E’ stato approvata, per l’a.a. 2018-2019, la possibilità, per gli Studenti che sono in possesso almeno di laurea o diploma universitario di durata triennale (o quadriennale), oppure che abbiano conseguito 60 ECTS in percorsi universitari, oppure che abbiano i requisiti previsti dall’ art. 1 comma 597 della legge 205/2017 (c.d. “Legge Iori”), di accedere ad uno specifico percorso di studi che consentirà l’acquisizione della Laurea triennale in Scienze dell’educazione – Educatore della prima infanzia.

Il percorso si uniforma al Regolamento Generale IUSVE e al Regolamento didattico PED e adotta il piano di studi ordinario approvato per tutti gli studenti del Corso di Laurea in Scienze dell’educazione – Educatore della prima infanzia.  

"Dite: è faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. È piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all'altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi, per non ferirli".
(Janusz Korczak)

Lettera del Direttore PED – Educatore prima infanzia 
Care studentesse, cari studenti, il Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione, nel suo indirizzo relativo all’Educazione della prima infanzia, ha alla base la scelta di ancorare il percorso di studi ad una solida riflessione antropologico-filosofica. Questo trova la sua ragione nella consapevolezza che, prima del “fare”, deve esserci la riflessione sul senso di quel “fare”: prima rifletto sulla visione di persona che mi accompagna nel mio gesto educativo, sul senso della pratica educativa che sto realizzando o realizzerò, sulle ragioni per cui l’educatore deve avere una spina dorsale diritta per poter sostenere il carico di un lavoro che è complesso (per le persone e per le situazioni che deve affrontare), faticoso (perché l’atto educativo porta con sé il peso della responsabilità di chi si assume l’onere del prendersi cura dell’altro), appassionato e altamente motivato (perché per fare un lavoro da “generazione 1000 euro” e per scegliere di stare in contesti spesso molto disagiati serve molta motivazione e spinta ideale). Accanto alle discipline di matrice antropologico-filosofica, fondanti il corso, il percorso è organizzato attraverso un dosaggio equilibrato fra discipline di matrice pedagogica, psicologica e sociologica, a cui si affiancano le discipline giuridiche e le materie più specificamente metodologiche.


La presenza di laboratori, inoltre, diffusi lungo l’arco dei sei semestri di frequenza, con diversi contenuti e modalità di svolgimento, vogliono permettere di avere un continuo momento di applicazione laboratoriale che si affianca a quello di apprendimento e riflessione teorica. Molte delle discipline teoriche, in realtà, presentano la scelta di modalità didattiche partecipate o cooperative, favorendo l’apprendimento di conoscenze e competenze attraverso il confronto e lo scambio di punti di vista su una questione, di saperi preacquisiti, di esperienze personali o professionali. La caratteristica di avere nel corpo docente persone spesso provenienti dal mondo del privato sociale o del welfare pubblico, permette di coniugare la riflessione teorica con l’agire professionale prima ancora di vivere in prima persona l’esperienza concretizzante del tirocinio accademico, concentrato al terzo anno del percorso di studi.

Per chi lo desidera è possibile anche un’esperienza di tirocinio all’estero.

L’esperienza di studi nel nostro Dipartimento permette di vivere esperienze di approfondimento e scambio fra studenti, docenti e territorio, portando personalità accademiche o professionali e esperienze di campo dentro l’università, per testimoniare saperi ed idee che entrano in dialogo con il mondo accademico, nello stile tipico del “LISES – Laboratorio per l’Inclusione e lo Sviluppo Educativo e Sociale”.

Il LISES, infatti, è un progetto di confronto continuo con le realtà territoriali, in particolare con il Terzo settore veneto e friulano, nel corso del quale sono stati avviati contatti che, oltre alla collaborazione per esperienze di tirocinio accademico, hanno portato allo sviluppo di spazi di confronto, workshop, percorsi formativi, seminari e convegni, fino ad arrivare a tavoli di lavoro per lo sviluppo di filoni comuni di ricerca.
Anche quest’anno accademico percorreremo nuove sfide, senza perdere di vista le radici, le ragioni e il senso del percorso che abbiamo scelto. Buon anno accademico!


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Il profilo del laureato
Al termine del curricolo il laureato potrà essere in grado di assistere nella cura e nell'educazione bambini con età 0/3 anni, intrattenere i rapporti con la famiglia, progettare e realizzare, anche in collaborazione con altre figure professionali, iniziative finalizzate alla socializzazione, al gioco e all'animazione, allo sviluppo delle capacità creative e alla promozione di percorsi di autonomia per i bambini, all'accoglienza delle famiglie, anche in chiave interculturale.