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Con i giovani dopo il lockdown: laboratori creativi e percorsi di empowerment verso la partecipazione attiva

Data: 16 luglio 2021
Studente:
 Mattia Quaglia
Titolo tesi:
Con i giovani dopo il lockdown: laboratori creativi e percorsi di empowerment verso la partecipazione attiva
Docente relatore:
 Andrea Conficoni
Baccalaureato in:
 Scienze dell'educazione - Educatore sociale

La velocità con la quale il nostro mondo evolve è disarmante alle volte. Soprattutto quando la collettività resiste al cambiamento o non sempre si dimostra così attenta alle dinamiche trasformative che il tempo e il progresso ci offrono. Per questo ho sempre ritenuto necessario un dialogo continuo intergenerazionale, che permetta ai più giovani di esprimersi, di sperimentare e di confrontarsi con adulti, formatori, docenti, preparati a cogliere con interesse e curiosità queste nuove prospettive, decorandole di metodologia, esperienza, strumenti ed efficacia fino a promuoverne la partecipazione e la progettazione attiva in tempi di rapido cambiamento. Con l’aiuto delle competenze pedagogiche acquisite, proverò a progettare un workshop, che poggi saldamente le sue basi sulle riflessioni e sulla questione giovanile attuale, proponendo attività da inserire in un percorso continuativo con possibilità di apertura. Il laboratorio mira a promuovere la creatività e la partecipazione di un gruppo giovanile, in qualsiasi forma essa emerga, prestando attenzione alle dinamiche e al pensiero critico dei partecipanti finalizzato all’empowerment del singolo e del gruppo. Una volta osservati i comportamenti, le energie e le difficoltà riscontrate durante questo percorso proveremo a capire quali sono stati gli elementi comuni che ci possono aiutare ad individuare i bisogni emersi ed espressi dai ragazzi con il fine di valorizzare le soggettività di ognuno dei partecipanti. In tempi frenetici il desiderio muta e con lui la sua espressione; sta a noi educatori il compito di studiarne le varie forme, cercando simboli capaci di veicolare significati comuni che possano permetterci di dialogare e riconoscerci nonostante le differenze che decorano le nostre vite.

Speed with which our world evolves is sometimes disarming, especially when the community resist changes or does not pay close attention to the transformative dynamics that time and progress provide. For this reason, i have always believed that an intergenerational dialogue is necessary, allowing youths to express themselves, to experiment and to interact with adults, trainers and teachers, interested in capturing these new perspectives with curiosity and decorating them with methodology, experience, and smart tools with the aim of promoting participation and active design in this era that changes rapidly. Thanks to the pedagogical skills acquired, my purpose will be to design a workshop, which bases its foundations on reflections and youth issues by proposing activities to be included in a continuous path with the possibility of opening and growing. The workshop aims to promote the creativity and participation of youths, in whatever form it may present itself, paying attention to the dynamics and critical thinking of the participants aimed at empowering the individual and the group. When observed the behaviors, energies and difficulties encountered during this project, we will try to understand what where the commons elements that can help us to identify the needs that the group has brought out with the purpose of enhancing the subjectivity of each participant. In today’s hectic times, desire changes and with it its expression. This is precisely why it is up to us educators to study its various forms, looking for symbols that convey common meanings, allowing us to dialogue and recognize ourselves despite differences into our lives.

Progettazione educativa e discernimento. Quando il modello organizzativo è l'esito e il motivo del processo educativo.

Data: 16 luglio 2021
Studente:
Vincenzo Salvatore Riccio 
Titolo tesi:
Progettazione educativa e discernimento. Quando il modello organizzativo è l'esito e il motivo del processo educativo.
Docente relatore:
 Daniele Callini
Baccalaureato in:
 Scienze dell'educazione - Educatore sociale

L’obiettivo della ricerca è affrontare il tema della progettazione all’interno di una comunità educativa. La riflessione nasce all’interno dell’azione educativa in ambiente salesiano. Dopo aver fatto un necessario chiarimento su come poter impostare in modo appropriato il rapporto tra azioni educative e azioni pastorali in contesto laico, la tesi partecipa come piccolo contributo al dibattito sull’aggiornamento del progetto educativo-pastorale, tema centrale del ripensamento dell’educazione delle opere salesiane oggi. Nel clima odierno, c’è una certa routine nelle prassi progettuali. Si registra una certa fatica a passare da ciò che si scrive e ciò che si vive educativamente, si moltiplicano comunque i progetti, si sottolinea la parte soprattutto tecnica della progettazione. La domanda della ricerca è a quali condizioni si trasforma la mens progettuale degli educatori. Il lavoro parte dall’idea che ogni sistema di progettazione poggia su un ideale antropologico (ad ogni antropologia corrisponde un metodo di progettazione pratica). La progettazione che ereditiamo dal modello antropologico moderno (razionalista e volontaristico) e dal paradigma progettuale sottostante (progettazione per obiettivi) non sembra più efficace: un contesto educativo pluralista suggerisce una progettazione che permetta di formare vision e leadership educative ‘ciclicamente’ sempre più condivise, mettendo a tema le dimensioni della trasformazione delle menti più che le transazioni delle funzioni. La tesi segue tre tappe: 1. riflettere sul legame tra antropologia e progettazione (cap. 1); guardando alle teorie metodologiche nei recenti sviluppi delle scienze organizzativo-pedagogiche, descrivere la progettazione tras-formativa e le sue tappe (cap.2) 3. Studiare le virtù operative necessarie alla progettazione tras-formativa (cap. 3).

The main goal of the research is to face planning inside an educational community. In particular, the work focuses on educational treatment carried out into a Salesian background. After highlighting the relationship between educational treatment and pastoral care inside a secular environment, the thesis’ objective is to enrich the debate concerning educational-pastoral project evolution, which is the focus of today’s Salesian projects. Nowadays, routine has taken over in planning procedures. The main difficulty is to switch from written theories to practical educational actions. Projects multiply though and planning techniques are emphasized. The question is: what is needed to change educators’ planning spirit? The work starts from the idea that all planning systems are based on an anthropological ideal (each anthropology is connected to a practical planning method). The planning derived from the modern anthropological model (rationalist and voluntarist) and its planning archetype (planning with goals) does not seem valid anymore. A pluralist educational background suggests a planning that allows to create cyclically shared visions and leadership skills. This leads to focus more on minds transformation than on functions transition. The thesis moves through three phases: 1. Analysis of the connection between anthropology and planning (cap. 1); 2. Description of the trans-formative planning and its stages by looking at the latest methodological theories in organisational-pedagogical sciences (cap. 2); 3. Analysis of the most important operational aspects which are necessary to trans-formative planning (cap. 3).


Conseguenze della DAD sulle relazioni socio-affettive dei minori tra i sei e i sedici anni in un contesto di povertà educativa.

Data: 16 luglio 2021
Studente:
 Agnese Tessari
Titolo tesi:
Conseguenze della DAD sulle relazioni socio-affettive dei minori tra i sei e i sedici anni in un contesto di povertà educativa.
Docente relatore:
 Davide Girardi
Baccalaureato in:
 Scienze dell'educazione - Educatore sociale

La dimensione dell’emergenza legata alla pandemia da Covid-19 ha coinvolto il mondo intero, colpendo più duramente bambini e ragazzi che provengono dalle periferie caratterizzate da un altissimo livello di povertà educativa e di dispersione scolastica. 
In linea con quest’urgenza si intende indagare sui cambiamenti delle vite di questi, ponendo l’attenzione su come ha influito la didattica a distanza sulle loro relazioni interpersonali. 
Per evidenziare ciò si è scelto di analizzare questi cambiamenti nel territorio del veneziano, dove Save the Children in collaborazione con il Comune di Venezia ha deciso di aprire una struttura finalizzata a sopperire all’emergenza educativa che caratterizza questa zona periferica, con una fase di ricerca sul campo mediante interviste semi-strutturate aventi l’obiettivo di individuare alcune potenziali piste di lavoro future. 

The covid-19-related emergency has affected the whole world but has particularly affected the kids that live in the suburbs characterized by high rates of educational poverty and school dropouts. 
Following this path, changes in these kids’ lives have been explored, giving attention to how online schooling affected their interpersonal relationships. 
To highlight it, the changes have been examined in the area around Venice, where Save the Children, alongside with the Municipality of Venice, decided to open a facility dedicated to make up for the educational emergency in those suburbs. The examination has been carried out through semi-structured interviews aimed at finding potential leads in the future. 

 

La cultura delle reti tra famiglie: il dono dell'accogliere. Il ruolo dell'educatore tra accoglienza e pratica educativa

Data: 16 luglio 2021
Studente:
 Marta Muranella
Titolo tesi:
La cultura delle reti tra famiglie: il dono dell'accogliere. Il ruolo dell'educatore tra accoglienza e pratica educativa
Docente relatore:
 Christian Crocetta
Baccalaureato in:
 Scienze dell'educazione - Educatore sociale

La seguente tesi vuole esplorare la tematica dell’accoglienza familiare e l’importanza del sostegno della rete di famiglie, al fine di sensibilizzare al consolidamento di una cultura della solidarietà che permetta la creazione di legami autentici in un’ottica di cura verso il prossimo. L’accoglienza è possibile a partire dall’appartenenza a una comunità, all’interno della quale ognuno sviluppa la propria identità attraverso l’incontro con l’altro e lo sfondo culturale condiviso; accogliendo si fa spazio all’altro e si creano quotidianamente dei vincoli reciproci di solidarietà. È importante che l’accoglienza sia situata all’interno di una rete di sostegno, infatti la mancanza di un sopporto può condurre al fallimento dell’esperienza, contribuendo a far sentire alle famiglie il peso della solitudine, enfatizzando inoltre gli aspetti faticosi dell’apertura all’altro nella quotidianità. L’educatore, in quanto operatore professionale, è centrale nel sostenere i soggetti all’interno della rete che va a formarsi e nel curare il rapporto con gli altri professionisti coinvolti, secondo una prospettiva che dev’essere sempre comunitaria e relazionale. Infine rimane necessariamente aperta la riflessione sui progetti di accoglienza durante la pandemia: se tengo lontano l’altro quanto posso aprirmi all’accoglienza? Risulta importante evidenziare come, durante l’isolamento, siano state accentuate le differenze sociali e le problematiche riguardanti il divario digitale; tuttavia, sono state messi in luce anche degli aspetti positivi di riscoperta della relazione e della cura per l’altro. L’obiettivo è quello di ragionare su come si possa strutturare l’accompagnamento a distanza a causa delle restrizioni adottate e sulle sfide che il Covid-19 ha lanciato ai servizi educativi.

The following thesis aims to explore the theme of family hospitality and the importance of the help of the family support networks, in order to raise awareness of the consolidation of a culture of solidarity that allows the creation about authentic relational ties with a view on caring for others. Hospitality is possible when you start from the sense of belonging to a community, within which each one develops its own identity through the encounter with the other and the shared cultural background; welcoming creates day by day mutual bonds of solidarity. The hospitality has to be located within a support network; indeed, the lack of a help can lead to the failure of the experience, bringing families to feel the weight of loneliness and emphasizing the tiring aspects of hospitality in everyday life. The educator, as a professional, is central in supporting people within the support network; he has to take care of the relationship with the other professional operators involved, according to a perspective that always need to be communal and relational. In conclusion, the reflection on the projects of reception during the pandemic remains necessarily open: how can I welcome the others if I keep them away? It is important to highlight how social differences and problems concerning the digital divide have been emphasized during isolation. However, positive aspects have also been highlighted, such as the rediscovery of the care for others. The goal is to think about how to structure educational projects according to the social restriction adopted and the challenges that the Covid-19 has presented to educational services.


Emozioni ed educazione socio-emotiva. Un tema che riguarda il benessere e la socialità di tutti, anche delle persine con disabilità

Data: 16 luglio 2021
Studente:
 Angela Grigiante
Titolo tesi:
Emozioni ed educazione socio-emotiva. Un tema che riguarda il benessere e la socialità di tutti, anche delle persine con disabilità
Docente relatore:
 Enrico Miatto
Baccalaureato in:
 Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Il presente lavoro tratta del tema delle emozioni, della loro storia, delle principali teorie relative ad esse e di una loro possibile definizione. Inoltre, viene esposto anche l’argomento riguardante l’intelligenza emotiva e l’educazione emozionale, in modo da non limitarsi alla questione teorica, ma evidenziare la possibilità della sua messa in pratica negli ambienti che accolgono persone con disabilità. Per giungere a questo punto, però, viene presentato un approfondimento sulla concezione della disabilità nel tempo, per poter far emergere le difficoltà nell’incontro con l’altro e, soprattutto, con il diverso-da-me. Viene, inoltre, sottolineata l’importanza che potrebbe avere l’applicazione dell’educazione socio-emotiva nell’ambito della disabilità adulta e i suoi possibili benefici e criticità. In questo studio è stato applicato un metodo di ricerca bibliografica, che ha preso in considerazione il tema da angolature disciplinari differenti relative alla disciplina pedagogica e alle scienze. Il presente lavoro sottolinea le difficoltà che possono essere presenti nello svolgere una ricerca in questo ambito, probabilmente a causa della scarsità di materiale disponibile per quanto riguarda la correlazione tra disabilità ed emozioni. Ricavando dall’ambito scolastico delle possibili modalità di lavoro in ambito socio-emotivo, si tenta, dunque, di trasportarle nelle strutture per adulti con disabilità, prestando attenzione agli accorgimenti da mettere in atto.

This work is about the theme of emotions, their story, the main emotion theory and its possible definition. Furthermore, it talks about emotional intelligence and education, with the aim of highlight theory and practice applicable in disability people enviroment, drawing attention to the positive and negative aspects. To get to this point, the disability conception will be pointed out, together wuth the meeting effort with the “different-people-from-me”. In addition, the importance of the social-emotional education in the adult disability world will be highlited explaining its possible benefits and level of criticality. A bibliographical research method has been applied to this works, considering different point of view, regarding pedagogical didactic an sciences. The following work explaines the difficulties that could come out in the research in this particular field, probably due to the lack of necessary information, correlated between disability and emotion. We attempt to obtain from the school enviroment some possibile social-emotional strategy, to carry them to the adult disability facilities, paying attention to some possible future precautions.

Il lupo nella letteratura per l'infanzia. Da simbolo della paura a supporto per la crescita.

Data: 15 luglio 2021
Studente:
 Loris Minello
Titolo tesi:
Il lupo nella letteratura per l'infanzia. Da simbolo della paura a supporto per la crescita.
Docente relatore:
 Laura Elia
Baccalaureato in:
 Scienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

La figura del lupo, da sempre simbolo della paura nella letteratura per l’infanzia, ha subito una drastica trasformazione per mano degli adulti che temono, esponendo il bambino a figure terrificanti, di causargli traumi. Ciò che invece si vuole sostenere in questa tesi è che per vincere la paura e imparare a superare gli ostacoli che la vita pone davanti, le figure come quella del lupo sono fondamentali: sconfiggere il lupo nella fantasia permette al bambino di prepararsi ad affrontare la realtà che lo circonda, gli scogli che la vita gli porrà davanti, non cadendo in frustrazioni ma facendosi forte della consapevolezza che, se ha sconfitto il lupo della storia, può sconfiggere anche quelli della realtà. I “traumi benefici” aiutano il bambino nella crescita, nella creazione di quella sua, unica e irripetibile, personalità che lo accompagnerà nel mondo che lo aspetta. I genitori e gli adulti significativi non devono, perciò, eliminare dal vissuto del bambino l’esperienza delle fiabe, anche quelle più dure e cruente, perché tutelare il piccolo, oggi, significa impedire all’uomo di domani di crescere sicuro ed indipendente. Usare la figura del lupo, invece, può aiutare l’adulto nel difficile compito di accompagnare il bambino all’autonomia e alla crescita della propria autostima.

The image of the wolf, a traditional icon of fear in children's literature, has been severely modified by adults, which are worried about the traumas that may be caused by the exposure of the child to frightening characters. What we want to argue in this work is that, to win the fear and learn to overcome the obstacles of life, the images like the one of the wolf are essential. By defeating the wolf in an imaginary context, the child is trained to deal with reality and its hurdles, never giving up, being aware that, if he beat the wolf of the fairy tales, he would also face the wolves of reality. The “healthy traumas” help with the growing of the child, in developing his own personality to face the outside world. Parents and significant adults need to prevent the removal of the fairy tales, even the cruel ones, from the child's experience, because overprotecting the “infant of today” means to forbid to the “man of tomorrow” to grow secure and independent.

Arte, cura e adolescenti. Il laboratorio teatrale per la cura del corpo e del sé adolescenziale

Data: 15 luglio 2021
Studente:
 Elisa Bulegato
Titolo tesi:
Arte, cura e adolescenti. Il laboratorio teatrale per la cura del corpo e del sé adolescenziale
Docente relatore:
 Lucia Ferraro
Baccalaureato in:
 Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Sentirsi a proprio agio con il corpo che sta cambiando non è facile, e non lo è nemmeno adattarsi ai cambiamenti intra e inter psichici che lo sviluppo della fase pre e adolescenziale comporta. Tutti gli adolescenti vivono un periodo di incertezza e di crisi. Cercano un appiglio tra gli attuali canoni socio-culturalmente accettati, canoni che però molto spesso non sono salutari e possono portare a gravi difficoltà e malattie. Per questo motivo è necessario che gli adolescenti siano accompagnati in un percorso educativo di crescita che non si dimentichi di aiutarli a sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio corpo e, di conseguenza, di sé. Un modo per aiutarli ad aver cura del corpo, e di tutto ciò che esso comporta, è utilizzare una delle forme principali di arte: il teatro. In particolare, lo spazio del laboratorio teatrale. Uno spazio che permette e offre agli adolescenti che vi partecipano la possibilità di esprimersi, sperimentare e far emergere potenzialità inespresse. Inoltre, in quanto contesto di gruppo, incentiva la relazione, l’ascolto, la fiducia e il rispetto reciproco e delle regole. L’obiettivo di questa tesi è quindi dimostrare la valenza della pedagogia del corpo che intende far emergere un particolare stile educativo e formativo fondato sulla scelta attenta dei luoghi, delle parole, dei silenzi, dei gesti e delle posture, sulla ritualità, sulla narrazione e sulla memoria. Non si tratta di una disciplina a sé, circoscritta, specialistica, ma si tratta di una cornice sistemica, di un’attitudine trasversale, di una capacità riflessiva che intende porre al centro il corpo, quale elemento pedagogico fondamentale.

Feeling comfortable with the changing body is not easy, and neither is adapting to the intra and inter psychic changes that such development of the pre and adolescent entails. All teenagers live in a period of uncertainty and crisis. They seek a foothold among the current socio-culturally accepted canons, which are very often unhealthy and can lead to serious difficulties and illnesses. For this reason, it is necessary for teenagers to be accompanied in an educational path of growth that does not forget to help them develop a greater awareness of their bodies and, consequently, of themselves. One way to help them take care of the body, and all that it entails, is to use one of the main forms of art: theatre. In particular, the space of the theater laboratory. A space that allows and offers the adolescents who participate in it the possibility of expressing themselves, experimenting and bringing out unexpressed potential. Furthermore, as a group context, it encourages relationships, listening, trust and mutual respect and rules. The objective of this thesis is therefore to demonstrate the value of the pedagogy of the body which intends to bring out a particular educational and training style based on the careful choice of places, words, silences, gestures and postures, on rituality, on narration and on memory. It is not a matter of a specific, circumscribed, specialized discipline, but it is a systemic framework, a transversal attitude, a reflective capacity that intends to place at the centre the body, as a fundamental pedagogical element.

Il ruolo educativo genitoriale odierno tra fragilità e risorse. Riflessioni antropologiche e pedagogiche per un sostegno alla genitorialità nella prima infanzia dei figli

Data: 14 luglio 2021
Studente:
 Giulia Rossetto
Titolo tesi:
Il ruolo educativo genitoriale odierno tra fragilità e risorse. Riflessioni antropologiche e pedagogiche per un sostegno alla genitorialità nella prima infanzia dei figli
Docente relatore:
 Claudia Puzzovio
Baccalaureato in:
 Scienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

Educare in famiglia richiede impegno e dedizione, essere educatori significa incarnare un ruolo difficile ma allo stesso tempo necessario. Oggi le difficoltà che la coppia genitoriale può vivere rispetto all’educazione dei figli, considerando la fascia d’età tra gli zero e i tre anni, possono essere diverse rispetto al passato, perché differente è anche la configurazione dei legami familiari e del ruolo educativo della famiglia. Scopo di questo lavoro è riflettere sul valore dell’educazione, nonché sulle difficoltà che potrebbero vivere oggi i genitori nel praticarla, imparando a lasciarsi aiutare e sostenere anche dalla comunità sociale. Altrimenti, nell’individualismo dilagante nella nostra società, la famiglia rischia di rimanere chiusa dentro alle quattro mura di casa tenendo stretta a sé i figli, atteggiamento che, tuttavia, non giova né al figlio né ai genitori. A tal proposito, l’asilo nido si configura come un’importante istituzione educativa non solo per i bambini, ma anche per i loro genitori, supportando sia il ruolo educativo familiare, sia l’arricchimento reciproco tra famiglie e istituzione, configurandosi come luogo di sostegno alla genitorialità in un periodo storico in cui le mamme e i papà hanno bisogno di non sentirsi soli nel loro ruolo educativo.

Parents generally devote themselves to bring up their children: that needs care and dedication, to be an educator means to assume a difficult but necessary role. Today parents could deal with different problems on bringing up their children, since the early childhood. Troubles can be different from the past, considering that family ties and parenting have changed. The aim of this paper is to think about the value of family upbringing during early childhood as well as to reflect on the difficulties parents could feel playing that role, considering that the society could support and help families on their function, if parents let it. Otherwise, in a society where individualism is spreading, the family risks being isolated and overprotecting of its children, without any advantage for the members. On that background, nursery can be an important educational institution not only for children but also for their parents. Nurseries can be places where parenting is supported and where mutual enrichment between the educational institution and families is promoted. The nursey can help on bringing up their children in an historical time in which parents need not to feel alone in their role.

Un pezzo di pane, una fetta di cielo. Il valore del cibo all’interno della relazione educativa.

Studente: Anna Berno
Titolo tesi: Un pezzo di pane, una fetta di cielo. Il valore del cibo all’interno della relazione educativa.
Docente relatore: Prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: Prof. Alberto Baccichetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 10 marzo 2021
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Il tema principale dello studio è indagare il valore del cibo all’interno della relazione educativa con gli adolescenti. L’analisi parte dallo studio dell’adolescenza e delle problematiche dei ragazzi di oggi e approfondisce il legame tra il cibo e la dimensione ontologica dell’umano. L’ipotesi che il cibo possa costituire mezzo valido per creare relazione educativa con gli adolescenti si fonda nel Sistema Preventivo di don Bosco. Il metodo usato è quello della ricerca monografica e della comparazione dei vari studi precedenti comparando le varie fonti antropologiche, psicologiche, storiche e pedagogiche. Lo studio riconosce che l’adolescenza sia un passaggio della vita che ha come fine l’età adulta e sottolinea come centrale la mancanza di modelli educativi di riferimento. Dimostra inoltre come il cibo in sé contenga la dimensione relazionale e un alto valore simbolico come mezzo per costruire e coltivare rapporti interpersonali. Nello specifico della relazione educativa, l’evento morale riveste una importanza determinante per la crescita armoniosa degli adolescenti. La conclusione è che il cibo è un mezzo valido ed efficace per costruire relazioni educative capace di richiamare i giovani ad un modello di vita buona.

The main theme of the study is to investigate the value of food within the educational relationship with adolescents. The analysis starts from the study of adolescence and the problems of today's kids and deepens the link between food and the ontological dimension of the human. The hypothesis that food can be a valid means of creating an educational relationship with adolescents is based on Don Bosco's Preventive System. The method used is that of monographic research and the comparison of the various previous studies by comparing the various anthropological, psychological, historical and pedagogical sources. The study recognizes that adolescence is a passage in life that leads to adulthood and it emphasizes the lack of reference educational models as central. It also demonstrates how food itself contains the relational dimension and a high symbolic value as a means to build and cultivate interpersonal relationships. Specifically in the educational relationship, the moral event is of decisive importance for the harmonious growth of adolescents. The conclusion is that food is a valid and effective means to build educational relationships capable of recalling a model of good life.

L’educatore (in)utile: valenze sociali e pedagogiche dei processi di service-learning

Studente: Chiara Antonello
Titolo tesi: L’educatore (in)utile: valenze sociali e pedagogiche dei processi di service-learning
Docente relatore: Prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: Prof. Alberto Baccichetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 10 marzo 2021
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Essere un educatore inutile, non significa non servire a nulla. Il significato di inutilità, come postura educativa da avere all’interno di situazioni e relazioni, è ciò che tale studio desidera sottoporre all’attenzione di chi legge. Le evidenze circa tale postura educativa sono state ricercate ed evidenziate all’interno dell’approccio pedagogico del Service Learning che, fondendo e riflettendo le esperienze di servizio e apprendimento, sembra essere una pratica capace di generare legami educativamente e umanamente significativi, che mettono in risalto l’inutilità dell’educatore. L’elaborato si propone dunque di fornire al lettore gli elementi essenziali, ripresi dalla teoria e dalla pratica, per conoscere il Service Learning in modo da poter cogliere le opportunità educative e umane presenti all’interno di tali processi. L’educatore inutile si ipotizza possa essere colui il quale mette al centro la persona, cercando di allontanare così il rischio che le proprie intenzioni e azioni siano guidate da una visione strumentale. L’educatore inutile si immagina possa essere l’educatore che non serve più poiché lo sguardo, di cura e attenzione alle relazioni e alle dinamiche di potere che esse implicano, di cui è portatore, si è trasferito nelle persone e nelle comunità in cui opera. L’educatore inutile sarebbe pertanto prezioso, ma non insostituibile.

Being a useless educator does not mean being without purposes and functions. The present study aims to analyze the meaning of uselessness, as an educational attitude in the context of situations and relationships. The findings regarding this educational attitude have been investigated within the pedagogical approach of “Service Learning”. This approach, merging and analyzing the experiences of service and learning, seems to be a practice capable of generating educational and humanly relationships, that can highlight the uselessness of the educator. The document aims to provide the key elements, derived from theory and practice, of “Service Learning” in order to be able to seize the educational and human opportunities present within these processes It is assumed that the useless educator may be the one who puts the person at the center, thus trying to remove the risk that their intentions and actions are driven by utilitarianism. The useless educator believes that his role and function are no longer needed because the gaze, care and attention to the relationships and dynamics, of which he is the bearer, has been transferred to the people and communities in which he operates. The useless educator would therefore be precious, but not irreplaceable.