images/grafica/TESTATE/magistrale/eccellenze.png

Da Oriente ad Occidente, la forza nella gentilezza. L'equilibrio tra gli estremi come via di guarigione nella vita privata, nella società e nella scuola

Studente: Zago Mirco
Titolo tesi: Da Oriente ad Occidente, la forza nella gentilezza. L'equilibrio tra gli estremi come via di guarigione nella vita privata, nella società e nella scuola
Docente relatore: Prof.ssa Sonia Marcon
Docente controrelatore: Prof. Matta Emad
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Beatrice Saltarelli
Data discussione tesi: 15 ottobre 2021 
Licenza in: Scienze pedagogiche

A partire dalla mia tesi di Baccalaureato in Scienze dell’Educazione – Educatore Sociale intitolata “Tra Oriente ed Occidente verso un essere umano completo” vengono brevemente ripresi quelli che il filosofo canadese Charles Taylor indica come i tre disagi della modernità, primo fra tutti l’individualismo narcisistico, in una proposta di connubio tra la cultura occidentale e quella orientale, nell’ottica di un possibile recupero dei valori originari costituenti l’essere umano. Nell’attuale condizione sociale, in cui non è stata ancora superata la fase pandemica globa-le che tende a destabilizzare l’uomo rendendolo ancor più insicuro per l’aumentata com-plessità nella gestione della propria esistenza e delle proprie emozioni, cerco di indicare una possibile via di riavvicinamento al proprio Sé originario e verso la manifestazione del-la propria vera Autenticità, ponendo come linea guida l’armonizzazione degli estremi, nel-la relazione costante tra forza e gentilezza. Il percorso proposto fa tesoro di alcuni spunti provenienti dalla millenaria cultura orientale, in particolar modo mediante lo studio del Kung Fu Wing Chun Kuen, che, attraverso una corretta comprensione ed una pratica costante, può contribuire notevolmente alla presa di coscienza del proprio corpo, delle proprie dinamiche interiori e alla messa in atto di un cambio di direzione, per spostarsi dalla competitività forzata presente in ogni ambito del vivere attuale verso una maggiore collaborazione, sostenuta dalla forza della gentilezza e dell’accoglienza, tra i soggetti e svincolata da secondi fini strumentali narcisistici. Nel capitolo quinto della presente tesi, propongo un progetto denominato “Life in Wing Chun”, dove indico alcune modalità pratiche spendibili in ambito scolastico, per rendere concreti i processi ed i relativi benefici presentati nei capitoli precedenti. A sostegno della visione orientale e come ulteriore elemento di connubio con le compren-sioni occidentali, affianco varie considerazioni ed alcune recenti scoperte in ambito neuro-scientifico e sottolineo come queste trovino espressione e comprensione attraverso l’approccio filosofico fenomenologico. La ricerca non intende indicare una soluzione universale ad un problema così articolato come, appunto, i disagi profondi che incombono sull’essere umano post-moderno, ma si pone in punta di piedi come analisi, spunto e un possibile strumento di aiuto verso un cammino in direzione della propria gioia e autenticità, nel recupero dei valori universali comuni quali la gentilezza, il sostegno reciproco, la non discriminazione, la libertà e la propria responsabilità per un’attiva e concreta vita politico-sociale. Il tutto attraverso l’unione tra la visione psico-pedagogica occidentale, le neuroscienze e le antiche tecniche orientali espresse nella pratica del Kung Fu Wing Chun Kuen (arte che studio da oltre vent’anni e che insegno da circa diciasette), nella meditazione e in varie pratiche che pos-sono condurre verso una maggiore conoscenza di Sé.

Starting from my thesis of Baccalaureate in Educational Sciences - Social Educator entit-led "Between East and West towards a complete human being", are briefly resumed, those that the Canadian philosopher Charles Taylor, indicates as the three hardships of modernity, first of all narcissistic individualism, in a proposal for a union between Western and Eastern cultures, with a view to a possible recovery of the original values constituting the human being. In the current social condition, in which the global pandemic phase has not yet been over-come, which tends to destabilize man making him even more insecure due to the increased complexity in the management of his own existence and emotions, I try to indicate a possi-ble way of rapprochement with one's original Self and towards the manifestation of one's true Authenticity, placing as a guideline the harmonization of extremes, in the constant relationship between strength and kindness. The proposed path, takes advantage of some ideas coming from the millenary oriental cul-ture, in particular through the study of Kung Fu Wing Chun Kuen, which, through a correct understanding and constant practice, can contribute significantly to the awareness of one's body, of one's inner dynamics and to the implementation of a change of direction, to move from the forced competitiveness present in every area of current life towards greater collaboration, supported by the strength of kindness and hospitality, between the subjects and free from ulterior motives narcissistic instrumental. In the fifth chapter of this thesis, I propose a project called "Life in Wing Chun", where I indicate some practical ways that can be spent in the school environment, to make concre-te the processes and related benefits presented in the previous chapters. In support of the Eastern vision and as a further element of union with Western understandings, I support various considerations and some recent discoveries in the neuroscientific field and underline how these find expression and understanding through the phenomenological philosophical approach.The research does not intend to indicate a universal solution to such a complex problem as, in fact, the profound discomforts that loom over the post-modern human being, but stands on tiptoe as an analysis, a starting point and a possible aid tool towards a path in the direction of one's own joy and authenticity, in the recovery of common universal values such as kindness, mutual support, indiscrimination, freedom and one's responsibility for an active and concrete political-social life. All this, through the union between the western psycho-pedagogical vision, the neurosciences and the ancient oriental techniques expressed in the practice of Kung Fu Wing Chun Kuen (an art that I have studied for over twenty years, and which I currently teach, for about seventeen years), in meditation and in va-rious practices that can lead to a greater knowledge of the Self.

L'approccio del counseling educativo e del colloquio motivazionale nell'ambito dell'alcoldipendenza

Studente: Elisabeth Al Assad
Titolo tesi: L'approccio del counseling educativo e del colloquio motivazionale nell'ambito dell'alcoldipendenza
Docente relatore: Prof. Marcon Sonia
Docente controrelatore: Prof.ssa Miatto Enrico
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Saltarelli Beatrice
Data discussione tesi: 15 ottobre 2021
Licenza in: Scienze pedagogiche

La tesi propone l’analisi dell’approccio del counseling e del Colloquio Motivazionale nell’ambito delle dipendenze, non tanto per la terapia, ma per la fase preparatoria e motivazionale al cambiamento. Infatti, anche il Colloquio Motivazionale rientra nell’ambito del counseling finalizzato al far emergere le risorse e le motivazioni al cambiamento, sia individuale che di gruppo. Nella tesi, quindi si è voluto evidenziare come alcune abilità relazionali e comunicative, soprattutto nel Colloquio Motivazionale e nei gruppi di auto-mutuo-aiuto possono essere utili per favorire l’attivazione alla richiesta d’aiuto e di cambiamento nelle persone che sono alcoldipendenti. Questo approccio è indicato per operare con diversi disturbi, tra i quali quelli da uso di sostanze, nello specifico l’alcoldipendenza. Nelle dipendenze da sostanze, la complessità funzionale di base, rende la motivazione al cambiamento ambivalente e oscillatoria. Pertanto, il Colloquio Motivazionale nasce dalla necessità di dare spazio al dialogo e all’ascolto, soprattutto quando la sofferenza e le contraddizioni soggettive divengono profonde e rilevanti. In definitiva, il CM rappresenta un modello di intervento innovativo, che si presuppone possa consentire alle figure professionali della relazione di aiuto di evitare il generarsi di determinati blocchi della comunicazione tra l’Operatore stesso e l’utente, nonché di instaurare anche con i soggetti che presentano scarsi livelli di motivazione una relazione centrata sulla persona, capace di promuovere la motivazione al cambiamento dei comportamenti disfunzionali. La tesi è corredata di un semplice sondaggio effettuato con utenti che partecipano al Club per alcolisti.

The thesis proposes the analysis of the counseling approach and the motivational interview belonging to addictions theme, not so much for the therapy, but for the preparatory and motivational phase to change. In fact, also the motivational interview is part of the counseling and aims to bring out the resources and motivations for change, both individually and in the groups. In the thesis, therefore, we wanted to highlight how some relational and communication skills, especially in the motivational interview and in the self-help groups, can be useful to encourage the activation of the request of help and change for the alcohol dependents. This approach is suitable for working with different kinds of disorders, including those related to substance use, specifically alcohol dependence. The basic functional complexity, related to the substance addiction, makes the motivation for change ambivalent and oscillatory. Therefore, the Motivational Interview comes from the need to give space to the dialogue and to listening, especially when the suffering and subjective contradictions become deep and relevant. Ultimately, the CM represents an innovative model of intervention and it is assumed that it can allow the professionals figures of the helping relationship to avoid the creation of some blocks of communication between the Operator and the user, as well as to establish, also with the people who have low levels of motivation, a relationship centered on the person, that is useful to promoting the motivation to change of the dysfunctional behaviors. The thesis is accompanied by a simple survey, carried out with the users who take part in the Club for alcoholics.

Fenomenologia della cura nel contesto scolastico

Studente: Eugenio Falavigna
Titolo tesi: Fenomenologia della cura nel contesto scolastico
Docente relatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Claudia Andreatta
Data discussione tesi: 05 ottobre 2021
Licenza in: Scienze pedagogiche

La cura, quale fenomeno capace di consentire un superamento radicale della pedagogia gentiliana, in particolare nell’insegnamento della disciplina filosofica, è al centro di questo lavoro di tesi. Nel riportare la filosofia alla sua natura di scienza della vita e non del pensiero, il testo individua nella cura il fenomeno in grado di legare pedagogia e filosofia perché possano essere alleate nell’ambito di un approccio educativo esistenziale. Il primo capitolo contiene l’analisi del fenomeno della cura nelle sue origini storiche e nel suo statuto epistemologico, sviluppando le riflessioni sulla scorta in particolare degli scritti di Hadot e Mortari. Nel secondo capitolo sono indicate le modalità attraverso le quali viene svolta oggidì la didattica filosofica, e su quali possano essere le migliorie che l’introduzione di pratiche di cura dell’apprendimento come la flipped classroom consentono di introdurre. Il capitolo si conclude con una breve intervista al prof. Giovanni Bresadola, docente di filosofia e pedagogista, per meglio inquadrare, soprattutto in un’ottica esperienziale, quali siano le pratiche che più lo hanno aiutato nello svolgimento del suo lavoro in classe. Il terzo capitolo tratta in modo specifico della cura di sé, prendendo spunto dalla narrazione platonica dell’Alcibiade. Questa parte è da considerarsi propedeutica e a priori rispetto alla pratica dell’insegnamento. La cura dell’altro in un contesto scolastico è il centro del quarto capitolo, con particolare riferimento alla psicologia dell’orientamento educativo e alla pratica della cura della lezione nel contesto classe. Il capitolo si conclude con un esempio di incarnazione della missione educativa quale don Pino Puglisi. Nel quinto e ultimo capitolo il focus è posto sull’insegnare la cura, nelle sue due declinazioni: insegnare la cura di sé ed insegnare a prendersi cura dell’altro. L’atteggiamento dell’insegnante viene riassunto nella pratica della parresìa foucaultiana, con un particolare riferimento a quei falsi maestri contro cui si scagliava don Milani. Il capitolo si conclude individuando nella valutazione il vero momento in cui la cura da parte dell’insegnante si può esplicare in modo diretto.

Care is the focus of this thesis as a phenomenon able to definitely leave beyond the pedagogy as intended by Gentile, especially in philosophy teaching. My purpose is to show how care can link together pedagogy and philosophy. If we consider philosophy as science of life rather than science of thought, philosophy and pedagogy can work together to reach an existential educational approach. In the first chapter I analyze care as a phenomenon, it's historical origins and its epistemological status. This analysis is conducted keeping in mind the writings of Hadot and Mortari. The second chapter is a description of how philosophy is taught today and of what care can be improved through the introduction of teaching practices such as, for example, the flipped classroom. At the end of the chapter there is a brief interview with professor Giovanni Bresadola, teacher of philosophy and pedagogist, in order to better describe through examples of real experience, which practices have most helped him in his work in class. The third chapter is based on the care of oneself, with reference to the platonic narration of Alcibiades. This part is preparatory and necessary to teaching. The core of the fourth chapter is the care of the other in a school community, with particular attention to psychology of educational orientation and to the praxis of the care of the lesson in class. At the end of the chapter I introduce the example of don Pino Puglisi as the embodiment of the educational mission. The fifth and last chapter focuses on teaching care as taking care of oneself and as teaching taking care of the other. The attitude of the teacher is summarized in Foucault’s parrhesia, with reference to those false teachers so blamed by Don Milani. The chapter ends considering how assessment is the real moment in which the teacher can clearly show his/her care.

Digital education. Una palestra di competenze per l'Educatore riflessivo post-digitale

Studente: Gioia Cella
Titolo tesi: Digital education. Una palestra di competenze per l'Educatore riflessivo post-digitale
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof. Lino Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 05 ottobre 2021
Licenza in: Scienze pedagogiche

L’argomento scelto riguarda il tema dell’Educazione Digitale e in particolar modo la competenza digitale dell’Educatore. Il presente elaborato vuole essere la ricerca di un percorso di maturazione di questa competenza con la finalità di formare la cittadinanza digitale dei destinatari. L’elaborato ha comportato un approfondimento delle ricerche scientifiche internazionali, in particolar modo degli ultimi cinque anni, e le ha messe in relazione con documenti e rapporti internazionali e il pensiero di ricercatori autorevoli che si occupano di Media Education nel panorama italiano. Il lavoro si articola in tre parti. Nella prima è presente una riflessione su trasformazioni e cambiamenti degli ultimi decenni a partire dall’utilizzo delle tecnologie digitali nelle pratiche quotidiane. Nella seconda sono state presentate alcune caratteristiche degli strumenti digitali in relazione alla necessità di ambienti innovativi che facciano da sfondo a contesti formali e non. A fronte di questo, la terza sezione delinea il costrutto di competenza digitale e gli indicatori ad essa collegati, nell’intento di presentare la valutazione come palestra di competenza digitale per l’educatore attraverso la costruzione di prove di competenza che promuovano un apprendimento esperienziale nelle persone. Per concludere, l’appendice propone un esempio di quanto riportato nell’ultimo capitolo in riferimento ai Social Network.

The chosen topic concerns the theme of Digital Education and, in particular, the digital competence of the Educator. This paper aims to research a path for the maturation of this competence with the purpose of forming the digital citizenship of the recipients. The work has involved a deepening of international scientific researches, especially the ones of the last five years, putting them in relation with international documents, reports and thoughts of authoritative researchers who deal with Media Education in the Italian scene. The work is divided into three parts. In the first one there is a reflection on the transformations and changes of the last decades starting from the use of digital technologies in everyday practices. In the second one, some characteristics of digital tools are presented in relation to the need for innovative environments that serve as a background to formal and non-formal contexts. In summary, the third section outlines the construct of digital competence and the indicators related to it, with the intention of presenting assessment as a gym of digital competence for the educator through the construction of tests of competence that promote experiential learning in people. To conclude, the appendix offers an example of what was reported in the last chapter in reference to Social Networks.

Il pensiero tecno-pessimista di Manfred Spitzer e la "vision" tecno-didattica di Paolo Ferri. Una rilettura "critico-generativa" in chiave Antropologica, Pedagogica ed Etica.

Studente: Paola Donadi
Titolo tesi: Il pensiero tecno-pessimista di Manfred Spitzer e la "vision" tecno-didattica di Paolo Ferri. Una rilettura "critico-generativa" in chiave Antropologica, Pedagogica ed Etica.
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof. Lino Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 05 ottobre 2021
Licenza in: Scienze pedagogiche

Il presente lavoro intende confrontare il pensiero tecno-pessimista di Manfred Spitzer verso l’utilizzo dei media digitali, accusati di favorire effetti e conseguenze tragiche sulle capacità mentali e relazionali delle nuove generazioni, e quello in prospettiva tecno-didatta di Paolo Ferri, che ritiene invece concorrano a favorire gli apprendimenti e le relazioni dei nativi digitali. L’obiettivo è quello di conoscere i punti di vista di entrambi gli studiosi, integrare le loro riflessioni con quelle di altri specialisti, ma anche con i dati e i risultati di ricerche scientifiche nazionali e internazionali recenti, a supporto e a confronto delle loro affermazioni. Nelle prime due parti, la trattazione esplora gli aspetti neuro-scientifici delle perplessità di Spitzer sull’uso delle tecnologie ed esplora il concetto di “Intelligenza digitale” di Ferri, in rapporto alla didattica scolastica e ai cambiamenti avvenuti durante l’emergenza sanitaria COVID-19. Nella terza parte il lavoro si conclude con un discernimento in chiave Antropologica, Pedagogica ed Etica delle prospettive assunte dai due esperti sul tema dell’uomo digitale che si relaziona con gli altri e vive il cambiamento che sta avvenendo.

This paper intends to compare Manfred Spitzer's techno-pessimistic thinking on the use of digital media, which is accused of promoting tragic effects and consequences on the mental and relational abilities of the new generations, and Paolo Ferri's techno-didactic perspective, who believes that they contribute to the learning and relationships of digital natives. The aim is to get to know the points of view of both experts, to integrate their reflections with those of other specialists, but also with the data and results of recent national and international scientific research, to support and compare their statements. In the first two parts, the discussion explores the neuro-scientific aspects of Spitzer's misgivings about the use of technology and explores Ferri's concept of "Digital Intelligence" in relation to school didactics and the changes that occurred during the COVID-19 health emergency. In the third part, the work concludes with an anthropological, pedagogical and ethical discernment of the perspectives taken by the two experts on the theme of the digital man who relates to others and experiences the change that is taking place.

Il digitale come spazio generativo. Aspetti antropologici, pedagogici ed etici

Studente: Chiara Modenese
Titolo tesi: Il digitale come spazio generativo. Aspetti antropologici, pedagogici ed etici
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof. Lino Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 05 ottobre 2021
Licenza in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Negli ultimi due anni, in emergenza da COVID-19, assumono grande rilevanza le molte iniziative nelle quali si riscoprono i grandi vantaggi connessi all’uso delle tecnologie digitali. L’obiettivo di questo studio è quello di determinare quali strumenti digitali siano più adatti per essere utilizzati dall’educatore, al fine di creare un progetto, ma anche che il digitale possa essere considerato come uno spazio che sviluppi generatività ed empowerment. A questo proposito la domanda di tesi è la seguente: Il digitale può essere considerato uno strumento generativo? Un luogo che sviluppi empowerment nella persona? Nel momento storico attuale, che si muove attraverso e soprattutto grazie ai progressi tecnologici, c’è sempre di più una necessità ad un’educazione digitale. Per rispondere alla domanda di tesi è stata proposta una ricerca bibliografica sul tema del digitale, della generatività e dell’empowerment in ambito antropologico, pedagogico ed etico. Le risposte fornite mostrano che un utilizzo consapevole e adeguato degli strumenti digitali, quali piattaforme o giochi online, porta a dei miglioramenti sia a livello progettuale ma anche a livello individuale della situazione della persona.

In the last two years, in the emergency from COVID-19, the many initiatives in which the great advantages associated with the use of digital technologies are rediscovered. The goal of this study is to determine which digital tools are best suited to be used by the educator, in order to create a project, but also that digital can be considered as a space that develops generativity and empowerment. In this regard, the thesis question is the following: “can digital be considered a generative tool? A place that develops empowerment in the person?” In the current historical moment, which moves through and above all thanks to technological advances, there is an increasing need for digital education. To answer the thesis question, a bibliographic research was proposed on the subject of digital, generativity and empowerment in the anthropological, pedagogical and ethical fields. The answers provided show that a conscious and adequate use of digital tools, such as platforms or online games, leads to improvements both at the design level but also at the individual level of the person's situation.

Genitori ed educatori nel riconoscimento dell'identità adulta della persona con sindrome di Down

Studente: Lisa Prete
Titolo tesi: Genitori ed educatori nel riconoscimento dell'identità adulta della persona con sindrome di Down
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Alberto Baccichetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 05 ottobre 2021
Licenza in: Scienze pedagogiche

Le persone con sindrome di Down, e più in generale con disabilità, grazie alla rivoluzione antropologica iniziata verso gli anni ‘70 che ha portato allo sviluppo di una cultura inclusiva, partecipano sempre più attivamente in società essendo considerate persone prima che caratterizzate dalla loro condizione. La rappresentazione della disabilità è infatti cambiata nel corso degli anni e questo ha portato ad un maggior protagonismo da parte delle persone con sindrome di Down nelle questioni riguardanti la propria vita. L’obiettivo di questo studio è quello di comprendere quale ruolo assumono genitori ed educatori nella costruzione e nel riconoscimento dell’identità adulta della persona con sindrome di Down, e verificare se un’educazione all’autonomia è efficace per raggiungere questo scopo. A questo proposito, dopo una ricerca bibliografica centrata su temi riguardanti la crescita e lo sviluppo verso l’adultità della persona con sindrome di Down, ho effettuato due focus group con persone con la sindrome iscritte all’Associazione Italiana Persone Down. Questo ha permesso di avere una dimostrazione diretta e concreta da parte delle persone interessate riguardo al loro percorso e alla loro consapevolezza sul diventare ed essere adulti. Le parole delle persone con sindrome di Down che hanno partecipato ai focus group, invitano a riflettere sulla propria rappresentazione della disabilità che non deve essere svalorizzante ma anzi riconoscente della persona.

Since the anthropological revolution of 1970s, which has led to the development of a more inclusive culture, people with Down syndrome, and more generally people with disabilities, participate in society in an increasingly active way, thanks to the fact that they are considered as persons before only being considered for their condition. Indeed, the concept of disability has changed over the years, and it has led to a more central role of people with Down syndrome in relation to their personal issues. The aim of this study is to understand the parents’ and educators’ role in the construction and recognition of the adult identity of the person with Down syndrome. In addition, in order to achieve this objective, it is important to verify if an education to reach the independence is effective. For this reason, after a bibliographic research about the growth towards adulthood of a person with Down syndrome, I carried out two focus groups with people with the syndrome enrolled in the “Associazione Italiana Persone Down” (an Italian association for people with Down syndrome), that showed in a concrete/real and direct way their point of view about their growth path and awareness of becoming and being an adult. What the participants of focus groups said encourage us to think about the representation of disability as a quality, not as a disadvantage/handicap.

Accompagnare alla vita indipendente. La cura come sguardo pedagogico.

Studente: Federica Iodice
Titolo tesi: Accompagnare alla vita indipendente. La cura come sguardo pedagogico.
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Alberto Baccichetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 05 ottobre 2021
Licenza in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

L’obiettivo principale di questa tesi è stato quello di riflettere e approfondire il tema della dimensione di cura e dell’aver cura, come accompagnamento alla vita indipendente di persone con disabilità, facendo emergere il valore pedagogico della figura del pedagogista come sostegno alla loro vita. Inoltre, a partire dall’ esempio specifico di un progetto mirato al sostegno della vita indipendente di persone con disabilità, si è andati ad analizzare il progetto del DOPO DI NOI, nell’associazione in cui lavoro.

The main objective of this thesis was to reflect and deepen the theme of the dimension of careand taking care, as an accompaniment to the independent life of people with disabilities, bringing out the pedagogical value of the figure of their life. Furthermore, starting from the specific example of a project aimed at supporting the independent life of people with disabilities, we went to analyze the AFTER US project, in the association where I work.

CAApiamo tutti. La comunicazione possibile e inclusiva.

Studente: Federica Florian
Titolo tesi: CAApiamo tutti. La comunicazione possibile e inclusiva.
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Alberto Baccichetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 05 ottobre 2021
Licenza in: Scienze pedagogiche

L’obiettivo di questo progetto di tesi è quello di approfondire il tema della Comunicazione Aumentativa Alternativa e di indagare quali materiali e strumenti esistono a supporto di essa. Risulta quasi necessario conoscere e comprendere in che modalità questa tecnologia assistiva possa favorire in ambito educativo ma non solo, l’inclusione delle persone. Altro aspetto fondamentale è la formazione rispetto la CAA, coloro che si formano sono principalmente figure professionali dell’ambito educativo o medico oppure genitori, sarebbe interessante espandere il più possibile le conoscenze affinché coloro che utilizzano la CAA, che sono principalmente persone con bisogni comunicativi complessi o patologie associate o disagi sociali temporanei o permanenti, possano utilizzarla con sempre più autonomia. La CAA dovrebbe essere riconosciuta e applicata nei luoghi comuni della società, diventerebbe così un impegno collettivo che potrebbe contribuire a far sentire parte della comunità tutte persone, nessuno escluso.

The aim of this project is to deepen the theme of Augmentative Alternative Communication and to investigate which materials and tools exist to support it. It is necessary to know and understand how this assistive technology can promote the inclusion of people in the educational field and more. Another essential aspect is the training about the AAC, those who are trained are mainly professional figures in the educational or medical field or parents, it would be interesting to enlarge as much as possible the knowledges enabling people who use AAC, who are mainly people with complex communication needs or associated pathologies or temporary or permanent social problems, can use it with increasing autonomy. AAC should be recognized and applied in the common spaces of society, so it would become a collective commitment that could contribute to making everyone feel part of the community, no one excluded.

L'importanza della mindfulness a scuola

Studente: Veronica Marinelli
Titolo tesi: L'importanza della mindfulness a scuola
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof.ssa Maria Chiara Cianfriglia
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 05 ottobre 2021
Licenza in: Scienze pedagogiche

Lo scopo della tesi è indagare i benefici della mindfulness e dell’educazione emotiva a scuola. Il concetto di mindfulness nasce come tecnica meditativa oltre 2500 anni fa e viene ripreso in epoca moderna dal dottor Jon Kabat Zinn che la definisce come la consapevolezza che deriva dal porre attenzione al presente senza emettere giudizi. Gli studi fatti in questi anni hanno dimostrato come essa porta benefici non solo negli adulti ma anche nei bambini, essa aumenta la capacità di concentrazione, le capacità attentive e l’autoregolazione delle emozioni. L’insegnante è il primo che dovrebbe creare benessere a scuola attraverso il silenzio, l’ascolto attivo, l’osservazione e la lentezza ma anche attraverso dei valori che dovrebbe incarnare, l’aver cura di sé e dell’altro, essere consapevole di sé ed essere empatico, saper creare relazioni positive e di significato con i propri studenti. Tutto ciò aiuta il maestro ad avere una visione globale del bambino e sul suo sviluppo psico-fisico. Dunque perché è così importante il suo utilizzo a scuola? Le ultime scoperte nel campo delle neuroscienze hanno dimostrato come memoria ed emozione siano collegate, quindi se un bambino associa per esempio alla matematica un’emozione negativa, ogni volta che dovrà svolgere un esercizio essa si ripresenterà allo stesso modo. Ecco perché è importante praticare esercizi di l’educazione emotiva e mindfulness a scuola per consapevolizzare, supportare e promuovere uno sviluppo naturale del bambino in un ambiente positivo in cui possa scoprire se stesso, le sue capacità ma anche per potersi aprire alla socialità instaurando relazioni positive con i coetanei di tipo collaborativo, empatico e altruistico.

The purpose of this thesis is to investigate the benefits of teaching mindfulness and emotional learning in schools. The concept of mindfulness was born over 2500 years ago as a meditation technique and it was revisited in modern times by doctor Jon Kabat Zinn, that defines mindfulness as the awareness that derives from focusing on the present, without judging it. Literature shows that mindfulness benefits not only adults but also children, by improving concentration, attention span and emotional adjustment. The teacher should promote welfare at school through silence, active listening, observation and slowness, but also through the values that the teacher should embody: taking care of yourself and of the other, being aware of yourself and being empathetic, being able to create positive and meaningful relationships with the students. All of this helps the teacher have a global vision of the child and of their psychological and physical development. So why is it so important to practice mindfulness in schools? The latest discoveries in the field of neuroscience have shown that memory and emotions are interconnected, so if a child associates, for example, maths with a negative emotion, every time they need to approach a maths exercise this negative feeling will show up. That is why it is important to practice emotional learning and mindfulness schools, in order to raise awareness, support and promote the child’s natural development in a positive environment in which the children can discover themselves, their capabilities but also so they are able to open up to socialisation by building positive relationships with their peers in a collaborative, empathetic and altruistic manner.