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Verso la conquista dell'autonomia e della socialità. Promuoverne lo sviluppo nella disabilità intellettiva

Studente: Serena Camozzi
Titolo tesi: Verso la conquista dell'autonomia e della socialità. Promuoverne lo sviluppo nella disabilità intellettiva
Docente relatore: Prof.ssa Viviana Schiavon
Docente controrelatore: Prof.ssa Luciana Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 14 gennaio 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Scienze pedagogiche

In questo lavoro di tesi viene affrontato l'attuale tema della disabilità, riguardante in vasta misura molti soggetti inseriti in contesti quali la scuola, la famiglia e la società. L'obiettivo di realizzare l'inclusione della persona con disabilità intellettiva si attua mediante interventi socio-psico-pedagogici ed educativi, servizi di aiuto alla persona ed assistenza sociale e sanitaria. La relazione educativa con il bambino portatore di difficoltà cognitiva si definisce come relazione di aiuto, poiché ha lo scopo di contribuire al benessere del soggetto attraverso la ricerca di un equilibrio tra l'individuo e l'ambiente e di uno sviluppo sostenibile in una comunità in cui potersi riconoscere, della quale sentirsi parte, dove vengano esplorate risorse e limiti, nel rispetto delle singole originalità. L'obiettivo di questo lavoro di tesi è quello di indagare come sia possibile aiutare i bambini con difficoltà cognitiva nella conquista delle proprie autonomie e della socialità, approfondendo la tematica relativa allo sviluppo delle capacità. Un ulteriore obiettivo non tralasciabile riguarda la rilevanza di far emergere e di fornire una modalità comunicativa funzionale al bambino, focalizzando l’attenzione sugli aspetti psicosociali della comunicazione; oltre a ciò ci si prepone di dare rilievo all'importanza della riflessione sulle azioni messe in atto dai soggetti coinvolti quotidianamente nella vita di questi bambini - famiglia, insegnante di sostegno, insegnante di sezione, gruppo dei pari, psicoterapeuta, pedagogista, logopedista, psicomotricista, addetti alla cura della persona – affinché la loro crescita globale avvenga serenamente e sia proficua. Inoltre, risulta importante evidenziare come le competenze riferite agli ambiti dell'autonomia e della relazionalità possono accrescere e svilupparsi anche in presenza di determinate patologie rispetto allo sviluppo tipico, quando i soggetti vengono supportati ed affiancati da un'adeguata rete sociale e da specifici progetti di tipo psico-educativo, riferiti ad un potenziamento individuale dal punto di vista cognitivo, lessicale, relazionale, di apprendimento e di sviluppo delle autonomie personali.

In this final graduation elaborate the current issue of disability is dealt with, which largely concerns many persons inserted in contexts such as school, family and society. The scope is to achieve the inclusion of the person with intellectual disabilities through socio-psycho-pedagogical and educational interventions, personal assistance services and social and health assistance. The educational relationship with the child with cognitive difficulties is defined as a helping relationship, since it has the purpose of contributing to the well-being of the subject through the search for a balance between the individual and the environment and sustainable development in a community where they can recognize yourself, of which they feel part, where resources and limits are explored, respecting individual originalities. The purpose of this thesis is to investigate how it is possible to help children with cognitive difficulties in the conquest of their autonomy and sociality, analyzing specifically the thematic relating to the development of skills. A further objective, which cannot be overlooked, concerns the importance of bringing out and providing a functional communication method to the child, focusing on the psychosocial aspects of communication. In addition to this, we intend to emphasize the importance of reflection on the actions implemented by the subjects involved daily in the lives of these children - family, support teacher, section teacher, peer group of children, pedagogist, psychotherapist, speech therapist, psychomotor specialist, staff to personal care - so that their global growth takes place peacefully and constructive.

Nuove intelligenze a scuola e nella vita: saper essere vale più che saper fare.

Studente: Beatrice Segato
Titolo tesi: Nuove intelligenze a scuola e nella vita: saper essere vale più che saper fare.
Docente relatore: Prof. Matta Emad Samir
Docente controrelatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 13 gennaio 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Scienze pedagogiche

L’esperienza dell’apprendimento caratterizza la vita di ciascun essere vivente, non solo dell’uomo, ma, in lui, è condizionata da numerosi fattori, quali: la motivazione, l’autoefficacia, l’ambiente, le relazioni e le emozioni. Secondo la didattica tradizionale, che ha sempre posto in antitesi le parti cognitive ed emotive della persona, esisteva un solo tipo di didattica, quella della lezione frontale, un solo tipo di apprendimento, quello mnemonico, per un solo tipo di intelligenza, quella misurabile con i test del QI. L’obiettivo del presente lavoro è quello di introdurre al tema attraverso la necessaria attenzione per la relazione educativa, per poi andare ad analizzare brevemente le variabili che entrano in gioco nel processo di insegnamento-apprendimento, con particolare attenzione per l’empatia e le emozioni. Si concluderà con una proposta di una nuova scuola, e umanità, che valorizzi le particolarità di ogni educando: non più un’intelligenza sola ma le Intelligenze Multiple, riscontrate nei suoi studi da Howard Gardner, e le Intelligenze Emotiva e Sociale, riconosciute come fondamentali da Daniel Goleman. In un’ottica integrativa degli aspetti esposti, si vuole cercare di sostenere i professionisti del settore nell’accompagnamento di bambini e ragazzi nel processo di insegnamento e apprendimento, verso una nuova educazione, che sia rivolta al saper essere, allo sviluppo dell’autenticità della persona, e non più solo al saper fare.

The learning experience characterizes the life of each living being, not only of man, but, in him, is conditioned by numerous factors, such as: motivation, self-efficacy, environment, relationships and emotions. According to traditional teaching process, which has always placed the cognitive and emotional parts of the person in antithesis, there was only one type of teaching, that of the frontal lesson, only one type of learning, the mnemonic one, for only one type of intelligence, the one measurable with IQ tests. The aim of this work is to introduce the topic through the necessary attention to the educational relationship, and then go on to briefly analyze the variables that come into play in the teaching-learning process, with particular attention to empathy and emotions. It will end with a proposal for a new school, and humanity, that enhances the particularities of each pupil: no longer a single intelligence but Multiple Intelligences, found in his studies by Howard Gardner, and Emotional and Social Intelligences, recognized as fundamental by Daniel Goleman. With a view to integrating the outlined aspects, we want to try to support professionals in the sector in accompanying children and young people in the teaching and learning process, towards a new education, which is aimed at knowing how to be, at developing the authenticity of person, and no longer just knowing how to do. 7

Il ruolo educativo del pedagogista: saper stare «un passo indietro» al bambino nel suo processo di crescita.

Studente: Martina Zanlucchi
Titolo tesi: Il ruolo educativo del pedagogista: saper stare «un passo indietro» al bambino nel suo processo di crescita.
Docente relatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Docente controrelatore: Prof. Matta Emad Samir
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 13 gennaio 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Scienze pedagogiche

Che ruolo hanno l’esperienza e l’ambiente nel processo di apprendimento dei bambini? In che modo, come professionisti dell’educazione, possiamo sostenere e accompagnare i bambini in tale processo di scoperta? Questo lavoro offre una panoramica, con diversi spunti teorici e pratici legati al tema dell’apprendimento esperienziale e per scoperta. Il focus è centrato sul bambino e sull’idea di apprendimento che lo mette al centro e lo pone nelle condizioni di apprendere partendo dal suo entusiasmo. L’entusiasmo, l’esperienza diretta e l’ambiente in cui il bambino vive quotidianamente sono infatti da considerare come potenti motori dell’apprendimento. All’interno di questo ricco processo educativo e formativo viene sottolineato, oltre al ruolo del bambino, anche quello del pedagogista, come soggetto attento e attivo, che sostiene il bambino all’interno del suo processo di crescita. Questo processo di apprendimento diviene quindi trasversale e coinvolge attivamente entrambe le parti, in uno scambio reciproco e in un intreccio continuo, in cui ognuna di esse viene posta nelle condizioni di vivere come dimensioni fondamentali, per la vita e la crescita, la cura, la consapevolezza, la libertà e la responsabilità.

What role do the experience and the environment have in children’s learning process? In which way, as educational professionists, could we support and lead them in this process of discovery? This work offers a overview, with several theoretical and pratical suggestions,related to the theme of learning by doing and learning by discovering. The focus is on child and in particular on an idea of learning able to put him in the centre of this process, giving him the opportunities to learn starting from his enthusiasm. Infact the enthusiasm, the direct experience and the environment in which the child lives every day, should be considered as powerful motors of learning. In this rich educational and formative process is emphasized, not just the role of the child, but also the role of the pedagogist as a careful and active person, who support the child in his process of growth. So, this learning process turn out to be transversal and involves actively both sides in a continous and mutual exchange, in a continuous plot, in which each of them are putted in conditions to live as fundamental dimensions, for life and growth, the care, the awareness, the freedom and the responsability.






Verso una vita buona. La progettazione educativa come strumento per un'esistenza di qualità.

Studente: Silvia Lovato
Titolo tesi: Verso una vita buona. La progettazione educativa come strumento per un'esistenza di qualità.
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Matta Emad Samir
Presidente commissione di tesi: Prof. Emanuele Balduzzi
Data discussione tesi: 13 gennaio 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

L’obiettivo principale di questa tesi è quello di riflettere sulla qualità della vita delle persone con disabilità puntando, attraverso un attento lavoro educativo di progettazione, alla costruzione di percorsi che ne garantiscano lo sviluppo. L’ampia panoramica, che dall’aristotelico concetto di vita buona giunge al più moderno costrutto di Qualità di Vita, porta da un lato, all’emersione degli aspetti cardine che garantiscono un’esistenza di qualità e, dall’altro pone le basi per una riflessione sui modelli progettuali e sugli strumenti utili a costruire percorsi di qualità. Solo attraverso la realizzazione di progetti che riconoscono il valore di ogni esistenza è possibile puntare al cambiamento e al miglioramento della condizione di vita delle persone con disabilità sia all’interno dei servizi che, in generale, nella società.

The main goal of this work is to reflect on the quality of life of people with disabilities by aiming, through careful educational planning work, at the construction of projects that guarantee their development. The wide overview, which from the Aristotelian concept of good life reaches the most modern construct of Quality of Life, leads on the one hand to the emergence of the key aspects that guarantee a quality existence and, on the other, lays the foundations for a reflection on models and tools useful for building quality projects. Only through the implementation of projects that recognize the value of every existence is it possible to aim at changing and improving the living conditions of people with disabilities both within services and, in general, in society.

 Il fiore di loto. Un'analisi dell'imprevedibilità della vita e del processo resiliente

Studente: Arianna Zanin
Titolo tesi: Il fiore di loto. Un'analisi dell'imprevedibilità della vita e del processo resiliente
Docente relatore: Prof.ssa Beatrice Saltarelli
Docente controrelatore: Prof. Moreno Blascovich
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 13 gennaio 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Scienze pedagogiche

La tesi cerca di indagare il tema della vita, delle sue fragilità e le risposte che può dare l’essere umano. Il suo obiettivo è quello di comprendere se la resilienza possa essere una risposta adeguata per far fronte alle avversità. Si prova, quindi, ad evidenziare come la resilienza sia un processo che le persone possono attuare nei momenti di crisi. Vengono presentate delle strategie individuali che si possono attuare per favorire la resilienza: la ricerca di senso, la narrazione, l’umorismo e il valore del bello. Si sottolinea anche l’importanza dei riti, dell’ambiente sociale e della cultura nei momenti di difficoltà. La comunità è emersa come ulteriore elemento nel sostenere la resilienza. Inoltre, essa stessa ha potenzialmente le abilità per sviluppare processi di resilienza. La prevenzione delle emergenze, l’organizzazione efficace e tempestiva, il senso di comunità e la partecipazione alla vita comunitaria possono favorire lo sviluppo della resilienza di comunità. L’elaborato tenta di evidenziare il ruolo del pedagogista nell’educazione alla resilienza.

The thesis tries to investigate the theme of life, its fragility and the solutions that the human being can give. The aim is to understand if resilience can be an appropriate response to cope with hardship. The thesis attempts to highlight how resilience is a process that people can implement it in times of crisis. There are several individual strategies to promote resilience: the search for meaning, narration, humour and the value of beauty. The importance of rituals, social environment, and culture in difficult times is also emphasised. Community is emerged as an additional element in supporting resilience. Furthermore, the community itself potentially has the skills to develop resilience processes. The community resilience can be developed by emergency prevention, efficient and timely organization, sense of community and participation in the community. The paper tries to highlight the role of the educator in resilience education.

I servizi per la prima infanzia: luoghi di incontro tra visione di apprendimento e didattica per accompagnare il bambino nel suo percorso evolutivo.

Studente: Veronica Battistella
Titolo tesi: I servizi per la prima infanzia: luoghi di incontro tra visione di apprendimento e didattica per accompagnare il bambino nel suo percorso evolutivo.
Docente relatore: Prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: Prof.ssa Luciana Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Lucia Ferraro
Data discussione tesi: 12 gennaio 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Scienze pedagogiche

Nel presente elaborato verrà indagato se e come la visione di apprendimento delle educatrici possa influenzare le proposte didattiche che poi queste attuano. Il lavoro si sviluppa utilizzando tre metodi di lavoro differenti con l’intento di unire teoria e pratica. Nel primo capitolo sarà proposta un’analisi concettuale e teorica della relazione per definire gli attori coinvolti in essa. Saranno quindi proposti i contributi di alcuni autori che affrontano tematiche inerenti la persona-bambino, l’apprendimento e la didattica. Il secondo capitolo sarà invece dedicato ad un’indagine svolta sul campo, coinvolgendo diciotto educatrici di nido che operano in tre differenti strutture site nella provincia di Venezia. Questo strumento qualitativo sarà utile per approfondire l’oggetto di ricerca in questione. Partendo da alcuni elementi emersi mediante le interviste, sarà delineato il terzo ed ultimo capitolo, nel quale verrà proposta un’indagine comparativa tra progetti. Ne saranno infatti esposti tre, uno per struttura, che caratterizzano l’offerta educativo-didattica del servizio. Nell’ultima parte del capitolo sarà inoltre proposto un eventuale sviluppo che porta a riflettere sui temi indagati nell’elaborato. Il presente lavoro ha quindi lo scopo di indagare teoricamente ed empiricamente la relazione educazione e apprendimento nei servizi per la prima infanzia, considerandoli come strutture che promuovono la crescita integrale dei bambini.

This paper investigates whether and how the nursery school teachers’ vision of learning can influence the didactic proposals that they implement as well. The work is developed using three different working methods with the aim of combining theory and practice. In the first chapter, there is the conceptual and theoretical analysis of the relationship to define the actors involved in it. It follows the contributions of some authors, who deal with issues related to the person-child, learning and teaching. The second chapter, is dedicated to a survey carried out in the field, involving 18 nursery school teachers who work in three different structures located in the province of Venice. This qualitative tool has been useful to deepen the research object in question. The third chapter highlights a comparative survey among projects, starting from some elements that emerged through the interviews. In fact, three projects are mentioned, one for each structure; they characterize the educational-didactic offer of the service. At the end of this last chapter, I propose a possible development that leads to think on the issues investigated in the paper. Therefore, this work aims to investigate the relationship between education and learning in early childhood services, both theoretically and empirically speaking, and considering them as structures that promote the integral growth of children.

Osservare nell'infanzia. Il ruolo del pedagogista nella fascia 0-6.

Studente: Lisa Fragonas
Titolo tesi: Osservare nell'infanzia. Il ruolo del pedagogista nella fascia 0-6.
Docente relatore: Prof.  Luciana Rossi
Docente controrelatore: Prof.ssa Claudia Puzzovio
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Lucia Ferraro
Data discussione tesi: 12 gennaio 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Scienze pedagogiche

Attraverso questo elaborato si è voluto mettere in evidenza il ruolo del pedagogista nella fascia 0-6, focalizzandosi sull’utilità dell’osservazione, da parte del professionista, sia al Nido sia alla Scuola dell’Infanzia. Sono state presentate la progettazione e le implicazioni educative di una sperimentazione qualitativa in un Nido Integrato del Friuli Venezia Giulia, utilizzando alcune schede osservative create appositamente per l’utenza della struttura. Lo scopo è quello di valorizzare l’osservazione come una pratica riflessiva fondamentale per la costruzione di un progetto pedagogico mirato, per essere da supporto alle educatrici e per accompagnare i bambini nella crescita, accogliendo le specificità di ognuno.

This paper was developed in order to draw attention to the role of the pedagogist of children aged 0-6, in particular by focusing on the utility of professional's observation both at nursery school and kindergarten. This paper contains a deep analysis of the design and the educative implications of a quality experimentational organized inside a school in Friuli Venezia Giulia, thanks to the employment of some observational tabs which were personalised for the above-mentioned project and structure. The aim was to give value to the observation as a fundamental reflective practice for the construction and the design of a focused pedagogical project, in order to give support to all the educators and to help children during their growth by taking care of the individual characteristics of each of them.

Il pedagogista a colloquio con le famiglie. Uno sguardo nei servizi alla prima infanzia

Studente: Laura Scalco
Titolo tesi: Il pedagogista a colloquio con le famiglie. Uno sguardo nei servizi alla prima infanzia
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof.ssa Viviana Schiavon
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 22 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Scienze pedagogiche

Il presente lavoro di tesi vuole individuare nel colloquio relazionale, uno strumento del pedagogista per favorire un tempo e uno spazio, sia presente che a distanza, per lo sviluppo di un’alleanza orientata alla crescita delle potenzialità del bambino e della sua famiglia. Il colloquio rappresenta di conseguenza un’occasione dove gli interlocutori hanno la possibilità di essere protagonisti del proprio cambiamento e dove possono esporsi come autentici senza giudizi o interpretazioni. Le modalità di conduzione entro cui si sviluppa il colloquio pedagogico relazionale prendono riferimento dal pensiero di Carl Rogers dove l’attenzione viene posta sull’individuo come autonomo e capace di creare progetti di vita. Il colloquio con le famiglie così inteso rappresenta il primo incontro in ambito dei servizi alla prima infanzia e richiede sia la conoscenza che l’utilizzo da parte del professionista di un insieme di strategie e caratteristiche personali atte a creare un contesto in cui gli interlocutori possano esprimersi, all’interno di un’atmosfera di non direttività e di ascolto. Le tecniche utilizzate della comunicazione verbale e non verbale sono: la riformulazione e le domande. Queste permettono al pedagogista di entrare in contatto in maniera funzionale in merito al processo educativo e di promuovere un cambiamento consapevole nella famiglia che deve definire il proprio essere genitoriale. Nella pratica il colloquio all’interno del servizio per l’infanzia può essere sia orientato verso un processo di informazione e riflessione della singola famiglia, esplicato nei colloqui individuali, o partecipato e condiviso, dove si possono trovare dei momenti collettivi ove è possibile stabilire un dialogo allargato con diverse famiglie e diverse realtà, nel caso dei colloqui di gruppo.

This thesis work aims to identify in the relational interview, an instrument of the pedagogist to promote a time and a space, both present and remote, for the development of an alliance oriented to the growth of the potential of the child and his family. The interview therefore represents an occasion where the interlocutors have the opportunity to be protagonists of their own change and where they can expose themselves as authentic without judgments or interpretations. The methods of conduct within which the pedagogical relational interview develops take reference from the thought of Carl Rogers where attention is placed on the individual as autonomous and capable of creating life projects. The interview with families thus understood represents the first meeting in the field of early childhood services and requires both the knowledge and the use by the professional of a set of strategies and personal characteristics aimed at creating a context in which the interlocutors can express themselves , within an atmosphere of non-directivity and listening. The techniques used for verbal and non-verbal communication are reformulation and questions. These allow the pedagogist to get in touch in a functional way about the educational process and to promote a conscious change in the family that must define its parenthood. In practice, the interview within the childcare service can either be oriented towards a process of information and reflection of the individual family, carried out in individual interviews, or participated and shared, where collective moments can be found where it is possible to establish an extended dialogue with different families and different realities, in the case of group interviews.

Donne vittime di violenza domestica. Ipotesi di progetto formativo per le educatrici che lavorano nei centri antiviolenza

Studente: Silvia Montagner
Titolo tesi: Donne vittime di violenza domestica. Ipotesi di progetto formativo per le educatrici che lavorano nei centri antiviolenza
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Giulio Antonini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 22 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

È possibile conoscere fino in fondo quali siano le dinamiche della violenza messa in atto nei confronti delle donne? Cosa accade quando vengono coinvolti anche i figli minori? Quale ruolo può avere l’educatore all’interno del percorso di uscita dalla condizione di violenza? Quali possono essere le strategie da mettere in atto all’interno di una relazione di aiuto? Le relazioni affettive talvolta possono sfociare in situazioni drammatiche e nascondere abusi non sempre percepibili dall’esterno. L’obiettivo della tesi è di mettere in luce gli elementi che connotano la violenza domestica e assistita, ponendo una maggiore attenzione al lavoro svolto all’interno dei servizi a contrasto della violenza, attraverso una prospettiva pedagogica centrata sulla cura, l’ascolto, l’accoglienza e il riconoscimento dell’altro. Lavorare su questi aspetti implica, per l’educatore, anche un lavoro su sé stesso. Fare ciò potrebbe renderlo un partner ideale all’interno della relazione d’aiuto.

Is it possible to fully understand the dynamics of violence against women? What happens when children are also involved? What role can the educator play within and along the path out of the situation of violence? What strategies can be implemented within a helping relationship? Emotional relationships can sometimes lead to dramatic situations and hide abuses not always perceivable from the outside. The objective of the thesis is to highlight the elements that characterize domestic and witnessing violence, paying more attention to the work carried out within the care services fighting against violence, through a pedagogical perspective centred on caring, listening, accepting and recognizing the other. Working on these aspects implies, for the educator, also working on himself. In this way he could become an ideal partner within the helping relationship.

L'evoluzione della governance in seguito alla riforma del Terzo settore. Il caso della Fondazione Moro.

Studente: Daniele Orlando
Titolo tesi: L'evoluzione della governance in seguito alla riforma del Terzo settore. Il caso della Fondazione Moro.
Docente relatore: Prof. Marco Alberto Quiroz Vitale 
Docente controrelatore: Prof. Christian Crocetta
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 22 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Governance del welfare sociale

Il Terzo settore è oggi un protagonista indiscusso nello scenario italiano oltre che sempre più a livello europeo. La riforma nazionale, che ne ha rinnovato numerosi tratti tra il 2016 e il 2018, ha definito in maniera chiara e precisa i contorni entro cui l’operato degli enti del Terzo settore si esplica e ne ha rafforzato la struttura originaria. Partendo proprio dall’analisi di tale riforma, il presente elaborato si pone l’obiettivo di indagare le trasformazioni avvenute all’interno del settore, in termini organizzativi, fiscali, di denominazione e, in particolare, per ciò che concerne la governance. Nello specifico, si vogliono esaminare gli sviluppi – storici e di governance – all’interno della Fondazione Moro, realtà attiva ed operante nel Comune di Oderzo, di cui si è fatta una diretta esperienza personale per più di due anni. Infine, nel ripercorrere le trasformazioni della governance, si cercherà di proporne degli spunti da cui partire per sviluppare modelli innovativi che siano funzionali ed efficaci nel prossimo futuro.

Nowadays, the third sector is an undisputable protagonist in the Italian social scenario, as well as at European level. The national reform, which renewed numerous aspects of the third sector between 2016 and 2018, defined very precisely the outline for the different actions carried out by the actors belonging to the sector. Starting from the analysis of such reform, this paper aims to investigate the recent transformations, both in organisational and fiscal terms, and particularly the changes in the governance. More precisely, developments within the “Fondazione Moro” will be examinated; in this foundation, active in the Municipality of Oderzo, the author has had personal and direct experience for more than two years, therefore it will also be useful for the final goal of the paper: attempting to draw possible scenarios for future developments in the governance.