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Comprendere, educare, apprendere: l'efficacia del metodo ABA per la relazione educativa nei disturbi dello spettro autistico

Studente: Elena Camozzato
Titolo tesi: Comprendere, educare, apprendere: l'efficacia del metodo ABA per la relazione educativa nei disturbi dello spettro autistico
Docente relatore: Prof. Miatto Enrico
Docente controrelatore: Prof.ssa Viviana Schiavon
Presidente commissione di tesi: Prof. Lorenzo Biagi
Data discussione tesi: 22 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Nel seguente lavoro di tesi di tipo compilativo vengono presentate le caratteristiche e la formazione riguardante la figura professionale del Tecnico del Comportamento ABA, il quale realizza programmi analitico comportamentali basati sul Applied Behavior Analysis con l’obiettivo di favorire processi di apprendimento rimuovendo gli ostacoli per lo sviluppo della persona con diversa abilità. Egli lavora nei contesti di vita quotidiana affiancato da altre figure professionali e non, come per esempio la famiglia. Ogni intervento di Analisi Comportamentale Applicata è individualizzato e rispetta la dignità e la specificità della persona. In particolare si parla del efficacia del metodo ABAVB con persone affette da disturbo dello spettro autistico. Le Linee Guida, a cura dell’Istituto Superiore della Sanità, sul trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti ha indicato come intervento raccomandato proprio l’ABA. Infine viene presentata una riflessione sull’importanza e sul valore aggiunto che la formazione come tecnico ABA offre alla professione dell’educatore sociale per comunicare ed entrare in relazione in maniera efficace con persone con diversa abilità.

In the following thesis, topics and education of the behavioural technician ABA are examined. This job title achieves analytical behavioural programs based on the Applied Behavior Analysis with the aim of support the learning process and to remove the barriers for the development of a person with different abilities. In his business role, he usually works in a routine with other experts or, for example, in other situations he can just collaborate with families. Each ABA intervention is individual and it respects the dignity and the characteristics of the person. Especially, it used to speak about the strength of the ABA-VB method in people suffered from autism. The Guidelines of the Italian ISS (Istituto Superiore di Sanità) truly recommend the ABA such as the specialised support for children and teenagers afflicted with autism spectrum disorder. In the end it is important to focus on the importance and the added value for the educator, which approaches the ABA training in order to communicate and to relate with an efficient method to persons with different abilities.

Homo ludens. L’importanza del gioco per il bambino, per l’uomo, per imparare a giocare la vita

Studente: Luigina Boschiero
Titolo tesi: Homo ludens. L’importanza del gioco per il bambino, per l’uomo, per imparare a giocare la vita
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof.ssa Viviana Schiavon
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 22 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

In un tempo così complesso dove trionfa l’Homo Faber o, ancora di più, l’Homo Economicus, mi sembra importante parlare del gioco e provare a darne una giusta collocazione perché, nel tempo dell’efficienza, del successo e della tecnologia, non perdiamo il senso profondo di quello che rappresenta per l’essere umano. Nel mio lavoro utilizzo il gioco per aiutare i bambini a rassicurarsi e costruirsi psicologicamente ma, per alcuni adulti, il gioco è una perdita di tempo. Questa perdita di tempo che perdita non è, porta il bambino a costruirsi. La mia ricerca vuole partire dalle origini del gioco per poi andare ad approfondire, attraverso linguaggi e discipline diverse, il significato e il senso che il gioco ha non solo per il bambino, ma anche per la persona umana nella sua globalità. Forse, se imparassimo ad apprezzare il gioco, impareremmo ad amare di più la vita e la vivremmo meglio, in modo diverso. Entrare nell’ottica di approfondire e conoscere ci permette di metterci in cammino per capire meglio noi stessi, la realtà che ci circonda e, forse, la direzione da prendere a livello educativo e le proposte di gioco nei servizi educativi. In un certo senso, ogni esperienza dovrebbe, in qualche misura, preparare una persona a esperienze successive, più profonde e più estese. E’ nell’ascolto e nella riflessione che possiamo scoprire una dimensione più profonda della nostra esistenza e soprattutto capire e conoscere i bambini.

In such a complex time where Homo Faber or, even more, Homo Economicus triumphs, it seems important to me to talk about the game and try to put it in the right place because, in time of efficiency, success and technology, we lose the more profound meaning of what it represents for the human being. In my work I use the game to help children to reassure themselves and build up psychologically, but for some adults, the game is a waste of time. This waste of time, which is not a waste, leads the child to build himself. My research wants to start from the origins of the game and then go to deepen, through different languages and disciplines, the meaning and the sense that the game has not only for the child, but also for the human person as a whole. Perhaps if we learned to appreciate the game, we would learn to love life more and live it better, in a different way. Entering with a view to deepening and knowing allows us to set out on a journey to better understand ourselves, the reality that surrounds us and, perhaps, the direction to be taken at the educational level and the game proposals in educational services. So in a certain sense, each experience should, to some extent, prepare a person for subsequent, deeper and more extensive experiences. It is by listening and reflection that we can discover a deeper dimension of our existence and above all understand and get to know children.

Prendersi cura del bambino al nido: l'osservazione nel periodo dell'ambientamento

Studente: Marta Trevisan
Titolo tesi: Prendersi cura del bambino al nido: l'osservazione nel periodo dell'ambientamento
Docente relatore: Prof. Claudia Puzzovio
Docente controrelatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 21 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

L’obiettivo della tesi è analizzare il ruolo dell’educatore con gli anziani per il mantenimento delle loro capacità fisiche e psichiche, poiché diventare anziani rischia di divenire un motivo di esclusione. A fronte di questo, la pedagogia deve valorizzare il ruolo dell’anziano autosufficiente e non all’interno della società, creando dei contesti accoglienti per il mantenimento della loro autonomia o la valorizzazione delle risorse residue. È importante risvegliare l’approccio bottom up per promuovere luoghi e tempi di dialogo intergenerazionale, puntando a costruire società più solidali in cui al centro c’è il bene comune. L’invecchiamento attivo quindi diventa una strategia di crescita da sviluppare lungo tutto il corso della vita e il diventare anziani consente in questo modo di non entrare in circuiti di esclusione, ma piuttosto, è un cambiamento continuo e progressivo che risalta fragilità e risorse a cui dare ascolto e donare spazi di integrazione.

This thesis aims to study the role of the educator when it comes to work with the elderly, in order to help them keeping their physical and psychic abilities. For this reason, it is important to create a welcoming environment surrounding them in order to maintain and enhance their autonomy and abilities. In this regard, the bottom up approach plays a major role in the promotion and construction of an intergenerational dialogue, aimed at building a society based upon grater solidarity. Therefore, active aging becomes a strategy that should be developed throughout all stages of life. In that way, aging is not to be seen as a process leading to social exclusion, but rather as a continuous and progressive change that brings to light both its potential and fragility, in order to address these latter and create spaces of integration.

Art-Based Research e teatro: metodologia e applicazioni nella disabilità

Studente: Alessandro Gasparin
Titolo tesi: Art-Based Research e teatro: metodologia e applicazioni nella disabilità
Docente relatore: Prof. Pierangelo Bordignon
Docente controrelatore: Prof. Emanuele Baduzzi
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 21 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Le pratiche Art-based Research (ABR) sono una serie di strumenti metodologici utili in tutte le fasi della ricerca sociale per analizzare i processi con un metodo induttivo, secondo un paradigma qualitativo. Possono pertanto essere di fondamentale supporto anche nei laboratori di teatro sociale, inclusi quelli che coinvolgono persone con disabilità. L’analisi quantitativa ben si presta alle scienze naturali ma, quando si ha a che fare con il sociale, il suo linguaggio tralascia tutta una serie di dati fondamentali per la conoscenza dei processi. Anche all’interno dei progetti teatrali manca spesso la lunga visione di un’indagine qualitativa in grado di restituire circa la qualità dei processi umani con rigore metodologico. In questo senso, l’Art-Based Research può fornire un metodo a chi progetta laboratori teatrali e ha bisogno di chiari criteri di verifica.

Art-based Research (ABR) practices are a series of methodological tools useful in all phases of social research to analyze processes with an inductive method, according to a qualitative paradigm. ABR can therefore also be of fundamental support in theater workshops, including those involving people with disabilities. Quantitative analysis lends itself well to the natural sciences but, when dealing with the social, its language leaves out a whole series of fundamental data for the knowledge of processes. Even within theatrical projects, the long vision of a qualitative investigation that is able to convey the quality of human processes with methodological rigor is often lacking. In this sense, Art-Based Research can provide a method to those who design theater workshops and need clear criteria for verification.

L'azione trasformativa della creatività. La creatività come nuovo orizzonte educativo.

Studente: Jessica Fantini
Titolo tesi: L'azione trasformativa della creatività. La creatività come nuovo orizzonte educativo.
Docente relatore: Prof. Pierangelo Bordignon
Docente controrelatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 21 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

L’uomo e l’umanità tutta, sono stati debellati dalle logiche materialistiche e utilitaristiche fondanti l’epoca moderna, e questo ne costituisce una conseguente emergenza educativa. Urge pensare ad una nuova proposta pedagogica totalizzante che possa riscoprire e rievocare l’uomo, la sua natura e la sua umanità: è nella creatività che si radica questa reale possibilità, che rivelandosi azione trasformativa forte e potente, riavvisante ad un nuovo orizzonte educativo, volta a scoprire, a riflettere ed a edificare una radicata e integrale educazione, desiderante ad avverare e creare un autentico e inedito Umanesimo.

Man and all of humanity have been defeated from the materialistic and utilitarian conceptions founding the modern age, and this establishes a consequent educational emergency. It is urgent to think of a new all-encompassing pedagogical proposal that can rediscover and evoke man, his nature and his humanity: it is in creativity that this real possibility is rooted, which revealing itself to be a strong and powerful transformative action, reviving a new educational horizon, aimed at discovering, reflecting and building a deep-rooted and integral education wishing to fulfill and create an authentic and unprecedented Humanism.

Debolezza dei legami, debolezza dei padri. L'incidenza dei legami fragili tra maschile e femminile sull'identità paterna

Studente: Alessia Bertazzon
Titolo tesi: Debolezza dei legami, debolezza dei padri. L'incidenza dei legami fragili tra maschile e femminile sull'identità paterna
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 20 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

Il ruolo paterno ha subito nel corso degli ultimi decenni enormi modificazioni di ordine sociale, antropologico, culturale ed economico. Anche le relazioni tra uomo e donna sono mutate, divenendo sempre più deboli e fragili. Oggi, difatti, si parla di liquefazione dei legami sociali e familiari. Questa ricerca si è posta l’obiettivo di comprendere il cambiamento del ruolo paterno ed indagare le possibili correlazioni esistenti tra la debolezza paterna e quella dei legami che si instaurano tra uomo e donna. Pertanto, sono state condotte quattro interviste narrative, che hanno coinvolto papà di bambini di età 0-3 anni del territorio trevigiano. Grazie all’analisi tematica delle interviste è emerso che i “nuovi padri” sono molto presenti, anche emotivamente, riconoscono la differenza di ruolo e l’importanza progettuale che riveste la famiglia. Quest’ultima rappresenta il luogo, dove i legami significativi sono alimentati dalle dimensioni dell’ascolto, della condivisione, della reciprocità, del dialogo e del riconoscimento della differenza sessuale e di ruolo.

The paternal role has undergone enormous changes in the social, anthropological, cultural and economic order over the last few decades. Relations between men and women have also changed, becoming increasingly weak and fragile. In fact, today we talk about the liquefaction of social and family ties. The goal of this research is to understand the change in the paternal role and investigate the possible correlations between paternal weakness and the weakness of the relations between man and woman. Therefore, four narrative interviews were conducted, involving fathers of children aged 0-3 from the Treviso area. Thanks to the thematic analysis of the interviews, it emerged that the "new fathers" are very present, even emotionally, they recognize the difference in roles and the planning importance of the family. The family represents the place where significant ties are fed by the dimensions of listening, sharing, reciprocity, dialogue and the recognition of sexual and role differences.

Educare alla cittadinanza. Una sfida per i servizi di prima infanzia con le buone pratiche. Il contributo di Martha Nussbaum

Studente: Paola Zarotti
Titolo tesi: Educare alla cittadinanza. Una sfida per i servizi di prima infanzia con le buone pratiche. Il contributo di Martha Nussbaum
Docente relatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Docente controrelatore: Prof. Andrea Pozzobon
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 20 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

Il presente elaborato vuole mettere in luce, attraverso il contributo di Martha Nussbaum, la necessità di un’attenzione all’infanzia per la salute di ogni democrazia. Sostenere e sviluppare le capacità dei bambini richiede di adottare percorsi educativi pensati e ricchi di senso dove possa, fin da subito, essere protagonista del suo divenire cittadino dentro ad una comunità che accoglie e si fa carico della sua crescita. I Nidi e le Scuole per l’Infanzia del Comune di Reggio Emilia vengono presentate come esempio di una buona pratica educativa grazie all’ascoltare, ricercare e apprendere e di quanto continui ad essere fondamentale e importante l’opera pedagogica di Loris Malaguzzi.

The aim of this manuscript is to bring to the light, through the work of Martha Nussbaum, the needed to pay carefully attention at the childhood for the health of all democracies. In order to sustains and develops the capabilities of the children, it is necessary from the beginning adopts educative paths that are properly thoughtfully and mindfully. Paths, where the child must be the main character for her/his becoming a citizen within a community that welcomes and support for her/his growth. Both kindergartners and primary schools of the Municipality of Reggio Emilia are shown as an example of good educational practice thanks to listen, to research and to learn of the child. Nevertheless, they are also an example of how much fundamental is the pedagogic work of Loris Malaguzzi.

La via generativa, dall'io autoreferenziale alla dimensione capacitante della comunità

Studente: Matteo Salviato
Titolo tesi: La via generativa, dall'io autoreferenziale alla dimensione capacitante della comunità
Docente relatore: Prof. Andrea Pozzobon
Docente controrelatore: Prof. Emanuele Balduzzi
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Emilio
Data discussione tesi: 20 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Lo scenario attuale, figlio delle politiche neoliberiste, ha posto le condizioni per lo sgretolamento del tessuto sociale, mettendo in primo piano l’individuo a scapito della collettività. L’Io contemporaneo ha assunto i tratti adolescenziali, la sua concezione di libertà è autoreferenziale e il consumo si pone come unico luogo di espressione della stessa. È possibile liberarsi dalla prepotenza dilagante della società del consumo iper-individualizzata? L’educazione si trova oggi di fronte alla “sfida” di proporre una nuova prospettiva. È necessario favorire un’educazione che prepari alla “saggezza”, capace di ragionare su nuovi scenari, stili di vita, di sviluppo sociale e tecnologico. In questo senso la proposta generativa, dispiegandosi nelle sue quattro dimensioni: Desiderare, mettere al mondo, prendersi cura e lasciar andare, si pone come nuova categoria dell’essere e del fare, che sostituendosi ai vecchi orizzonti marcati dal consumo può condurre ad un nuovo design del sociale. È un nuovo modo di porsi verso la vita e il mondo che rilanciando una prospettiva corresponsabile, riscopra il valore del desiderio, della comunità e la passione per il prendersi cura di qualcosa. Una possibile via d’uscita, parte dal lavoro con la cittadinanza nelle comunità locali, attraverso il coinvolgimento e la partecipazione di molteplici stakeholders riqualificandoli come importanti drivers di cambiamento attraverso specifici approcci, come la ricerca azione, la progettazione e la valutazione partecipata. Tali processi sono finalizzati alla produzione di empowerment e alla creazione di un sentimento di ownership che crea senso di appartenenza e stimola il desiderio di cambiare le cose.

The present scenario, produced by neoliberal policies has placed the conditions for the crumbling of the social fabric, putting the individual in the foreground at the expense of the community. The contemporary ego has taken on adolescent traits, its conception of freedom is self-referential and consumption is the only place of expression of the same. Is it possible to break free from the rampant arrogance of the hyper-individualized consumer society? Education today faces the "challenge" of proposing a new perspective. It is necessary to foster an education that prepares for "wisdom", capable of reasoning about new scenarios, lifestyles and social and technological development. In this way, the generative proposition, spreading out in its four dimensions: Desire, bring into the world, take care and offering up, is a new category of being and doing, which replacing the old horizons marked by consumption can lead to a new social design. It is a new way of approaching life and the world which, by relaunching a co-responsible perspective, rediscovers the value of desire, of the community and of the passion for taking care of something. A possible way out starts from the work with citizenship in local communities and the involvement and participation of many stakeholders by re-qualifying them as important drivers of change through specific approaches, such as action research and participatory planning and evaluation. These processes are aimed to produce empowerment and create a feeling of ownership that creates a sense of belonging and stimulates the desire to change things.

La separazione genitoriale: affrontare l'accaduto con i figli attraverso le fiabe

Studente: Magda Spagnulo
Titolo tesi: La separazione genitoriale: affrontare l'accaduto con i figli attraverso le fiabe
Docente relatore: Prof.ssa Laura Elia
Docente controrelatore: Prof.ssa Lucia Ferraro
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 20 ottobre 2020 
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

Il presente elaborato di tesi, articolato in tre sezioni, cerca di compiere una riflessione sull’importanza, durante il percorso che porta allo scioglimento del rapporto tra i coniugi, di comunicare l’accaduto ai figli attraverso le parole chiare, semplici e dirette delle fiabe. In un primo momento vengono analizzate le difficoltà che i genitori incontrano nell’affrontare, con il bambino, il tema della separazione, l’importanza di non sottacere la verità di quello che sta accadendo al piccolo e le emozioni che quest’ultimo può provare nel vivere l’esperienza. La seconda parte compie una riflessione sul perché le fiabe rappresentano il genere letterario più appropriato per affrontare temi difficili con i bambini più piccoli, analizzando la struttura che caratterizza tale componimento e le modalità con cui aiutano il bambino a mettere ordine nel caos emotivo che la separazione dei genitori può creare in lui. Infine, l’attenzione si focalizza sull’analisi dei racconti fiabeschi che trasmettono, sotto diverse angolazioni, messaggi chiari e significativi al bambino rispetto alla situazione che sta vivendo, compito che può risultare difficile e delicato ai genitori, impauriti dall’idea di ferire eccessivamente il bambino. Il lavoro si pone quindi l’obiettivo di sostenere come le fiabe possano essere uno strumento educativo significativo da affiancare alla coppia durante i momenti di dialogo sul tema con i figli.

This thesis, articulated in three sections, encourages a reflection on the importance of communicating the separation of the spouses to their children, through the clear, simple and direct words of fairy tales. At first, are analyzed the difficulties that parents face when they communicate this unfortunate event to their child, the importance of not omitting the truth of the happenings, and the emotions that the child may experience. The second part is focused on why fairy tales represent the most appropriate literary genre to speak about difficult topics to younger children, while analyzing the structure that characterizes this kind of stories and how it helps the child to put some order into the emotional chaos that might arise in him. At the end, the attention moves to the analysis of the tales that convey in different ways, clear and significant messages to the child, regarding the situation he is experiencing. The task can be really hard and delicate for the parents, that are scared of hurting excessively the child’s feelings. Thus, this dissertation is aimed at supporting how fairy tales could be an important educational tool to use when parents talk about this topic with their children.

La fiaba: uno strumento di elaborazione del lutto in età infantile

Studente: Ilaria Pigozzo
Titolo tesi: La fiaba: uno strumento di elaborazione del lutto in età infantile
Docente relatore: Prof.ssa Laura Elia
Docente controrelatore: Prof.ssa Lucia Ferraro
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 20 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

Questa tesi intende affrontare un aspetto molto delicato che riguarda la vita di ognuno, ma che negli ultimi decenni è stato spesso poco considerato o ignorato: la morte e il successivo processo di elaborazione del lutto. Oggi, infatti, gli adulti si trovano spesso in difficoltà nel fornire spiegazioni su questo evento irreparabile e definitivo, tanto da non coinvolgere i bambini, considerati spesso troppo piccoli per comprendere la situazione. Fino agli inizi del secolo scorso, la morte era vissuta come un momento integrante della vita di ciascuno e vi erano delle ritualità che aiutavano il morente, e i suoi cari, a comprendere e accettare il passaggio dalla dimensione del visibile a quella dell’invisibile. Tuttavia, nell’ultimo secolo, con il progressivo sgretolamento dei valori religiosi e laici, questo tema è divenuto sempre più scomodo e complesso da significare in modo coerente, fino a essere disconosciuta la sua appartenenza alla vita. Per questi motivi, oggigiorno si tende a porre a tacere qualsiasi domanda in merito, incrementando così ansie, paure e incertezze tanto negli adulti, quanto nei bambini.
In particolare, questa ricerca si soffermerà sul processo psicologico di elaborazione del lutto vissuto dal bambino in età infantile, presentando la fiaba come una delle vie possibili per aiutare i più piccoli ad attribuire un significato a questo evento, che spesso spaventa ed è fonte di trauma, soprattutto nel caso della morte di un caregiver. È stata scelta la fiaba come possibile risorsa sulla base dei notevoli studi realizzati da illustri psicoterapeuti come Bruno Bettelheim, Carl Gustav Jung e Marie-Louise von Franz che hanno saputo rivalutare e valorizzare la rete di significati che ogni racconto fiabesco sottende e che il bambino inconsciamente comprende. Questo genere letterario, infatti, affronta spesso il tema della morte, e le paure connesse, insieme alle varie angosce che coinvolgono il bambino lungo il suo sviluppo. Tuttavia, la fiaba non è l’unica via possibile, considerando che spesso necessita di essere integrata da altre risorse significative per aiutare il bambino ad affrontare questo delicato e complesso processo psicologico. Infatti, oltre a un possibile sostegno psicoterapeutico rivolto alla famiglia e, talvolta, anche al bambino stesso, possono essere utili altre forme d’arte, come la musica, la poesia, il disegno e la pittura, quali strumenti efficaci per esternare i propri sentimenti ambivalenti rispetto all’evento e alla persona che è venuta a mancare. Ciononostante, tale ricerca si sofferma unicamente sul racconto fiabesco. A tal proposito, sono stati compiuti studi significativi sulla valenza terapeutica della fiaba, partendo anche da prospettive differenti, come nel caso di Jung e della sua seguace Marie-Louise von Franz, i quali concepiscono i significati nascosti della fiaba come emblemi delle figure archetipiche presenti nell’inconscio di ciascun essere umano, in quanto parte della sua evoluzione biologica, sociale e culturale; oppure nel caso di Bettelheim, che si avvicina notevolmente alla prospettiva freudiana e concepisce il racconto fiabesco come strumento utile per sublimare i sentimenti ambivalenti e controllare le pulsioni dell’Es. Nel campo delle neuroscienze, invece, Sara Uboldi riconosce l’importanza della lettura di fiabe tra caregiver e bambino sin dai primi mesi di vita, poiché essa può contribuire notevolmente allo sviluppo psicologico e cognitivo di quest’ultimo, fungendo da modello di comportamento e di interpretazione della realtà quotidiana. Pertanto, gli obiettivi di questa tesi sono: accrescere la consapevolezza dell’importanza dell’educazione alla morte ai giorni nostri, considerando che quest’aspetto della vita è sempre più trascurato e ignorato; approfondire la concezione e i sentimenti rispetto alla morte vissuti dal bambino, concentrandosi, in particolare, sul processo di elaborazione del lutto in età infantile; presentare delle strategie per spiegare la morte al bambino accompagnandolo così nella progressiva accettazione di questo evento universale, irreversibile e naturale. Gli obiettivi proposti sono perseguiti attraverso la valorizzazione della fiaba, come possibile risorsa per aiutare il bambino a comprendere e accettare la vulnerabilità umana, analizzando gli studi neuroscientifici e psicoanalitici. Infine, la tesi intende proporre degli esempi di fiaba utili al bambino per affrontare il trauma della perdita, approfondendo l’uso di questo strumento nella realtà quotidiana e fornendo alcune indicazioni per una narrazione efficace. Quindi, questa ricerca intende rendere consapevoli le principali figure che si dedicano alla cura e all’educazione del bambino rispetto alla rilevanza dell’educazione alla morte, considerando il periodo di noncuranza riguardo a questo tema e le numerose situazioni di lutto non adeguatamente elaborato da molte famiglie, anche a causa della condizione di emergenza socio-sanitaria in cui si è trovato il nostro Paese in questi ultimi mesi. Pertanto, con questa tesi, si desidera fornire delle strategie e degli strumenti utili alle famiglie che hanno vissuto la perdita di una persona cara, descrivendo con chiarezza e semplicità il processo di elaborazione del lutto e le possibili reazioni che il bambino può manifestare, proponendo in tal modo ai caregivers la possibilità di offrire sostegno al bambino con una maggiore consapevolezza. Nel dettaglio, considerando gli studi realizzati in ambito neuroscientifico e psicoanalitico, si propone la fiaba come strumento utile al bambino e alle famiglie per attribuire un significato alla perdita, essendo una risorsa facilmente reperibile e applicabile nella quotidianità. Per la redazione di questa tesi è stata realizzata un’accurata e approfondita ricerca bibliografica, concentrandosi particolarmente sugli autori maggiori, come gli illustri Alicia Liebermann e Daniel Oppenheim rispetto al processo di elaborazione del lutto in età infantile; Carl Gustav Jung, Bruno Bettelheim e Marie-Louise von Franz per quanto riguarda gli studi psicoanalitici rispetto alla fiaba; Michele Cometa e Sara Uboldi in merito ai numerosi studi di carattere neuroscientifico relativi al genere fiabesco. Infine, per la realizzazione dell’ultimo capitolo sono stati reperiti e analizzati alcuni libri di letteratura per l’infanzia utili per rielaborare il lutto, presentando, inoltre, alcune indicazioni per una narrazione efficace forniti dallo psicologo clinico George W. Burns. Pertanto, la tesi si sviluppa in tre capitoli: il primo presenta il processo psicologico di elaborazione del lutto in età infantile, analizzando le modalità attraverso le quali la morte viene affrontata e spiegata al bambino dai caregivers considerando, a seconda del suo sviluppo cognitivo e affettivo, la concezione dell’infante rispetto alla morte, le sue possibili esperienze di lutto e le eventuali reazioni a tale evento; il secondo, presenta la fiaba come strumento utile per il bambino, sia per il suo sviluppo integrale, sia per significare la realtà, che talvolta presenta eventi dolorosi e difficili, considerando gli studi neuroscientifici raccolti da Cometa e Uboldi, e psicoanalitici di Jung, von Franz e Bettelheim; infine, il terzo capitolo intende presentare la fiaba come una delle possibili risorse per aiutare il bambino ad affrontare i sentimenti e le paure legate alla morte, attraverso la presentazione di alcuni libri di letteratura per l’infanzia e alcuni consigli rispetto alle modalità di narrazione.