. L’obiettivo di questi servizi è l’empowerment dei destinatari ma anche della Comunità in cui essi vivono. Non è scontato pensare che tale cambiamento culturale sia diventato parte integrante e consapevole da parte di tutti gli attori coinvolti. Per rispondere a tale interrogativo ho svolto in parte una ricerca bibliografica, ma nello specifico ho sviluppato un questionario che indagasse le aree principali del cambiamento. Le risposte mostrano che tali servizi mirano alla costruzione di una vita indipendente basata su processi di “normalizzazione”, oltre a porre al centro la persona nella costruzione del percorso di crescita e cambiamento che sarà graduale e personalizzato verso le massime possibilità individuali. Parallelamente emerge una consapevolezza del ruolo e dell’azione di cura in senso antropologico, pedagogico, ed etico. Il lavoro si svolge inoltre in una collaborazione con tutti i professionisti che si occupano dei destinatari.

In the last ten Years, following the ONU Convention on the Rights of Persons with Disabilities (2009), educational services have been launched in the territory aimed at paths of autonomy and possible self-determination of people with disabilities. These services lay the foundations for a new vision of the disabled person, of his possibilities to live an independent life, even in the during-after us of the families. The objective of ti these work is to discover if indeed, the services for independent living are implemented in a generative vision, capable of actively involving the person with disabilities and their families, the social context, the multidisciplinary team and above all develop possible and concrete paths of independence. The goal of these services is the empowerment of the recipients but also of the Community in which they live. It is not obvious to think that this cultural change has become an integral and conscious part of all the actors involved. To answer this question I carried out part of a bibliographic research, but specifically I developed a questionnaire that investigated the main areas of change. The answers show that such services will to building an independent life based on processes of "normalization", as well as placing the person at the center in the construction of the path of growth and change that will be gradual and personalized towards the maximum individual possibilities. At the same time, an awareness of the role and action of care in an anthropological, pedagogical and ethical sense emerges. The work is also carried out in collaboration with all the professionals who take care of the recipients.

Orientamento è partecipazione. Una riflessione su care leavers e accompagnamento al lavoro.

Studente: Clarissa D'Alberto
Titolo tesi: Orientamento è partecipazione. Una riflessione su care leavers e accompagnamento al lavoro.
Docente relatore: Prof. Michele Visentin
Docente controrelatore: Prof. Moreno Blascovich
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 20 ottobre 2021
Licenza in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il presente elaborato di tesi si propone di esplorare i costrutti di orientamento e partecipazione come pratiche a sostegno della fioritura e dell’autonomia dei care leavers: giovani in uscita da percorsi in comunità, casa famiglia o affido che, al raggiungimento dei 18 anni, si trovano spesso a dover raggiungere una vita indipendente prematuramente. A partire da una esplorazione che prende le mosse da una presa di consapevolezza sulla complessità che ci circonda, vengono analizzati costrutti teorici con particolare riferimento al lavoro, pedagogicamente inteso come luogo capacitante, generativo, trasformativo ed emancipatorio. Al fine di esplorare come questi concetti si concretizzano nella vita reale di chi li vive, si è ritenuto opportuno indagare - tramite una metodologia di ricerca qualitativa - se e come orientamento e partecipazione, quando accompagnati da esperienze significative, possono favorire l’autonomia ed il fiorire dei care leavers.

This thesis work aims to explore the constructs of guidance and participation as practices in support of the flourishing and autonomy of care leavers: young people leaving community paths, foster homes or foster care who, upon reaching the age of 18, often find themselves having to face an independent life prematurely. Starting from exploring the awareness of the complexity that surrounds us, theoretical constructs are analyzed particularly referring to Work, pedagogically intended as an capabilitant, generative, transformative and emancipatory place. In order to explore how these concepts materialize in the reality of those who live them, it was considered appropriate to investigate - through a qualitative research methodology - if and how guidance and participation, when accompanied by significant experiences, can favor the autonomy and flourishing of care leavers.

Amore o possesso? Come creare una relazione sana tra educatori e minori stranieri:un progetto di formazione per l’educatore sociale

Studente: Silvia Bianchi
Titolo tesi: Amore o possesso? Come creare una relazione sana tra educatori e minori stranieri:un progetto di formazione per l’educatore sociale
Docente relatore: Prof. Moreno Blascovich
Docente controrelatore: Prof. Daniele Callini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 20 ottobre 2021
Licenza in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

In questa tesi, dopo un’introduzione sul concetto di violenza di genere, si tratterà nello specifico il tema della violenza assistita e/o subita dal minore straniero. Si evidenzia come la violenza, a causa delle chiare conseguenze psicologiche, comporti nel minore straniero delle di coltà di relazione con l’altro e come questo possa procurare, successivamente, dei problemi con i coetanei e con le figure adulte con cui entrerà in contatto. In seguito si mette in luce come il minore straniero, vittima di violenza, e che successivamente sia migrato, risulti avere ancor maggiore di coltà nella relazione con i propri pari e/o gli adulti. Si propone quindi di dar vita a un progetto specifico, formativo per l’équipe di una comunità per minori stranieri, con lo scopo ulteriore di orientare il coordinatore nella formazione degli educatori presenti. L’obiettivo del progetto è sostenere e formare gli educatori a nché possano acquisire nuove strategie educative in relazione alla cultura d’origine dei minori stranieri e a quanto hanno subito nelle loro fasi evolutive e quindi essere loro di sostegno nel creare una relazione sana con se stessi e con gli altri.

In this thesis, after an introduction on the concept of gender-based violence, the topic of violence witnessed and/or su ered by foreign minors will be analyzed. It is highlighted how violence, due to clearly psychological consequences, leads to di culties in relations with the others in the foreign minor and how this can subsequently cause issues with peers and with adult figures with whom he will come into contact. Later on, it is described how the foreign minor, victim of violence, and who later migrated, tends to have even greater di culties in relating with his peers and/or adults. It is therefore proposed to create a specific educational/formative project with the aim to guide the coordinator in the formation of the foreign minors educators team. The goal of the project is to train educators in acquiring new educational strategies related to the foreign minor culture, to help them understand what minors have undergone in their evolutionary phases and to support the minors in creating an healthy relationship with themselves and with the others.

Un ricordo che genera - Ascolto, riflessività e condivisione per individuare il carisma e i valori capisaldi dell'opera di don Fausto Resmini

Studente: Dario Acquaroli
Titolo tesi: Un ricordo che genera - Ascolto, riflessività e condivisione per individuare il carisma e i valori capisaldi dell'opera di don Fausto Resmini
Docente relatore: Prof. Daniele Callini
Docente controrelatore: Prof. Michele Visentin
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 20 ottobre 2021
Licenza in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Durante l’inizio della pandemia, tra le più di 6000 persone che Bergamo ha perso, c’è anche don Fausto Resmini un prete diocesano che ha dedicato tutta la sua vita all’accoglienza e all’opera educativa, soprattutto verso gli adolescenti e i giovani a rischio devianza o già in situazioni problematiche (Comunità educative per minori, accompagnamento di detenuti, servizio presso la stazione di Bergamo a favore dei senza tetto…). Come poter contribuire nel continuare l’opera iniziata da don Fausto? Quali sono i capisaldi su cui concentrarsi per riorganizzazione l’intera struttura da lui concepita e fondata? Quale è l’eredità pedagogica e spirituale che ha lasciato don Fausto? Sono le domande che hanno guidato il lavoro di tesi, perseguendo così lo scopo di ripercorrere la biografia esistenziale, spirituale e pedagogica di don Resmini, al fine di delinearne il carisma, lo stile ed i paradigmi educativi e al fine di promuoverli all’interno dell’opera.

Among the more than 6,000 people that Bergamo lost from the beginning of the pandemic, there was also Father Fausto Resmini, a diocesan priest who dedicated his entire life to hospitality and educational work, especially towards adolescents and young people at risk of deviance or already in problematic situations (educational communities for minors, accompaniment of prisoners, service at the Bergamo station for the homeless...). How can we continue the work begun by Father Fausto? On what cornerstones shall we focus to reorganize the entire structure? What is the pedagogical and spiritual legacy that Father Fausto left behind? These questions guided the work behind the thesis, pursuing the goal of retracing the existential, 7spiritual and pedagogical biography of Fr. Resmini, outlining his charism, style and educational paradigms with the aim of promoting them within the work.

Riscoprire il lavoro socio-educativo in chiave valoriale Un’analisi delle interconnessioni tra fondamenti etici, documenti e persone nei contesti territoriali

Studente: Martina Riva
Titolo tesi: Riscoprire il lavoro socio-educativo in chiave valoriale Un’analisi delle interconnessioni tra fondamenti etici, documenti e persone nei contesti territoriali
Docente relatore: Prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: Prof. Christian Crocetta
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 20 ottobre 2021
Licenza in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La ricerca si propone di riportare l’attenzione sull’importanza dell’aspetto valoriale all’interno del lavoro socio-educativo e sul ruolo che il lavoro indiretto può avere nel mantenere, sviluppare e condividere le riflessioni in merito. La tematica è estremamente ampia e complessa e, per questo, immaginando il presente lavoro come la parte iniziale di uno studio più esteso, ci si è concentrati principalmente sul punto di vista di chi si trova all’origine dei servizi considerati, ossia la committenza. Sono quindi stati analizzati i capitolati d’appalto dei servizi socio-educativi territoriali per minori con disabilità di tre ambiti territoriali del Friuli-Venezia Giulia e sono state intervistate le rispettive referenti di area. Dallo studio emerge, da una parte, l’importanza di una maggiore riflessività anche nella fase di redazione dei documenti che sono all’origine dei servizi, in quanto questi veicolano, in maniera non sempre esplicita, valori che andranno ad influenzare la realizzazione dell’intervento educativo; dall’altra parte, la necessità di un maggiore riconoscimento e legittimazione del lavoro indiretto. Nel complesso, la ricerca ha il merito di raccogliere elementi che consentono di ampliare e di stimolare la riflessione sull’importanza della dimensione etica del lavoro socio-educativo e sulle modalità operative per coltivarla e preservarla.

The research aims to bring attention on the importance of values inside socio-educational work at all levels, and on the role that indirect work can have in maintaining, developing and sharing those values. The topic is extremely broad and complex and, for this reason, imagining this work as the initial part of a larger study, we focused mainly on the point of view the Client, who is at the origin of the services considered. We analyzed the tender specifications of the territorial socio-educational services for minors with disabilities in three territorial areas of Friuli-Venezia Giulia and we interviewed the respective area representatives. The study revealed, on the one hand, the importance of a deeper reflexivity even in the drafting phase of the documents, that are at the origin of the services because these services convey, not always in an explicit way, values that will influence the implementation of the educational intervention; on the other hand the need to increase recognition and legitimation of indirect work. Overall, the research has the merit of collecting elements that allow us to enlarge and stimulate the reflection on the importance of the ethical dimension of socio-educational work and on the methods that will be implemented in order to cultivate and preserve it.

Pedagogia del morire: educare alla morte per un'autentica educazione alla vita

Studente: Gabriella Mola
Titolo tesi: Pedagogia del morire: educare alla morte per un'autentica educazione alla vita
Docente relatore: Prof.ssa Beatrice Saltarelli
Docente controrelatore: Prof. Alberto Baccichetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 15 ottobre 2021
Licenza in: Scienze pedagogiche

Questo lavoro di ricerca si propone di avviare una riflessione pedagogica intorno al tema della morte in quanto attraverso di essa è possibile attuare un percorso di autentica educazione alla vita. La società occidentale contemporanea è lo scenario nel quale si sta attuando da tempo un processo di rimozione e nascondimento della caducità e della finitudine, dimensioni che da sempre accompagnano l’essere umano. La conseguenza di tale meccanismo cognitivo di difesa provoca l’accentuazione, da parte dell’uomo post-moderno, della ricerca di una vita off limits, di una felicità conquistata ad ogni costo, rincorrendo il mito dell’eterna giovinezza. La morte, il lutto, il congedo costituiscono quel territorio grigio, non presidiato dalla pedagogia che, nel panorama italiano, ad oggi non ha ancora avviato un discorso serio e profondo su questi argomenti. La consapevolezza della propria finitudine non è innata, per questo occorre attivare percorsi educativi che permettano, sin dall’infanzia, di coglierne il significato simbolico e reale, provando a sradicare nell’educando il senso di angoscia e di terrore che essa provoca, attraverso la creazione di spazi di riflessione sul limite, sulla sofferenza, sulla morte e sul senso della vita, in particolare, negli ambienti scolastici. La Death Education offre l’opportunità di rispondere a tali istanze coinvolgendo scuola, famiglia e territorio. Una scuola che accoglie la sfida di educare, oltre che di istruire, deve progettare pratiche, tempi e luoghi per dare parola agli studenti, affinché possano elaborare, sia individualmente, sia collettivamente, le esperienze dolorose e le emozioni ad esse connesse.

This research work aims to start a pedagogical educational reflection around the theme of death because through it, it is possible to implement a path of authentic education to life. Contemporary Western society is the scenario in which a removal process and concealment of insecurity and finiteness has been taking place for some time, aspects that have always accompanied the human being. The consequence of this cognitive defense mechanism causes the emphasizing by the post-modern man searching for a life off limits, of happiness conquered at any cost, chasing the myth of eternal youth. Death, mourning, leave-taking constitute that grey territory, unattended by pedagogy that, in the Italian panorama, to date has not yet started a serious and profound discussion on these topics. The awareness of one's finitude is not natural for this reason it is necessary to start educational paths that allow since childhood, to understand the symbolic and real meaning trying to eliminate through education the sense of anguish and terror that it causes, through creation of spaces for reflections on one’s limits, suffering, death and on the meaning of life, particularly in school environments. Death Education offers the opportunity to respond to these requests by involving schools, families, and territory. A school that takes up the challenge of educating as well as teaching must design procedures, allow time, and have places in allowing students to discuss, so that they can elaborate, both individually and collectively, the painful experiences and emotions connected to them.

Ritessere relazioni di reciprocità tra maschile e femminile

Studente: Gloria Biondani
Titolo tesi: Ritessere relazioni di reciprocità tra maschile e femminile
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Carlo Presotto
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Lucia Ferraro
Data discussione tesi: 15 ottobre 2021
Licenza in: Scienze pedagogiche

La relazione tra uomo e donna ha bisogno di trovare modi nuovi per essere vissuta superando l’inimicizia che si è consolidata nel tempo in forme di prepotenza e contrapposizione. Il presente lavoro di tesi attraverso la rilettura dei codici simboli maschile e femminile, materno e paterno, in quanto polarità del medesimo concreto vivente, ossia l’essere umano, intende individuare quali siano i processi che possano far crescere una relazione di rispetto e stima reciproca che diventi generativa. Mediante la lettura dei processi di relazione all’interno del lavoro di gruppo e dalla narrazione di più persone intervistate, emerge l’urgenza di riportare al centro della riflessione educativa il valore della diversità e la conoscenza affettiva del maschile e del femminile affinché la vita possa continuare ad essere nutrita dalla bellezza di entrambe le dimensioni umane.

The relationship between men and women needs to find new ways of being lived, overcoming the enmity that has consolidated over time in forms of arrogance and opposition. By reinterpreting the masculine and feminine, maternal and paternal symbolic codes, as polarities of the concrete living being, i.e. the human being, this thesis aims to identify the processes that can lead to the growth of a relationship of mutual respect and esteem that becomes generative. Through the reading of the relationship processes within the group work and from the narration of several people interviewed, the urgency emerges to bring back the value of diversity and the affective knowledge of male and female to the centre of the educational reflection, so that life can continue to be nourished by the beauty of both human dimensions.