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Un pezzo di pane, una fetta di cielo. Il valore del cibo all’interno della relazione educativa.

Studente: Anna Berno
Titolo tesi: Un pezzo di pane, una fetta di cielo. Il valore del cibo all’interno della relazione educativa.
Docente relatore: Prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: Prof. Alberto Baccichetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 10 marzo 2021
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Il tema principale dello studio è indagare il valore del cibo all’interno della relazione educativa con gli adolescenti. L’analisi parte dallo studio dell’adolescenza e delle problematiche dei ragazzi di oggi e approfondisce il legame tra il cibo e la dimensione ontologica dell’umano. L’ipotesi che il cibo possa costituire mezzo valido per creare relazione educativa con gli adolescenti si fonda nel Sistema Preventivo di don Bosco. Il metodo usato è quello della ricerca monografica e della comparazione dei vari studi precedenti comparando le varie fonti antropologiche, psicologiche, storiche e pedagogiche. Lo studio riconosce che l’adolescenza sia un passaggio della vita che ha come fine l’età adulta e sottolinea come centrale la mancanza di modelli educativi di riferimento. Dimostra inoltre come il cibo in sé contenga la dimensione relazionale e un alto valore simbolico come mezzo per costruire e coltivare rapporti interpersonali. Nello specifico della relazione educativa, l’evento morale riveste una importanza determinante per la crescita armoniosa degli adolescenti. La conclusione è che il cibo è un mezzo valido ed efficace per costruire relazioni educative capace di richiamare i giovani ad un modello di vita buona.

The main theme of the study is to investigate the value of food within the educational relationship with adolescents. The analysis starts from the study of adolescence and the problems of today's kids and deepens the link between food and the ontological dimension of the human. The hypothesis that food can be a valid means of creating an educational relationship with adolescents is based on Don Bosco's Preventive System. The method used is that of monographic research and the comparison of the various previous studies by comparing the various anthropological, psychological, historical and pedagogical sources. The study recognizes that adolescence is a passage in life that leads to adulthood and it emphasizes the lack of reference educational models as central. It also demonstrates how food itself contains the relational dimension and a high symbolic value as a means to build and cultivate interpersonal relationships. Specifically in the educational relationship, the moral event is of decisive importance for the harmonious growth of adolescents. The conclusion is that food is a valid and effective means to build educational relationships capable of recalling a model of good life.

L’educatore (in)utile: valenze sociali e pedagogiche dei processi di service-learning

Studente: Chiara Antonello
Titolo tesi: L’educatore (in)utile: valenze sociali e pedagogiche dei processi di service-learning
Docente relatore: Prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: Prof. Alberto Baccichetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 10 marzo 2021
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Essere un educatore inutile, non significa non servire a nulla. Il significato di inutilità, come postura educativa da avere all’interno di situazioni e relazioni, è ciò che tale studio desidera sottoporre all’attenzione di chi legge. Le evidenze circa tale postura educativa sono state ricercate ed evidenziate all’interno dell’approccio pedagogico del Service Learning che, fondendo e riflettendo le esperienze di servizio e apprendimento, sembra essere una pratica capace di generare legami educativamente e umanamente significativi, che mettono in risalto l’inutilità dell’educatore. L’elaborato si propone dunque di fornire al lettore gli elementi essenziali, ripresi dalla teoria e dalla pratica, per conoscere il Service Learning in modo da poter cogliere le opportunità educative e umane presenti all’interno di tali processi. L’educatore inutile si ipotizza possa essere colui il quale mette al centro la persona, cercando di allontanare così il rischio che le proprie intenzioni e azioni siano guidate da una visione strumentale. L’educatore inutile si immagina possa essere l’educatore che non serve più poiché lo sguardo, di cura e attenzione alle relazioni e alle dinamiche di potere che esse implicano, di cui è portatore, si è trasferito nelle persone e nelle comunità in cui opera. L’educatore inutile sarebbe pertanto prezioso, ma non insostituibile.

Being a useless educator does not mean being without purposes and functions. The present study aims to analyze the meaning of uselessness, as an educational attitude in the context of situations and relationships. The findings regarding this educational attitude have been investigated within the pedagogical approach of “Service Learning”. This approach, merging and analyzing the experiences of service and learning, seems to be a practice capable of generating educational and humanly relationships, that can highlight the uselessness of the educator. The document aims to provide the key elements, derived from theory and practice, of “Service Learning” in order to be able to seize the educational and human opportunities present within these processes It is assumed that the useless educator may be the one who puts the person at the center, thus trying to remove the risk that their intentions and actions are driven by utilitarianism. The useless educator believes that his role and function are no longer needed because the gaze, care and attention to the relationships and dynamics, of which he is the bearer, has been transferred to the people and communities in which he operates. The useless educator would therefore be precious, but not irreplaceable.

Il ruolo educativo dell'operatore socio-sanitario nelle comunità

Studente: Nicola Pellegrino
Titolo tesi: Il ruolo educativo dell'operatore socio-sanitario nelle comunità
Docente relatore: Prof. Moreno Blascovich
Docente controrelatore: Prof. Daniele Callini
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Lucia Ferraro
Data discussione tesi: 9 marzo 2021
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Sai cosa mi è successo? Ti devo assolutamente raccontare. Sai che sei stato nel pancione di una mamma che ti ha tenuto al caldo e al sicuro per tanti mesi? La narrazione e l'adozione sono dei veri e propri viaggi, fatti di tante sfaccettature. Il mio lavoro di Assistente sociale, unito al percorso di studi intrapreso come educatore di prima infanzia, mi ha fatto riflettere sull'importanza del tema della narrazione e su come questo si colleghi in maniera molto forte al tema delle adozioni. Il primo capitolo analizza l'importanza della narrazione e, in particolare, la narrazione del sé e il potere che le fiabe hanno, per i bambini, nel riuscire ad affrontare diversi temi, anche complessi, con un linguaggio semplice e comprensibile. Il secondo capitolo, invece, è un viaggio nel cuore dell'adozione, sulla normativa legata a tale tematica, in cosa consiste la procedura adottiva e l'importanza della connessione dei diversi servizi coinvolti in tali situazioni. Inoltre, si analizzano le difficoltà che possono mettersi in luce quando un bambino non riesce a raccontarsi, cosa accade con le emozioni inespresse o quando la narrazione non è stata efficace e il bambino non ha potuto accedere a tutte le informazioni relative alle sue origini. Inoltre, ci addentreremo nell'importanza della narrazione negli adulti. Infine, il terzo e ultimo capitolo approfondisce alcune esperienze concrete sul tema delle adozioni. In particolare, si riportano alcune parti di un testo appositamente creato da due operatrici sociali che hanno seguito due fratelli, andati in seguito in adozione, testo che ha accompagnato i bambini in tale percorso e che racchiude il cuore dell'intero viaggio che abbiamo intrapreso. Inoltre, si scopre come poter creare un arcobaleno, ossia un ponte tra passato, presente e futuro, ponte necessario per la costruzione dell'identità dei bambini, adulti di domani.

Do you know what happened to me? I really must tell you. Do you know you have been warm and safe in a mummy's belly, for months? Narration and adoption are real travels, made up of several aspects. My job as a social worker first, together with my studies as “early childhood educator” later, made me think about the importance of narration and its strong relationship with the adoption subject. The first chapter examines the importance of narration, especially the self narration and the power that fairy tales have in dealing with difficult topics, using a simple and understandable language. The second chapter is a journey into the core of adoption, where i describe regulations, the adoption process and the importance of a teamwork between all the departments involved. moreover, i analyse what happens when a child cannot tell about himself, cannot express his feelings, or when the narration itself has not been effective so that the child was not able to obtain information about his roots. Finally, the third and last chapter examines in depth some practical experiences about adoption, in particular those taken from a a book written by two social workers that in my opinion sums up well the path taken in my thesis. They put an effort in helping two brothers in their adoption process describing the importance to “build a rainbow”, a bridge among past, present and future of these children, an essential aspect for their personality and their life as adults of tomorrow.

Educare nella polarità. La relazione educativa tra perfezione e perfettibilità, spazio di rivelazione dell'umano-

Studente: Agnese Valeri
Titolo tesi: Educare nella polarità. La relazione educativa tra perfezione e perfettibilità, spazio di rivelazione dell'umano
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Andrea Conficoni
Presidente commissione di tesi: Prof. Beatrice Saltarelli
Data discussione tesi: 4 marzo 2021
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

La tesi analizza i concetti di perfezione e di perfettibilità come limiti e possibilità per l’essere umano; come spinta al poter essere e tensione al miglioramento. Attraverso la logica dell’opposizione polare offerta da Romano Guardini si guarda alla perfezione e alla perfettibilità per delinearle come poli di un’opposizione che dà vita al concreto vivente. In questa realtà è inserito anche l’educatore che non può ignorare questa tensione tra perfezione e perfettibilità ma può certamente svilupparne l’aspetto vitale. Così, ridefinendo il concetto di educabilità e dando pieno valore alla progettualità come realizzazione dell’intenzionalità, egli potrà essere attore e testimone di quella libertà che è manifestazione della persona, di se stesso e dell’altro.

The thesis analyses the concepts of perfection and perfectibility as limits and possibilities for the human being, as a push to be able to be and striving for improvement. Through the logic of polar opposition by Romano Guardini, we look at perfection and perfectibility to outline them as poles of an opposition that gives life to the living concrete. The educator is also included in this reality, who can’t ignore this tension between perfection and perfectibility, but he can certainly develop the vital aspect. In this way, by redefining the concept of educability and giving full value to the planning ability as the realization of wilfulness, the educator will be able to be the actor and the witness of that freedom, which is the expression of the person, of himself and of the others.

Disabilità famiglia ed educatore. Allearsi nell'azione educativa per accompagnare ad un progetto di vita indipendente.

Studente: Caterina Scarpa
Titolo tesi: Disabilità. famiglia ed educatore. Allearsi nell'azione educativa per accompagnare ad un progetto di vita indipendente.
Docente relatore: Prof. Enrico Miatto
Docente controrelatore: Prof. Alberto Baccichetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 4 marzo 2021
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Il percorso di ricerca svolto si propone di trattare la delicata e fondamentale tematica delle modalità grazie alle quali poter co-costruire un’alleanza tra la famiglia che vive la disabilità e l’educatore, il quale assume qui un ruolo di fondamentale supporto. La disabilità irrompe prepotentemente nel nucleo famigliare, andando a scardinare progetti e aspettative genitoriali, dando vita a insicurezze che possono destabilizzarne il delicato equilibrio. Il presente lavoro tenta, quindi, di far emergere quanto ogni famiglia differisca sensibilmente anche per le dinamiche tramite le quali affronta i vari impegni assistenziali ed educativi a cui si ritrova a far fronte: impegni spesso caricati di pesanti responsabilità e caratterizzati da dedizione costante. Un aspetto primario, per poter iniziare una conoscenza che evolverà possibilmente poi in un’alleanza con la famiglia, si delinea nel comprenderne al meglio i processi di resilienza ovvero la capacità di affrontare e risignificare tale evento traumatico. La tesi inoltre, cerca di cogliere quali siano le dinamiche che creano i presupposti per una relazione tra educatore e famiglia basata sulla fiducia e vuole sottolineare, anche tramite l’esperienza diretta, le difficoltà che spesso si presentano in tale processo di co-costruzione. L’alleanza educativa, di conseguenza, non deve esser intesa come una conquista o un punto d’arrivo ma vissuta come un vero e proprio processo che va edificato nel tempo e riprogettato, curato costantemente.

The research carried out aims to deal with the delicate and fundamental issue of how to co-construct an alliance between the family that experiences disability and the educator, who assumes here a role of fundamental support. Disability bursts powerfully into the family nucleus, going to unhinge parental projects and expectations, giving rise to insecurities that can destabilize the delicate balance. The present work attempts, therefore, to bring out how each family differs significantly in the dynamics through which it faces the various care and educational commitments it has to face: commitments that are often loaded with heavy responsibilities and characterized by constant dedication. A primary aspect, in order to begin a knowledge that will then evolve possibly in an alliance with the family, is outlined in understanding the best processes of resilience or the ability to address and resignify this traumatic event. The thesis also seeks to grasp what are the dynamics that create the conditions for a relationship between educator and family based on trust and wants to emphasize, even through direct experience, the difficulties that often arise in this process of co-construction. The educational alliance, therefore, should not be understood as an achievement or a point of arrival, but experienced as a real process that must be built over time and redesigned, constantly cared for.

Corpi migranti. Il corpo, da prima evidenza a matrice di significati.

Studente: Erica Cavallin
Titolo tesi: Corpi migranti. Il corpo, da prima evidenza a matrice di significati.
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof. John Baptist Onama
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Lucia Ferraro
Data discussione tesi: 3 marzo 2021
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Le persone migranti, nel viaggio da una terra all’altra, portano con sé prima di ogni altra cosa il proprio corpo, e assieme ad esso la pelle, la presenza, l’immagine di sé, la componente biologica ed ereditaria, le abitudini e lo stato di salute, la storia individuale inscritta in quel corpo, i valori circa le questioni di salute, malattia, vita e morte, la concezione culturale e religiosa del corpo e delle pratiche ad esso associate. Nel momento di insediamento in una nuova patria, queste concezioni si incontrano e si scontrano con quelle delle popolazione residente, creando un intreccio non sempre prevedibile, mettendo in questione i sistemi sociali e sanitari. L’educatore che si trova a contatto con queste persone migranti, è chiamato con loro a indagare il vissuto personale, esplorare significati, stimolare il racconto di sé e co-costruire un progetto di vita, verso la definizione di identità reciprocamente meticce e agenti del proprio percorso. Nel primo capitolo, saranno le parole Corpi e Migranti a fare da fulcro della riflessione, concentrandosi sulle questioni legate alla migrazione e alle svariate sfumature legate all’essere un corpo. Il secondo capitolo esplora le interazioni tra i concetti di Salute e Malattia, modellati da fattori culturali, sociali, psichici, strutturali, relazionali. Infine nella terza parte, la Ricerca di senso riguarda tutti gli attori in gioco, approfondendo gli aspetti più pedagogici e di apertura verso un futuro possibile.

Migrants, in the journey from one land to another one, first of all carry their body, and, together with it, the skin, the presence, the self-image, the biological and hereditary component, the habits and the state of health, the individual history inscribed in that body, the values regarding the issues of health, illness, life and death, the cultural and religious conception of the body and the practices associated with it. In the moment of settling on a new homeland, these conceptions meet and clash with those of the resident population, creating a twist not always predictable, questioning social and health systems. The educator who is in contact with these migrant people is called to investigate with them personal experiences, to explore meanings, to stimulate self-narration and to co-construct a life project, towards the definition of mutually hybrid identities, agents of their own path. In the first chapter, the words Bodies and Migrants will be the centre of the reflection, focusing on the questions related to migration and the various nuances related to being a body. The second chapter explores the interactions between the concepts of Health and Illness, shaped by cultural, social, psychic, structural and relational factors. Finally, in the third part, the Search for Meaning concerns all the actors involved, deepening the more pedagogical aspects and opening towards a possible future.

Progetti umanitari internazionali. Il mio sguardo che cambia abitando la cultura Bemba

Studente: Giorgia Durante
Titolo tesi: Progetti umanitari internazionali. Il mio sguardo che cambia abitando la cultura Bemba
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof. John Baptist Onama
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Lucia Ferraro
Data discussione tesi: 3 marzo 2021
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

La cultura Bemba, popolazione dello Zambia, è caratterizzata da una forte identità espressa appieno dalle persone che ne fanno parte. Le relazioni e i legami che si creano all’interno della popolazione sono specchio di quella solidarietà africana di cui spesso si sente parlare, attraverso la quale un individuo troverà sempre qualcuno che lo può sostenere nei momenti di difficoltà. I molti stereotipi e pregiudizi da parte della popolazione europea verso le popolazioni africane, mostrano aspetti veritieri ma soprattutto immaginazioni ed ingiustizie che costringono alla ricerca di progetti educativi volti a superare l’avversione verso chiunque sia diverso. L’esperienza da me vissuta per sei mesi a stretto contatto con la popolazione Bemba e con i progetti dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXII, vuole essere uno spunto di riflessione sui percorsi educativi volti ad un'educazione nella differenza, in cui l’altro diverso da me rappresenta il punto di partenza per co-costruire i progetti educativi. La presenza di tradizioni e valori culturali forti, come quelli della popolazione Bemba, non è di ostacolo per un successo dei percorsi educativi nella differenza e anzi contribuisce a formare coloro che scelgono di mettersi in gioco, purché accettino che l’altro è parte della propria costruzione del sé.

The Bemba culture, one of the zambian populations, is characterized by a strong identity fully expressed by the people who are part of it. The relationships, the bonds created between the bemba people, are a mirror of that african solidarity that we often hear about, through which the individual will always find someone who can support him in difficult situations. The many stereotypes and prejudices from the european population towards african populations show truthful aspects but most of the times we deal with imaginary and unfair issues. For this reason, educational projects are needed to overcome the aversion towards anyone who is different. The experience i lived for six months in close contact with the Bemba population and with the projects of the Association Pope John XXIII, wants to be a spark for reflection on educational paths that aim at building an education in the difference, where the other different from me represents the srating point for co-costructing educational projects. The presence of strong cultural traditions and values, such as those of the Bemba population, is not an obstacle to the success of educational path in the difference and it actually helps to train those who choose to get involved, as long as they accept that the other is part of one’s construction of the self.

La fiducia e la fede come risposta al mistero dell'Altro

Studente: Maria Chiara Tonet
Titolo tesi: La fiducia e la fede come risposta al mistero dell'Altro
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 2 marzo 2021
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

L’incontro con l’Altro è, molto spesso, l’incontro con l’imprevedibile, con tutto ciò che è inaspettato, inevitabile e incomprensibile. Non ci sono parole umane in grado di reggere il peso del mistero che si presenta nell’Altro. Per questo ogni incontro chiede prima di tutto di fidarsi e affidarsi, dove avere fiducia non significa esporsi all’identità dell’Altro e quindi a ciò che rivela, ma proprio al suo contrario: esporsi a ciò che non rivela, al suo mistero. In questa società sempre più esposta alla sfiducia, alla paura, all’angoscia che l’incontro con l’Altro può provocare, la fiducia diventa una possibile risposta in grado di varcare ogni confine di inquietudine e paura. In un’altra dimensione anche la fede diventa la risposta ad un incontro imprevedibile, incomprensibile e spesso inaccessibile. Più l’incontro con l’Altro attraversa la nostra vita, più il mistero avanza nei suoi orizzonti. Per questo la tesi vuole evidenziare l’importanza della fiducia e della fede come una possibile risposta al mistero che si presenta inevitabilmente nella relazione con l’Altro, inteso come uomo e come Dio. In questi termini si può pensare l’educazione come un cammino, intessuto di fatica e bellezza, che non ha come fine quello di far funzionare qualcosa ma far esistere qualcuno, nonostante il mistero, le sofferenze, le ferite e le delusioni. D’altronde avere fiducia significa anche ricordare che, prima di tutto, qualcuno ha creduto in noi.

The encounter with One Other is, very often, the encounter with the unpredictable, with all that is unexpected, inevitable and incomprehensible. There are no human words able to carry the weight of mystery that presents itself in the Other one. This is why every meeting asks, first of all, to trust and also to be trusted, where trusting does not mean exposing to the identity of the Other one and therefore to what he reveals, but quite the opposite: it’s exposing to what the Other one does not reveal, to the mystery of him. In this society that is increasingly exposed to mistrust, fear, anguish that an encounter with another person can cause, trust becomes a possible response that can cross any boundary of restlessness and fear. In another dimension, faith also becomes the answer to an unpredictable, incomprehensible and often inaccessible encounter. The more the encounter with the Other one crosses our life, the more the mystery expands its horizons. For this reason, this thesis wants to highlight the importance of trust and faith as a possible answer to the mystery that inevitably arises in the relationship with the Other one, understood as man and as God. In these terms, education can be thought as a journey, interwoven with fatigue and beauty, which does not aim to make something necessarily work but to make someone exist, despite mystery, suffering, wounds and disappointments. Because, in the end, having trust also means remembering that, first of all, someone believed in us.

Il ruolo delle emozioni nello sviluppo di una cultura di gruppo partecipativa. A partire da l'intelligenza delle emozioni di Martha Nussbaum.

Studente:  Rachele Vazzoler
Titolo tesi: Il ruolo delle emozioni nello sviluppo di una cultura di gruppo partecipativa. A partire da L' intelligenza delle emozioni di Martha Nussbaum.
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 2 marzo 2021
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Il gruppo, nel suo essere corpo intermedio, è luogo in cui poter sperimentare una dimensione generativa della vita collettiva e sviluppare relazioni e dinamiche feconde in cui ciascuno veda prese in carico le proprie istanze di bisogno e i propri desideri di una vita buona, e sia strappato dall’anonimato. L’uomo non è fatto per vivere da solo ma in comunità, creando relazioni di reciprocità e mutua cura; e ciò è possibile grazie a dinamiche partecipative che consentano alle persone di esprimersi, di confrontarsi e influenzarsi, per creare qualcosa di comune. Questi processi necessitano di alcune condizioni, tra le quali l’attenzione all’emersione delle emozioni. Il fenomeno emotivo, infatti, così come concepito da Martha Nussbaum, riguarda degli elementi della vita dell’uomo che egli non può controllare pienamente ma che sono importanti per la sua prosperità. Riguarda, cioè, i bisogni e i valori che caratterizzano la vita di quella persona. Questi vissuti hanno origine nei primi anni di vita del bambino, subiscono fortemente l’influenza della sua storia personale e continuano poi ad essere plasmati lungo tutta l’esistenza dai vari contesti di appartenenza. Da qui l’attenzione ai gruppi e alla loro cultura, la quale determina le norme che pertengono alle relazioni tra i vari membri. Legittimare una cultura emotiva che consenta la partecipazione è, quindi, fondamentale, come lo è riconoscere quali emozioni e quali credenze fanno ripiegare le persone su sé stesse, non riconoscendo e non esponendo il loro stato di bisogno, che è sempre possibile punto di partenza per cambiamenti generativi.

The group, as intermediate body, is where people can experience the generative dimension of community life and develop fruitful relationships and dynamics which aim to a mutual response to each other’s needs and desires of a good life and where people are pulled out of anonimity. Man is not made to live alone, but in community, creating relationships of reciprocity and mutual care; and this is possible thanks to participatory dynamics, which allow people to express themselves, to discuss and influence each other, to create something shared. These processes require certain conditions, including attention to the emergence of emotions. The emotional phenomenon, in fact, as conceived by Martha Nussbaum, concerns elements of human life that people cannot fully control, but that are important for their prosperity. That is, it concerns the needs and values that characterize a person's life. These experiences originate during the early years of a child's life, are strongly influenced by their personal history and then are continuosly shaped by all the contexts to which they belong throughout their life. Hence the attention to groups and their culture, which determines the rules concerning the relationships among the various members. Thus, legitimating an emotional culture that allows participation is fundamental, and the same holds true for recognizing which emotions and beliefs make people closed in on themselves, unable to recognize and manifest their state of need, which is always a possible starting point for generative changes.

Nuova vita agli oratori. Prospettive per lo sviluppo dell'oratorio nel contesto attuale

Studente: Chiara Casagrande
Titolo tesi: Nuova vita agli oratori. Prospettive per lo sviluppo dell'oratorio nel contesto attuale
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof.  Davide Girardi
Data discussione tesi: 2 marzo 2021
Baccalaureato/Laurea Triennale in:  Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Questa tesi vuole analizzare l’identità dell’oratorio nel contesto attuale attraverso un approfondimento della sua intenzionalità pedagogica e pastorale rispetto al vissuto dei giovani d’oggi. Si vuole dimostrare che l’oratorio è un’esperienza preziosa sia per il contributo che può dare alla società sia per il ruolo che può giocare nell’evangelizzazione dei giovani. L’oratorio può ancora incidere nella vita dei giovani purché, attraverso un adeguato ripensamento progettuale in chiave comunitaria, assuma un volto nuovo, realmente evangelico e prossimo ai bisogni dei giovani. In caso contrario, l’oratorio è un soggetto che rischia di diventare muto, incapace di comunicare la propria identità alla Chiesa e alla società. Proprio perché ha bisogno di parole, questa tesi, umilmente, vorrebbe far sentire la sua voce.

This thesis intends to examine the identity of the parish in the today’s context by analysing its pedagogical and pastoral intentionality in relation to the path of youths nowadays. It aims to show how the parish is a precious experience for both its contribution to society and the role it can play in the evangelization of young people. The parish can still influence the lives of young people provided that there is an adequate project rethinking in a community perspective and that it renews its character to be truly evangelical and open to the needs of young people. Failure to do so risks the parish becoming mute and unable to communicate its own identity to both the Church and society. Precisely as it needs words, this thesis would humbly like to make the parish’s voice heard.