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Jacques Lacan tra identità e identificazioni. Fondamenti teorici e prassi educativa.

Studentessa: Alice Baldan
Titolo tesi: Jacques Lacan tra identità e identificazioni. Fondamenti teorici e prassi educativa.
Docente relatore: prof.ssa Beatrice Saltarelli
Docente controrelatore: prof. Vincenzo Salerno
Presidente Commissione di tesi: prof. Loris Benvenuti
Laurea triennale Internazionale in: Scienze dell’educazione – Educatore sociale
Data discussione tesi: 20/07/2016

L’analisi della figura dell’educatore sociale secondo la visione psicoanalitica di matrice lacaniana e le applicazioni pratiche che ne derivano, definiscono l’ambito in cui questa tesi si colloca. Quale contesto migliore per sviluppare questi concetti e queste teorizzazioni di una comunità impegnata a sostenere e promuovere l’affermarsi di personalità in via di formazione? La “struttura in parola” si colloca puntualmente in questa ottica e ci stimola ad approfondire tali riflessioni proponendo modelli sperimentali e pratici a supporto di un iter psico-pedagogico tutto teso al recupero e all’evoluzione di personalità in fieri. L’educatore rappresenta, sotto questo aspetto, la dinamica fondamentale a supporto dei bisogni e delle esigenze richieste dal singolo utente. Esso si propone come accompagnatore-mediatore tra due mondi parzialmente o per nulla conosciuti – il proprio e quello dell’educando – e il bisogno impellente e decisivo di raccordare obiettivi condivisi a necessità individuali, ma non per questo irriconoscibili.

The analysis of the social educator figure according to the psychoanalytic view of lacanian matrix and the practical applications that derived from define the scope in which this thesis ranks. What best context to develop these concepts and theories of a community committed to support and promote the emerge of personality in training process? The “structure in word” is placed on time in this optics and it stimulates to deepen these reflections proposing experimental and practical models to support a psycho-pedagogic process all aimed at recovery and development of personality in fieri. The educator is, under this aspect, the fundamental dynamic in support of needs and requirements required by the individual user. It aims as an accompanist-mediator between two partially or unknown worlds - his and the one user - and the urgent and decisive need to link shared goals with individual necessities, but not for this unrecognizable.

Sostenere e non sostituire: co-genitorialità nell'affido familiare per la crescita del minore

Studentessa: Anna Santalena
Titolo tesi: Sostenere e non sostituire: co-genitorialità nell'affido familiare per la crescita del minore
Docente relatore: prof. Christian Crocetta
Docente controrelatore: prof. Loris Benvenuti
Presidente Commissione di tesi: prof. Vincenzo Salerno
Laurea triennale Internazionale in: Scienze dell’educazione – Educatore sociale
Data discussione tesi: 20/07/2016

Nel presente lavoro si è cercato di capire se è praticabile una co-genitorialità tra famiglia affidataria e famiglia d’origine per la crescita del minore in affido, quindi se è possibile, concretamente, un affido partecipato.  
Nella prima parte, teorica, è stata fatta una ricerca sull’affidamento, in particolare sul rapporto tra le due famiglie coinvolte, mentre nell’ultima parte si è entrati nel concreto, attraverso alcune interviste a famiglie affidatarie e a operatori del CASF.  
La famiglia d’origine, nella maggior parte dei casi, non viene coinvolta dalla famiglia affidataria, e quindi non sembra essere possibile l’affido partecipato: le due famiglie sono troppo diverse tra loro, spesso vivono sentimenti di invidia, ostilità, rabbia, rifiuto, che impediscono una reale collaborazione.  
Solo in pochi casi l’affido si conclude con un rientro in famiglia: spesso la situazione della famiglia d’origine è difficilmente recuperabile, per problematiche radicate da generazioni.  
Gli affidatari, quindi, si trovano spesso a svolgere il ruolo educativo predominante nella crescita e gestione del minore, anche per lungo tempo, assumendo di fatto il carattere di “genitori”, anche se per il minore non lo sono, e mai lo saranno: il legame con le proprie origini e le proprie radici è inscindibile, nonostante le sofferenze e le difficoltà. 

Il valore della comunicazione per Rogers e Tomasello: due teorie a confronto nella relazione educativa

Studentessa: Ilaria Caruzzo
Titolo tesi: Il valore della comunicazione per Rogers e Tomasello: due teorie a confronto nella relazione educativa
Docente Relatore: Prof.ssa Beatrice Saltarelli
Docente Controrelatore: Prof. Vincenzo Salerno
Presidente Commissione di tesi: Prof. Loris Benvenuti
Laurea triennale Internazionale in: Scienze dell’educazione – Educatore sociale
Data discussione tesi: 19/07/2016

Le teorie comunicative che un educatore sociale durante l’esercizio della propria professione osserva come modello di riferimento sono molte e assumono un ruolo fondamentale. Diviene pertanto opportuno portare alla luce quanto sia necessario individuare i diversi stili di pensiero e le strategie che ne conseguono per riuscire ad interagire meglio con gli altri e per comprenderli meglio; per un educatore è rilevante porsi in maniera adeguata con un atteggiamento di disponibilità, così da essere sempre pronti a scoprire chi si ha davanti accettando e accogliendo senza chiusure ma con un senso critico e responsabile senza mai perdere di vista l’originalità e le peculiarità di ognuno.
Il presente lavoro si pone l’obiettivo di indagare se un unico modello di comunicazione esaurisce la comunicazione in ambito educativo e se la visione antropologica che ne deriva ingloba al suo interno tutta la complessità dell’essere umano. La scelta di prendere in considerazione gli autori Rogers e Tomasello è supportata dal fatto che presentano modelli teorici differenti ma che, per qualche verso, possono essere confrontati.
Questa tesi osserverà una metodologia di tipo compilativo applicando la consultazione del materiale già pubblicato dagli stessi autori di riferimento allo studio di una realtà attraverso un’analisi descrittiva.

Educare gli adulti in tempi difficili

Studente: Gianluca Tonello
Titolo tesi: Educare gli adulti in tempi difficili
Docente relatore: prof. Biagi Lorenzo
Docente Controrelatore: prof. Salerno Vincenzo
Presidente Commissione di Tesi: prof. Benvenuti Loris
Laurea triennale internazionale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale
Data: 18/07/2016

Nell'età di mezzo, compresa tra i quarantacinque e i sessantacinque anni vi è la necessità di rivedere le proprie scelte di vita a fronte di un orientamento perduto e di una vocazione tradita. L'ansia, l'insoddisfazione, un senso di frustrazione, il conflitto tra ciò che era l'ideale sognato e quello andato in frantumi, sono i sentimenti che l'adulto sperimenta in questa fase della vita, che lo portano a riconsiderare alcuni rapporti interpersonali e istituzionali in un quadro psicologico ferito dove la vita smarrisce il filo. Attraverso una rieducazione dell'adulto che gli permetta di riconoscere i sintomi e nominare i disagi, la crisi assume una doppia valenza trasformandosi da momento "buio" ad opportunità di rinascita in una fase più matura dell'esistenza, rappresentando così anche per le giovani generazioni una testimonianza e riabilitando l'adulto a divenire guida e modello di riferimento a cui tendere.

When the today 's adult reaches his middle age, between 45 and 65, needs to review his own /ife choices, because of a generai disorientation and a betrayed vocation. Anxiety, dissatisfaction, frustration and coriflict between what was his ideai and what shattered his dreams are the feelings the adult is experiencing at this moment of his /ife and ali this /eads to reconsider his interpersonal and institutional re/ationships in a psychologica/ framework where /ife has /ost its threads. Through a re-education of the adult, where he can recognize symptoms and give name to difficulties, crises assumes a double meaning, changing the "dark" moments in a new opportunity, in a re-birth, in a new mature phase which represents a witness for young generations and rehabilitates adults who become guides and reference models to follow.

Social Net Work - La Rete al servizio del lavoro sociale

Studente: Enrico Leonardi
Titolo tesi: Social Net Work - La Rete al servizio del lavoro sociale
Docente relatore: prof. Matteo Adamoli
Docente controrelatore: prof. Loris Benvenuti
Presidente Commissione di tesi: prof. Vincenzo Salerno
Laurea triennale Internazionale in: Scienze dell’educazione – Educatore sociale
Data discussione tesi: 18/07/2016

La presente tesi illustra come un utilizzo illuminato della Rete 2.0 può comportare dei vantaggi in ambito pedagogico e più in generale nel terzo settore. Il presupposto di partenza è che spesso accostare l'ambito sociale e il mondo dell'educazione con l'utilizzo di Internet è tutt'altro che immediato, a prevalere sono infatti le paure e i pregiudizi determinando così una mancanza di conoscenza e consapevolezza rispetto alle potenzialità della Rete. L'elaborato si compone essenzialmente di cinque capitoli. I primi due hanno l'obiettivo di contestualizzare da un punto di vista storico, sociologico e pedagogico l'avvento delle nuove tecnologie di comunicazione virtuali. Si è provato ad accostare in particolar modo le riflessioni di Baumann e Sennes in ordine all'affermazione della Rete virtuale quale strumento capace di potenziare e valorizzare la rete delle relazioni reali. Nel terzo capitolo si è declinato l'avvento della Rete in ambito interculturale, dove cioè una società sempre più composta da una moltitudine di culture ha il compito di far leva sulla capacità della Rete di unire le diversità, di mettere in contatto gli individui e facilitare così la conoscenza reciproca. Successivamente si è invece approfondito il legame, fino ad oggi sottostimato, tra terzo settore e Rete evidenziando i vantaggi da un punto di vista etico ed economico. Per ciascuna di queste ultime due sezione della tesi si è ritenuto utile concretizzare i contenuti andando a citare ed approfondire alcune “buone prassi” dell'utilizzo della Rete in ambito di pedagogia-interculturale e del Terzo Settore. Questo ha permesso di approcciarsi ad un'esperienza di sperimentazione contenuta nel capitolo conclusivo della tesi. “Mi sento a casa” è infatti l'attivazione di uno spazio virtuale sul web che si propone di favorire l'incontro tra il tempo dei cittadini volontari e dei migranti-rifugiati, un incontro che solo inizialmente sarà virtuale ma che si propone di concretizzarsi in attività formative e ricreative che nella reale quotidianità favoriscano la vicinanza e la conoscenza reciproca.

The aim of this study is to show how the use of ITC can provide some advantages in pedagogy and generally in social work field. Approaching educational items, social work and the use of ITC may involve the emergence of fear and prejudices that prevent a deep knowledge and awareness to make the best use of digital potential. This document is composed by five chapters: the first and second frame the digital revolution from historical, sociological and pedagogical viewpoints. The author compares Baumann and Sennes dissertations about the Net as an instrument to develop and enhance the net of real relationships. In the third chapter we find a description of the spreading of the Net in intercultural environments: a society composed by a multitude of cultures needs to take the advantage of the network to unify the differences, to link people and to encourage mutual acquaintance. In chapters four and five the author examines in depth the connection between non-profit sector and Network and he highlights ethical and economics benefits. Chapter four depicts the analysis and critique of best-practices on ITC use in pedagogical-intercultural field and non-profit sector. Chapter five illustrates the experience called “Mi sento a casa”: an experimental laboratory that allowed us to activate a virtual meeting point where citizens and migrants-refugees can share time and needs. Starting from a online website, they can know each other and realize trainings and recreational activities aimed at promoting proximity, integration and mutual acquaintance.

Zen e desiderio. Una pratica educativa rivolta all'infinito come orizzonte di senso

Studente: Alberto Carlesso
Titolo tesi: Zen e desiderio. Una pratica educativa rivolta all'infinito come orizzonte di senso
Docente relatore: prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: prof. Loris Benvenuti
Presidente Commissione di tesi: prof. Vincenzo Salerno
Laurea triennale Internazionale in: Scienze dell’educazione – Educatore sociale
Data discussione tesi: 18/07/2016

La presente tesi intende avviare una riflessione, costruire un ponte tra la pratica Zen e il concetto di Desiderio quale componente costitutiva dell'uomo. Tale analisi vuole intrecciare una profonda relazione tra la pratica della via Zen indirizzata alla riscoperta del Desiderio, tutto ciò sotto una lente ed un focus di carattere educativo, superando, per quanto possibile, le divisioni tra prospettive orientali ed occidentali. La proposta non è assolutamente di una "nuova tecnica educativa", ma di una forma di auto-educazione rispetto il Desiderio, soffocato oggi, dal narcisismo moderno quale spasmo di soddisfazione del proprio bisogno. Il lavoro si svilupperà infatti, attraverso l'approfondimento dello Zen e del concetto di Desiderio, per approdare ad una fusione generativa ed una rilettura in chiave educativa. Tale processo si svilupperà grazie alla rilettura dei contributi e delle pubblicazioni di eminenti studiosi, rispetto i propri ambiti di riferimento. Ecco allora che la proposta trova il suo centro, rispetto una forma auto-educativa che diviene a suo modo testimonianza educativa, integrata nel complesso percorso e sviluppo umano.

L'orientamento educativo applicato alla ricerca attiva del lavoro: un'esperienza di tirocinio.

Studentessa: Danieli Sandra
Titolo tesi: L'orientamento educativo applicato alla ricerca attiva del lavoro: un'esperienza di tirocinio.
Docente relatore: Prof.ssa Annalisa Isdraele Romano
Docente controrelatore: Prof. Alberto Baccichetto
Presidente Commissione di tesi: Prof. Christian Crocetta
Data discussione tesi: 14/03/2016

Scopo di questa tesi è di analizzare l’orientamento educativo secondo l’approccio esistenziale e vocazionale, un processo long life che dovrebbe iniziare dalla scuola dell’infanzia, finalizzato alla realizzazione del proprio progetto di vita e professionale e nel rispetto del proprio appello vocazionale.
Tale prospettiva pone al centro la persona e il suo auto-orientamento attraverso la conoscenza di sé e la costruzione della propria identità.
L’obiettivo di questo lavoro è di dimostrare l’importanza di un orientamento educativo che si avvale di un approccio con prospettiva esistenziale e vocazionale, con finalità positive per il benessere della persona e lo sviluppo dell’intera collettività.
Si descrive l’applicazione di un progetto di intervento in ambito orientativo, ne vengono riportati i risultati ottenuti e proposte alcune considerazioni critiche.
Il progetto - denominato “Rete per il lavoro” - ha consentito lo svolgimento dell’esperienza di tirocinio - parte integrante del percorso di laurea triennale di Scienze dell’Educazione attivo presso l’Istituto Universitario Salesiano Venezia a Mestre.
“Rete per il lavoro” è un progetto educativo di orientamento e formazione che, nell’ottica dell’inclusione sociale, pone al centro la persona con lo scopo di accompagnarla nella ricerca attiva del lavoro in vista della prevenzione di situazioni di emarginazione sociale.

Crisi come trasformazione. I contributi di Ricoeur e Mezirow per un’educazione personalista degli adulti

Studentessa: Giacometti Arianna
Titolo tesi: Crisi come trasformazione. I contributi di Ricoeur e Mezirow per un’educazione personalista degli adulti
Docente relatore: prof. Marco Emilio
Docente controrelatore: prof. Vincenzo Salerno
Presidente Commissione di tesi: prof. Loris Benvenuti
Laurea triennale in: Scienze dell’educazione – Educatore sociale
Data discussione tesi: 11/03/2016

Nella complessità e incertezza della società attuale, l’adulto è coinvolto in numerose crisi di senso che possono diventare un’opportunità di crescita e maturazione personale se vengono lette e analizzate entro una cornice antropologica e pedagogica.
A partire da questo dato il lavoro di tesi si propone di confrontare i pensieri di due autori per offrire nuove riflessioni per l’educazione degli adulti. Se da una parte il filosofo Paul Ricoeur identifica la crisi come un carattere costitutivo della persona che la spinge a impegnarsi percependosi in continua maturazione; dall’altra Jack Mezirow riconosce nell’apprendimento trasformativo l’opportunità per gli adulti di ripensare e riprogettare la propria vita a partire da una riflessione orientata ad agire in modo nuovo e trasformativo.
Entrambi gli autori mettono così in luce il bisogno dell’adulto di interrogare la propria esistenza al fine di poter diventare una persona critica, costruttiva e responsabile delle proprie azioni all’interno del contesto di vita.
L’apprendimento e la formazione continua possono rivelarsi dunque l’opportunità per l’adulto di vincere le situazioni di crisi. Il soggetto, diventando il protagonista del cambiamento, è chiamato a partecipare attivamente alla trasformazione e costruzione di nuovi orizzonti di senso senza rimanere passivo di fronte alla realtà che lo circonda.
L’educazione degli adulti dunque non dovrebbe proporsi come azione volta a istillare nei soggetti competenze e conoscenza, ma può diventare l’occasione per la persona di rispondere intenzionalmente del proprio agire al fine di definire la propria singolare e originale identità.

 

Apprendimento significativo:interventi all'interno della scuola per lo sviluppo della motivazione al sapere

Studentessa: Milani Monica
Titolo tesi:
Apprendimento significativo:interventi all'interno della scuola per lo sviluppo della motivazione al sapere
Docente relatore: prof.ssa Rita Bressan
Controrelatore: prof.ssa Enrico Miatto
Presidente Commissione di tesi: prof. Loris Benvenuti
Laurea triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale
Data: 18/12/2015

Passare notti a lavorare o a studiare, sfidare problemi ingarbugliati e metterci l’anima per ottenere un buon risultato: «chi ce lo fa fare?» In tale domanda non c’è un «chi» né, propriamente, un «che cosa»: si chiama motivazione ed è l’energia intellettuale ed emotiva che nasce da un bisogno e che è investita in qualsiasi attività.
La sfida che al giorno d’oggi vive la scuola è questa: come motivare le nuove generazioni per sviluppare e rendere il sapere un oggetto in grado di muovere il desiderio di «diventare tutto ciò che si è capaci di diventare»?
Compito dell’educazione scolastica è dunque quello di aiutare ogni ragazzo a diventare se stesso, attraverso la cultura che dà gli strumenti per capire la realtà e per interagire con essa, ma fornisce anche le chiavi per comprendere la propria umanità, nel suo senso e nei suoi valori. Una scuola che si proponga di assumere in pieno questa complessa funzione educativa, in questo tempo, è una scuola che ripensa complessivamente il suo progetto.
Per un progetto educativo di qualità serve una figura di docente ricca di competenza educativa ed al tempo stesso di umanità e di cultura. Se c’è oggi un rischio nell’esercizio della professione docente, è quello di rinchiuderla entro la rigidità dei ruoli, o in un tecnicismo arido che non contribuisce a migliorare la qualità didattica ed educativa della scuola ma piuttosto la rende meno appassionante, meno capace di aperture, non in grado di suscitare nei ragazzi le curiosità che fanno crescere.
L’obiettivo della tesi si è concentrato sulla ricerca delle caratteristiche e delle strategie per incrementare la motivazione allo studio. La finalità è stata definire non tanto metodi di studio efficaci, ma quali aspetti affettivi [come l’autostima, la volizione e gli interessi] aumentino la motivazione.
I predetti elementi necessitano di tempo, sospensione del giudizio ed empatia, che non sempre l’attuale assetto scolastico riesce ad offrire.


A casa con l'Alzheimer. Lo sviluppo di una community care a sostegno della domiciliarità dell'anziano demente.

Studentessa: De Toni Martina
Titolo tesi:
A casa con l'Alzheimer. Lo sviluppo di una community care a sostegno della domiciliarità dell'anziano demente.
Docente relatore: prof. Pozzobon Andrea
Controrelatore: prof. Cianfriglia Maria Chiara
Presidente Commissione di tesi: prof. Loris Benvenuti
Laurea triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale
Data: 18/12/2015

La sempre maggiore incidenza della malattia di Alzheimer può considerarsi la risultante del progressivo invecchiamento demografico che contraddistingue l’Italia e, più in generale, tutti i paesi a sviluppo avanzato.
La malattia di Alzheimer vede coinvolti, al tempo stesso, il malato e il suo nucleo familiare, ma non solo.
Di pari passo con il percorso del welfare, la risposta più comunemente utilizzata per far fronte all’assistenza del malato, è da sempre stata l’istituzionalizzazione dello stesso all’interno di una struttura residenziale.
È prospettando un’alternativa al ricovero che emerge il protagonismo della comunità locale, accanto a quello dei malati e delle famiglie portatrici di bisogno. La risposta domiciliare, infatti, per potersi concretamente realizzare, richiede il contemporaneo sviluppo della comunità, cosicché, ad emergere, sia l’immagine di una comunità competente, capace di prendersi cura di se stessa e di rispondere in maniera efficace ai nuovi bisogni emergenti.
La realizzazione di un modello societario di welfare e lo sviluppo di una community care chiamano in causa i concetti di sussidiarietà orizzontale, partecipazione, lavoro cooperativo, approccio di rete, empowerment individuale e comunitario; concetti di cui è primariamente la Pedagogia Sociale e di Comunità a farsi carico.