Verso una pedagogia della sensibilità. La comunicazione non verbale e le competenze dell’educatore del nido nella cura e relazione educativa

Studente: Cristiana Feroleto
Titolo tesi: Verso una pedagogia della sensibilità. La comunicazione non verbale e le competenze dell’educatore del nido nella cura e relazione educativa
Docente relatore: Prof.ssa Claudia Puzzovio
Docente controrelatore: Prof.ssa Laura Elia
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Lucia Ferraro
Data discussione tesi: 12 gennaio 2021
Baccalaureato/Laurea Triennale in: Scienze dell'educazione - Educatore della prima infanzia

I momenti di cura sono considerati, fin dalla nascita del bambino, occasioni privilegiate per la creazione di relazioni e legami significativi con l’adulto, e fonte costante di rifornimento emotivo, in grado di accrescerne la fiducia e l’autostima. È fondamentale, nel lavoro educativo al nido, saper accogliere e comprendere soprattutto i segnali preverbali con cui il bambino si esprime. Risulta pertanto essenziale, per legittimare i suoi bisogni ed emozioni e trasmettergli profonda sicurezza, che l’educatore operi rispettando tempi e ritmi individuali di ciascun bambino. Un educatore presente nella relazione attraverso modalità di interazione e pratiche di cura premurose e sensibili, riuscirà a rispondere in maniera puntuale ed appropriata alle richieste e necessità che emergono. È attraverso competenze teoriche interdisciplinari, ma anche e soprattutto sociali, unite alle pratiche di cura quotidiane, che si costruisce il rapporto fra bambino ed educatore concedendo ad entrambi il giusto tempo per sintonizzarsi emotivamente l’un l’altro ed entrare in relazione. Il linguaggio corporeo dell’educatore, quindi, può essere efficace strumento di comunicazione nella misura in cui si realizza attraverso un atteggiamento sensibile, una postura relazionale che mira a promuovere benessere nel bambino, accogliendolo nella sua unicità. L’agire dell’educatore dovrebbe favorire la cura educativa intesa come quell’insieme di azioni simboliche, intrise di premure ed attenzioni che vanno dallo sguardo al gesto e che donano tempo alla relazione. La prima responsabilità dell’educatore nei confronti del bambino è di porsi in ascolto, rispondendo con un atteggiamento empatico e riflessivo e con una direzione di senso capace di accompagnare la sua fioritura.

Since the birth of the child, the moments of care are considered privileged occasions for the creation of a significative bond with the adult, and a constant source of emotional supply that can increase the child’s trust and self-confidence. In the educational work of nursery school, it is fundamental to be able to accept and understand the preverbal signals that the child espresses. Thus, it becomes essential that the educator’s work must respect the times and rhythms of every single child in order to validate his needs and emotions and infuse a deep sense of safety. The educator whose relation to the child is expressed through an attentive and sensitive caring, will be able to answer to the child’s requests and needs in the right time and manner. The relationship between the child and the educator is built through theoretical interdisciplinary competences, above all social competences, together with daily caring practice. This kind of relationship gives them both the right amount of time to harmonise emotionally with one another and to get into a relationship. Therefore, the educator’s body language becomes an effective mean of communication insofar it is achieved through a sensitive attitude and a relational stance that aims at the child’s well-being, welcoming their uniqueness. The educator’s work should favour the educational care as seen as a whole of symbolic actions that are soaked in care and attention, i.e. the look and the gesture, that give time to the relationship. The educator’s first responsibility towards the child is to tune in, answering with an empathic and reflexive attitude that accompany the child’s growth.