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Bambini udenti e sordi. Raccontare storie al nido grazie al Baby Signs

Studente: Nicole Minto
Titolo tesi: Bambini udenti e sordi. Raccontare storie al nido grazie al Baby Signs
Docente relatore: Prof.ssa Laura Elia
Docente controrelatore: Prof.ssa Lucia Ferraro
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 20 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

Quando si fa riferimento alla comunicazione la predisposizione è quella di pensare a quella verbale ma, in realtà, esistono molti modi di comunicare. Il Programma Baby Signs permette ai bambini di comunicare attraverso la lingua dei segni prima ancora di iniziare a parlare, riducendo in questo modo la frustrazione e le lacrime derivanti dall’incapacità di farsi capire, dai genitori e dagli educatori, nella quotidianità. Questo approccio, in un ambiente come quello dell’asilo nido, è molto utile per creare una cultura inclusiva, dove anche i bambini sordi riescano a comunicare con gli educatori e i pari superando la frustrazione che scaturisce dal non riuscire a relazionarsi con l’altro. I libri sono uno strumento educativo e formativo importante per la crescita di ogni bambino quindi, proporre attraverso il Baby Signs, anche ai bambini sordi racconti, significa supportarne la crescita e il benessere. Inoltre permette, ai bambini e ai loro adulti di riferimento, di acquisire una fondamentale competenza, fin da subito: imparare a segnare le parole, riuscendo successivamente a utilizzarle nella vita quotidiana e nella comunicazione tra pari.

Regarding the term communication, we usually think about the verbal one, however, there are a lot of different ways to communicate. The Baby Signs Program allows children to communicate through sign language even before learning how to speak, decreasing frustration and tears, that come from inability to make themselves understood in everyday life by parents and educators. This approach, in a place like nursery, is very useful to create an inclusive culture, where, even deaf children are able to communitate with educators and peers overcoming the frustration that comes from not being able to relate with the other. Books are an important educational and training tool for the growth of every child, therefore, introducing stories to deaf children too, through Baby Signs, means supporting their growth and wellness. Moreover, it allows children and their contact adults, to, immediately, acquire an important competence: which is learning to sign words, progressively being able to use them in everyday life and to communicate with peers.

Bambini in viaggio: ostacoli che aiutano a crescere. La fiaba come strumento per rispondere ai disagi del bambino e guidarlo alla costruzione della sua identità personale

Studente: Angelita Bigolin
Titolo tesi: Bambini in viaggio: ostacoli che aiutano a crescere. La fiaba come strumento per rispondere ai disagi del bambino e guidarlo alla costruzione della sua identità personale
Docente relatore: Prof.ssa Laura Elia
Docente controrelatore: Prof.ssa Lucia Ferraro
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 20 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

Edulcoriamo la vita del bambino o facciamo in modo che sappia costruire strategie, affrontare difficoltà, per prepararsi in modo pieno e forte al futuro? Questa è la domanda sulla quale si sviluppa questo elaborato, ovvero quale importanza rivesta la dimensione del viaggio nella crescita del bambino soffermandoci a riflettere, in modo particolare, su tutte le varie frustrazioni e conflitti che questo viaggio presenterà al suo Eroe, che è il bambino stesso. Nel nostro periodo storico-sociale, è sempre più frequente che la figura dell’adulto vada a sostituire l’agire proprio del bambino; nasce spontaneo il dubbio che questo possa influire in modo negativo sulla crescita di quest’ultimo e sul ruolo della figura di attaccamento. La fiaba, come strumento pedagogico per la crescita e la formazione del fanciullo, andrà ad arricchire la sua vita, ponendolo davanti ai principali problemi umani e suggerendogli delle valide soluzioni che gli permetteranno di promuovere la fiducia in sé stesso e la sua autonomia. Inoltre, attraverso questo viaggio fantastico, il bambino imparerà a vedere, nelle varie difficoltà che gli si presenteranno, delle possibili prove, delle avventure attraverso le quali sfidarsi e crescere per una comprensione più piena del mondo e della sua stessa vita in esso.

Are we going to ease children lives or are we making sure they will be able to build strategies, to face troubles, to get properly and strongly prepared to the future? This script lies on this question, on how much importance has the dimension of travel in the child personal growth, focusing particularly on the various frustrations and conflicts that this travel is going to show to its Hero, who is the child himself. In our social-historical age, the adult is more and more frequently substituting the common behavior of the child; a doubt arises that this action may negatively affect the growth of the latter and the role of the attachment figure. Fairy tales, as a psychological instrument for infant growth and formation, will enrich his life, putting him in front of the main human problems and giving hints about valid solutions, which will allow him to promote self-confidence and independence. Furthermore, through this fantastic travel, the child is going to read the different troubles he faces as tests, as adventures through which challenge himself and grow, getting a better understanding of the world and of his life in it.

La cultura della femminilità nell'Africa subsahariana: cambiamenti ed educazione nel processo migratorio

Studente: Ilenia  Zanatta
Titolo tesi: La cultura della femminilità nell'Africa subsahariana: cambiamenti ed educazione nel processo migratorio
Docente relatore: Prof.ssa Cinzia Bragagnolo
Docente controrelatore: Prof.ssa Maria Chiara Cianfriglia
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 19 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Ciò che più conta per l’essere umano è la sua libertà e vivere la sua socialità. Sono diritti inalienabili e riconosciuti in gran parte del mondo, ma non ancora in tutto. Come cittadini e come educatori dobbiamo farci carico di questa situazione, utilizzando i mezzi più efficaci che abbiamo: la conoscenza, l’empowerment e l’empatia. La tesi vuole evidenziare alcune condizioni sfavorevoli frutto dalla cultura dell’Africa subsahariana, la quale viene vissuta e spesso imposta alle donne nel Paese d’origine come in quello di accoglienza.

What is most important for mankind is the right for freedom and to live his society. They are inalienable rights and are recognized in a large part of the world, however, not all over yet. As citizens and educators we must take load of this situation, using the most efficient means that we have: knowledge, empowerment and empathy. This thesis wants to underline the unfavorable conditions caused by the African subsaharian culture, which is lived and often imposed to the women that are from the country as to the ones that they are welcome in.

Phubbing: una sfida per l'educatore sociale post-digitale

Studente: Chiara Nardin
Titolo tesi: Phubbing: una sfida per l'educatore sociale post-digitale
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof. Lino Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 15 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

L’introduzione delle nuove tecnologie ha portato l’insorgere di nuovi fenomeni collegati al loro utilizzo. In particolare l’uso dei dispositivi cellulari e la disponibilità di connessione ha dato origine al phubbing. Questo nuovo termine è stato coniato per indicare l'atto di utilizzare il telefono cellulare in un ambiente sociale di due o più persone, quindi di interagire con quel dispositivo e non con le persone in quell'ambiente. Si tratta di un fenomeno complesso. Per questo è stato analizzato secondo diversi punti di vista: tecnologico-sociologico, antropologico ed educativo. Nel primo capitolo si è considerato l’aspetto tecnologico-sociologico. Si è andati a definire le caratteristiche del comportamento, il contesto in cui ha origine, gli attori e i fattori predittivi che sembrano determinarlo. Considerando l’aspetto antropologico del phubbing si è cercato, nel secondo capitolo, di delineare il tipo di uomo che abita questa società e agisce il fenomeno. Si è accordata particolare importanza ai bisogni fondamentali dell’uomo e si è sottolineato come questi influenzino o determinino i fenomeni che hanno a che fare con le nuove tecnologie. Nel terzo capitolo si è analizzato il phubbing dal punto di vista educativo. Si è cercato di descrivere il nuovo tipo di educazione, le caratteristiche e competenze dell’educatore. Infine a partire dalle sfide che il fenomeno pone per l’educazione e i suoi attori tradizionali, sono stati proposti i possibili strumenti, le modalità e gli scenari di intervento sottolineando le criticità su cui è necessario indirizzare la ricerca futura.

The introduction of new technologies led to the emergence of new phenomena linked to their use. In particular, the use of mobile devices and the availability of connection gave birth to phubbing. This new term was coined to indicate the act of using the mobile phone in a social interaction of two or more people, in other words to interact with that device and not with the people involved in. It is a complex phenomenon. For this reason it has been analyzed according to different points of view: technological-sociological, anthropological and educational one. The first chapter considered the technological-sociological aspect. We have gone to define the characteristics of the behavior, the context in which it originates, the actors and the predictive factors that seem to determine it. Considering the anthropological aspect of phubbing it has been tried, in the second chapter, to outline the type of man who inhabits this society and acts the phenomenon. Particular importance has been given to the fundamental needs of man and it has been pointed out how these influence or determine the phenomena which have to do with new technologies. The third chapter analyzed phubbing from an educational point of view. An attempt was made to describe the new type of education, the characteristics and skills of the educator. Finally, tarting from the challenges that the phenomenon poses for the education and its traditional actors, it has been proposed the possible devices, the modalities and the scenarios of intervention, emphasizing the challenges on which future research may be directed.

Digital Augmented Education: un ponte tra la scuola e la vita? La nuova didattica e prospettive a confronto in chiave A.P.E.

Studente: Anna Cipriani
Titolo tesi: Digital Augmented Education: un ponte tra la scuola e la vita? La nuova didattica e prospettive a confronto in chiave A.P.E.
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof. Matta Emad Samir
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Girardi
Data discussione tesi: 15 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Gli studenti di oggi interagiscono con le tecnologie fin dai primi anni di vita e crescono in una società in cui Internet è l’infrastruttura, e le tecnologie digitali sono onlife, un aspetto naturale della quotidianità: una vita senza di esse è impensabile. Le scuole italiane presentano un profilo differente: sono perlopiù analogiche, gutemberghiane, legate alla tecnologia del libro e quindi diversamente codificate rispetto ai nuovi stili di apprendimento degli alunni. In quest’ottica il digital divide tra gli studenti e il mondo dell’apprendimento si verifica all’interno della scuola stessa. La tesi si pone l’obiettivo di sottoporre a verifica l’ipotesi secondo la quale una Didattica Digitalmente Aumentata, sia oggi necessaria e possa divenire un ponte tra la scuola e la vita digitalizzata dei “nuovi bambini”. L’elaborato, prendendo in considerazione il pensiero di tre autori – Massimo Recalcati, Paolo Ferri e Pier Cesare Rivoltella –, intende ovviare il rischio del determinismo tecnologico, per prediligere una lettura sistemica e complessa delle dinamiche che intercorrono tra la vita (della società e degli individui che la abitano), le tecnologie e la scuola. Inoltre, attraverso il filtro esigenziale e metodologico della prospettiva A.P.E. (Antropologia, Pedagogia ed Etica) si propone di mantenere uno sguardo critico sul mondo della didattica e il complesso rapporto con la New Media Revolution.

Today’s students interact with technologies from the earliest years and they grow up in a society where the Internet is the infrastructure, and the digital technologies are onlife, a natural aspect of everyday life: living without them is unthinkable. The Italian schools show a different profile: they are mostly analogue, Gutenbergian, based on the book-technology and therefore differently codified compared to the new learning styles of pupils. From this perspective, the digital divide between the students and the world of learning occurs within the school itself. The thesis aims to verify the hypothesis that nowadays a Digital Augmented Education is necessary and it can become a bridge between the school and the digitalized life of the “new children”. Inspired by the thoughts of three authors – Massimo Recalcati, Paolo Ferri e Pier Cesare Rivoltella -, the thesis avoids the risk of technological determinism, to favor a systemic and complex reading of the dynamics existing between life (of the society and their individuals), technologies and school. Furthermore, through the methodological filter of A.P.E. (Anthropology, Pedagogy and Ethics), it aims to maintain a critical look at the world of teaching and the complex relationship with the New Media Revolution.

Il mistero della risposta umana di fronte al trauma

Studente: Silvia Consiglio
Titolo tesi: Il mistero della risposta umana di fronte al trauma
Docente relatore: Prof. Loris Benvenuti
Docente controrelatore: Prof. Moreno Blascovich
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 14 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Tale percorso di tesi intende indagare il mistero che risiede dietro alla risposta dell’uomo quando esso si trova di fronte a situazioni avverse, come può essere una situazione di malattia cronica. In base al percorso di studi effettuati mi sembra importante riflettere sulla specificità e singolarità umana, su come le persone possono reagire a degli eventi critici, e in che modo possono riprendere in mano la propria vita sviluppando resilienza. Verrà analizzata in particolare una malattia genetica, la Fibrosi Cistica, entrando nel vissuto personale di alcune persone con questa patologia. Molteplici sono le ricerche e gli studi effettuati sull’argomento; in questo lavoro mi rivolgerò in particolare ad alcune significative pubblicazioni sul concetto di alterità, come il contributo di Emmanuel Lèvinas e Silvano Petrosino; o rispetto al concetto di resilienza, come quelle portate da Boris Cyrulnik e Froma Walsh. Strutturata come una tesi compilativa in ambito antropologico – filosofico, questo lavoro si propone quindi di indagare intorno ad un obiettivo di interesse scientifico le tematiche fondamentali, partendo dalla consultazione di materiale già pubblicato dedicato all’argomento; una parte sostanziale del lavoro consiste in un’attenta ricerca e nella consultazione delle fonti sui temi trattati; e un’altra parte in una minuziosa raccolta e trascrizione di alcune traiettorie biografiche, e della loro successiva analisi. Procediamo ora a una breve illustrazione dei capitoli che costituiscono questa tesi di laurea, con l’obiettivo di fornire al lettore una mappa sintetica del lavoro. Nel primo capitolo verranno presentate delle considerazioni sulla malattia e sul rapporto che l’individuo si trova a vivere con essa, da un punto di vista antropologico e filosofico. Nel secondo capitolo si apre il tema dell’intersoggettività, tentando di comprendere la natura del legame sociale che unisce gli individui. Si inizia così a scoprire quella che è la relazione con l’alterità, con cui il soggetto umano è obbligato a condividere la propria esperienza di vita. Sembra che egli abbia la facoltà di decidere tra due vie principali in risposta all’altro che lo abita e lo investe: il tentativo di distruggere o l’attivazione di processi di accoglienza (strategia essenziale per sviluppare un percorso resiliente). Nel terzo capitolo vengono invece presentate tre storie di vita di soggetti malati di Fibrosi Cistica i quali, pur avendo vissuto una condizione così traumatica e duratura come può essere una malattia cronica e degenerativa, sono riusciti a sviluppare un percorso resiliente. Queste persone hanno condiviso le loro traiettorie biografiche, lasciando osservare come la persona si costruisca anche in maniera inaspettata, contraria alle aspettative e alle predeterminazioni. In conclusione, questo lavoro offre quindi uno spunto per gli educatori sociali, ma anche per i genitori, gli insegnanti e tutte le figure attuali e future che educano. La lettura di tale tesi potrà quindi andare ad aiutare gli educatori sociali a lavorare con soggetti che si troveranno a vivere situazioni di particolare disagio, rappresentando per loro i “tutori di sviluppo”.

Il ruolo dell’educatore nel rapporto madre figlio: l’approccio educativo nelle relazioni con individui stranieri nella realtà della comunità educativa

Studente: Marta Tenderini
Titolo tesi: Il ruolo dell’ educatore nel rapporto madre figlio: l’approccio educativo nelle relazioni con individui stranieri nella realtà della comunità educativa
Docente relatore: Prof. Moreno Blascovich
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 14 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

L’obiettivo della tesi è quello di analizzare il ruolo che l’educatore occupa nella relazione madre-bambino, in contesto comunitario. La crescente presenza di nuclei stranieri, all’interno delle strutture educative, ha posto gli operatori sociali di fronte ad una nuova sfida, quella di entrare in rapporto con soggetti di cultura, tradizioni ed usanze differenti dalle proprie. Verrà presa in considerazione una delle principali teorie sulla relazione madre-bambino, la teoria dell’attaccamento di Bowlby, e successivamente verranno analizzate le pratiche di cura e le tradizioni legate alla nascita nella comunità albanese, rom, senegalese e indiana. In questo nuovo contesto in cui ci troviamo, l’educatore deve essere promotore di interculturalità, utilizzando strategie e metodi con scopo quello di costruire un ponte tra le diversità e creare degli spazi per favorire l’incontro.

The purpose of my graduation thesis is of analyzing the role the educator plays in the mother-child relationship, concerning a community framework. The increasing presence of foreign family units into the educational structure has created a new challenge for the social worker to face: entering into contact with different cultures, traditions and habits. I will consider one of the major theories on the relationship between the mother and the child, then Bowlby's theory attachment. Consequently, I will analyse the care practices and common traditions taking place at the birth of Albanese, Gypsy, Senegal and Indian communities. In the new context we find ourselves, the educator is central in promoting interculturality, using strategies and methods for the seek of creating a bridge between different ethnicities and finding spaces to favour their encounter.



“Se il sale perde il sapore, con cosa lo si renderà salato?” Verso un’educazione al desiderio

Studente: Alice Ceschel
Titolo tesi: “Se il sale perde il sapore, con cosa lo si renderà salato?” Verso un’educazione al desiderio
Docente relatore: Prof. Loris Benvenuti
Docente controrelatore: Prof. Samir Matta Emad
Presidente commissione di tesi: Prof. Enrico Miatto
Data discussione tesi: 14 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Il desiderio è la dimensione che definisce e differenzia l'essere umano rispetto a tutti gli altri esseri viventi presenti sulla Terra. Mentre questi ultimi agiscono secondo ordine essenziale del bisogno, l'uomo, al contrario agisce in un ordine di grado superiore, che è quello del desiderio: il desiderio di ciò che sta al di là, di ciò che può semplicemente completarlo. In altre parole, se il bisogno si definisce come una mancanza, ovvero come un vuoto che può essere colmato, il desiderio, dal momento che non troverà mai un suo compimento, lo si può pensare solo come un
La società dell'iperconsumismo, però ha condotto l'uomo sempre più verso dinamiche di soddisfazione e godimento, per cui ha cercato di dare risposte al proprio desiderio, attraverso dinamiche del bisogno. Questo, in realtà non è possibile: il desiderio è desiderio di niente di nominabile, esso rende l'uomo per natura un un essere eternamente aperto, spinge l'essere umano oltre sé, al di là di ciò che è dato, per vivere dignitosamente, cioè all'altezza della sua natura. L'uomo non può perciò liberarsi da dinamiche che lo definiscono ontologicamente: convertire il desiderio in bisogno è solo un'illusione vana di libertà, di uscita dai legami e limiti che impone la realtà e la condizione umana stessa. A partire da questo, come è possibile, a livello educativo, cercare di contrastare gli effetti di questi processi apparentemente irreversibili?

The desire is what mostly defines human beings and differentiates them from all the other living creatures on Earth. The latter ones act according to the essential order of need, on the contrary, men act based on an order of higher degree, precisely, that of desire: the desire of something that exceed the basic completion of the self. In other words, if the need is defined as a lack, that is a void that can be filled, desire can only be thought of as an absence, since it will never find its fulfillment. The society of hyper-consumerism, however, has increasingly led the man towards dynamics of satisfaction and enjoyment, therefore the man he has tried to give answers to his desire, through dynamics of need. This, however, is not possible: the desire is the desire of nothing that can be named; it makes the man, by his own nature, an eternally open being; as a matter of fact the desire is what pushes human beings to go beyond themselves and beyond what is given to them, to live with dignity, that means, living according to their superior nature. Therefore, the man can not free himself from dynamics that define it ontologically: transform the desire into need is only a vain illusion of freedom, of cast off the chains and limits imposed by reality and the by human condition itself. Given what mentioned above, how is it possible, on an educational level, to try to contrast the effects of these apparently irreversible processes?



Il fenomeno migratorio in Italia: spartiacque per il lavoro sociale?

Studente: Alvise Rossato
Titolo tesi: Il fenomeno migratorio in Italia: spartiacque per il lavoro sociale?
Docente relatore: Prof. Andrea Conficoni
Docente controrelatore: Prof. Loris Benvenuti
Presidente commissione di tesi: Prof. Lorenzo Biagi
Data discussione tesi: 14 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

La suddetta tesi propone di addentrarsi nel vasto tema dell’immigrazione nel nostro paese attraverso due lenti: il lavoro sociale e la riflessione pedagogica. La prima parte di analisi dell’argomento partirà dal significato di lavoro sociale, che, nel suo approfondimento, andrà a cogliere i tre temi centrali di questa tesi. Come primo punto si affronterà l’idea di persona, successivamente verranno discussi i processi di inclusione/esclusione ed infine si tratterà del processo di partecipazione. Adempiuta la loro disamina, essi verranno ripresi nella seconda parte della tesi. Al centro di questa ricerca si è voluto sviluppare e dare risalto ai temi citati del lavoro sociale, per dare adito ad una riflessione volta al confronto e alla intersecazione con il fenomeno migratorio in Italia. Attraverso questa comparazione, si è voluto mettere a fuoco il ruolo e le contraddizioni del lavoro sociale nei confronti della migrazione. Nella terza ed ultimo contributo viene dato spazio alla figura dell’educatore e a come, il fenomeno migratorio, interroghi la sua identità e la sua funzione, soprattutto da un punto di vista etico e pedagogico.

This thesis proposes to go into the vast topic of immigration in our country through two lenses: social work and pedagogical reflection. The first part of the analysis of the topic will start from the meaning of social work, which, in its deepening, will grasp the three central themes of this thesis. As a first point we will deal with the idea of the person, then we will discuss the processes of inclusion/exclusion and finally we will deal with the process of participation. After their examination, they will be taken up again in the second part of the thesis. At the center of this research we wanted to develop and emphasize the mentioned themes of social work, to give rise to a reflection aimed at the comparison and intersection with the phenomenon of migration in Italy. Through this comparison, we wanted to focus on the role and contradictions of social work in relation to migration. In the third and last contribution, space is given to the figure of the educator and how the migration phenomenon questions its identity and its function, especially from an ethical and pedagogical point of view.

La sfida educativa dell'amare senza misura

Studente: Elena Zecchin
Titolo tesi: La sfida educativa dell'amare senza misura
Docente relatore: Prof. Lorenzo Biagi
Docente controrelatore: Prof. Andrea Conficoni
Presidente commissione di tesi: Prof. Loris Benvenuti
Data discussione tesi: 14 ottobre 2020
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore sociale

Amore non è un sentimento: è un’attitudine, ossia la disposizione dell'animo umano che va oltre il semplice sentire emozionale e che supera la limitante concezione del trovare il tanto agognato ‘contenuto’ d'amore, il cui fine ultimo è quello di renderci felici non da soli ma insieme. Amore richiede di esprimersi con la legge del dono, la quale prevede in sé il generoso e disinteressato contraccambiare, caratterizzato dal ri-generare in un terzo, ben distinto sia da sé, sia dall'altro che ha originato l'atto del donare, il desiderio di riprodurre nuovamente quell’offrire puro, ‘discutibile’ e privo di compenso. Amare prevede inoltre il sostanziale e basilare annientamento del proprio egoismo e narcisismo affinché la presenza altrui possa essere valorizzata in tutta la sua dimensione, oltrepassando la mera oggettualità, contrassegnata dal possedere l'altro. Ciò implica che l’amore abbia al centro del suo agire il Bene dell'altro: disinteressato, universale e a fondo perduto dev'essere l'amore maturo per considerarsi tale. È perciò richiesta l'unione di tutti e tre i volti dell'amore considerati dagli antichi greci: Eros, Philia e Agape. Quest'ultimo è l'amore perfetto, rinviabile al divino, che rappresenta la sorgente della condizione ontologica umana: l'uomo di per sé ama, è insito nella sua natura poiché è stato generato nell'amore. È l'amore di Dio a suscitare nello spirito umano il desiderio di amare l'alterità, desiderio che si riversa anche nella pratica educativa: è solo l'amore che crea e trasforma! Infatti chi ha ricevuto spassionatamente amore è spinto a sua volta ad amare in modo solerte e instancabile.

Love isn’t a feeling: it’s an attitude. Love is the disposition of the human soul that goes beyond the simple emotional feeling. Love requires instead to satisfy the law of the gif characterized by reciprocate. Give is the desire to reproduce again that offer pure, questionable and without compensation. Love also involves the annihilation of one’s own selfishness and narcissism so that the presence of others can be valued in all its dimension, beyond the mere possession of the other. This implies that love has at the center of its action the Good of the other: disinterested, universal and ultimately lost must be the mature love to be considered such. The union of all three faces of love considered by the ancient Greeks is therefore required: Eros, Philia and Agape. Agape is the perfect love, traceable to the divine, which represents the source of the human ontological condition: man in himself loves, is inherent in his nature. He was born in love. It’s the love of God that inspires in the human spirit the desire to love otherness, a desire that also pours into educational practice: it’s only love that creates and transforms!