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Il Bilancio Sociale come strumento, processo, luogo e momento di narrazione per una Organizzazione a Movente Ideale. Il caso della Cooperativa Sociale I PIOSI

Studente: Sara Baroni
Titolo tesiIl Bilancio Sociale come strumento, processo, luogo e momento di narrazione per una Organizzazione a Movente Ideale. Il caso della Cooperativa Sociale I PIOSI
Docente relatore: Prof. Fabio Poles
Docente controrelatore: Prof. Andrea Pozzobon
Presidente commissione di tesi: Prof. Lorenzo Biagi
Data discussione tesi: 21 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale inGovernance del welfare sociale

Bilancio Sociale, Organizzazioni a Movente Ideale e Responsabilità, sono i tre temi focus di questo percorso di ricerca, affrontati all’interno delle recenti riforme normative e le sfide di un contesto socio-economico-culturale-politico, locale e globale, in evoluzione e in forte crisi. L’obiettivo di questa ricerca è indagare il ruolo e le potenzialità intrinseche del bilancio sociale, per ricercare i suoi altri volti, argomentare dei buoni motivi per redigerlo e capire come progettarlo. Si parte dall’ipotesi che il bilancio sociale non è solo uno strumento di accountability da redigere per obbligo, ma può essere molto di più. Si argomenta così il bilancio sociale come un processo di costruzione di senso condiviso, un’opportunità “su misura” per Organizzazioni a Movente Ideale (OMI), profit e non profit, come un luogo di riflessione per far emergere il loro ruolo “iniziatore” di una nuova stagione imprenditoriale e “ri-educatore” di reciprocità per un’economia ed un mercato più civili, quindi come un momento di narrazione. La ricerca si articola in quattro Parti. Nella prima parte si ricostruisce il paradigma della Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), con una metodologia di approfondimento bibliografico di settore e lo studio di fonti scientifiche, focalizzando la prospettiva relazionale dell’Economia Civile e la teoria delle OMI. Nella seconda parte si argomenta il bilancio sociale come strumento, analizzando criticamente lo Standard GBS 2013 ed approfondendo i sensi e i significati del bilancio sociale come processo, luogo e momento, appunto. La terza parte è dedicata alla narrazione di un caso pratico di redazione di un bilancio sociale: il Bilancio Sociale 2018 della Cooperativa Sociale I PIOSI. Nella quarta parte si conclude con una proposta originale integrativa di 24 principi di redazione per futuri bilanci sociali “su misura” per OMI.

Social Report, Social Values-Based Organisations and Responsibilities, are the three main themes of this research, they are addressed within the recent regulatory reforms and the challenges of a local and global social-economic-cultural-political context, that is evolving and in severe crisis. The aim of this research is to investigate the role and intrinsic potentials of the social report, to search for his other faces, argue good reasons to draft it and understand how it should be designed. It is assumed that the social report is not just an accountability tool to be drawn up by obligation, it can be much more. The social report is thus argued as a process of building a shared sense, as a "tailored" opportunity for Social Values-Based Organisations (OMI), profit and non profit. As thus bring out their "initiator" role of a new business season and "re-educator" of reciprocity for a more civilised economy and market, then as a moment of storytelling. The research is divided into four Parts. In the first part, the Corporate Social Responsibility (CSR) paradigm is reconstructed with a methodology of in-depth bibliography in the field and the study of scientific sources, deepening the relational perspective of the Civil Economy and the theory of OMI. In the second one, the social report is argued as a tool, by critically analysing the GBS 2013 Standard and deepening the senses and meanings of the social report as a process, place and moment, exactly. The third one is dedicated for the narration of a practical case of drafting a social report: I PIOSI Social Cooperative’s Social Report 2018. The fourth part concludes with an original supplementary proposal of 24 drafting principles for future "tailored" social reports for OMI.

La costruzione di un ponte verso il futuro: l’importanza del cambiamento all’interno di un’ equipe educativa per migliorare l’efficacia degli interventi

StudenteGiulia De Piccoli 
Titolo tesiLa costruzione di un ponte verso il futuro: l’importanza del cambiamento all’interno di un'equipe educativa per migliorare l’efficacia degli interventi
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof. Alberto Baccichetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 15 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale inProgettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Il presente elaborato si propone di analizzare le caratteristiche di un’équipe educativa che possa definirsi efficace. Fin da subito ha assunto estrema rilevanza all’interno di questa analisi la figura dell’educatore di cui sono stati delineati il profilo, la formazione e la legislazione. Elemento importante è stato l’analisi della parola «équipe» e la sua distinzione da altre sfaccettature fuorvianti del termine come quelle di gruppo, team, riunione. Si è quindi esplorato il tema della dimensione gruppale all’interno dell’équipe, chiarendone aspetti e caratteristiche che rendono il gruppo un insieme di persone in interazione che si configura come un’ azione reciproca, con un valore di legame che ne determina il senso di appartenenza e la valenza psicologica. In seguito si è approfondito l’importanza del valore dell’empowerment individuale e di gruppo per accrescere le modalità di condivisione, partecipazione e coinvolgimento dei membri del gruppo. Sono stati analizzate attraverso una ricerca partecipata, le aree di lavoro dell’équipe di una comunità per minori, dapprima in maniera descrittiva e, successivamente, mediante una lettura interpretativa dei risultati emersi dal questionario somministrato ai membri dell’équipe. I risultati hanno mostrato le criticità e le forze del gruppo di lavoro e le aree d’intervento per cambiamenti futuri, al fine di migliorare l’operato con l’utenza. 

This composition analyses the characteristics of an efficacios educational «équipe». Since the beginning of the analysis the educator has played an extremely essential role. Some of the most fundamental themes which have been considered are the profile, the formation and the legislation of the educator. The expression «équipe» is not referred to terms like «group», «team», «nor meating», but like people who interact and who feel to be unified psychologically. The main value which must exist in a functional «équipe» is the empowerment which has to be individual but also common. This factor increases the scaring the partipation and the involvement between all the member of the group. The work areas of an «équipe» of a comunity for minor have been analysed through a backed research. At first they have been esamined in a descriptive why and then through an interpretative lecture of the results from the questionnaire which has been developed by all the members of the équipe. This results have shoved the weak and the strong points of the work team and also the intervention areas for future changes whose goal is to improve the actions with the users.

Giovani di origine straniera e mercato del lavoro: una questione aperta

StudenteYaima Caridad Urrutia
Titolo tesiGiovani di origine straniera e mercato del lavoro: una questione aperta
Docente relatore: Prof. Davide Girardi
Docente controrelatore: Prof. Giulio Antonini
Presidente commissione di tesi: Prof. Daniele Calllini
Data discussione tesi: 15 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Questo lavoro di tesi vuole analizzare il rapporto esistente tra i giovani stranieri di seconda generazione ed il mercato del lavoro, quali sono le loro aspettative e le difficoltà che incontrano nel momento i cui terminano il percorso di studi e si approcciano per entrare nel mondo lavorativo, quali sono le problematiche che devono affrontare per raggiungere la completa integrazione socioeconomica. La condizione lavorativa, occupato o disoccupato, ma ancor di più la professione svolta, caratterizzano fortemente l’appartenenza sociale.  Osservare, dunque, quale sia la professione svolta dagli immigrati residenti in Italia consente di fotografare, oltre alla dimensione quantitativa del fenomeno, quale sia la collocazione sociale di tali soggetti. 

This job of thesis wants to analyze the existing relationship between second-generation  young foreigners and the employment market, which are the expectations and difficulties  they encounter when they finish their studies and approach to enter the world of work, which are the issues they have to face to reach the complete social economic integration.  Not only the working Status, employed or unemployed, but even more the occupation,  strongly characterize the social affiliation  Observing, therefore, what is the profession carried out by immigrants resident in Italy,  allows us to photograph, besides the quantitative dimension of the phenomenon, what is the social position of these subjects. 

La ricerca di senso nella ricerca e selezione del personale, nelle organizzazioni del Terzo settore

StudenteFrancesco Cicconi Massi 
Titolo tesiLa ricerca di senso nella ricerca e selezione del personale, nelle organizzazioni del Terzo settore
Docente relatore: Prof. Daniele Callini
Docente controrelatore: Prof. Giulio Antonini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 15 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inGovernance del welfare sociale

Il lavoro non è mai fine a se stesso e non è solo uno strumento per il conseguimento dei mezzi di sussistenza, ma per le persone è anche fonte di identità, rappresentatività, riconoscimento, è l’affermazione di personalità, cultura e competenze e si sviluppa tramite il coinvolgimento e la relazione. Durante un colloquio di selezione, quanto emergono questi aspetti e in che misura e come vengono valutati dalle imprese, in particolare da quelle del Terzo settore? Attraverso il processo di ricerca e selezione, inoltre l’impresa si mostra verso l’esterno e sottende il suo “stile” ed oggi col fine di aumentare la propria attrattività e l’engagement dei collaboratori, sono molte le organizzazioni, non solo del Sociale, che si stanno ridisegnando con percorsi di senso e significato, che esplicitino merito, motivazioni e desiderabilità dei loro progetti verso le persone. Attraverso la lettura dei diversi paradigmi costitutivi, degli strumenti e dei metodi, confrontando letteratura, case study e indagine diretta, proverò ad esplorare le specificità e le differenze tra il lavorare nel Terzo settore e il farlo nel profit e di come avviene il processo di ricerca e selezione alla conquista dei migliori talenti sul mercato del lavoro.

Work is never an end unto itself and is not only a path to achieve means of subsistence, but for people it is also a source of identity, representativeness, recognition, is personality assertion, culture and skills and it develops through engagement and relationship. During a job interview, how these aspects emerge and to what extent and how are they assessed by companies, in particular those of the not for profit? Through the process of research and selection, the company also shows itself to the outside and underlies its "style" and today with the aim of increasing its attractiveness and the engagement of collaborators, there are many organizations, not only of the Social , who are redesigning themselves with meaning and meaning paths, which explain the merit, motivation and desirability of their projects towards people. Through the reading of the different constitutive paradigms, tools and methods, I will try to explore the specificities and differences between working in the not profit and in profit by comparing literature, case studies and direct investigation, and how the research and selection process takes place to the conquest of the best talents in the job market.


La governance dell’Oratorio delle FMA in Triveneto: elementi che permettono di accompagnare i giovani alla realizzazione di scelte di vita

Studente: Chiara Niemiz
Titolo tesiLa governance dell’Oratorio delle FMA in Triveneto: elementi che permettono di accompagnare i giovani alla realizzazione di scelte di vita
Docente relatore: Prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 21 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Governance del welfare sociale

Il presente elaborato di ricerca ha l’obiettivo di presentare alcuni elementi che si ritiene potrebbero caratterizzare la governance degli Oratori delle Figlie di Maria Ausiliatrice per permettere, sostenere e promuovere dei percorsi di accompagnamento dei giovani verso la realizzazione di scelte fondanti per la loro vita. Per poter giungere a questo obiettivo, il percorso si è sviluppato a partire dalla presentazione di alcuni aspetti dell’attuale contesto socio-culturale e delle teorie antropologiche e pedagogiche rilevanti per l’ambito educativo, in modo particolare in contesto cristiano e salesiano. In seguito si è tentato un collegamento tra il tema dell’accompagnamento dei giovani e le relazioni educative che si possono instaurare in Oratorio con la teoria del Capability Approach. Dopo una parte di lavoro bibliografico e compilativo, si è svolto un lavoro di ricerca empirica prendendo in esame tre Oratori gestiti dalle FMA presenti in Triveneto. In conclusione si sono presentati gli elementi che la governance degli Oratori delle FMA potrebbe presentare rilevando come esse tocchi principalmente il tema delle relazioni e dell’informalità, della leadership distribuita e della governance condivisa, la divisione dei ruoli e la formazione che ogni ruolo richiede, l’ambiente dell’oratorio con le sue caratteristiche e le sue relazioni.

The present paper aims to present some elements that should characterize the governance of the Oratory of the Daughters of Mary Help of Christians (FMA) in order to allow, support and facilitate young people’s paths for the realization of choices relevant to their life. Arriving to this objective has been possible through, first of all, presenting some of the main aspects, characterizing the current social-cultural context and through the analysis of the anthropological and pedagogical theories, present in the field of education: a particular importance is given to the Cristian and the Salesian one. Secondly, a connection was made betweeen the theme of support to young people and of the educative relationship that can be established in the Oratory through the Capability Approach theory. After a first part of bibliographic and compilative work, an empirical research work was carried out in three Oratories managed by the FMA present in Triveneto. In conclusion, the elements that the governance of the FMA's Oratory should have been presented, noticing how they mainly concern themes of relationships and informality, the distributed leadership and shared governance, the division of roles and the training that each one requires, the oratory’s environment with its characteristics and its relations.

Educare i giovani alla ricerca di senso nella società complessa

StudenteArianna Dalla Paola
Titolo tesiEducare i giovani alla ricerca di senso nella società complessa
Docente relatore: Prof. Daniele Callini
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 21 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in:Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Con la tesi Educare i giovani alla ricerca di senso nella società complessa, si intende riscoprire la fecondità e l’urgenza di una pedagogia fenomenologico-esistenziale per rispondere ai vuoti di senso e al disorientamento giovanile e un approccio oltre che sistemico anche simbolico. La complessità in cui ci troviamo è come una ‘rete’, dove tutto si intreccia formando una trama che non si può ‘spiegare’, ma solo ‘raccontare’. Essa è caratterizzata da: interazioni, interdipendenze, velocità di cambiamento, imprevedibilità del futuro, insicurezza. Mentre la visione di uomo attuale è quella di un soggetto autonomo da tradizioni e religioni. Scompare la ‘società solida’, si affievoliscono i legami e le identità assumono spesso significato in base ai ruoli richiesti dal mercato. Tutto ciò rende difficile l’orientamento dei giovani. La ricerca ha messo in rilievo la necessità di un nuovo indirizzo e di una riprogettazione degli interventi educativi, che nelle diverse organizzazioni del sociale e più in generale nei luoghi deputati all’educazione, corre il pericolo di svuotarsi del suo significato etico-valoriale e del suo orizzonte di senso. L’educazione alla ricerca di senso è influenzata non di rado dalla latitanza di adulti, che sembrano aver perso il ruolo di ‘guida’ coerente e virtuoso. I giovani oggi sono alla ricerca di senso, ma abbandonati a se stessi, facilmente si costruiscono dei ‘surrogati’, e assumono forme diverse di comportamento a rischio. L’educazione perciò deve favorire la ricomposizione dei vissuti, dei legami, dei valori, riscoprendo azioni e progetti di espressività simbolica, linguistica e relazionale. È urgente riscoprire la bellezza di pratiche orientate, vicine ai linguaggi propri dei giovani ma non improvvisate. Una narrazione creativa, intelligente, formativa e progetti prosociali per raccontare e raccontarsi possono favorire il passaggio da un protagonismo narcisista ad un protagonismo esistenziale. È inoltre importante riscoprire il valore comunitario per affrontare insieme le enormi sfide della complessità presente e futura, perché i giovani da soli rischiano di adattarsi al vuoto di senso e di pensiero.

The purpose of the present dissertation, “Educating the youth towards self-identity in today’s complex society” aims to re-discover the vitality and the urgency of adopting a pedagogical phenomenologic-existential approach as an ansie to youth’s poor sense of direction and bewilderment, which is systemic as well as symbolic. The complex situation in which we live is like “a net” where everything is so intertwined as to defy any simple explanation, whereas it can only be told or narrated. It is characterized by interaction, interdependence, quick change, unpredictable future and uncertainty. On the contrary, modern man shows a tendency towards autonomy, free from traditions and religions. Traditional “solid society” tends to disappear; links and identities are meaningful only as far as they comply with roles in the market targets. All this prevents the youth from orienting themselves in their lives. This research outlines the necessity for a new orientation and adjustment in the educational system which, in most social organizations and educational environments in general, runs the risk of losing its ethic meaning and orientation towards human values. However, youth's education towards self-understanding and self-development in harmony with communal and social life, is often affected by adults' mistaken behaviour or even absence : in fact, they seem to have lost their role as reliable moral guides. Now-a-days young people look for proposals that make life more meaningful; once left alone, they easily turn to some surrogate for sense and behave in unpredictable risky ways. Therefore education should help reshape personal experiences, human relations and values, and implement strategies and challenges of symbolic, linguistic and relational expressions. It is very urgent to re-discover the importance of oriented, never improvised, good practices, based on youth’s linguistic sensibilità. The creative, competent, and formative narration of personal experiences and joining pro-social projects and talking about them, may help someone turn from being a narcissistic leader to a true leader. Moreover, it is importantl to re-discover community life to face the big challenges of present and future complexity together: if left alone, the young generation runs the risk of adapting itself to a life devoid of any meaning and purpose.

La valenza educativa dello sport inclusivo. L’esperienza del baskin: uno sport di tutti, per tutti

StudenteMartina De Toni
Titolo tesiLa valenza educativa dello sport inclusivo. L’esperienza del baskin: uno sport di tutti, per tutti
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof.ssa Luciana Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris Benvenuti
Data discussione tesi: 20 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Unire normalità e disabilità nel mondo della scuola, del lavoro e negli ambiti di vita comunitari è da tempo prerogativa della comunità internazionale, al fine di proseguire il cammino di civiltà avviato moltissimi anni fa, quando a dominare era un paradigma segregazionista, escludente.  L’inclusione rappresenta un traguardo ambizioso anche per l’ambito sportivo, poiché la sua stessa essenza richiede che non si tratti di un’esperienza episodica e circoscritta, quanto piuttosto di un modo nuovo di guardare al mondo, che sappia espandersi ad ogni contesto, fino al punto in cui non sia più necessario chiedersi se e dove l’inclusione si situi. Il contesto sportivo può rivelarsi teatro e, al tempo stesso, motore d’inclusione. Un’inclusione che, oltrepassando la logica meramente integrativa, vede protagoniste le persone normodotate accanto a quelle in condizione di disabilità, con ricadute significative sui singoli individui e sui contesti nella loro interezza. Il baskin, in tal senso, rappresenta la trasformazione di un ideale in un’utopia concreta.

Uniting normality and disability in the world of school, work and communities life is the prerogative of the international community, in order to continue the path of civilization which started many years ago, when to dominate was an segregationist and excluding paradigm. Inclusion is an ambitious goal also in the sporting field, since its essence requires that it isn’t an occasional and circumscribed experience, but rather is a new way of looking at the world, which can expand to any context, to the point where it is no longer necessary to wonder if and where inclusion is located. The sporting context can turn out to be theater and, at the same time, an engine of inclusion. An inclusion that, goes beyond the simple integrative logic, sees the protagonists as normal persons alongside those in the condition of disability, with significant repercussions on individuals and on contexts in their entirety. Baskin, in this sense, represents the transformation of an ideal into a concrete utopia.


Minori e autonomia personale. Buone pratiche per l’educatore che accompagna

Studente: Silvia Cucchetto
Titolo tesiMinori e autonomia personale. Buone pratiche per l’educatore che accompagna
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 20 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

Riconoscendo la difficoltà di realizzare un’adeguata progettualità volta all’autonomia dei minori all’interno di alcuni contesti educativi, probabilmente a causa della crisi professionale che assale molti operatori e della tendenza a voler risolvere da soli i problemi a cui ci si trova di fronte, l’elaborato si propone di analizzare l’importante ruolo svolto dall’educatore in un’ottica di accompagnamento del minore, per favorire la costruzione di un’identità solida e la possibilità di intraprendere un percorso in autonomia. A partire da una riflessione personale in merito all’esperienza lavorativa, vengono individuate alcune criticità che l’educatore può incontrare trovandosi ad operare in contesti riconosciuti come difficili, riflettendo sullo sviluppo di autonomia intesa come costruzione del sé. Alla luce del valore attribuito al lavoro per progetti con i minori, ci si propone di riconsiderare la possibilità di progettare all’autonomia in contesti abilitanti attraverso la realizzazione di buone pratiche educative. A tale fine, partendo da una proposta progettuale verosimile, si è cercato di indirizzare la riflessione sulla possibilità di realizzare questo tipo di intervento in presenza di una professionalità condivisa e attraverso la costruzione di una comunità di pratica.

Acknowledging the complexity to achieve an adequate planning aimed at the autonomy of minors within some educational contexts, probably due to the professional crisis that afflicts many operators and the tendency to solve the problem that have to be faced, the project aims to analyze the important role played by the educator with a view to accompany the child, to encourage the construction of a solid identity and the possibility to undertake a journey independently. Starting from a personal reflection with regart to the work experience, there are some critical issues are identified the educator can meet by finding himself working in contexts recognized as difficult, reflecting on the development of autonomy, understood as construction of the self. In light of the value attributed to the work and projects with minors, it is proposed to reconsider the opportunity to design autonomy in enabling settings through the creation of good educational practice. To this end, starting from a plausible project proposal, it has been tried to direct the reflection on the possibility to carry out this kind of intervention in the presence of a shared professionalism and through the construction of a community of practice.

Costruire orti: pratiche educative nell’infanzia per un welfare di comunità

Studente: Chiara Olivotto
Titolo tesiCostruire orti: pratiche educative nell’infanzia per un welfare di comunità
Docente relatore: Prof. Nadia Carestiato
Docente controrelatore: Prof. Andrea Pozzobon
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 15 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Progettazione e gestione degli interventi socioeducativi

La nostra società contemporanea mai come oggi necessità di un cambio di paradigma. Gli individui, attenti solo al proprio interesse personale, devono tornare a dar valore e vita ai propri progetti di esistenza all’interno dei quali inserire l’altro, riappropriandosi delle relazioni sia con i propri simili (il genere umano) sia con tutto l’ecosistema terrestre. All’interno di un paradigma economico basato sull’individualismo e su una logica di consumo e scarto, l’uomo ha perso di vista se stesso e ciò che lo circonda avviando processi che sembrano arricchire, ma in realtà impoveriscono l’intero pianeta condannandolo al suo disfacimento. Le persone devono riacquisire i valori di fiducia, rispetto e aiuto, muovendosi all’interno di nuove dimensioni di ecologia e sostenibilità a garanzia di un mondo più sano e di una vita migliore. Si trova nell’educazione alla natura, impartita già dalla prima infanzia, la possibilità di svincolare questa condanna di annullamento del genere umano e del pianeta. La natura offre la possibilità di interagire riscoprendosi parte di grandi reti interconnesse tra loro. È all’interno di questa dimensione sistemica che le persone possono ridare valore alla propria esistenza all’interno della quale l’altro diventa dimensione essenziale alla sopravvivenza. L’educazione al pensiero sistemico può partire anche da semplici pratiche, come quella dell’orto fatta coi bimbi della Scuola dell’Infanzia. Nell’orto, lavorando insieme la terra, curando e osservando le piante che crescono e il piccolo mondo animale che ruota intorno ad esse, tutte queste dimensioni possono essere ritrovate, sperimentandole e facendole diventare pratiche generative di relazioni all’interno di dimensioni donative, collaborative e partecipi.

Our modern society has never needed such a paradigm shift as today. All individuals who only look out for their own interests should attach renewed importance and vitality to their life projects, involving others as well as restoring their relationships with both humankind and Earth’s entire ecosystem. Within an economic paradigm based on individualism and the logic of consumerism and waste, human beings have lost sight of their true self and of the environment around them, triggering processes that appear to be enriching but in fact they impoverish the whole planet and condemn it to decay. Confidence, respect and mutual support are values that people must reacquire, living in new dimensions of environmental awareness and sustainability towards a healthier world and a better life. Only if humanity learns how to respect nature since childhood will they manage not to be annihilated together with their planet. Nature gives the opportunity to interact as it belongs to large networks that are connected to each other. It is inside this systemic dimension that people may re-evaluate their existence, in which others will become essential to survival. Systemic thinking can also be taught starting with simple activities such as creating a vegetable garden with children at Nursery School. In the vegetable garden, preparing soil together, looking after the plants and observing them growing together with their small animal world, we can rediscover and experiment all these dimensions: they will foster relationships within donative, collaborative and participative behavioural dimensions.

Il Cansiglio come common, riflessioni sull’altopiano attraverso i principi progettuali di Elinor Ostrom

Studente: Marina Rossi
Titolo tesi: Il Cansiglio come common, riflessioni sull’altopiano attraverso i principi progettuali di Elinor Ostrom
Docente relatore: Prof. Fabio Poles
Docente controrelatore: Prof. Nadia Carestiato
Presidente commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 15 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Governance del welfare sociale

La presente tesi di laurea indaga in quali termini l’altopiano del Cansiglio possa essere considerato un common attraverso il confronto con i principi progettuali di Ostrom. Il fine è comprenderne la modalità di regolazione del territorio, chiarendo come le persone partecipano alla gestione di quello che considerano un “bene comune”. La ricognizione sul materiale disponibile e le interviste agli stakeholder dell’altopiano veneto dimostrano che il Cansiglio, pur avendo delle caratteristiche simili alle proprietà collettive studiate da Ostrom, non è un common nella accezione più pura (escludibilità, rivalità e autogoverno) in quanto, formalmente, è un bene demaniale pubblico. Infatti vi è una scarsa partecipazione dei concessionari alla scelta delle regole da seguire e alla possibilità di influenzare lo sviluppo economico dell’area. Allo stesso tempo, a questi ultimi si affianca una comunità di cittadini che sentono il Cansiglio parte della loro cultura e lo considerano un “bene comune”, partecipando alla sua cura anche attraverso manifestazioni volte ad evitare che non venga frammentato e privatizzato, perdendo la sua natura. Per permettere lo sviluppo sostenibile del Cansiglio e un maggior vantaggio per tutti, è necessario far collaborare gli stakeholder in modo da costruire attraverso tavoli territoriali una visione “comune”. A tal fine la tesi prevede una proposta di suggerimenti.

This thesis investigates in which terms the Cansiglio Plateau can be considered a common by comparing it with Ostrom's design principles. The aim is to understand the way in which the territory is regulated, clarifying how people participate in the management of what they consider a "common". The survey of the available material and the interviews with the stakeholders of the Venetian Plateau show that Cansiglio has similar characteristics to the common pool properties studied by Ostrom, but is not a common in the purest sense (exclusion, rivalry and self-government) because, formally, it is a public property. In fact, the concessionaires are scarcely involved in the choice of the rules to follow and in the economic development of the area. At the same time, there is a community of citizens who consider Cansiglio a "common" and part of their cultural identity. They take care of it in many ways, such as organising events aimed at preventing its fragmentation and privatisation, which would lead to a change in its nature. In order to allow the sustainable development of Cansiglio and a greater benefit for all of us, it is necessary to make the stakeholders collaborate joining a territorial task force and thus building a "common" vision. To this end, the thesis proposes some suggestions.